Politica e governo
Perché falliscono i partiti? Dal predominio della DC alla scomparsa dei partiti cattolici
Luciano Bardi, Eugenio Pizzimenti
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2021
pagine: 104
Dopo il 1994, anno della scomparsa della Democrazia Cristiana, il voto dell’elettorato cattolico non è confluito verso un singolo attore di ispirazione cristiano-democratica. La frammentazione dell’offerta politica e il mancato consolidamento delle formazioni postdemocristiane possono essere interpretati alla luce di molteplici fattori. Nel volume sono analizzati i limiti organizzativi che hanno ostacolato la ricostituzione di un unico partito cattolico, a partire dall’ipotesi che i lasciti del modello originario abbiano continuato a produrre i loro effetti, in assenza delle condizioni strutturali che avevano favorito la dominance democristiana. Senza collante sistemico, le correnti presenti all’interno della DC hanno trovato una prosecuzione nelle formazioni politiche analizzate in questo volume: PPI, DL, CCD, UDC. Queste, non avendo sufficienti incentivi per dar vita a un partito unitario, hanno ricalcato i diversi modelli che convivevano nella DC, per quanto riguarda l’insediamento territoriale del party on the ground e il radicamento elettorale nelle diverse aree del paese. L’indisponibilità a condividere una comune progettualità organizzativa, sganciata da una occupazione “garantita” del potere, ha rappresentato la principale causa della mancata rinascita di un partito cristiano-democratico strutturato e competitivo.
Autonomie speciali e regionalismo in Italia
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 2021
pagine: 248
Il volume indaga il tema dell'introduzione delle regioni ad autonomia speciale nell'ordinamento politico-amministrativo italiano, offrendo una ricostruzione d'insieme necessaria per una rilettura comparata della genesi delle regioni a statuto speciale. Ricostruzione che si rivela particolarmente utile per comprendere se alle spalle del regionalismo italiano vi sia stato un progetto unitario e complessivo o se, al contrario, ciascun caso di specialità regionale abbia risposto a dinamiche e contesti differenziati dal punto di vista delle vicende legate alla liberazione nazionale, della posizione geopolitica, della cultura e dei fermenti autonomistici, della presenza di minoranze etnico-linguistiche, della situazione socio-economica. Un secondo interrogativo centrale, che emerge dai saggi pubblicati, è quello formulato già al tempo della rinascita democratica, vale a dire se il regionalismo «speciale» abbia in qualche modo influenzato l'evoluzione della regionalizzazione in Italia. A giudicare dalla tarda attuazione delle regioni a statuto ordinario, la risposta appare scontata. Ma esso è quanto mai attuale ancora oggi, alla luce del cinquantesimo anniversario dell'attuazione delle regioni ordinarie (che coincide anche con l'introduzione del secondo statuto di autonomia della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol) e più in generale del processo di differenziazione regionale in atto, così come della necessità di coordinamento delle politiche pubbliche, soprattutto in materia sanitaria, emersa con particolare evidenza in occasione dell'emergenza pandemica che ha drammaticamente colpito anche il nostro Paese.
Pensare la politica. Una ricognizione interdisciplinare
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 2021
pagine: 440
Da sempre concetto sfuggente, la politica appare oggi un oggetto sempre più difficile da riconoscere e perimetrare. Alla obiettiva difficoltà di definirne i profili, si aggiunge il suo presentarsi con un aspetto fortemente cangiante a seconda della prospettiva da cui la si accosta. Storia, sociologia, filosofia, scienza giuridica e politica, studi internazionali - ognuna delle discipline tradizionalmente addette a esplorare il campo della politica - finisce per proporne una propria immagine e per chiudersi in essa. La scommessa di questo libro consiste appunto nel superare un settorialismo del genere. Centrato su sette saggi fondamentali, in cui altrettanti specialisti spiegano a sé stessi e al lettore quale sia la nozione di politica caratteristica del loro specifico approccio, il volume si allarga poi a una serie di contributi collaterali in cui vengono trattati i grandi interrogativi circa il futuro della politica, la sua crisi attuale e le sue prospettive di rilancio.
Carl Schmitt. Eccezione. Decisione. Politico. Ordine concreto. Nomos
Andrea Salvatore
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2021
pagine: 96
Il testo fornisce un accesso conciso e unitario al pensiero di Carl Schmitt, autore decisivo quanto controverso, attraverso la presentazione e discussione di cinque concetti chiave della sua riflessione. Si tratta di una riflessione scientemente e provocatoriamente a cavallo tra politica e diritto, del cui carattere anfibio si darà conto facendo reagire i concetti richiamati con i mutamenti e i conflitti che negli ultimissimi tempi hanno interessato soprattutto i rapporti tra ambito politico e ambito giuridico. In questa riattualizzazione di un pensatore già da tempo tornato prepotentemente nel dibattito pubblico (ben oltre la cerchia degli studi accademici) è da vedersi il carattere innovativo di un testo che non rinuncia al contempo a spiegare nel dettaglio, in modo essenziale quanto analitico, i concetti che verranno messi a tema. Il libro delinea così i tratti fondamentali di un pensatore che ha saputo innovare, spesso con efficace vis polemica, i termini del dibattito nei campi della filosofia politica e della riflessione giuridica, influenzando al contempo ambiti disciplinari diversi ma interconnessi come le relazioni internazionali, la storia delle idee e la sociologia politica.
A proposito di Joe. Presente e futuro degli Stati Uniti d'America
Giovanni Castellaneta
Libro
editore: Paesi Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 176
Chi è il nuovo presidente degli Stati Uniti, cosa intende fare la sua amministrazione, quali sono i dossier caldi dei democratici, quale ruolo e influenza avranno Barack Obama e Kamala Harris sulla Casa Bianca e nella stanza ovale. L'ex ambasciatore italiano a Washington ci introduce e accompagna in un viaggio inedito e originale, offrendo al lettore una corretta narrazione di cosa accade davvero oltreoceano e di come gli americani vivono la propria realtà e la politica del governo. E lo fa tratteggiando cultura, ideali e prospettive economiche di un Paese dinamico, complesso e ancora oggi dominante nello scenario internazionale. In queste pagine si spazia dalle radici storiche al sistema elettorale, fino alle più recenti evoluzioni della superpotenza atlantica, per scoprire dove sono e dove vanno gli Stati Uniti oggi, dopo il terremoto Donald Trump.
I comunisti lo fanno meglio. Le confidenze sul PCI dei protagonisti della politica e della cultura italiana
Libro
editore: Paesi Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 240
"I protagonisti di un'irripetibile stagione politica. I maggiori esperti della comunicazione e del giornalismo. Grandi intellettuali ed esponenti illustri della cultura. Tutti riuniti in un unico libro, per celebrare i cent'anni dalla fondazione del Pci e rispondere alla domanda: I comunisti lo fanno meglio... oppure no? Dove ovviamente quel meglio cui si allude è l'ars politica, ovvero la straordinaria capacità del comunismo di casa nostra di aver saputo incidere così nel profondo dell'animo italiano. Testimonianze rare, riflessioni inedite e pensieri personali per spiegare le ragioni dell'influenza che il Partito Comunista Italiano ha avuto nella nostra società: nella politica come nella cultura, nelle relazioni internazionali come nei diritti civili, nella comunicazione come nell'arte. Per risalire a quando è cominciato, come si è evoluto, e perché è finito il più longevo fenomeno politico italiano del Novecento."
Vita di Antonio Gramsci
Giuseppe Fiori
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2021
pagine: 360
«Del grande intellettuale sardo non vedevamo che "la testa", lo storico degli intellettuali, l'analista delle tre "quistioni" del Mezzogiorno d'Italia (il Napoletano, la "quistione siciliana", la "quistione sarda"), lo studioso originale del capitalismo americano, il teorico dell'"egemonia", cioè del socialismo innervato di consenso. Poco sapevamo della sua vita, la famiglia, l'infanzia in Sardegna, i primi studi, il breve processo di formazione, e poi l'integrazione a Torino, il ruolo effettivo nel Congresso di Livorno (1921), i veridici rapporti (dopo l'arresto) con Togliatti, la rottura con i comunisti incarcerati a Turi, l'eterodossia rispetto a Stalin. Pensai allora che l'operazione di aggiungere "gambe e corpo" alla "testa" - così da avere di Gramsci il ritratto intero - potesse non essere fuori dalla portata del cronista ostinato.» Così Giuseppe Fiori dà avvio al ritratto di Gramsci «a figura intera, con i tuffi del sangue e della carne». Pubblicata per la prima volta nel 1966 e tradotta in dodici lingue, questa biografia sconvolse l'ortodossia comunista, che di Gramsci vedeva o voleva far vedere solo «la testa», e da allora non è mai invecchiata, anzi in un certo senso ha ricevuto sempre nuova freschezza dai materiali inediti su Gramsci via via ritrovati. Introduzione di Alberto Asor Rosa.
Il PCI e l'eredita di Turati
Paolo Franchi
Libro: Copertina morbida
editore: La nave di Teseo
anno edizione: 2021
pagine: 192
Al congresso socialista di Livorno del 1921 il patriarca del riformismo italiano Filippo Turati partecipa nelle vesti dell'imputato principale. Quando la maggioranza dei delegati si rifiuta di espellerlo dal PSI assieme ai suoi compagni, come pretende la neonata Terza Internazionale, i delegati comunisti abbandonano i lavori per dare vita al loro partito. Durante quel congresso Turati, nel suo memorabile discorso, non si limita a difendere la sua concezione del socialismo ma, rivolto ai seguaci di Lenin, si concede una profezia: "Quando avrete fatto il partito comunista... se vorrete fare qualcosa che sia rivoluzionaria davvero, che rimanga come elemento di civiltà nuova, voi sarete forzati a vostro dispetto, ma dopo ci verrete, perché siete onesti, con convinzione, a percorrere concretamente la nostra via, a percorrere la via dei socialtraditori." A un secolo di distanza da quegli eventi Paolo Franchi, con l'accuratezza dello storico e il piglio del giornalista, parte da questa "profezia da Barbanera", come la definisce lo stesso Turati, per ricostruire se, quanto e come essa si sia avverata. Dal Togliatti della svolta di Salerno e del "partito nuovo" al Berlinguer del compromesso storico, fino alle conseguenze del pensiero turatiano sulla sinistra postcomunista, Franchi giunge a conclusioni inattese e fondamentali per comprendere la traiettoria e il presente della sinistra italiana.
Dalla rivoluzione alla democrazia. Il cammino del Partito comunista italiano 1921-1991
Piero Fassino
Libro
editore: Donzelli
anno edizione: 2021
pagine: 160
«Il Pci ha saputo leggere e interpretare per decenni domande di libertà, uguaglianza, riscatto sociale, facendole vivere in battaglie democratiche in cui si sono riconosciuti milioni di italiani. Alla fine del secolo il suo tempo si è consumato, ed è stato atto di lucida saggezza andare oltre per costruire un futuro nuovo. È un cammino che deve continuare». Il Partito comunista italiano nasce il 21 gennaio 1921 con il Congresso di Livorno e cessa la sua attività il 3 febbraio 1991. Settanta anni nei quali il Pci è stato protagonista di ogni passaggio della vita politica e sociale dell'Italia. Nato sull'onda della Rivoluzione d'ottobre per realizzare una società sovietica anche in Italia, nell'arco di pochi anni è investito dalla bufera del fascismo. Costretto alla clandestinità, è il principale animatore prima del contrasto alla dittatura, poi della Resistenza. Matura così, nella lotta per la democrazia e la libertà, un'evoluzione culturale e politica che lo porta a essere partecipe essenziale della costruzione della Repubblica e della scrittura della Costituzione. Divenuto il più importante partito comunista dell'Occidente, forte del pensiero di Antonio Gramsci, intraprende un cammino politico che - prima con la «via italiana al socialismo» elaborata da Togliatti, poi con il «compromesso storico» proposto da Enrico Berlinguer - assume la democrazia come il regime politico entro cui far valere i valori e le lotte di emancipazione e giustizia, sottoponendo a dura critica il socialismo sovietico e ricollocandosi come uno dei principali partiti della sinistra democratica europea. Baluardo nella difesa della democrazia contro lo stragismo nero e il terrorismo rosso, acquisisce crescente consenso nella società fino a raccogliere oltre il 30 per cento dei voti degli italiani e a essere partecipe di una larga intesa democratica per il governo del paese. Un cammino che, di fronte alla caduta del Muro di Berlino e alla dissoluzione del campo sovietico, cui Piero Fassino - protagonista, fin dagli anni della Fgci torinese nel '68, della vicenda del Pci prima, del Pds e del Pd poi - ripercorre la lunga «traversata del deserto» dalla rivoluzione alla democrazia: un passaggio complesso, decisivo per la politica italiana che, se produsse lacerazioni non ricomposte a sinistra, consentì però l'avvio di una nuova stagione di impegno per dare all'Italia un partito progressista nell'alveo del riformismo socialista europeo.
Emirati: nulla è impossibile. Guida al nuovo centro mondiale del business
Giovanni Bozzetti
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori Electa
anno edizione: 2021
pagine: 304
Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano una realtà politica, sociale e culturale pressoché unica nel panorama mediorientale: un crocevia di persone, idee, tecnologie e scambi commerciali. Sono il nuovo centro del business mondiale, ma in tanti ne parlano e pochi li conoscono veramente. Il 2021 sarà non solo l'anno di Expo Dubai, ma anche il cinquantesimo anniversario dalla Fondazione degli Emirati, due eventi fondamentali da cui Giovanni Bozzetti prende le mosse per mostrare come si tratti ormai di un hub, un asse centrale della geopolitica mondiale, la culla di una cultura che ha saputo incrociare in maniera feconda tradizione e modernità. Non a caso il motto semiufficiale del Paese recita "Nothing is impossible", niente è impossibile. Gli Emirati guardano al futuro con fiducia. E grazie a Bozzetti - che da uomo delle istituzioni e imprenditore vi trascorre molti giorni all'anno, facendo affari e stringendo relazioni e amicizie - anche noi potremo guardare agli Emirati in una nuova prospettiva.
Compagni! Il romanzo del congresso di Livorno
Federico Mello
Libro: Copertina morbida
editore: UTET
anno edizione: 2021
pagine: 381
Livorno, 15 gennaio 1921: da tutta Italia affluiscono giornalisti, intellettuali, dirigenti di sezione, sindacalisti, operai, futuri partigiani. I disordini e le mobilitazioni del biennio rosso si sono conclusi da poco, il Partito socialista ha guadagnato consensi elettorali ma è lacerato al suo interno proprio mentre cominciano le violenze fasciste. Nel frattempo, da Mosca è stato diramato un documento che indica le ventuno condizioni da rispettare per far parte della Terza internazionale. In questo clima politico teso si aprono i lavori del xvii Congresso. Il palco del teatro Goldoni vedrà accendersi lo scontro fra socialisti e comunisti e, mozione dopo mozione, l'ala estremista si allontanerà progressivamente, fino all'inevitabile scissione. In una narrazione coinvolgente ma sempre aderente alla realtà storica, Federico Mello ci racconta un momento cruciale, troppo spesso imprigionato nella mitografia, in cui si confondono interessi personali e differenti visioni politiche, errori di valutazione e intuizioni in anticipo sul corso dei tempi. Il momento in cui la sinistra italiana si divise, per la prima, proverbiale volta. Ci sono tutti i protagonisti dell'epoca: il giovane Antonio Gramsci, convinto che la rivoluzione sia alle porte; il carismatico Filippo Turati, leader delle forze socialdemocratiche; il focoso Nicola Bombacci, amato dalla base militante; l'incerto Giacinto Menotti Serrati, che cerca una mediazione tra le forze in campo. Intervento dopo intervento si delinea la spaccatura all'interno del partito e il dibattito si infiamma alternando politica estera e interna, strategie di comodo e valori irrinunciabili. Il Partito comunista nasce fra le polemiche: abbaglio politico o svolta storica? Grazie al rigore nel consultare le fonti, alla vivacità nel dipanare i conflitti più complessi e alla capacità di scavare dietro le versioni di parte Federico Mello riesce a trasportarci indietro nel tempo, seduti sulle tribune gremite, a indignarsi, applaudire e battere i pugni, acclamare le parole che colpiscono l'animo, ad assistere alla svolta fondamentale della storia della sinistra italiana.
Il nostro PCI. 1921-1991. Un racconto per immagini
Fabrizio Rondolino
Libro: Libro rilegato
editore: Rizzoli
anno edizione: 2021
pagine: 448
Le tessere, i manifesti, i leader. E ancora immagini uniche, cimeli, aneddoti: a 100 anni dalla fondazione del PCI un viaggio sentimentale in una stagione epica: «La tessera del PCI è oggi il coriandolo colorato di un mondo che non c'è più: ne è un frammento minore e minimo, e tuttavia di grande significato, sia per la storia dell'iconografia e della propaganda comunista, sia per il valore sentimentale che ha rivestito nella storia soggettiva di chi in quel partito ha militato e, soprattutto, vissuto.». Sono passati cento anni dal 1921, l'anno in cui i comunisti si separarono dai socialisti, e dalla prima tessera del grande partito di massa che segnerà la storia del nostro Paese. E proprio dalle immagini delle tessere, raccolte nel tempo dall'autore, nasce questo volume: una collezione che ripercorre le evoluzioni politiche e iconografiche vissute dal partito di Gramsci, Togliatti e Berlinguer fino allo scioglimento nel 1991. Alle tessere si aggiungono le spille dei movimenti sindacali e operai, i manifesti delle campagne elettorali dalla Costituente in poi, le cartoline e le medaglie, le coccarde delle Feste dell'«Unità», la stampa clandestina: una galleria di memorabilia che supera la distanza del tempo e parla a tutti, anche a chi il PCI non l'ha conosciuto. Perché, come scrive Fabrizio Rondolino nell'introduzione a questa storia per immagini, «il PCI era prima di tutto, nella soggettività di chi ne faceva parte come nel panorama politico e culturale del Paese, una grande comunità autosufficiente. E poteva essere pienamente autosufficiente, senza per questo diventare una setta, proprio perché era grande».