Linguistica
Introduzione allo studio della Sicilia linguistica
Giovanni Ruffino
Libro: Libro rilegato
editore: Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani
anno edizione: 2018
pagine: 91
Nell’accostarsi alla Sicilia linguistica occorre mettere a fuoco alcune questioni preliminari: il rapporto tra lingua e dialetto (dal punto di vista storico-linguistico e sociolinguistico), il concetto di variazione linguistica (nel tempo, nello spazio, nella società), i passaggi cruciali nella vicenda linguistica di uno dei luoghi più importanti nella storia del Mediterraneo. Questi diversi aspetti vengono qui affrontati attraverso alcune rapide riflessioni, introdotte da un “documento” non recente, ma di sicuro interesse anche per il momento in cui fu prodotto. Si tratta della fedele trascrizione di sette brevi conversazioni radiofoniche tra me e il compianto Pippo Fava, il grande giornalista catanese ucciso dalla mafia. Nelle pagine conclusive viene fornita una essenziale guida bibliografica.
Peraulis tasudis paraulis dismenteadis-Parole taciute parole dimenticate. Dizionario tascabile delle parole friulane in disuso
Mario Martinis, Nelly Moretti
Libro: Libro in brossura
editore: Editoriale Programma
anno edizione: 2017
pagine: 312
È incredibile quante storie ci possano raccontare le parole, ma non sempre siamo in grado di ascoltarle. Le parole viaggiano con le persone, sono parte di noi. I vocaboli vanno usati per non essere dimenticati, ma se non si conoscono è improbabile poterli utilizzare. Questo vocabolarietto rappresenta un modo concreto per tenere in vita il ricordo; può evocare un Friuli arcaico, duro certo, ma gentile e sagace, a volte persino sorprendentemente estroso. Con esso si entra in contatto con l'immaginario fantastico friulano dell'agone, dello sbilf e dell'erbolat, si scoprono i nomi di colori come blâf e si ricordano quelli degli antichi mestieri come becjâr, casulin, ciroic. Se vorrete dire che il ragazzo friulano che avete appena conosciuto è un po' sopra le righe, potrete usare la parola mataran, mentre chi ormai ha qualche anno in più si ricorderà che sua madre sulla tavola metteva il mantîl, anziché la tavuae, oppure i vostri genitori vi avranno parlato dei tempi in cui sui prati a fasevin lis marculis. Fra gli oltre mille lemmi troverete altre meraviglie come androne, beorcje, cjarande, daprûf, erte, favite, gnuche, inficje, ledrôs, mossit, norie, alme, prionte, revoc, sgarduf, taviele, usme, vermene, zupet. Poter parlare la lingua dei nostri nonni e dei nostri genitori è poesia. Svegliarsi al mattino e vedere le brose, oppure la zilugne è come continuare a dialogare con i luoghi e le persone che in queste terre hanno vissuto. Nelle parole scorre l'eredità della vita.
Il presente non basta. La lezione del latino
Ivano Dionigi
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2017
pagine: 112
Come mai in un'epoca caratterizzata dalla proliferazione dei mezzi di comunicazione, la reciproca comprensione è più difficile? Come mai ci ostiniamo a credere che il presente si riduca alla novità e che la novità si identifichi con la verità? Come mai le parole di Lucrezio sull'universo, di Cicerone sulla politica, di Seneca sull'uomo colpiscono la mente e curano l'anima più e meglio dei trattati specialistici? Ivano Dionigi, latinista, già rettore dell'Università di Bologna, con "Il presente non basta" affronta tali domande volgendo lo sguardo alla lingua che l'Europa ha parlato ininterrottamente per secoli, attraverso la politica, la religione, la scienza. Il latino evoca un lascito non solo storico, cultuale e linguistico ma anche simbolico: si scrive "latino", ma si legge "italiano, storia, filosofia, sapere scientifico e umanistico, tradizione e ricchezza culturale". Non è un reperto archeologico, uno status symbol o un mestiere per sopravvissuti; è il tramite che - oltre Roma - ci collega a Gerusalemme e ad Atene, l'eredità che ci possiamo spartire, la memoria che ci allunga la vita. È un'antenna che ci aiuta a captare tre dimensioni ed esperienze fondamentali: il primato della parola, la centralità del tempo, la nobiltà della politica. Come mater certa, anzi certissima dell'italiano, il latino - lingua morta eppure resistente nell'uso comune, dal lessico economico a quello politico, medico e mediatico - ci restituisce il volto autentico delle parole.
Di cosa stiamo parlando? Antologia di frasi fatte e tic della lingua quotidiana
Libro: Copertina morbida
editore: ED-Enrico Damiani Editore
anno edizione: 2017
pagine: 106
Dieci autori - linguisti, scrittori, poeti - commentano altrettanti stereotipi e tic della nostra conversazione, specchio fedele della società italiana: "In qualche modo", "Si pre- ga gentilmente", "Esatto", "Location"...Da sempre la conversazione quotidiana è caratterizzata da modi di dire che, volta a volta, esprimono lo spirito del tempo. Solo alcuni di essi sopravvivono darwinianamente e si ria- dattano alle nuove epoche: come il sempreverde "fico" o "figo", inalterato dagli anni '60 ad oggi. Nulla di cui scandalizzarsi. Non bisogna farsi censori del lessico e, se qualcuno dice "un attimino", pazienza.Però mai come oggi, nella nostra società che ha rilanciato anche attraverso i social network la chiacchiera, quelle interiezioni hanno generato un inquinamento verbale che ha soprat- tutto la funzione di riempire il vuoto.
Dizionario etimologico dei dialetti italiani
Manlio Cortelazzo, Carla Marcato
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2017
pagine: 724
Questo dizionario è un'avventurosa spedizione alla ricerca del tesoro linguistico dei nostri dialetti, dalle vallate alpine all'estremo Meridione. Spesso oscurati e repressi in nome della costruzione di una lingua italiana standard, i dialetti custodiscono un vero patrimonio di parole ed espressioni, che ha nutrito con la sua linfa gli scritti "italiani" di alcuni dei nostri maggiori poeti e narratori: da Foscolo a Calvino, da Verga e Serao a Pasolini, passando per Deledda, D'Annunzio, Gadda, Montale, Landolfi... Ma non solo. Il criterio adottato da Manlio Cortelazzo e Carla Marcato infatti non si limita alle testimonianze letterarie: registra l'ingresso di forme italiane nei dialetti e di forme dialettali nell'italiano (la cassata, il grissino), riconosce l'unicità di termini dialettali che non hanno un corrispettivo italiano (come le ormai celebri accabadòras), ricostruisce complicate etimologie (dai bagigi, le arachidi che vengono dall'arabo habb per "bacca" fino al ghiotto supplì, che al francese surprise deve l'allusione alla "sorpresa" del ripieno). Il "Dizionario etimologico dei dialetti italiani" è una vera e propria miniera linguistica, insieme valido strumento scientifico, documento storico-culturale e wunderkammer che riserva scoperte continue per tutti i lettori curiosi.
Sicuterat. Il latino di chi non lo sa: Bibbia e liturgia nell'italiano e nei dialetti
Gian Luigi Beccaria
Libro: Copertina morbida
editore: Garzanti
anno edizione: 2017
pagine: 277
Oggi abbiamo quasi dimenticato il significato originario di espressioni come "capire l'antifona", "in camera caritatis", "refugium peccatorum", "avvocato del diavolo", "bacucco" o "repulisti". In tutta l'era cristiana la pratica religiosa ha intriso con i propri lasciti il linguaggio quotidiano: esclamazioni, intercalari, proverbi, massime, metafore, similitudini. "Sicuterat" è un vero e proprio catalogo ragionato alla ricerca di questo passato da disseppellire, in cui Beccaria si addentra passeggiando tra le parole che hanno accompagnato i discorsi dei nostri padri.
La lingua in cui viviamo. Guida all'italiano scritto, parlato, digitato
Giuseppe Antonelli
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2017
pagine: 272
L'italiano perfetto non esiste, e non è mai esistito. L'italiano continua a cambiare: cambia il nostro modo di usarlo, perché cambia il mondo in cui lo usiamo. In pochi anni si è passati dall'epistola all'e-pistola: e-mail, chat, messaggini, social network. E così - per la prima volta nella sua storia - l'italiano si ritrova a essere non solo parlato, ma anche scritto quotidianamente dalla maggioranza degli italiani. Giuseppe Antonelli ci accompagna tra sigle e parole inglesi, tra punteggiatura ed emoji, tra dialettismi ed espressioni alla moda. Con tono agile e godibile, ci spiega piccoli e grandi cambiamenti della grammatica e del lessico e racconta curiosità e segreti del nuovo e-taliano.
Le lingue impossibili
Andrea Moro
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2017
pagine: 140
Può esistere una cosa come una lingua umana impossibile? Un biologo potrebbe definire impossibile un animale che contraddicesse le leggi fisiche della natura (l'entropia, per esempio, o la gravità). Esistono leggi simili in grado di condizionare le lingue? In questo libro, Andrea Moro, autorevole linguista e neuroscienziato, esplora l'esistenza delle lingue impossibili, alla ricerca dell'"impronta digitale" del linguaggio umano. L'autore ci conduce oltre i confini di Babele, attraverso l'insieme di proprietà che, al di là delle apparenze, tutte le lingue condividono, e indaga le fonti dell'ordine, facendo riferimento a esperimenti che egli stesso ha contribuito a progettare. Paragona la sintassi al rovescio di un arazzo, rivelandone la struttura nascosta, descrive il cervello come un setaccio e ascolta il suono del pensiero attraverso la registrazione dell'attività elettrica encefalica. Parole e frasi, ci dice, sono come sinfonie e costellazioni: non hanno contenuto proprio, esistono perché le ascoltiamo e le guardiamo. Siamo parte dei dati.
Lezione di italiano. Grammatica, storia, buon uso
Francesco Sabatini
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2017
pagine: 222
«La lingua è dentro di te.» L'italiano è la grande lingua di cultura consegnataci dalla storia per nostro uso e consumo. E anche lo strumento cognitivo di cui si è dotato il nostro cervello, dalla nascita in poi, se ci siamo formati qui. Non si può più parlare di lingua ignorando come la natura, che ci ha portato a essere Homo sapiens, ha predisposto aree e funzioni del cervello che elaborano la grammatica. Sì, la grammatica che si forma silenziosamente in noi entro i primi anni di vita nella sfera della lingua orale e che poi bisogna scoprire a scuola: per insegnare agli occhi quello che l'orecchio già sa! Cioè, per imparare a leggere e scrivere, e non solo a livelli di base. «Leggere e interpretare testi di vario tipo; capire che cos'è, precisamente, una 'frase' e cioè incontrare faccia a faccia la grammatica; regolarsi nella varietà di 'stili' dell'italiano; fronteggiare l'azione dei media, che in vari modi spesso ci alienano dalla nostra lingua; liberarsi da alcune preoccupazioni eccessive nell'uso normalmente comunicativo di essa; distinguere tra errore e divergenza stilistica.» Tutti usiamo la lingua, ma pochi lo fanno con consapevolezza. Perdendo la possibilità di sfruttare altre parti del suo immenso potenziale. Francesco Sabatini, presidente onorario dell'Accademia della Crusca, conosciuto dal pubblico televisivo per la sua grande capacità divulgativa, ci insegna a farlo in questa appassionante e innovativa Lezione di italiano.
La lingua dell'opera lirica
Ilaria Bonomi, Edoardo Buroni
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2017
pagine: 323
Il volume è diviso in due parti. Parte prima: profilo linguistico; parole e musica: gli albori e il Seicento; il Settecento: il secolo dei librettisti; il secolo dei compositori, fino a Verdi; tra la fine dell'Ottocento e gli anni Duemila. Parte seconda: antologia di testi commentati; parole e musica: gli albori e il Seicento; il Settecento: il secolo dei librettisti; il secolo dei compositori, fino a Verdi; tra la fine dell'Ottocento e gli anni Duemila.
Linguaggio & comunicazione. Introduzione alla linguistica
Benedetta Baldi, Leonardo Maria Savoia
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Zanichelli
anno edizione: 2017
pagine: 320
"Linguaggio & Comunicazione" vuole accostare in modo progressivo contenuti tradizionalmente presenti nei testi di linguistica ad altri che, pur rientrando a pieno titolo nella prospettiva disciplinare, faticano di solito a trovare posto nei libri di testo e costringono i docenti a proporre materiale integrativo. Per parlare compiutamente di linguaggio, infatti, occorre mettere in luce le sue diverse dimensioni – la dotazione genetica, l’esperienza del parlante e l’interazione con altri sistemi cognitivi – oltre ai meccanismi interni che lo governano, e collegarli con i processi della comunicazione. In questo manuale l’inquadratura sul linguaggio è stata quindi allargata a vantaggio di un orizzonte più inclusivo, quello della comunicazione, nel quale i singoli elementi risultano comunque nitidi. La prima parte del libro presenta il linguaggio come facoltà propriamente umana, la sua natura, la sua origine e i suoi rapporti con la comunicazione non linguistica. La seconda parte affronta le proprietà interne delle lingue naturali e ne esamina la relazione con l’uso che ne fanno i parlanti. La terza parte, infine, è interamente dedicata agli aspetti pragmatici e discorsivi della comunicazione. Il linguaggio viene quindi proposto come una realtà articolata e la comunicazione come la cornice più naturale entro la quale inscrivere e rileggere tutti i fattori in gioco. La bibliografia, oltre al suo naturale ruolo di documentazione della letteratura scientifica, invita alla lettura di altri testi che presentano più approfonditamente una teoria, un pensiero, una proposta. Le risorse multimediali. All’indirizzo online.universita.zanichelli.it/baldi sono disponibili i test interattivi. Per accedere alle risorse protette è necessario registrarsi su myzanichelli.it inserendo la chiave di attivazione personale contenuta nel libro.
Diciamolo in italiano. Gli abusi dell'inglese nel lessico dell'Italia e incolla
Antonio Zoppetti
Libro
editore: Hoepli
anno edizione: 2017
pagine: XII-204
Nell’era del web e di internet, le parole inglesi si insinuano sempre più nella nostra lingua senza adattamenti e senza alternative. Spesso rendono gli equivalenti italiani obsoleti e inutilizzabili, cambiando e stravolgendo il nostro parlare in ogni settore. La politica è infarcita di tax, jobs act, spending review e di inutili anglicismi che penetrano persino nel linguaggio istituzionale (welfare, privacy, premier) e giuridico (mobbing, stalking) amplificati dai mezzi di comunicazione. Il mondo del lavoro è ormai fatto solo di promoter, sales manager e buyer, quello della formazione di master e di tutor, e tutti i giorni dobbiamo fare i conti con il customer care, gli help center o le limited edition delle offerte promozionali. Il risultato è che mancano le parole per dirlo in italiano. Questo saggio, divulgativo ma al tempo stesso rigoroso, fa per la prima volta il punto su quanto è accaduto negli ultimi 30 anni: numeri alla mano, gli anglicismi sono più che raddoppiati, la loro frequenza d’uso è aumentata e stanno penetrando profondamente nel linguaggio comune. Il rischio di parlare l’itanglese è sempre più concreto, soprattutto perché, stando ai principali dizionari, dal 2000 in poi i neologismi sono per quasi la metà inglesi. Finita l’epoca del purismo, la nuova prospettiva è il rapporto tra locale e globale: dobbiamo evitare che l’italiano si contamini e diventi un dialetto d’Europa, dobbiamo difendere il nostro patrimonio linguistico esattamente come proteggiamo l’eccellenza della nostra gastronomia e degli altri prodotti culturali.

