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Guanda: Piccola biblioteca Guanda

La prova. Un viaggio nell'Est Europa sulle tracce di Primo Levi

Marco Belpoliti

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2017

pagine: 220

Nel gennaio del 1945 Primo Levi fu liberato da Auschwitz e da lì intraprese il lungo viaggio di ritorno a Torino attraverso l'Europa occupata dai russi e dagli americani. Vent'anni dopo raccontò quest'esperienza nella Tregua. Tra l'ottobre del 2004 e l'estate del 2005, Marco Belpoliti e il regista Davide Ferrario si sono messi sulle tracce dello scrittore per trarne un film, "La strada di Levi". In un percorso a tappe che li ha portati dalla Polonia all'Ucraina, dalla Bielorussia alla Moldavia, dalla Germania all'Austria, hanno visitato i luoghi in cui era passato Levi, documentando quello che vedevano e ascoltando le storie che quei posti e le persone che li abitavano avevano da dire loro. Da questa esperienza è nato anche il volume di Belpoliti "La prova": un taccuino di viaggio, un racconto fatto di parole, fotografie e disegni nei luoghi della Tregua per capire l'Europa che sarebbe venuta. Pubblicato con una nuova postfazione a distanza di dieci anni dalla prima uscita, il libro si muove agile tra storia e memoria, tra passato e presente, tra crolli e apocalissi presenti e future, e costituisce anche un modo per entrare nell'opera di Primo Levi attraverso un corpo a corpo con le sue parole, le sue idee, i suoi pensieri.
14,00 13,30

Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima

Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima

Armando Massarenti

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2016

pagine: 208

«Alle grandi domande della filosofia forse conviene rispondere in breve. Almeno questa è la nostra scommessa. Non sempre è possibile, ovviamente, e certo le risposte non potranno essere definitive. Ma a ben vedere questo vale anche per le sontuose trattazioni cui ci hanno abituato i pensatori di ogni tempo. Noi perseguiremo un obiettivo assai più limitato, ma partiremo comunque da questioni importanti, decisive. E per mostrare che facciamo sul serio partiamo da quella che tutti prima o poi finiamo per porci, resa celebre anche da un film dei Monty Python: Qual è il senso della vita?» Per trovare una risposta a questa e ad altre domande «di senso», come si dice oggi in Italia, Armando Massarenti ha indagato alcuni dei temi filosofici più dibattuti e complessi, dalla libertà alla morale, dalla verità allo scetticismo, dalla saggezza all'autoinganno, mettendoli alla prova della quotidianità e osservandoli con indipendenza di giudizio, senza arretrare davanti alle loro contraddizioni e ai loro paradossi. Ad esempio, come comportarsi di fronte allo sport preferito dagli australiani, quello del «lancio del nano»? Un libertario può davvero giustificarne il divieto in nome dei «diritti umani»? Oppure, cosa accadrebbe a chi applicasse fino in fondo l'affermazione antidogmatica per eccellenza, «so di non sapere»? Chi sono oggi i veri nichilisti, relativisti e miscredenti? Che male c'è a essere atei o agnostici? Che cosa significa «prenderla con filosofia»? Viene prima la morale o la religione? È proprio vero che i gusti non si discutono? Siamo «naturalmente buoni» o «naturalmente cattivi»? Che cosa ci rende davvero felici? È possibile mentire a se stessi? Lungo l'itinerario molte domande cariche di aspettative improvvisamente si «sgonfiano», ma allo stesso tempo appare evidente che «per ogni questione che può essere smontata esistono mille altre possibilità per rimontarla». Così, nella varietà e nella mobilità dei loro percorsi, questi «esercizi di filosofia minima» ci offrono un divertimento disincantato e rinfrescante, rivelando l'unità e la novità di uno sguardo e di uno stile. Introduzione di Umberto Eco.
13,50

Oltre la disperazione

Aharon Appelfeld

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2016

pagine: 144

Un bambino ebreo di soli otto anni, cresciuto nel calore di una famiglia benestante della Bucovina, antica provincia dell'Impero asburgico, viene strappato all'improvviso dal suo mondo, dalla sua lingua, dagli affetti più cari e conosce le atrocità di un campo di concentramento nazista, la fuga, anni di solitudine tra i boschi, per approdare infine in Israele, dove diventa scrittore: "uno scrittore profugo di una narrativa profuga, che ha fatto dello sradicamento e del disorientamento un argomento tutto suo". Con le tre lezioni contenute in questo libro, presentate in forma definitiva alla Columbia University di New York, Aharon Appelfeld conduce il lettore al cuore della sua esperienza e della sua narrativa. Con lucidità estrema, e una prosa limpida e luminosa, affronta questioni cruciali, come il rapporto difficile eppure fecondo tra scrittura, memoria e immaginazione; tra arte e orrore; tra Shoah e fede religiosa. Grande è la fiducia nella letteratura e altissimo il compito che le viene assegnato: attingere la verità dai particolari, "riscattare la sofferenza dai grandi numeri, dal terrificante anonimato... ridare alla persona sfigurata dalla tortura il volto umano che le era stato strappato via". In chiusura, una significativa conversazione a tutto tondo con l'amico e scrittore Philip Roth offre l'occasione di ripercorrere momenti e pagine di una vicenda artistica ed esistenziale di rara intensità.
14,00 13,30

Boschetto 125. Una cronaca delle battaglie in trincea nel 1918

Boschetto 125. Una cronaca delle battaglie in trincea nel 1918

Ernst Jünger

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2015

pagine: 160

Sul fronte francese, nel 1918, l'ultimo anno della prima guerra mondiale, il ventitreenne Ernst Jünger è tenente nella compagnia assegnata al «Boschetto 125». In trincea, infilato nel tascapane, ha sempre con sé uno di quegli esili quadernetti sui quali annota i propri appunti: la scrittura accompagna costantemente l'esperienza in campo. In seguito l'autore riprenderà questo diario di guerra per farne un racconto: Boschetto 125. Il giovane ufficiale, che verrà decorato con la croce «pour le mérite», massima onorificenza militare tedesca, narra episodi di combattimento e vita di trincea, descrive la campagna francese sul confine tra Piccardia e Artois attraversata dai reticolati, i villaggi distrutti e abbandonati, i giardini inselvatichiti; dipinge i volti dei combattenti come le figure di un quadro di Bruegel. Snodo decisivo del racconto è lo scontro per la difesa del boschetto, che sarà alla fine conquistato dagli inglesi. È la storia di una sconfitta, dunque. Ma, con ancora nelle orecchie i fischi degli spari, Jünger commenta la perdita del boschetto come un episodio irrilevante sul cui «terribile sfondo si erge il combattente, uomo semplice senza nome; su di lui poggiano il peso e il destino del mondo».
14,50

Nel giardino della musica. Claudio Abbado: la vita, l'arte, l'impegno

Nel giardino della musica. Claudio Abbado: la vita, l'arte, l'impegno

Giuseppina Manin

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2015

pagine: 140

"Un giorno ricreerò quella magia." Claudio Abbado aveva sette anni quando, nel loggione del Teatro alla Scala, i Nocturnes di Debussy diretti da Antonio Guarnieri gli strapparono quella promessa. Ne aveva trentacinque quando della Scala divenne direttore artistico. E cinquantasei quando raccolse da Herbert von Karajan la direzione dei Berliner Philharmoniker. Una carriera luminosa fatta di musica, viaggi, curiosità, impegno: dagli esordi nella Milano degli anni Sessanta, tra utopie e contestazioni di piazza, ai 90.000 alberi chiesti nel 2010 al posto del cachet per tornare nella sua città; dal podio del Concerto di Capodanno con i Wiener a quello del concerto di compleanno di Fidel Castro a Cuba; dal rilancio del Festival di Lucerna alla creazione dell'Orchestra Mozart a Bologna. Tutto questo nonostante la malattia, accettata come una nuova occasione per rimettersi in gioco, quasi una nuova avventura. Nel vivido puzzle di memorie composto da Giuseppina Manin non c'è solo l'artista, ma l'uomo: un Claudio Abbado che ci appartiene e ci interpella più che mai. È vivo il suo messaggio di difesa della natura: lui stesso confessava di sentirsi, in fondo al cuore, "un giardiniere". Sono vive la battaglia per una musica libera e per tutti, e la filosofia del silenzio e dell'ascolto. Sono vivi i suoi passi nei luoghi che amava, dai magici boschi dell'Engadina alle coste ventose della Sardegna. Perché il viaggio, per i veri viaggiatori, non ha fine.
14,00

Conversazione con Primo Levi. Se c'è Auschwitz, può esserci Dio?

Ferdinando Camon

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2014

pagine: 96

Il lager nazista è l'emblema più tragico del secolo appena finito; l'esperienza che più costringe noi contemporanei, e soprattutto noi europei, a riflettere sugli aspetti bui della condizione umana, sul male e le sue radici. In questa conversazione - terminata pochi mesi prima della morte di Levi Ferdinando Camon e l'autore di "Se questo è un uomo" affrontano l'argomento in tutta la sua vastità, ciascuno alla luce delle proprie convinzioni e della propria formazione (non sfugge al lettore l'insistenza sul concetto di "colpa" in una discussione in cui uno degli interlocutori è di matrice cattolica). La "colpa" di essere nati; la responsabilità di chi obbedisce; se la storia sia fatta dai capi o dai popoli; popolo ebreo e stato di Israele; lager nazista e lager comunista; le SS e la polizia di Stalin; se Auschwitz sia la prova della non-esistenza di Dio; scienza e letteratura; se scrivere possa guarire: in questo dialogo intenso e serrato tutte le questioni vengono toccate, e nel suo svolgersi non mancano i momenti di acuto e doloroso disaccordo. Ma anche qui, forse soprattutto qui, si misura la ricchezza di esiti di un confronto appassionato.
10,00 9,50

Il mondo della personalità. Riflessioni per l'uomo occidentale

Rabindranath Tagore

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2013

pagine: 160

L'uomo di fronte al mistero del sovrannaturale; conoscenza scientifica e percezione poetica; individuo e società; arte e morale; l'educazione e la scuola; la condizione della donna. "Il mondo della personalità" raccoglie sei conferenze tenute da Tagore nel fortunatissimo tour americano del 1916, e si colloca idealmente accanto a un altro libro famoso, "La vera essenza della vita (Sddhand)", a sua volta nato da una serie di discorsi tenuti per il pubblico occidentale. Insieme ad esso - in un momento in cui si va riscoprendo in tutta la sua attualità l'opera del poeta indiano - questo volume rappresenta la migliore guida per percorrere una straordinaria biografia interiore, un itinerario letterario e spirituale. La varietà dei temi è tale, nel libro, da rappresentare la vastità d'interessi dell'autore, e al tempo stesso una continuità di preoccupazioni, una perfetta coerenza d'insieme. Al di là dei singoli argomenti, infatti, ciò che s'impone è il loro costante riferirsi alla categoria dell'"armonia": in Tagore vi è, incessante, la ricerca di un equilibrio interiore, di una composizione tra le varie spinte e aspirazioni dell'animo umano, di una sintonia tra uomo e natura. Ed è questo il filo che corre lungo tutto il libro, questo il contributo di riflessione che il poeta indiano reca all'uomo occidentale.
10,00 9,50

L'avventura di scrivere romanzi

Javier Cercas, Bruno Arpaia

Libro: Copertina morbida

editore: Guanda

anno edizione: 2013

pagine: 102

Che cosa vuol dire scrivere romanzi, oggi? Quando due amici, che sono anche scrittori, come Bruno Arpaia e Javier Cercas, si mettono a chiacchierare, si parla di narrativa, di scrittura, ma anche della vita. Della vita e dei sentimenti che si riflettono nei libri e nei romanzi, della Storia e delle storie che si intrecciano, degli amori e delle amicizie, del Male che è dentro di noi e della dignità umana, della verità e della menzogna, della realtà e del tentativo di afferrarla. Questo libro è un coinvolgente viaggio nell'universo dello scrittore spagnolo, ma soprattutto nelle passioni che lo spingono a "scrivere romanzi sull'avventura di scrivere romanzi."
12,50 11,88

Il politico portatile. La questione morale da Aristotele ai Simpson

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2012

pagine: 267

L'uomo è ancora un animale politico come sosteneva Aristotele? Sull'animale siamo più o meno tutti d'accordo; è sul politico che molti di noi preferirebbero stendere un velo pietoso. Machiavelli ci ha insegnato che la politica deve essere separata dalla morale, ma oggi il problema sembra più semplicemente quello di tenere le mani della politica ben distanti dalle ghiotte opportunità dell'immoralità quotidiana. E poiché la questione morale è una cosa troppo seria per essere lasciata ai politici e ai loro vani proclami, occorre anzitutto venire in soccorso del governante dei nostri tempi, che si muove incerto tra occasioni di latrocinio e lancinanti dilemmi etici, ma non può permettersi, come il delfino di Francia nei bei giorni della monarchia assoluta, la confessione di un precettore gesuita come Bossuet. Per questo si è pensato di confezionargli su misura un piccolo tesoro di aforismi, paradossi e citazioni che ripercorre le più eloquenti testimonianze di una lunghissima consuetudine alla corruzione. Una piccola enciclopedia del vizio dalla Roma di Giovenale alla Francia di La Rochefoucauld, da Silvio Berlusconi a Homer Simpson, che può essere sfogliata tanto dai peccatori del ceto dirigente come breviario di conforto quanto dalle anime specchiate e dai sudditi indignati come guida alla sopravvivenza nella giungla dei corrotti.
12,50 11,88

Sulla questione degli ostaggi. Parigi, 1941-1942

Ernst Jünger

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2012

pagine: 189

Nell'agosto del 1941, a seguito di alcuni attentati contro gli occupanti tedeschi, tutti i francesi loro prigionieri vengono dichiarati ostaggi: in caso di ulteriori attacchi, saranno fucilati. È l'inizio di un'inaudita spirale di violenza che culmina nell'ottobre dello stesso anno in vere e proprie esecuzioni di massa, suscitando indignazione nell'opinione pubblica francese e crescenti riserve anche tra i responsabili del comando militare tedesco a Parigi, in conflitto con Berlino. Incaricato dal comando di documentare fatti e responsabilità a futura memoria, il capitano Ernst Jünger stila un resoconto degli eventi asciutto e puntuale. Al documento accosta però la traduzione delle ultime lettere degli ostaggi condannati a morte dopo l'attentato di Nantes del 20 ottobre 1941, strazianti eppure composte e coraggiose. Tanto basta per sublimare la cronaca trasformandola in un omaggio commosso alla dignità delle vittime, per rivelare, dietro il soldato, l'uomo e lo scrittore.
14,00 13,30

Maxima-Minima

Ernst Jünger

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2012

pagine: 112

"Maxima-Minima", ovvero massime concentrate nello spazio minimo dell'argomentazione aforistica. "Minima moralia" distillati in prosa densa e lapidaria, parole lasciate cadere come gocce per scavare nel profondo. Raffica di sentenze pronunciate in successione da mitraglia per lasciare segni incancellabili. È un testo sconcertante - per l'estrema sinteticità inversamente proporzionale alla densità, per l'agilità di una scrittura che impone a chi legge di procedere per brusche frenate, per la velocità di un pensiero che suscita la sorpresa e provoca la sosta dello stupore meditativo. Nate in trent'anni di attenzione lucida decantata in frasi di nitore cristallino, le note dei "Maxima-Minima" prendono dunque la forma di aforismi acuminati, illuminanti, che hanno, nel corpus della produzione jüngeriana, la valenza di un diamante solitario, attraverso cui far rifrangere come in un prisma i lunghi raggi delle ricognizioni del pensatore, e grazie a cui mettere in luce le sfaccettature irriducibili del suo pensiero più che mai atto a illuminare un'epoca tra le più ardue della storia: il più breve e grave (il massimo nel minimo) dei secoli.
12,00 11,40

Ormai solo un Dio ci può salvare. Intervista con lo «Spiegel»

Ormai solo un Dio ci può salvare. Intervista con lo «Spiegel»

Martin Heidegger

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2011

pagine: 176

Ormai solo un dio ci può salvare è il titolo che la redazione del giornale tedesco "Der Spiegel" diede a un colloquio che si svolse tra Heidegger e due inviati del settimanale. Secondo la volontà di Heidegger questo testo - in cui risponde alle accuse di collusione con il nazismo - non doveva essere pubblicato se non dopo la sua morte. Grazie a esso, come scrive Marini nella sua introduzione: "Chi si accontenta di poter dire che Heidegger è stato 'nazista' può (gli è permesso) farlo; chi però vuol saperne di più, può (ha la possibilità di) andare oltre senza che... debba sentirsi trasformato a sua volta in un 'difensore del nazismo'". "Ormai solo un dio ci può salvare" è un contributo al chiarimento del "caso Heidegger", ma anche lo straordinario documento di un pensiero che - venerato o detestato che sia - domina la filosofia europea del Novecento.
13,00

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