Zecchini
Angelo Mariani tra Verdi e la Stolz. Come in un dramma del teatro borghese
Vincenzo Ramón Bisogni
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 156
Sergiu Célibidache. La fenomenologia per l'uomo
Umberto Padroni
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 232
Olivier Messiaen. Saint François d'Assise. Cammino verso la joie parfaite
Silvia Corbetta
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 146
Carlo Maria Giulini. Una demonica umiltà
Alessandro Zignani
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 216
Un tetto alla Scala. Milano 1943-1944
Federico Bianchessi
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 308
Conservazione di beni culturali musicali. L'organo Carrera a Nerviano
Vittorio Giola
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2008
pagine: 130
Juanita Caracciolo
Roberta Paganelli
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2008
pagine: 198
Juanita Caracciolo, nonostante sia stata definita da Rodolfo Celletti «probabilmente il soprano più rigorosamente e squisitamente lirico della sua epoca per voce, aspetto, gusto, interpretazione, scena, repertorio», è stata ingiustamente dimenticata. L'autrice privilegiando la documentazione inedita e rara, si è pertanto proposta di rinverdire il suo ricordo ricostruendo l'intensa e brillante carriera e le tappe fondamentali della sua vita, breve e fulgida come quella di una stella. E stella del melodramma fu invero Juanita Caracciolo, quando, chiamata alla Scala dal grande Toscanini, raggiunse il momento culminante della carriera esibendosi con splendido successo nella Manon Lescaut, nel Mefistofele, in Luisa e ne I Maestri Cantori di Norimberga. Solo la morte, a soli trentacinque anni, interruppe la sua rapida ascesa, ma non riuscì a cancellare la scia luminosa dei suoi trionfi. Fu infatti partner di straordinari cantanti, quali Beniamino Gigli, Pertile, Pinza, tanto per citare soltanto i più noti, e rivestì notevole importanza nel panorama culturale del tempo anche per i contatti tenuti con Mascagni, Puccini, Massenet, Toscanini. Come suggerisce Rodolfo Celletti, fu «una cantante tutta grazia, gentilezza, eleganza, perché la sua voce aveva una delicatezza intima, una melodiosità ovattata e carezzevole», che non cadde però in languidi sentimentalismi.
A.S.S.U.R.D.O. Ricognizione paradossale nella didattica musicale di ogni conservatorio
Alessandro Zignani
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2008
pagine: 228
Nella Repubblica Sudeta, il Ministro dell'Alta Presunzione E Chi Ti Cerca invia un ispettore nei conservatori di Stato. Comincia così il viaggio allucinante del povero funzionario dentro i misteri della didattica musicale: un itinerario surreale, e per fortuna solo frutto della finzione romanzesca. Il rapporto dell'ispettore dà origine, poi, ad un convegno dove tutto si complica via via che sulle rovine del Conservatorio si innestano nuovi livelli e strani corsi abilitanti. Infine, nasce A.S.S.U.R.D.O: l'ateneo definitivo, il fiore all'occhiello della educazione musicale sudeta. Spetterà ad un allievo ancora meno presentabile dei suoi docenti il compito di fare da Orfeo in queste malebolge: il suo diario ci accompagnerà lungo la sistematica distruzione di ogni sapere. Alla fine, emergeremo con una nuova, fiera consapevolezza di quanto lontano sia, il nostro sistema educativo, da queste bizzarre, fantasiose vicende. Ai quiz disseminati lungo il libro il compito di stabilire se il ridere dei sudetici sia, o meno, un nostro diritto.
L'universo di Puccini da Le Villi a Turandot
Alberto Cantù
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2008
pagine: 226
Da Manon Lescaut, "il Tristano di casa nostra", a Turandot, "l'Incompiuta" di Giacomo Puccini, fanno dieci colpi e altrettanti centri. È un fatto eccezionale nella storia del teatro musicale e un'eccezione assoluta nell'opera del Novecento. Basterebbe questo dato per dimostrare la statura della musica e della drammaturgia di Puccini, come il pubblico subito comprese mentre la critica, specie italiana, per una situazione storico-culturale sfavorevole, stentò a riconoscere. Con l'eccezione di George Bernard Shaw, che di primo acchito vide in Puccini l'unico erede di Verdi. Lo riconobbe anche se il mondo pucciniano dista anni luce da quello verdiano nel rispecchiare le ansie e gli smarrimenti dell'uomo moderno, nell'accogliere e lenire i suoi bisogni emotivi. Questo libro percorre l'intera avventura creativa di Puccini operista partendo dalle profetiche Villi e dall'importante esperienza di crescita che fu il tormentatissimo Edgar, di cui abbiamo oggi la "versione prima" ritenuta perduta sino al 2007, fino a Turandot. Il viaggio accompagna il lettore per mano nel mondo pucciniano secondo quei criteri di alta divulgazione che respingono gli ermetismi specialistici senza però rinunciare all'analisi seria e approfondita di colui che oggi si può tranquillamente indicare come uno fra i maggiori uomini di teatro d'ogni tempo.
Victoria de Los Ángeles. Nella musica per vivere (e sopravvivere)
Vincenzo Ramón Bisogni
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Zecchini
anno edizione: 2008
pagine: 4
Victoria de los Ángeles soprano, autentica primadonna malgré soi possedeva innato il dono di saper risalire con trasparente fedeltà alle intenzioni del compositore. Con un incontestato primato nel repertorio francese (Manon, Marguerite, Mélisande, Carmen), si rendeva ammirevole anche in tanto Puccini e, soprattutto, in una miriade di pagine cameristiche: in area mediterranea vantò il merito di aver rimosso il Lied dal limbo della musica in odore di snob e aver donato la levità di vetrofanie art-nouveau agli eccessi di nuance e finesse di tanta letteratura vocale francese. Ma fu nelle adorate composizioni della sua terra che riuscì a veicolare elementi antropologicamente elementari verso la cultura più alta, decantati del corpus vili a mezzo della sapienza del suo canto: qui la voce fluiva nobilmente serena, casta e, all'occorrenza, fremente ed incalzante, quasi a rispecchiare l'atteggiarsi delle discendenti dai grandi di Spagna, o, colorandosi di melismi meridionali, di popolane e gitani, pur sempre governata da un superiore senso del limite e del buongusto. Adulata dalla critica straniera, la più togata, da noi, nell'approccio all'opera italiana, non restò invece esente da riserve. Qui si procede a un primo bilancio della sua arte con partecipazione amorevole, pur senza abdicare alla doverosa oggettività.
Il bianco e il nero. Considerazioni storico-critiche sulla tecnologia pianistica
Nino Gardi
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2008
pagine: 270
Herbert von Karajan. Il musico perpetuo
Alessandro Zignani
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2008
pagine: 240
Un uomo in lotta: contro la solitudine della perfezione, l'inevitabile declino degli anni, la morte di un'intera tradizione musicale. Karajan credeva che la volontà potesse invertire il corso delle cose. L'intera sua esistenza fu spesa nello sforzo di superare le soglie della morte: garantirsi l'immortalità come artista. La sua, fu una reincarnazione di Faust: un Faust sedotto da mefistofelici ingegneri del suono. Per gli appassionati, egli fu, per un lungo periodo, la musica. L'uomo-Karajan, nel suo intimo, era un mistico innamorato della natura. La dissociazione, in lui, tra visionario del futuro e ultimo depositario del romanticismo mitteleuropeo, non fu l'ultima causa del suo isolamento tra una folla che, eppure, lo adorava anche per questo. A cent'anni dalla nascita, la sua poetica della musica appare, pur nella invasività multimediale, il retaggio di un'epoca lontana da noi. Meno di vent'anni dalla morte sono bastati per invalidare gravemente la sua gigantesca utopia: rendere perpetua la bellezza. Ma la distanza è anche uno specchio in cui la sua figura può, infine, apparire vera e umana, in tutta la propria grandezza.

