Il Saggiatore: La cultura
Nostalgia dell'antico e fascino della macchina. La storia della Kunstkammer e il futuro della storia dell'arte
Horst Bredekamp
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 128
Le "Kunstkammern" erano luoghi deputati a una particolare forma di collezionismo, che prevedeva la catalogazione con criteri enciclopedici di oggetti preziosi e curiosi delle arti, delle scienze e della tecnica raccolti in base al gusto personale del proprietario. Analizzando in modo originale questo aspetto della storia dell'arte, l'autore cita aneddoti, interpreta dipinti celebri, consulta filosofi o teorici dell'arte e fa luce sull'imprevista affinità tra sculture antiche e macchine. Al centro, l'idea dell'uomo come "secondo Dio" che, in quanto "creatore", aspira al superamento della barriera tra arte e tecnica, tra arte e natura.
Le pietre false di Marrakech. Appunti di storia naturale
Stephen Jay Gould
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 476
Avviandosi verso la fine del millennio, ma anche verso la fine della propria esistenza, nei ventitré saggi raccolti in questo volume Stephen J. Gould fissa una precisa cornice di riferimento storica, oltre che teorica, in cui inserire le più "storiche" di tutte le scienze: la paleontologia, la geologia e la teoria dell'evoluzione che, come scriveva Darwin, non è altro che una grandiosa "visione della vita". Il libro si apre gouldianamente con tre sguardi singolari sui fossili: dai falsi venduti oggi ai turisti sprovveduti in Marocco, al mistero della "pietra vulva", ai clamorosi abbagli di Galileo e dei suoi confratelli lincei. Gould gioca come sempre sulla varietà dei toni, sul piacere di scoprire e provocare, sulla critica a ogni ottusità e pregiudizio, e questo lo porta a indagare nuove prospettive sul contributo dato all'evoluzione darwiniana dagli scienziati ottocenteschi. Gould spazia dalla critica al darwinismo sociale e ai pregiudizi di stampo razzista di cui fu intrisa ai suoi albori la genetica, all'avversione per la costruzione di armi sempre più efficienti, prendendo spunto dalla comparsa delle armi chimiche e biologiche durante la Grande Guerra, fino a una visita alla chiesa del Santo Sepolcro divisa tra le varie confessioni cristiane, che si contendono stizzosamente gli spazi dell'edificio sacro.
Stati falliti. Abuso di potere e assalto alla democrazia in America
Noam Chomsky
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 347
Per giustificare la propria politica estera, gli Stati Uniti hanno ripetutamente rivendicato un presunto diritto di agire contro gli "stati falliti" del globo, senza rendersi conto di condividerne drammaticamente alcune caratteristiche. Gli stati falliti sono infatti i paesi incapaci o poco propensi a "proteggere i propri cittadini dalla violenza e dalla distruzione" e che si pongono "al di là del diritto nazionale e internazionale". Anche se mettono in pratica alcune funzioni della democrazia, soffrono di un "deficit democratico" che priva le istituzioni del loro potere sostanziale e che mette in serio pericolo i propri cittadini e il resto del mondo: proprio come l'America.
La parola ai barbari. Come i popoli conquistati hanno disegnato l'Europa romana
Peter S. Wells
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 382
Dalla Gallia cisalpina a quella transalpina, dalla Germania alla Britannia, l'espansione romana verso Nord ingloba nell'impero territori abitati per secoli da popoli che gli autori greci e latini identificavano con il nome di "celti" e "germani". I conquistatori li chiamano "barbari" e, in pagine memorabili, Cesare e Tacito ne descrivono gli usi primitivi, lo stile di vita selvaggio, le elementari forme di organizzazione politica: popolazioni senza alcuna tradizione scritta, con una scarsa identità sociale, dedite ancora secondo la testimonianza di Cesare - al sacrificio umano. E per secoli la storia ci è stata consegnata in questi termini. Barbaro, quindi, è stato a lungo sinonimo di arretratezza e inciviltà, divenendo il nome comune con cui stigmatizzare l'altro ritenuto inferiore. Negli ultimi decenni studi e ricerche di carattere archeologico hanno profondamente modificato la percezione di queste popolazioni. All'interno di questa nuova prospettiva Peter S. Wells propone un'articolata ricostruzione delle civiltà dei più antichi abitatori dell'Europa e una storia alternativa dell'epoca romana. Il risultato è un viaggio nel tempo che dall'età del Ferro giunge fino al III secolo d.C.: resti di mura e templi, vasellame, gioielli, manufatti e monete provano l'esistenza di società evolute, che dopo la conquista entrano profondamente in contatto con la cultura dei "vincitori" e svolgono un ruolo importante nella trasformazione degli assetti della società romana.
La resistibile ascesa delle donne in Italia. Stereotipi di genere e costruzione di nuove identità
Francesca Zajczyk
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 220
Un libro per fare il punto sulla "società femminile" italiana: il rapporto delle donne con il lavoro, con la carriera e il potere, ma anche con maternità, famiglia e qualità della vita. Cercando di rispettare la contraddittorietà dei molteplici comportamenti individuali che sfuggono a una facile tipologizzazione: ci sono donne disinteressate alla maternità e donne disposte a sottoporsi a tecniche invasive pur di realizzarla; alcune che si identificano pienamente nella carriera e altre invece che si ritraggono dal mondo del lavoro alle prime difficoltà nel gestire i figli. Un percorso di ricerca arricchito da interviste personali e sondaggi che ne contestualizzano l'analisi teorica.
Migrare. Spazi di confinamento e strategie di esistenza
Federica Sossi
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 155
Quando si parla di migrazioni sembra che a contare siano solo cifre e statistiche. Dietro gli stereotipi dell'"invasione", i proclami sulle "espulsioni" o il linguaggio asettico dei flussi, si cela una moltitudine di storie a cui il discorso politico o scientifico non pare disposto a concedere alcuna visibilità. È sulla piega soggettiva delle migrazioni che il volume concentra l'attenzione, facendo emergere frammenti di vissuto di coloro che, dopo avere attraversato l'oceano di sabbia del Sahara e il deserto d'acqua del Mediterraneo, si scontrano con il limes dell'Europa o sono inseguiti, nello spazio in continua espansione di Schengen, da dispositivi di controllo mobili e delocalizzati. Si disegnano così i percorsi di un'umanità fuori luogo, chiamata a scontare sui propri corpi le ossessioni sicuritarie e le politiche di confinamento con cui l'Occidente intende governare il traffico degli umani, ma capace di inventare le proprie strategie di esistenza e resistenza. Intrecciando le riflessioni di Foucault, Arendt e Deleuze alle storie dei senza nome, l'autrice interroga la quotidianità, la vita e la morte di uomini e donne sospesi in "luoghi del nessun dove"; ci permette di seguire così la nuova mappatura dei confini in espansione dell'Europa. Alcuni luoghi spettacolarizzati "teatri del sud": Lampedusa, le isole Canarie, il Marocco, a partire dai quali legittimare le politiche di confinamento dei migranti, costruendo dietro le quinte gli interessi dell'Europa rispetto all'Africa.
Sesso solitario. Storia culturale della masturbazione
Thomas W. Laqueur
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 444
Nella cultura classica, la masturbazione non provocava particolari ansietà, al massimo era oggetto di scherzi e barzellette. E neppure l'ebraismo diede troppo rilievo alla questione: l'unica, vera colpa di Onan era quella di non procreare. Fu in età medievale che la sessualità diventò la piaga da debellare, a favore di una castità salvifica e edificante, mentre l'autoerotismo veniva al massimo considerato una forma di grettezza. A trasformare la masturbazione in un grave problema morale e medico fu, nel 1712, la pubblicazione di un libercolo che ebbe larga diffusione e acquistò notevole credito, malgrado fosse opera di un ciarlatano che pubblicizzava i propri intrugli. Paradossalmente, la masturbazione moderna è dunque figlia dell'era illuminista, che la considerò un atto antisociale con una malsana componente immaginativa. L'incremento degli spazi domestici e della lettura privata e silenziosa furono infatti nuovi fattori che favorivano l'eccitazione solitaria, soprattutto femminile. Solo grazie a Freud l'autoerotismo fu riconosciuto una fase naturale dello sviluppo identitario e sessuale. Fino ad arrivare ai nostri giorni, segnati da provocatorie performance artistiche e dalla commercializzazione dei vibratori.
La disciplina dell'emozione. Un'introduzione alla tragedia greca
Diego Lanza
Libro
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 295
La rappresentazione tragica si costruisce su un doppio movimento: un progressivo disagio cui segue un sollievo. Il disagio è prodotto strappando il pubblico dal quadro della sua vita quotidiana; il sollievo consiste nel recupero delle norme che regolano la vita sociale, delle certezze che gli dei danno agli umani. Un paradigma di questo genere è quello tracciato da Aristotele: pietà e paura, cui segue catarsi. Ma i tratti determinanti del modello aristotelico sono la qualità morale dell'eroe tragico, la sua coerenza psicologica. Aristotele tace sul gioco delle relazioni tra individuo e collettività (tra personaggio e coro), tra uomo e dio, tra incertezza umana e destino.
Libertà, uguaglianza, diversità. Si può vivere insieme?
Alain Touraine
Libro
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 352
Questo saggio può orientare a capire il mondo sorto dopo la fine della guerra fredda, le anomalie e le distorsioni di un'economia che spesso non tiene conto delle contraddizioni che va creando. Un mondo, quello contemporaneo, che presenta delle novità straordinarie: grandi movimenti di popoli, la globalizzazione della cultura, oltre che quella dell'economia, l'integralismo religioso. Ci si può e ci si deve quindi porre una domanda fondamentale: è possibile conciliare la libertà con l'uguaglianza e la diversità?
Breve storia del neoliberismo
David Harvey
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 283
Un'analisi della storia e dello stato attuale del neoliberalismo, che ne esamina le contraddizioni evidenziando come le "libertà" che offre non coincidano con i bisogni reali della gente. Dati alla mano, l'autore dimostra che il neoliberalismo ha restaurato il potere di classe e minaccia le istanze democratiche. Tutto comincia negli anni tra il 1978 e il 1980, quando Deng Xiaoping dà il via alla liberalizzazione economica che condurrà alla Cina di oggi, Paul Volcker cambia drasticamente la politica monetaria americana, Margaret Thatcher diviene primo ministro e il neoeletto Ronald Regan concede maggiori libertà alle lobby finanziarie. La cosiddetta "globalizzazione" ha inizio in quei giorni, quando il benessere dell'umanità è affidato alla libertà imprenditoriale (supportata da strutture militari o paramilitari a difesa della proprietà privata). Vent'anni dopo, i sostenitori di tali strategie occupano posizioni importanti nel campo dell'educazione, dei media, della politica.
In principio fu Tondelli. Letteratura, merci, televisione nella narrativa degli anni novanta
Elisabetta Mondello
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 159
Hanno fatto scalpore, suscitato infiniti dibattiti, scandalizzato e sconcertato. Li hanno chiamati "narrative invaders", cannibali, pulp, buonisti e cattivisti. Fenomeno generazionale o di tendenza per alcuni, l'esordio di autori come Brizzi, Ammanniti, Nove, Ballestra e Santacroce (e di molti altri) è stato un evento culturale importante. Emersi al seguito del lavoro pionieristico di Pier Vittorio Tondelli, hanno introdotto in modo dirompente nella forma-romanzo elementi della contemporaneità: l'iperconsumismo, i centri commerciali (nuovi luoghi/non-luoghi della vita collettiva), i codici delle tribù giovanili, i gerghi, le citazioni musicali che funzionano come una colonna sonora della pagina scritta. Facendo della televisione un soggetto attivo della narrazione (con un universo ipertrofico di programmi, icone del video, spot pubblicitari) propongono una riflessione critica sull'essere immersi nel mondo dei media ed evidenziano il problema del legame tra consumo, identità, immagine di sé e appartenenza al gruppo di riferimento nelle giovani generazioni.
Lingua italiana del dialogo
Leo Spitzer
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2007
pagine: 382
"Ho cercato di spiegare la maggior parte dei fenomeni propri dell'italiano parlato sulla base degli elementi costitutivi del dialogo tra due o più interlocutori" scrive Leo Spitzer nella prefazione. Basandosi su un metodo psicologico-descrittivo e fermamente convinto della peculiarità "intraducibile" e specifica di ogni lingua, per indagare sul "discorso orale 'corretto' di un generico parlante medio italiano" Spitzer cita numerosi esempi attingendo alla letteratura teatrale, Fogazzaro e De Amicis, a poeti dialettali come Porta, Belli, Trilussa e ai racconti popolari del siciliano Pitrè. Tra gli elementi linguistici considerati le forme di apertura e di chiusura del discorso. Alle porte della Prima guerra mondiale Spitzer si augura che "l'impero della pacifica parola" possa trionfare sull'imperialismo della baionetta e dei blocchi militari", confermando la propria vocazione umanista e il senso profondo del suo lavoro, che va ben oltre i freddi parametri accademici.

