Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina
Iscriviti alla newsletter

Laterza: Quadrante Laterza

L'ultima colonia. Come l'Italia è tornata in Africa 1950-1960

Antonio M. Morone

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2011

pagine: 212

Il colonialismo italiano terminò ufficialmente con la sconfitta dell'Italia nella seconda guerra mondiale, ma nel 1950 la nuova Italia democratica ritornò nella più periferica delle ex colonie a guidare l'Amministrazione fiduciaria italiana della Somalia per conto delle Nazioni Unite. La rinnovata presenza in Africa fu l'unica decolonizzazione italiana che venne intesa da parte dell'ex madrepatria come una sorta di prova di recupero: l'esperimento di un colonialismo democratico orientato alla collaborazione piuttosto che al dominio nascondeva però una serie di intrinseche contraddizioni. Nel serrato confronto fra l'amministrazione italiana e la Lega dei giovani somali, gli italiani dovettero dimostrare nei fatti di essere ritornati con l'intento di lavorare per l'indipendenza del paese e i 'giovani somali' furono chiamati a vincere al loro interno le tendenze più estremiste collegate all'Egitto di Nasser. L'indagine di Morone dimostra come l'indipendenza della Somalia nel 1960 se da un lato ha sancito l'inclusione dei somali nella gestione del potere attraverso le elezioni politiche, dall'altro non ha superato il clan quale vecchio elemento dell'amministrazione coloniale e nuovo strumento di mobilitazione politica. Ma, soprattutto, la capacità dell'Italia di elaborare soluzioni politiche e istituzionali durevoli per il futuro Stato somalo fu nel complesso insufficiente, non avendo gli strumenti sofisticati e adeguati per esercitare quell'influenza pervasiva in forma indiretta...
20,00 19,00

Arrivano gli alleati! Amori e violenze nell'Italia «liberata»

Maria Porzio

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2011

pagine: 233

1 ottobre 1943, l'esercito anglo-americano entra a Napoli. La popolazione civile, reduce dalla rivolta popolare che ha scacciato i tedeschi, stremata da continui bombardamenti e dalle violenze delle truppe naziste in ritirata, accoglie i liberatori con manifestazioni di gioia e di entusiasmo, certa che il loro arrivo significhi il ritorno alla tanto attesa normalità. Invece la lunga convivenza con i militari stranieri si rivela difficile e controversa. Soprattutto per le donne. Maria Porzio propone una rilettura dell'occupazione alleata attraverso i complessi rapporti di genere che si sono stabiliti tra donne e uomini. Fra donne e soldati occupanti, fra donne e connazionali nei territori liberati dagli alleati, a Napoli e in Campania, ma anche in altre città dell'Italia centro-meridionale. Le donne appaiono come un prisma attraverso il quale analizzare il rapporto tra 'occupanti' e 'occupati': se fin dai primi mesi dell'occupazione numerosi sono i matrimoni tra le donne italiane e i soldati alleati, svariati sono gli episodi di violenza e diffusissima è la prostituzione. Senza parlare dei pregiudizi e dei risentimenti dell'esercito 'liberatore', che considera gli italiani vinti e complici del fascismo, e di quel sentimento di sconfitta e di umiliazione di quella parte della popolazione maschile italiana amareggiata dalla drammatica esperienza della guerra, dalla prigionia e dalla disfatta militare. È in quest'ottica che vengono interpretate la violenza e l'arroganza dei soldati.
20,00 19,00

Il corporativismo fascista

Alessio Gagliardi

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: 193

Mussolini aveva un grande progetto: la realizzazione della 'terza via' alternativa tanto al capitalismo quanto al socialismo - tramite l'edificazione di una società improntata all'armonia fra le classi e la sostituzione della rappresentanza politica con corporazioni rappresentative del mondo produttivo, del lavoro e delle professioni. Il corporativismo divenne uno dei principali assi portanti del progetto totalitario del fascismo e l'argomento più dibattuto nelI'Italia degli anni Venti e Trenta. Alessio Gagliardi indaga per la prima volta la concreta realtà del corporativismo fascista, il funzionamento delle istituzioni e i risultati conseguiti. L'immagine restituita appare molto più sfaccettata rispetto a quanto generalmente sostenuto dalla ricerca storica. Nonostante l'evidente fallimento, il sistema corporativo accompagnò e favorì trasformazioni profonde nell'organizzazione delle classi e dei ceti e nel rapporto tra la società e lo Stato. Vennero soppresse le libertà sindacali e contemporaneamente sindacalisti e imprenditori partecipavano, insieme al governo e al Partito fascista, alla messa a punto delle leggi e delle decisioni relative alla politica sociale ed economica. Per attuare il corporativismo lo stato fascista non scelse così la negazione dei gruppi di interesse ma la loro 'istituzionalizzazione' e 'fascistizzazione', riconoscendo loro la legittimità politica e una rappresentanza nelle strutture dello Stato.
18,00 17,10

Pacem in terris. Storia dell'ultima enciclica di Papa Giovanni

Alberto Melloni

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: 226

L'11 aprile 1963 Giovanni XXIII firma la sua ultima enciclica, Pacem in Terris. È un atto che il papa sa essere ormai terminale per la sua lunga vita e il suo breve pontificato: mancano cinquantatré giorni alla sua morte e sono passati cinquantatré mesi dalla sua elezione. L'enciclica è rivolta non solo ai vescovi, non solo al clero e al popolo, ma anche agli uomini 'di buona volontà', come mai era accaduto prima. Ma soprattutto è diretta al Vaticano II, al 'suo' Concilio che in quel momento ha archiviato il primo periodo e si prepara a una seconda sessione. Anche per questo insieme di motivi, Pacem in Terris suscita subito passioni e dispute come accade solo per i più grandi atti di quello che la Chiesa latina chiama magistero ordinario. Oggi, alla luce di una documentazione di prima mano sulla sua storia redazionale, l'enciclica della pace mostra pienamente il suo scopo: smuovere un tema che si giudicava centrale per il vangelo; prendere la parola in un contesto di politica internazionale nel quale la parola 'pace' poteva a buon diritto essere data per compromessa dalla sua strumentalizzazione sovietica; accogliere la partecipazione cristiana e cattolica ai movimenti pacifisti che coinvolgeva già tre generazioni; guardare al futuro avendo alle spalle il muro di Berlino o la crisi di Cuba e davanti le tensioni che uccideranno Kennedy o destituiranno Chruscèv.
18,00 17,10

Uomini alla macchia. Bande partigiane e guerra civile. Lunigiana 1943-1945

Maurizio Fiorillo

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: 291

Dall'autunno del 1943 sui monti dell'Appennino ligure-tosco-emiliano, sulle Alpi Apuane e sulle colline circostanti, nacquero piccoli nuclei formati da sbandati, renitenti e disertori dell'esercito della Repubblica di Salò, oltre ad antifascisti di varie tendenze. Queste rudimentali "bande ribelli", spesso nate per autodifesa e formate inizialmente da poche decine d'individui, passarono progressivamente all'azione e a compiere atti di guerriglia, stimolate da militanti dei partiti antifascisti clandestini e dai tentativi di repressione fascisti. Il volume, tenendo conto della recente storiografia e sulla base di documenti di fonti partigiane, fasciste e alleate, ricostruisce la difficile trasformazione dei singoli gruppi, spesso fondati sul carisma del capobanda e sulla conoscenza personale dei suoi membri e con scopi non sempre ben definiti, in un'organizzazione politico-militare con modalità d'azione sempre più complesse. Un processo non privo di rivalità e contrasti tra le forze politiche impegnate nelle bande (in particolare il Pci e il Partito d'Azione), di passi falsi e di episodi tragici. Il mondo "alla macchia" lunigianese emerge come un mosaico complesso, nel quale furono contemporaneamente presenti idealismo e necessità, progetto politico e spontaneismo, patriottismo e opportunismo, l'inevitabile violenza di un conflitto senza regole e la volontà di ricostruire dalle ceneri del disastro bellico un quadro politico diverso e democratico.
24,00 22,80

Il prezzo della ricostruzione. L'emigrazione italiana nel secondo dopoguerra

Andreina De Clementi

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: 215

Molto si è scritto sull'epopea della grande emigrazione che dall'ultimo scorcio dell'Ottocento ha svuotato le campagne, dislocato oltreoceano milioni di nostri connazionali e, accanto a disagi e sofferenze, ha tuttavia aperto nuovi orizzonti e opportunità. Minore attenzione ha riscosso a tutt'oggi l'esodo del secondo dopoguerra. Identico fenomeno, molte analogie, ma anche molte differenze. Anzitutto, la metamorfosi da avventura individuale, tutta lasciata alle strategie e alle risorse dei singoli, a impresa di gruppo controllata dalle burocrazie statali e filtrata da accordi bilaterali; la chiusura degli Stati Uniti all'afflusso europeo e, buon'ultima, l'inedita domanda di mano d'opera femminile, ambitissima, ad esempio, in Gran Bretagna. Senza oltrepassare la soglia dei primi dieci anni post-bellici, questo lavoro sgrana la nuova mappa delle mete che spaziava dai maggiori paesi europei ad altri continenti e registrò il tramonto di quelle destinazioni transoceaniche (gli Stati Uniti, ma anche il Brasile e l'Argentina) che, al tempo del grande esodo, avevano alimentato a dismisura l'immaginario collettivo, mentre l'Australia, il Canada, il Venezuela fecero il loro primo ingresso nel novero delle aspirazioni migratorie. Ovunque però, e spesso ad onta di sostanziosi interessi economici, la mano d'opera estera fu accolta con grande circospezione e sottoposta a mille restrizioni, procedure caviliose, blocchi temporanei e permanenti, discriminazioni di ogni tipo.
20,00 19,00

Il costituzionalismo di Roma antica

Mario Pani

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2010

pagine: VII-197

Esiste un "costituzionalismo" prima delle Costituzioni? Le origini di questo concetto possono essere rintracciate nella Roma antica? Le fonti antiche riservano molte sorprese a questo proposito, sia in dati che in enunciati. Nella Roma repubblicana, ad esempio, assistiamo al sorgere di limiti del potere "statale" con l'idea di fondare questo potere su principi etici superiori; di "garantire" il cittadino singolo e, a volte, "l'individuo" come tale, nei suoi diritti di libertà e di tutela giuridica della propria persona, dei propri beni e della propria reputazione, nonché dei beni pubblici comuni, che anche a lui appartengono. Ma anche l'idea ellenistica di legge di natura, fondendosi col romano "diritto delle genti" e con l'humanitas, favorisce l'instaurarsi di un paradigma superiore al quale devono conformarsi le leggi positive, pena il loro mancato riconoscimento come strumenti giuridici vincolanti.
22,00 20,90

Preistoria della complessità sociale

Alessandro Guidi

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2009

pagine: 298

Le origini dell'ineguaglianza, la meccanica e le cause della trasformazione delle prime società a struttura più o meno egualitaria in compagini complesse, fino alla nascita degli Stati arcaici. Alessandro Guidi, con gli strumenti dell'archeologia, analizza la storia del continente europeo (e, per quanto riguarda le epoche più antiche, del Vicino Oriente) dal Neolitico fino alla metà del I millennio a.C. individuando, nello sviluppo della differenziazione sociale, un unico filo rosso. Quello di un potere che per crescere e svilupparsi adotta, fin dalle epoche più antiche, tecniche sempre più raffinate di acquisizione del consenso.
26,00 24,70

Fascismo e antisemitismo. Progetto razziale e ideologia totalitaria

Francesco Germinario

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2009

pagine: XV-117

"Il vento gelido dell'antisemitismo non lascia immune il sistema ideologico fascista, costringendolo a rivedere paradigmi teorici e definizioni concettuali, in un rapporto, ideologico prima che politico, sempre più stretto con il nazismo". Francesco Germinario indaga, alla luce di nuove ipotesi interpretative - come la "nazificazione del fascismo" -, la relazione tra ideologia fascista e antisemitismo e si confronta con i maestri della storiografia del Novecento.
15,00 14,25

I comuni italiani. Secoli XII-XIV

Giuliano Milani

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2009

pagine: X-200

Le vicende politiche e civili delle città dell'Italia centro-settentrionale dalla fine dell'XI all'inizio del XIV secolo: le loro relazioni con gli altri poteri, il papato, l'impero, le signorie; gli sviluppi istituzionali, le tensioni sociali e le evoluzioni amministrative in duecento anni cruciali nella storia italiana.
18,00 17,10

Il virus del benessere. Ambiente, salute, sviluppo nell'Italia repubblicana

Saverio Luzzi

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2009

pagine: 285

Dalla corsa all'industrializzazione alla presa di coscienza ambientalista, dall'Italia rurale del secondo dopoguerra alle manifestazioni della cittadinanza contro la Tav, il passo è lungo. Mentre con il boom economico l'ambiente si trasforma in risorsa per lo sfruttamento industriale, un fenomeno nuovo e inizialmente sottovalutato fa la sua comparsa: l'inquinamento. Occorrerà attendere il '68, e più ancora il '76 (anno dei disastri di Seveso e Manfredonia), perché l'opinione pubblica se ne avveda e ne riconosca i letali fattori di rischio. La sciagura di Chernobyl, nell'86, rappresenta un ulteriore passaggio di livello: i danni, si dice, sono divenuti globali. È l'inizio di una escalation esponenziale. Oggi la stragrande maggioranza delle patologie che ci minacciano include, tra le concause della loro vastissima diffusione, le gravi alterazioni ambientali. Saverio Luzzi racconta la prima storia sociale di oltre sessant'anni di inquinamento nel nostro Paese e le radicali mutazioni del rapporto uomo-natura.
22,00 20,90

L'archivio antiebraico. Il linguaggio dell'antisemitismo moderno

Simon Levis Sullam

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2008

pagine: 101

La Shoa è l'apice di una lunga storia di discriminazione e persecuzione che, alla fine del XIX secolo, raggiunge un cruciale punto di svolta: per l'Europa lacerata da crisi e tensioni l'antisemitismo svolge la funzione di perfetta "soluzione politica" di comodo o, se si preferisce, di individuazione di un naturale capro espiatorio. Questo volume analizza la genesi e il funzionamento della retorica antisemita nell'Europa moderna e contemporanea. Levis Sullam descrive il formarsi nel tempo di un "archivio" antiebraico di luoghi discorsivi e concettuali, di miti e di simboli periodicarnente riattivati e interpretati a seconda dei contesti storici, sino al definitivo passaggio con l'avvento di nazismo e fascismo - dal piano ideologico a quello politico di persecuzione e sterminio. L'analisi si concentra particolarmente sugli sviluppi che vanno dall'antigiudaismo religioso alle ideologie antiebraiche nella modernità: da Voltaire a Marx, dall'antisemitismo francese dell'affare Dreyfus al caso internazionale del noto falso dei Protocol dei Savi Anziani di Sion, fino ai tragici esiti della "soluzione finale". La questione ebraica d'altra parte ancora oggi non può dirsi conclusa e continua a costituire per l'Occidente una efficace metafora di autorappresentazione.
14,00 13,30

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.