Zecchini
Nando forever. Ferdinando Scarfiotti, scenografo. La biografia
Luciano Gregoretti, M. Grazia Copelli
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2010
pagine: 168
La biografia di Ferdinando Scarfiotti, uno dei più grandi scenografi moderni. Con la magia della sua arte ha disegnato un ideale ponte culturale tra Europa e America. Ne sono testimoni in questo libro gli stupefacenti bozzetti da lui creati per il teatro e per il cinema. La sua vita è stata breve, ma la sua arte continua a conquistare e sedurre. In questo libro hanno collaborato: Giovanna Scarfiotti, Emanuele Scarfiotti, Claudio G. Fava, Paul Schrader, Bernardo Bertolucci, Vittorio Storaro, Tonia Cafolla Storaro, Pier Luigi Pizzi, Adriana Asti, Mariano Rigillo, Gabriella Cristiani, Piero Tosi, Gabriella Pescucci, Nic Valle, Enrico Vanzina. Il DVD Video allegato contiene il filmato della sua commemorazione avvenuta il 5 luglio 2008 presso l'Arena Gigli di Porto Recanati e una serie di interviste esclusive.
La Wright. Una cantante fuori dal comune
Majorie Wright
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 208
Leonard Bernstein. Un'anima divisa in due
Alessandro Zignani
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 280
Richard Wagner. Das Rheingeld, un fiume di danaro
Vincenzo Ramón Bisogni
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 156
«Tendere alla perfezione». Lettere scelte e documenti
Felix Mendelssohn Bartholdy
Libro: Libro in brossura
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 196
Scrivere lettere fu per la famiglia Mendelssohn molto più che una semplice pratica comunicativa: già a partire dal filosofo Moses Mendelssohn, la lettera era diventata un autentico strumento di riflessione ad ampio raggio, di pra-tica letteraria, di confronto ideologico e teoretico, di critica e di autoanalisi. Non stupisce, pertanto, che anche nel nipote Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847) l'impegno epistolare fosse diventato un'incombenza quotidiana (puntualmente controllata, negli anni giovanili, dal padre Abraham), talvolta più gravosa e assillante della stessa attività compositiva, come dimostra la mole enorme di lettere costitutiva del suo lascito, un epistolario gigantesco comprendente testi strettamente personali e familiari, ampie e brillanti cronache di viaggio, lettere di lavoro, musicali e generalmente artistiche, insieme a semplici e concisi biglietti legati alle più svariate esigenze quotidiane: in ogni caso, testi elaborati con una varietà di registri del tutto straordinaria e tale da offrire un ritratto quanto mai preciso, articolato e variegato, comunque sempre affascinante, di un autore molto più complesso, inquieto e problematico rispetto all'immagine consegnata spesso dagli storici della musica: un autore aperto, generoso e disponibile, che, come artista, fu alla perenne ricerca di quell'equilibrio e di quella perfezione che sentiva sempre meno presenti nella realtà culturale del tempo.
Giorgio Gaslini. L'uomo, l'interprete, il compositore. La musica raccontata da una voce «fuori dal coro»
Davide Ielmini
Libro: Libro in brossura
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 120
Giorgio Gaslini: un dialogo intorno alla musica con un interprete ribelle dei nostri tempi. L'ultimo libro di Davide Ielmini apre nuove porte sull'esperienza didattica e musicologica del maestro milanese. Uno fra i massimi protagonisti dell'Arte di questa nostra epoca si racconta ed esce allo scoperto con grinta e simpatia. Il jazzista e l'autore colto - ma anche una vera voce "al di fuori dal coro" - si presenta senza cedere ai compromessi del mercato e delle istituzioni. Gaslini parla di se stesso, delle sue esperienze nel campo dell'educazione musicale, di quanto l'Italia sia in ritardo nell'accompagnare i giovani nel raggiungere la piena coscienza nell'ambito dei conservatori, della composizione e dell'interpretazione. Del pianoforte "amico-nemico". Di come si possa cambiare alla soglia degli ottant'anni e dei sessanta di carriera ininterrotta. Una chiacchierata aperta, incondizionata, libera da qualsiasi pregiudizio o timore. Pungente anche nei confronti della critica musicale. E della politica. Un incontro che mette a nudo un musicista coraggioso come altri non avevano mai fatto prima. La testimonianza di un grande artista refrattario ai clientelismi ed ai favori delle "caste" italiane. Un manifesto di buonsenso e numerosi affondi su ciò che è la musica oggi, e come potrebbe essere.
Le parrucche di Hoffmann. Un omicidio «musicale» a Berlino
Alessandro Zignani
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 156
Nel 1817 Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, è giudice di corte penale a Berlino. La sua vita, e la sua personalità, sono scisse in due: di giorno, tutela la dignità della legge, di notte dà corpo ai fantasmi della sua morbosa sensibilità di sifilitico. La malattia incide sui suoi muscoli e nervi. Tornato dalle udienze, si asside su di un seggiolone tarlato e scrive i suoi racconti dell'incubo, mentre la sua vicina, Frau Graube, tempesta il clavicembalo con suoni straniati e inquietanti. Tra loro, c'è la simbiosi dei moribondi. Un giorno, al cospetto del giudice Hoffmann viene introdotto il garzone di bottega Daniel Schmolling. In un raptus, ha sgozzato la convivente, uccidendo anche il figlio che lei gli portava in grembo. Hoffmann a poco a poco entra in simbiosi con l'assassino. Contro la perizia psichiatrica che lo dichiara incapace di intendere e di volere, si mette d'impegno a dimostrare la colpevolezza di Schmolling. La sua pazzia, è un'aggravante. Se l'arte è follia, giustificare l'assassinio con la follia, è uccidere l'arte. Ma Schmolling - Hoffmann lo impara presto - conosce già da tempo sua eccellenza il giudice, la cui opera, Undine, ha avuto un ruolo importante nel suo progressivo delirio. Schmolling, uccidendo, ha compiuto quell'opera d'arte che Hoffmann, per viltà, ha rifiutato di confidare al mondo. Mandando Schmolling alla forca, Hoffmann capisce che uccide se stesso, e l'idea di bellezza in cui ha creduto.
Thomas Schippers. Apollo e Dioniso, Eros e Thanatos
Maurizio Modugno
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 344
"Thomas Schippers era giovane anni fa, era l'angelo anni fa e niente è più malinconico della condizione d'un giovane ignorato dai giovani e prigioniero d'una cassetta così piccola e così leggera" (Giovanni Mosca). Un giovane, Schippers, certo: perché non ha mai conosciuto la vecchiaia, perché la gattopardiana "signora con la veletta", la Morte, l'ha ghermito anzitempo. Un direttore d'orchestra il cui battito - del cuore e del tempo - è ormai cenere chiusa in quella cassetta, incastonata nelle pietre di Piazza del Duomo, a Spoleto. Un musicista verso il quale la storiografia del podio e del golfo mistico non è reticente, ma che il nostro tempo va dimenticando, che i nostri giovani vanno ignorando, che l'attualità volubile pone nelle retrovie. Ricostruire la figura umana ed artistica di Schippers, è un atto criticamente urgente per poter dire, senza peccar d'omissione, l'appassionante racconto dell'opera e del concerto nella seconda metà del Novecento prima che il vento ne sperda le memorie. Il libro dedicato a Thomas Schippers è senz'altro "outsider" in questa collana, per estensione e per apparati critici. Insieme ad una biografia ricostruita sotto la duplice angolatura soggettiva e contestuale, vi sfilano, nel testo e fuori testo, "memorie", testimonianze piene d'interesse e d'affetto; e vi s'accodano una cronologia e una discografia minuziose: ché l'opinione non può andar disgiunta dal dato e viceversa.
Franco Corelli. Irresistibilmente tenore
Vincenzo Ramón Bisogni
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 240
Personalità vibratile e tormentata di tenore dalla voce d'impatto eccezionale, monolitica eppure addestrata a virtuosismi tecnici inattesi, a tanta dottrina vocale Franco Corelli pervenne attraverso un affinamento né facile né indolore, tra dubbi e dilemmi, scoramenti ed orgogliose consapevolezze, sofferti in privatissima solitudine, sia pure con il sostegno di una consorte che seppe svolgere per lui una discussa quanto insostituibile funzione di music coach. Artista di prestigio incontestabile, collega alla pari di celebrate primedonne (Nilsson, Tebaldi, Callas) Corelli vantava una prestanza d'atleta, rara avis nella categoria tenorile che annovera ancora troppe sagome risibilmente inadeguate. Figurava per questo romanticamente credibile in tanti eroi del teatro verdiano (Alvaro, Ernani, Manrico pressoché ineguagliabile), o nelle più prestanti delle figure pucciniane (in primis, Calaf eclatante). Sensazionale Raoul de Nangis e Pollione mai inferiore a quelli più celebrati, in Carmen fu un veemente José dando uguale risalto alla facies piagata del personaggio. Prestando ascolto ad una capacità di autocritica fin eccessiva che lo determinò a farsi rimpiangere piuttosto che compiangere, Corelli preferì abbandonare le scene dopo venticinque anni e più di carriera internazionale (tra Scala, San Carlo, MMF, Staatsoper di Vienna, Met), forte di un lascito documentale esaustivo quanto pochi altri.
David Oistrakh. Lo splendore della coerenza
Alberto Cantù
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 242
David Fëdorovich Oistrakh (Mosca 1908-Amsterdam 1975) ha fatto la storia del violino nel Novecento. Amico, collaboratore e interprete esemplare di Shostakovich e Prokofiev, concertista amato oltre che ammirato dai colleghi e dal pubblico di tutto il mondo, "Re David" trasfigura una tecnica strepitosa in espressione naturale ed eloquente sempre al servizio della musica con una coerenza splendida arte-vita. Il libro analizza il rapporto simbiotico dei russi con la musica, il contesto storico, artistico e politico fra Rivoluzione d'ottobre e Disgelo che fa da cupo scenario a Oistrakh uomo e artista, la forsennata vita concertistica di chi viene esibito dall'URSS come "violinista sovietico per eccellenza": ideale prodottosimbolo da esportazione. Vengono analizzate non solo le interpretazioni di un violinista dalla discografia vasta come poche ma anche quelle del camerista da sempre, specie in Trio e Quartetto e del direttore d'orchestra, dagli anni Sessanta, ospite di titolati complessi internazionali. Il tutto con commenti e testimonianze di artisti di ieri come Menuhin e di oggi: da Accardo a Quarta e Repin in conversazione con l'autore. L'indagine non trascura chi formò l'artista, il grande Piotr Stolyarski, né Oistrakh didatta dalla cui classe al Conservatorio di Mosca escono a decine vincitori di Concorsi internazionali: Gidon Kremer per tutti.

