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Edizioni ETS: Res litteraria

Cavour e l'italiano. Analisi linguistica dell'epistolario

Cavour e l'italiano. Analisi linguistica dell'epistolario

Irene Francesca Koban

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2017

pagine: 332

Tra i principali artefici dell’unità italiana, Cavour cominciò a servirsi piuttosto tardi, e non senza fatica, del futuro idioma nazionale. Lo studio prende in esame il suo epistolario per descriverne, anche grazie al confronto con un piccolo gruppo di scritti destinati alla pubblicazione, la fisionomia linguistica. Chiave di lettura dei dati è la riflessione sulle caratteristiche dei documenti analizzati, e sulla collocazione sociolinguistica dello scrivente. Cavour si rivela infatti un mittente di cultura medio-alta ma privo di formazione letteraria, e proprio per questo la sua corrispondenza permette di entrare in contatto con un tipo di lingua che – a dispetto delle numerose incertezze – sa essere straordinariamente moderno e vitale.
27,00

«Il teatro era allora il suo sospiro». Svevo drammaturgo

«Il teatro era allora il suo sospiro». Svevo drammaturgo

Gabriele Antonini

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2017

pagine: 426

Le opere teatrali di Ettore Schmitz rappresentano una parte consistente del non estesissimo corpus sveviano: l'autore triestino scrisse infatti più di una dozzina di pièces, disseminate lungo un arco temporale di circa trent'anni. Nonostante l'ampiezza della produzione drammatica e a dispetto del grande interesse dimostrato da Italo Svevo per le questioni di teatro – di prosa e non – in articoli, negli scritti saggistici e nei romanzi, la critica ha da sempre riservato un posto marginale alle sue commedie e intorno a esse ha formulato, nel complesso, un giudizio negativo. Questo saggio ritorna sulla questione dello Svevo commediografo, anzitutto ricostruendo – attraverso un'analisi sia delle testimonianze biografiche sia della produzione giornalistica e romanzesca – il rapporto che unì il triestino al mondo del palcoscenico, e proponendo poi una nuova chiave di lettura per i drammi sveviani, incentrata sul conflitto che nei testi si viene a creare tra i protagonisti e l'ostile ambiente che li circonda.
32,00

Manzoni e la cultura tedesca. Goethe, l'idillio e l'estetica europea

Manzoni e la cultura tedesca. Goethe, l'idillio e l'estetica europea

Monica Bisi

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2017

pagine: 173

Mme de Stael, Constant, Baggesen, Goethe, Schiller, Humboldt sono solo alcuni fra i più importanti intellettuali con cui Manzoni viene a contatto negli anni del suo soggiorno parigino (1805-1810) durante i quali frequenta la cerchia di amicizie di Fauriel e comincia a riflettere su alcune tematiche che costituiranno motivi-chiave della sua produzione successiva. In dialogo con l'ampio panorama documentario e storiografico sull'argomento e prendendo le mosse da una lettura parallela di alcuni testi tedeschi e di alcune fra le maggiori opere manzoniane, il volume offre innanzitutto elementi per dirimere l’inaggirabile questione della conoscenza del tedesco da parte di Manzoni per poi riprendere in esame i rapporti che, grazie alla decisiva mediazione di Fauriel, il giovane poeta stringe con i testi dei celebri rappresentanti della cultura d'oltralpe fra XVIII e XIX secolo. Vengono così aggiunte tessere goethiane alla già ricca intertestualità del Carmagnola e si scoprono analogie fra alcune conquiste della “Lettre à Mr Chauvet” e i contenuti delle “Réflexions” di Fauriel, del saggio di Schiller sulla poesia ingenua e sentimentale e degli “Ästhetische Versuche” di Humboldt dedicati all'idillio di Goethe, analogie teoriche che trovano forma letteraria nei brani di ispirazione idillica dei Promessi sposi. Proprio il tema dell'idillio, spesso ostracizzato dalla critica degli ultimi cinquant’anni, si rivela allora determinante nella ricostruzione delle relazioni del giovane Manzoni con il pensiero estetico di matrice germanica, che egli attraversa, anche nel corso degli anni della maturità, alla luce della prospettiva cristiana, rivelando la propria statura di intellettuale davvero europeo.
15,00

Poeti lettori di poeti. Sondaggi sulla letteratura francese in Italia oltre l'ermetismo

Poeti lettori di poeti. Sondaggi sulla letteratura francese in Italia oltre l'ermetismo

Giulia Grata

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2016

pagine: 262

Nell'immediato dopoguerra il cammino della poesia europea, che dalle sue radici romantiche, attraverso simbolismo e surrealismo, era approdato in Italia all'ermetismo degli anni Trenta, sembra giungere ad un'impasse. Dal contatto con la tragedia bellica nasce l'urgenza di squarciare il velo dell'assoluto poetico per tornare a testimoniare concrete esperienze di uomini nella storia. Una nuova disposizione inizia a prendere corpo nella seconda metà degli anni Cinquanta attraverso le voci di Giorgio Caproni, Franco Fortini, Mario Luzi, Vittorio Sereni, Andrea Zanzotto, i quali pur percorrendo sentieri isolati rivelano al fondo del proprio operare poetico alcuni orientamenti comuni: la scelta narrativa e prosastica, il confronto con la tradizione, l'estraneità nei riguardi della neo­avanguardia come del nuovo orfismo. La presente indagine si propone di osservare tale generazione sotto l'angolo dei suoi rapporti con la poesia francese componendo, attraverso una mappa introduttiva e alcuni sondaggi monografici, un quadro della ricezione della poesia d'Oltralpe in Italia tra gli anni Cinquanta e Ottanta: è l'epoca in cui si rileggono in chiave negativa i grandi maestri Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé, si riscopre il realismo espressionistico di Charles Baudelaire, si traducono i versi del giovane André Frénaud e s'intessono cauti dialoghi con i maggiori poeti coevi Jacques Prévert, René Char, Henri Michaux, Francis Ponge.
24,00

Manzoni e Leopardi. Dialettiche dello stile, forme del pensiero

Ottavio Ghidini

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2015

pagine: 224

Manzoni e Leopardi ebbero modo di conoscersi a Firenze nel 1827, ma incontro forse più decisivo fu quello che avvenne, in tempi diversi, sulle pagine delle loro rispettive opere, nelle quali sembra affiorare una memoria che l'analisi intertestuale rivela sommessa ma tenace. Questo saggio, attraverso l'esame di citazioni e allusioni, intende assolvere ai compiti propri dell'esercizio critico, ossia l'accostamento e insieme la distinzione di diverse voci poetiche. La lettura in sinossi dei testi rivela in entrambi i segnali di un atteggiamento dialogico effettivo, di una piena disponibilità al confronto e alla comprensione delle parole e, quindi, delle ragioni altrui (essendo le parole, diceva Leopardi, il corpo dei pensieri). Grazie a questa attitudine dialettica, i due autori hanno definito in maniera sempre più chiara la propria individualità artistica, il proprio stile. Inoltre, uno studio sia pure esemplificativo di come essi recepirono letture comuni da un lato pone in luce innegabili diversità di pensiero, dall'altro mostra doti intellettuali condivise: coscienza storica, lucidità di giudizio, aderenza alla realtà e desiderio di confrontarsi con una ricca tradizione culturale per imprimervi i segni di un rinnovamento durevole e autentico.
21,00 19,95

L'arte compiuta del viver bene. L'oratoria sacra di Cornelio Musso (15 11-1574)

Maria Teresa Girardi

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2012

pagine: 232

Esercitata a partire dai primi anni trenta del Cinquecento da diversi pulpiti d'Italia, particolarmente nella Roma farnesiana di Paolo III, poi ancora di Pio IV e del giovane Carlo Borromeo, l'oratoria sacra in lingua volgare del conventuale piacentino Cornelio Musso (1511-1574), vescovo di Bitonto e padre conciliare, inaugura la storia moderna di tale genere che, lasciati definitivamente alle spalle modi e forme della predicazione medioevale, ancora vivi per certi aspetti in quella quattrocentesca, si ispira, fiduciosa nelle risorse della parola eloquente, ai grandi modelli della retorica classica e patristica. Sollevandosi alla dimensione della letterarietà, l'esperienza oratoria del dotto francescano umanista, formatosi a Padova tra Aristotele e Bembo, segna la strada sulla quale si sarebbero incamminati il più celebre 'discepolo' Francesco Panigarola e, sulle sue orme, i rappresentanti della rigogliosa stagione dell'oratoria sacra secentesca. Questo volume prende in esame, da una prospettiva prevalentemente retorico-letteraria, il corpus delle prediche di Cornelio Musso, due delle quali vengono proposte, con funzione di esempio, in prima edizione moderna, nell'intento di dare ragione del carattere di novità e del grado di responsabilità culturale, oltre che spirituale, di cui erano portatrici entro la temperie storica degli anni contigui al Concilio di Trento.
16,00 15,20

Galileo. La scrittura dell'esperienza. Studi sulle lettere

Galileo. La scrittura dell'esperienza. Studi sulle lettere

Erminia Ardissino

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2010

pagine: 236

21,00

Poesia a corte. Le rime per Elisabetta Gonzaga (Urbino 1488-1526)

Poesia a corte. Le rime per Elisabetta Gonzaga (Urbino 1488-1526)

Stefania Signorini

Libro

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2009

pagine: 296

Il volume rende noti i risultati di una ricerca sulla produzione poetica fiorita presso la corte di Urbino, tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, in omaggio alla duchessa Elisabetta Gonzaga. Il regesto delle raccolte analizzate, manoscritte e a stampa, comprende opere già note, come i versi di Pietro Bembo, il Tirsi di Castiglione e le rime dell'Aquilano, e sillogi liriche meno conosciute, quali, tra le altre, le prove di Panfilo Sasso, Giovanni Bruni de' Parcitadi e Bernardo Accolti, sul quale ultimo, in particolare, agì fortemente il magistero della cultura umanistica di pieno Quattrocento. La lettura dei testi suggerisce la progressiva affermazione di una precisa pratica poetica e di un riconosciuto cenacolo letterario, raccolto attorno alla signora di Montefeltro. Entro l'orizzonte magmatico della lirica di corte, la realtà feltresca costituì dunque un polo significativo, in dialogo e competizione con i palazzi dell'Italia settentrionale e mediana. Alla vicenda poetica si accompagnò l'esaltazione di un ideale muliebre incardinato sul sistema delle virtù classiche, esemplato da Elisabetta e confermato dalle testimonianze iconografiche coeve. Dalla numismatica alla pittura, l'arte figurativa - nell'età di Guidubaldo - contribuì a ratificare un progetto propagandistico fondato sui criteri della misura e di una raffinatezza dissimulata, in fine sontuosamente ritratta da Castiglione nelle pagine del Cortegiano.
18,00

La Crusca nei margini delle postille al «Dittamondo» di Giulio Perticari e Vincenzo Monti

La Crusca nei margini delle postille al «Dittamondo» di Giulio Perticari e Vincenzo Monti

Giulio Perticari, Vincenzo Monti

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2011

pagine: 192

Dopo due isolate edizioni tra Quattro e Cinquecento, il Dittamondo di Fazio degli Uberti conosce una certa fortuna agli inizi del XIX secolo, con tre stampe nell'arco ridotto di una quindicina d'anni, dal 1820 al 1835. Resta invece inedito, affidato a sei voluminosi manoscritti autografi conservati presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro, il tentativo di edizione procurato da Giulio Perticari, prematuramente scomparso nell'estate del 1822. Tali materiali costituiscono un caso editoriale meritevole di indagine non solo perché documentano la stretta collaborazione tra il Perticari e suo suocero, Vincenzo Monti, ma soprattutto perché sono corredati di un cospicuo apparato di postille, tra le quali spiccano oltre settecento note relative al Vocabolario della Crusca. Di queste il volume fornisce l'edizione critica, accompagnata da un'introduzione volta a illustrare le vicende editoriali del poema e da un'appendice che mostra la relazione tra gli inediti del Perticari e la successiva stampa del Dittamondo uscita a Milano nel 1826, sotto l'egida del Monti. Oltre a mettere in luce il modo di procedere dei due letterati nella ricostruzione del testo, le postille, poi parzialmente confluite nella Proposta montiana, dimostrano che, negli intenti di Perticari e Monti, l'edizione del poema avrebbe dovuto presentarsi come un momento di forte polemica nei confronti dell'Accademia della Crusca.
17,00

Il velo di Alcesti. Metafora, dissimulazione e verità nell'opera di Emanuele Tesauro

Il velo di Alcesti. Metafora, dissimulazione e verità nell'opera di Emanuele Tesauro

Monica Bisi

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2011

pagine: 320

Un Tesauro filosofo della letteratura e non solo filosofo per imitazione di Aristotele, anzi, piuttosto 'galileiano', vicino all'empirismo e non estraneo alla visione del mondo imposta dalla rivoluzione scientifica, sia per i contenuti delle metafore che predilige, sia per il metodo con cui procede e insegna a procedere per dar vita alle argutezze, è quello che emerge dalle pagine di questo volume, tese ad indagare il valore ontologico e gnoseologico della metafora così come viene alla luce dalla trattazione teorica dell'autore e a verificare nella pratica testuale delle sue tragedie l'efficacia reale del metodo suggerito nel Cannocchiale aristotelico. Spingendosi oltre il mero ambito della retorica e oltre la semplice variazione sui temi dell'etica aristotelica, la riflessione tesauriana fa dello scopo primario della filosofia aristotelica - e della filosofia in generale - lo scopo della retorica stessa: la conoscenza della verità diventa dunque non solo obiettivo da raggiungere, ma oggetto di una comunicazione che avviene necessariamente attraverso una scelta retorica. Ne risulta un legame quasi necessario fra retorica e verità, fra retorica ed essere, quello indagato dalla metafisica aristotelica come dai filosofi del Seicento, Galileo e gli empiristi in particolare. A stringere questo legame nell'ambiente cortigiano del XVII secolo è spesso la pratica della dissimulazione, che richiede un arguto lavoro con le parole, unica via da percorrere per chi non rinuncia a dire la verità.
28,00

Canoni d'Arcadia. Muratori Maffei Lemene Ceva Quadrio
18,00

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