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Franco Angeli: Filosofia

Weitling e Stirner. Filosofia e storia (1838-1845)

Fabio Bazzani

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 1985

pagine: 212

29,50 28,03

Lezioni di logica

Lezioni di logica

George Goe

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 1983

pagine: XIV-518

59,00

La storia della filosofia nell'età moderna. Dal XIV secolo al XVIII secolo

La storia della filosofia nell'età moderna. Dal XIV secolo al XVIII secolo

Piero Di Giovanni

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2018

pagine: 588

La stesura di una storia della filosofia implica un problema di fondo: se essa debba essere intesa come una "filastrocca di opinioni", così come obiettato da Hegel nelle sue 'Lezioni sulla storia della filosofia'. Al di là dell'essere idealisti o meno, non possiamo sottrarci dal chiarire se la filosofia sia disciplina diversa dalla storia della filosofia, ovvero se la filosofia debba essere studiata o meno sulla base del metodo storico. A tale dubbio la risposta non può che essere affermativa, nella misura in cui si ritiene che (almeno nell'ambito della cultura umanistica e, in particolare, in quello della filosofia) ogni tipo di ricerca non prescinda mai da una possibile problematizzazione e storicizzazione del tema prescelto. La filosofia, in quanto prodotto della ragione, è sempre rivolta alla comprensione della realtà, in una dimensione ad un tempo critica e storica; da ciò discende che non esiste una Filosofia, ma tante filosofie, nel rispetto dei molteplici modelli speculativi che possono allignare nelle varie epoche storiche e nelle diverse aree geografiche del mondo. Se il cosiddetto "evo moderno" non viene inteso come mera fase propedeutica rispetto all'evo contemporaneo, tale periodo storico può farsi decorrere a pieno titolo dal XIV secolo sino al XVIII secolo. Al di là del periodo aureo dell'Umanesimo e del Rinascimento, è opportuno sottolineare la rilevanza del secolo d'oro, ossia del Seicento, in relazione al consolidamento della nuova scienza e alla evoluzione della filosofia. Perciò il Settecento è da considerare in stretta relazione con il Seicento, per cogliere i nuclei centrali del pensiero filosofico e scientifico.
36,00

La storia della filosofia nell'età nuova. Dal III secolo al XIII secolo

La storia della filosofia nell'età nuova. Dal III secolo al XIII secolo

Piero Di Giovanni

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2016

pagine: 450

La stesura di una storia della filosofia implica un problema di fondo: se essa debba essere intesa come una "filastrocca di opinioni", così come obiettato da Hegel nelle sue "Lezioni sulla storia della filosofia". Non possiamo sottrarci dal chiarire se la filosofia sia disciplina diversa dalla storia della filosofia, ovvero se la filosofia debba essere studiata o meno sulla base del metodo storico. A tale dubbio la risposta non può che essere affermativa. La filosofia, in quanto prodotto della ragione, è sempre rivolta alla comprensione della realtà, in una dimensione ad un tempo critica e storica; da ciò discende che non esiste una Filosofia, ma tante filosofie, nel rispetto dei molteplici modelli speculativi che possono allignare nelle varie epoche storiche e nelle diverse aree geografiche del mondo. Perché filosofia nell'età nuova? Se il cosiddetto "evo medio" non viene inteso come mera fase di transizione dall'evo antico all'evo moderno, tale periodo storico può farsi decorrere addirittura dal III secolo d.C. almeno sul piano specifico della filosofia; in questo caso, non si può ignorare che l'elaborazione del Neo-platonismo, per un verso, e il consolidamento del Cristianesimo, per un altro, concorrono alla formazione di una mentalità speculativa, e dottrinale, nuova e diversa da quella della cultura classica intesa nella sua duplice articolazione dell'età ellenica ed ellenistico-romana.
35,00

La storia della filosofia nell'età classica. Dal VII secolo a. C. al II secolo d. C.

La storia della filosofia nell'età classica. Dal VII secolo a. C. al II secolo d. C.

Piero Di Giovanni

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2016

pagine: 528

È possibile una "storia della filosofia"? La stesura di una storia della filosofia implica un problema di fondo: se essa debba essere intesa come una "filastrocca di opinioni", così come obiettato da Hegel nelle sue Lezioni sulla storia della filosofia. Al di là dell'essere idealisti o meno, non possiamo sottrarci dal chiarire se la filosofia sia disciplina diversa dalla storia della filosofia, ovvero se la filosofia debba essere studiata o meno sulla base del metodo storico. A tale dubbio la risposta non può che essere affermativa, nella misura in cui si ritiene che (almeno nell'ambito della cultura umanistica e, in particolare, in quello della filosofia) ogni tipo di ricerca non prescinda mai da una possibile problematizzazione e storicizzazione del tema prescelto [...]. Filosofia o filosofie? La filosofia, in quanto prodotto della ragione, è sempre rivolta alla comprensione della realtà, in una dimensione ad un tempo critica e storica; da ciò discende che non esiste una Filosofia, ma tante filosofie, nel rispetto dei molteplici modelli speculativi che possono allignare nelle varie epoche storiche e nelle diverse aree geografiche del mondo [...]. Ritorno ai classici? La filosofia antica, ovvero la storia della filosofia nell'età classica, continua a costituire il fondamento di tutto il pensiero occidentale nelle sue principali articolazioni cronologiche e tematiche.
35,00

Introduzione alla metaetica

Introduzione alla metaetica

Gianluca Verrucci

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2014

pagine: 160

Che cos'è un obbligo morale? E un valore? Cosa intendiamo quando affermiamo che un'azione è buona? Come riconosciamo le norme e i doveri che pretendono di guidare il nostro comportamento? Possiamo considerare i concetti morali come parte integrante del mondo che ci circonda, e dunque descriverli con una certa pretesa di oggettività, oppure la particolare funzione conativa del discorso morale ci costringe a riconoscerne la natura proiettiva e soltanto illusoria? La metaetica è la disciplina che si occupa di dare risposte a queste ed altre domande intorno alla natura dei concetti fondamentali dell'etica. Ripercorrendo lo sviluppo storico di una disciplina relativamente recente, il volume offre un'introduzione alle teorie principali sviluppate nell'ultimo secolo. Avvalendosi di un linguaggio rigoroso ma accessibile, l'autore ricostruisce il dibattito metaetico contemporaneo prestando particolare attenzione all'analisi dei testi e della loro struttura argomentativa.
20,00

La giustizia in sant'Agostino. Itinerari agostiniani del quartus fluvius non dictus

La giustizia in sant'Agostino. Itinerari agostiniani del quartus fluvius non dictus

Aldo A. Cassi

Libro: Copertina morbida

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2013

pagine: 128

Agostino non scrisse alcuna opera dedicata alla Giustizia. Eppure la dimensione giuridica gli appartenne più di quanto sia stato finora rilevato: dalla sua stessa educazione giovanile all'esaltante esperienza delle liti discusse nel foro per clienti pendentes ex lingua patroni sui; dal deprimente taedium turbarum turbulentarum delle funzioni giurisdizionali come vescovo di Ippona alle accese diatribe canonistiche nei sinodi nordafricani, la giustizia accompagnò costantemente la biografia di Agostino (capitolo 1). Ma a ben vedere (né poteva essere altrimenti) anche la sua bibliografia: molte e profonde sue pagine sono intrise dello sforzo di investigare la Iustitia in tutte le iridescenze del suo spettro: dalla funzione teoretica nel climax Giustizia Conoscenza Verità (capitolo 2), alla complessa configurazione di un "diritto naturale" (capitolo 3), alla formulazione di principia iuris e argomentazioni di matrice giuridica (funzione della pena, giustizia dello Stato, "guerra giusta", punizione eterna ecc.) che informano la Gerusalemme terrena e quella celeste (capitolo 4), e costituiscono preziosi frammenti della mappa che traccia il percorso del quarto fiume dell'Eden (Gn. 2, 10-14), del quale non dictus est il tragitto, perché iustitia ad omnes partes animae pertinet.
18,00

Konrad Lorenz e l'etologia contemporanea. L'eredità problematica di uno scienziato inattuale

Konrad Lorenz e l'etologia contemporanea. L'eredità problematica di uno scienziato inattuale

Marco Celentano

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2011

pagine: 160

Padre fondatore dell'etologia, primo ispiratore dell'epistemologia evoluzionistica, "Premio Nobel per la Biologia o la Medicina", Konrad Lorenz è stato uno degli scienziati più importanti, ma anche più controversi e discussi, del Novecento. Ad oltre venti anni dalla morte, persistono, nei linguaggi e nei metodi delle scienze del comportamento, un imbarazzo ed un debito nei confronti di questa scomoda figura paterna, che si traducono in forme di rimozione o rielaborazione "mimetica" dei suoi contributi. Nel libro, facendo un bilancio dei molti anni di studi dedicati alla sua opera, e al significato filosofico dei problemi sollevati dall'etologia, ho inteso raccogliere, senza pretese esaustive, la sfida lanciata all'inizio del nuovo millennio dal primatologo Frans de Waal: "Fare i conti con Konrad Lorenz", con la sua eredità scientifica e la ricezione della sua opera, con il suo singolare approccio alla "critica della civiltà moderna".
25,50

L'uomo (in)formato. Percorsi nella paideia ieri e oggi

L'uomo (in)formato. Percorsi nella paideia ieri e oggi

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2011

pagine: 152

Volto alla formazione globale dell'uomo, l'ideale classico di paideia si è rivelato modello educativo di straordinaria e duratura efficacia, improntando di sé l'età medievale e moderna e trovando infine una traduzione originale e feconda del concetto di Bildung, affermatosi in Germania a partire dall'Illuminismo. Può apparire un paradosso che anche nell'attuale panorama culturale, caratterizzato dalla estrema parcellizzazione e specializzazione dei saperi e dal privilegiamento dell'istruzione tecnico-scientifica rispetto alla tradizione umanistica, questo antico ideale mantenga una rilevante "attualità". Eppure, come mostra questa raccolta di saggi, è proprio rifacendosi ad esso che è possibile dare risposta alle esigenze, oggi particolarmente avvertite, di trovare un punto di incontro tra queste diverse forme di cultura, e di mettere a fuoco la identità stessa dell'uomo che costituisce l'oggetto del processo formativo. Affiancando contributi di carattere storico, che analizzano aspetti particolarmente significativi della paideia greca e alcune sue non meno significative riprese, ad altri, che mettono a confronto questo concetto con orizzonti teorici e disciplinari ad esso tutt'altro che contigui, il volume consente di verificare da una prospettiva originale i molteplici nessi che uniscono il nostro presente alla tradizione classica.
19,50

Metaphora absurda. Linguaggio e realtà in Paul Celan

Metaphora absurda. Linguaggio e realtà in Paul Celan

Marianna Rascente

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2010

pagine: 208

Metaphora absurda è una lettura del linguaggio poetico di Paul Celan. La poesia, antimetaforica e antiermetica, è Pessach (Pasqua, passaggio) e liberazione verso la patria promessa dei liberi e degli indimenticati. Celan ingaggia la metafora non per chiudere totalmente la relazione all'interno del linguaggio, come fa la poesia pura in direzione del figurato e del traslato, ma per ripercorrere à rebours il cammino verso la realtà. Per funzionare come 'inaudita' metafora, antimetafora. Realtà contro Verità, Celan risponde con la poesia alla filosofia del linguaggio di Heidegger e la riduce, in un virtuale confronto, al silenzio; e si confronta sia con i vivi (Bachmann, Sachs, Susman, Adorno, Lacan), sia con i non più vivi (Wittgenstein, Husserl, Mandelstamm, Landauer), avventurandosi da pioniere in un pericoloso attraversamento: uno Schibboleth tra acque, ghiaie, nevi e lande dell'amato Est, per cercare, da terra straniera, un rimpatrio, anche estemporaneo, come una tenda. Questa tenda può essere solo la poesia, a partire da cui e dentro cui è possibile trovare ancora voci e membra di etica, di religione, di politica. In particolare, il linguaggio poetico fa i conti con una frattura irreparabile rispetto alla realtà: l'esperienza dello sterminio degli ebrei, comunemente interpretata come il tema della poesia di Celan, viene qui affrontata come fatto linguistico da lui percorso per sconfiggere, col linguaggio e in esso, il meccanismo nichilistico innescato dalla storia.
26,50

La ragione salvata. Sulla «Filosofia cristiana» di Edith Stein

La ragione salvata. Sulla «Filosofia cristiana» di Edith Stein

Marco Paolinelli

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2010

pagine: 272

La vicenda di Edith Stein è diventata nota anche al di fuori della cerchia degli specialisti. Ebrea, allieva di Husserl a Gottinga e quindi sua assistente a Friburgo, battezzata nella chiesa cattolica dopo un lungo periodo di incerdulità, monaca carmelitana ed infine martire nel lager di Auschwitz: la sua esperienza non può mancare di colpire. In questo volume viene approfondita la sua concezione della filosofia e il rapporto di quest'ultima con la fede. La ricerca è condotta lasciando parlare Edith Stein stessa attraverso il suo epistolario, la sua autobiografia, gli scritti minori e situando la sua riflessione nel contesto di tutta la sua vita e della sua esperienza culturale e spirituale.
32,00

Metafore del vivente. Linguaggi e ricerca scientifica tra filosofia, bios e psiche

Metafore del vivente. Linguaggi e ricerca scientifica tra filosofia, bios e psiche

Libro: Libro in brossura

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2010

pagine: 336

Nel dibattito scientifico ed epistemologico è divenuto ormai centrale il ruolo della metafora non solo come oggetto di studio, ma come strumento d'indagine (ruolo cognitivo) e di elaborazione teorica (ruolo costitutivo), e ciò specialmente nelle scienze del vivente. Per la prima volta in questo volume si indaga e si discute l'uso della metafora negli apparati concettuali, negli stili di pensiero e nelle strategie argomentative della scienza, affrontando la questione da prospettive radicalmente diverse. Mettendo così in luce i molteplici collegamenti tra scienza, linguaggio comune, cultura e mito, emergono sia le proiezioni e i prestiti concettuali fra le diverse discipline che i diversi usi significativi, e di certo non univoci, della metafora nella scienza. Fra i vari modi di operare del metaforico possiamo quindi individuare dei veri e propri "modelli di metafora" e in questo libro si esaminano sia le loro applicazioni che le loro possibili reificazioni e strumentalizzazioni. Si offre così uno spaccato dell'attuale stato dell'arte sulla metafora secondo un profilo storico e teorico, problematizzandone il ruolo rispetto all'iconicità, alle simulazioni e ai modelli.
36,50

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