Zecchini
Dimitri Mitropoulos. Una luce che incatena il cielo
Alessandro Zignani
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2007
pagine: 264
Apostolo della modernità e asceta della arcaizzante Chiesa Ortodossa. Devoto dell'analisi strutturale e orgiastico demiurgo sul podio. Temperamento dionisiaco e sensuale e anacoreta immune alle lusinghe del mondo, cui si sentì sempre straniero. Dietro la manieristica definizione di Mitropoulos come "sacerdote della musica" si celano irrisolte contraddizioni, giochi di specchi che avrebbero potuto far dire al direttore "io, è un altro". La precoce vocazione monastica poi sublimata nell'immolarsi alla musica; il rapporto ambiguo e tormentato con la sessualità; l'attitudine francescana a prodigare il proprio denaro per gli altri; la lotta prima sotterranea, poi aperta, con lo show-business americano e la sua tendenza a fare di lui un personaggio dal glamour di uno Stokowski: rendere 'spendibile' la sua diversità... L'intera esistenza del Greco è un trionfo della fede nella propria missione, perseguita a costo della felicità, la cura di sé e, infine, la stessa vita. "Eccetto per i momenti in cui sono sul podio, io non ho una vita ": diceva di sé. In questo crepuscolo dell'umanesimo che stiamo vivendo, ripercorrere la vicenda di Mitropoulos diventa un modo per riflettere sul collasso di un'intera civiltà: la nostra.
Manuale tecnico del pianista concertista
Piero Rattalino
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2007
pagine: 174
Il manuale intende esaminare in modo non dottrinario ma pragmatico ciò che sta accadendo nella vita musicale e inserire nel gioco, accanto ai temi tradizionali del rapporto con il testo e con lo strumento, il tema basilare del rapporto con il pubblico, della comunicazione. Le prospettive che si aprono per i giovani, siano essi concertisti nel senso tradizionale e limitativo del termine o nel senso di operatori culturali che si avvalgono di forme miste e irrituali di rapporto con il pubblico, stanno rapidamente mutando: è dunque il caso di cominciare a rifletterci sopra senza basarsi né su vecchi né su nuovi dogmatismi.
Jascha Heifetz. L'imperatore solo
Alberto Cantù
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2007
pagine: 240
Jascha Heifetz (1900?-1987) è stato il violinista più influente dopo Paganini. Con un terremoto epocale che muove dal concerto alla Carnegie Hall di New York il 27 ottobre 1917, Heifetz ha fissato le regole del violinismo moderno. La sua visione profetica e la tecnica sovrumana hanno segnato il XX secolo con un'impronta indelebile ridimensionando beniamini quali Elman e Kreisler, provocando un'ecatombe di violinisti già famosi o pronti a spiccare il volo e costringendo tutti, da Príhoda a Perlman, a ripensare il rapporto con lo strumento. Un repertorio smisurato (oltre 30 concerti sempre pronti e i cachet più alti in assoluto: sino a 10.000 dollari), 320 brani per 65 cd ad escludere i dischi non autorizzati, 150 trascrizioni composte ed eseguite con inarrivabile maestria. Un violinista che pubblico e colleghi sentono e un "Imperatore solo": solo per la grandezza e più ancora nel privato di una personalità complessa, inaccessibile e contraddittoria anche quanto al didatta e al camerista importanti. Discografia e videografia a cura di Marco Iannelli.
L'assoluto microcosmo. L'op. 91 di Johannes Brahms
Umberto Berti, Domenico Mason
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2007
pagine: 244
"L'op. 91 si pone, insieme ad alcune altre rilevanti composizioni, all'inizio dell'involuzione, di una introversione così correlata a un vissuto prodigo di risultati artistici e altrettanto parco di relazioni appaganti. Il Brahms cinquantenne percepisce cupamente la propria situazione personale - Kein Haus, keine Heimat, / Kein Weib und kein Kind - e la trasfonde in linguaggio sonoro attraverso termini fonici comunicanti una visione solipsistica e demotivata, in una composta e autofustigante penitenza, un'espiazione finale di peccati esistenziali di omissione affettiva." Nei nostri due Lieder quei prodromi di implosione emotiva che comparivano già nelle opere della giovinezza sono ormai svelati, spiccano venati di un cupio dissolvi ormai presenile, hanno acquisito la tinta rosa freddo dell'uggia inconsapevole.
Gabriel musico maestro di simboli labirinti & terremoti. Ricognizioni in D'Annunzio con una incursione di Davide Rondoni
Piero Buscaroli
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2007
pagine: 234
Liberiamoci dall'Occidente che non ci ama e non ci vuole. L'Italia che "sola è grande e sola è pura", l'Italia delusa, l'Italia tradita, l'Italia povera si volga di nuovo all'Oriente dove fu fiso lo sguardo de' suoi secoli più fieri. Volgiamo le spalle all'Occidente che ogni giorno più si sterilisce e s'impetta e si disonora in ostinate ingiustizie... [Continua, dalla pagina in fac-simile de L'ALA D'ITALIA LIBERATA. DISCORSO AGLI AVIATORI IN CENTOCELLE, IX LUGLIO MCMXIX. Presso La Fionda. In Roma 1919] e in ostinate servitù. Separiamoci dall'Occidente [...] diventato una immensa banca giudea". Da soli otto mesi è finito il Terremoto, e Gabriel, pentito e deluso dell'alleanza scelta quattro anni prima, annuncia ai Compagni che bisognerà punire "quei giusti che tengono la nostra Malta e ci strappano la nostra Fiume [...] Basteranno duecento siluranti aeree ad aver ragione di tutta la massa navale britannica nel nostro Mediterraneo...".

