Studi teatrali
Buona la prima
Fabienne Agliardi
Libro
editore: Morellini
anno edizione: 2020
Maia è una giornalista sulla soglia dei quarant'anni. Ogni giovedì si ritrova con quattro amici: un libraio con la fissa dell'ucronìa, una filosofa, un fanatico di Foscolo e un archeologo maneggione. Una sera, tra i convenuti viene lanciata la fatidica domanda: «Qual è il primo libro che avete scelto di leggere?». Da qui Maia decide di ripercorrere la propria vita attraverso le sue "prime volte": il primo amore, il primo giorno di scuola, la prima neve, il primo appuntamento, il primo brutto voto, "quella" prima volta, e così avanti... Un divertente excursus fatto di tante sliding doors, connotato da un umorismo tagliente, in un alternarsi continuo di momenti nostalgici, situazioni surreali, difficoltà impreviste, battesimi obbligati e prove da superare, con l'immancabile compagnia di un'ironia cinica e smaliziata. Dal 1976 al 2017, le venti prime volte che contano di Maia attraversano quattro decenni di vita; sullo sfondo, una Milano che cambia insieme a lei. Sfuocate o nitide, le nostre prime volte le ricordiamo sempre: pezzi infrangibili di una galleria fotografica personale, sono tanto simili quanto diverse per ciascuno di noi. Presentazione di Sara Rattaro.
La statua che danza. Arte e misfatti di Emma Lady Hamilton
Cesare Molinari
Libro: Copertina morbida
editore: Bulzoni
anno edizione: 2020
pagine: 215
Alfabeto teatrale. Per una pedagogia della sensibilità
Fabrizio Cassanelli, Guido Castiglia
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2020
pagine: 164
Un alfabeto di parole chiave per promuovere attraverso il laboratorio teatrale una pedagogia della sensibilità e per riconoscere che quel gioco che chiamiamo teatro potrebbe essere forse l’ultima forma di comunicazione in grado di opporre l’azione al torpore, e la riflessione all’esibizione, offrendo la possibilità alle persone di rendere concreta la realizzazione della loro immaginazione. La formazione al teatro attraverso il laboratorio si definisce come spazio privilegiato di allenamento alla sensibilità, attraverso la mediazione di un lessico che spinge alla riflessione sui sentimenti e sulla sincerità con cui la persona si rappresenta sulla scena. Lo scopo del libro è divulgare l’idea che nel fare teatro i corpi e le menti delle persone si fondono interamente coinvolgendo la dimensione della sensibilità corporea.
Breve storia del teatro per immagini
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2020
pagine: 313
I manuali sono, per definizione, prodotti di divulgazione, che si sforzano di dire tutto di tutto, spesso rischiando di dire nulla di nulla. La scelta di questo volume è diversa. Una decina di specialisti fornisce un exemplum delle proprie ricerche, in un montaggio di saggi che copre l'intero panorama dello spettacolo in Occidente, dai Greci ai giorni nostri. Un filo rosso attraversa i vari capitoli, ed è quello dell'attenzione all'immagine, ad alcune immagini significative, che riassumono un'epoca, una civiltà teatrale. Ogni saggio è costruito a partire da una serie di illustrazioni, che fissano – per così dire – i tratti salienti del periodo. Perché il teatro non può essere confuso con la drammaturgia. Perché il teatro – anche quando è fatto essenzialmente di parole – è sempre spettacolo, messinscena, e dunque, in definitiva, immagine, visione.
Leggere uno spettacolo multimediale. La nuova scena tra video mapping, interaction design e intelligenza artificiale
Anna Maria Monteverdi
Libro: Libro in brossura
editore: Audino
anno edizione: 2020
pagine: 158
Interpretare uno spettacolo tecnologico (di prosa, di danza, di lirica) significa collocarlo nella giusta cornice temporale, nel contesto di fruizione per cui è stato pensato e comprendere le potenzialità, le tematiche e le ragioni drammaturgiche dell'uso di una specifica tecnologia. In questo libro le creazioni teatrali sono lette attraverso le teorie di Lev Manovich, Jay David Bolter, Richard Grusin e Henry Jenkins sulla "cultura convergente", la "cultura del software" e la tendenza alla "remediation", cioè al riutilizzo delle vecchie tecnologie. Dopo un breve sguardo al videoteatro degli anni Ottanta e al teatro digitale degli anni Novanta, ci si concentra sul periodo che va dalle prime coreografie interattive con uso di motion capture alle ultime sperimentazioni con sistemi di Intelligenza Artificiale. Il libro è arricchito inoltre da interventi di studiosi italiani che illustrano i nuovi formati digitali e le tecnologie di riferimento, nonché da una sezione di schede delle opere tecnoteatrali più significative.
Dagli otto anni agli ottantotto. Il teatro per bambini e ragazzi del Piccolo Teatro di Milano
Greta Salvi
Libro: Libro in brossura
editore: Marcianum Press
anno edizione: 2020
pagine: 277
Il libro tratta degli spettacoli per bambini e ragazzi prodotti dal Piccolo Teatro di Milano nel corso della sua storia, dalla fondazione (1947) alla stagione 2017/18. Seguendo un ordine cronologico, con una scansione per decenni, ciascuno spettacolo viene analizzato nei suoi elementi contenutistici, performativi e registici e contestualizzato all'interno dell'andamento del teatro-ragazzi in Italia nel periodo di riferimento. Completa il volume una significativa galleria fotografica.
L'ottobre teatrale (1918-1939)
Vsevolod Mejerchol'd
Libro: Libro in brossura
editore: Cue Press
anno edizione: 2020
L’attività di Mejerchol’d nel periodo prerivoluzionario si divise tra i piccoli teatri sperimentali, dove portò avanti le sue ricerche sul movimento e sulle tecniche della commedia dell’arte, e i grandi teatri imperiali, dove diresse spettacoli celeberrimi come Don Giovanni di Molière o Un ballo in maschera di Lermontov. Aderì tra i primi alla rivoluzione del 1917 e cominciò subito la sua nuova linea di teatro politico («L’Ottobre teatrale», come lui stesso la definì) con spettacoli come Albe di Verhaeren e Mistero buffo di Majakovskij. Continuò la sua opera di regista rivoluzionario nel teatro che portava il suo nome: mise in scena classici (La foresta di Ostrovskij, Che disgrazia l’ingegno! di Griboedov, Il revisore di Gogol’) e contemporanei (II mandato di Erdman, L’ultimo decisivo di Viànevskij), suscitando ad ogni ‘prima’ polemiche furiose, attacchi e difese appassionate. All’attività di regista affiancò costantemente quella di insegnante, lanciando fra l’altro la famosa formula della biomeccanica, che accanto alle scenografie costruttiviste segnò un’epoca nel teatro immediatamente post-rivoluzionario. La prima parte del volume raccoglie gli scritti teorici, suddivisi in sezioni tematiche: interventi politici e polemici dei primi anni dopo la rivoluzione, scritti sull’arte dell’attore, sulla formazione e i compiti del regista e infine sull'edificio teatrale e la sua nuova struttura secondo le esigenze di uno spettacolo rivoluzionario. Nella seconda parte sono raccolti i materiali sugli spettacoli più noti o più documentati. Da questa serie di scritti, spesso del tutto inediti in Occidente, viene fuori una emozionante cronaca dal vivo: vent’anni di vita di un uomo che ha avuto un ruolo leggendario nella storia del teatro europeo del Novecento. Edizione riveduta e ampliata.
Il dominio del movimento. Ricerche e sperimentazioni dei maestri della scena
Roberto Ciancarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Audino
anno edizione: 2020
pagine: 87
Nel Novecento, secolo della nascita e dell'affermazione della regia, le ricerche e le sperimentazioni dei maestri della scena hanno contribuito a trasformare i profili del teatro. A dilatarne, amplificarne e scontornarne i confini in maniera radicale. La diffusione di laboratori, di spazi dedicati al lavoro e alla ricerca distinti e separati dalla preparazione degli spettacoli ha aperto la strada a nuove consapevolezze, a nuove conoscenze che hanno consentito di esplorare inedite modalità della relazione teatrale. Gli studi sui principi che nel lavoro dell'attore regolano azioni e movimenti scenici rappresentano un nucleo nevralgico di queste ricerche. Il dominio del movimento, che raccoglie studi e interventi dedicati a questi temi, si propone di restituire le scoperte e le riflessioni che hanno caratterizzato quella "scienza del movimento" novecentesca che ha accomunato le ricerche dei maestri di teatro, danza e mimo moderni.
Unici. Le famiglie d'arte nel teatro italiano del Novecento
Simona Brunetti
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2019
pagine: 168
Le giornate di studio, di cui si pubblicano gli atti, sono state la tappa conclusiva di un diversificato progetto artistico teatrale-multimediale, ideato da Giorgia Penzo, dedicato alla memoria e alla riproposizione della prassi rappresentativa delle "famiglie d'Arte" itineranti italiane. Il tema scelto per la riflessione teorica svolta a Verona trae origine dalla constatazione che, tra le produzioni degli ultimi eredi della tradizione recitativa della nostra penisola, emergono oggi importanti tentativi di presentare sulla scena le vicende artistiche della propria famiglia d'Arte, attraverso singole "performances" dedicate all'argomento, o anche spettacoli compiuti, per recuperarne la memoria e preservarne le tecniche rappresentative ormai in disuso. Con l'affermazione del professionismo teatrale, nella seconda parte del XVI secolo si consolida un'organizzazione sociale degli attori assolutamente particolare, legata da una fitta rete di rapporti, un mondo chiuso e ben regolamentato che permette loro di convivere in maniera originale, e in parte antagonistica, con la società degli altri uomini. Per poter meglio delineare la questione dell'attualità e della valenza in epoca contemporanea di modalità rappresentative che affondano le proprie radici in una tradizione di tipo familiare, si è deciso di affrontarla secondo tre diverse direttrici: "La tradizione italiana tramandata", "La sopravvivenza delle famiglie d'arte nel Novecento", "Testimonianze contemporanee".
Nello specchio delle meraviglie. Il teatro di figura di Richard Teschner
Elisabetta Vinci
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2019
pagine: 137
Il teatro di figura di Richard Teschner, artista boemo che ha operato nella prima metà del Novecento tra Praga e Vienna, è una forma espressiva molto diversa da ogni altro esempio di teatro di figura del tempo. Grazie a una commistione di tecniche e tematiche, che traggono linfa da Oriente e Occidente, e a una compresenza di tradizione e innovazione, Teschner riesce a creare un Gesamtkunstwerk altamente colto e raffinato. In un milieu, quello della Vienna di fine secolo capitale dell’Austria felix, che vive una radicale innovazione dei paradigmi conoscitivi e una fioritura del dialogo tra arte e scienza, Teschner realizza i suoi teatri e le sue figure ottenendo un duplice risultato: da un lato contribuisce alla elevazione del teatro di figura che diviene una forma d’arte colta; dall’altro risponde alla crisi del soggetto, disorientato dalla deflagrazione della modernità, costruendo una nuova utopica totalità mediante la confluenza dei linguaggi artistici e della tecnologia.
Storiografia e teatro tra Italia e penisola iberica
Libro: Libro in brossura
editore: Olschki
anno edizione: 2019
pagine: 160
I saggi riuniti in questo volume sviluppano riflessioni storiografiche nell'ambito teatrale, letterario e archivistico, spagnolo, portoghese e italiano, tra Cinquecento e Settecento attraverso testi e documenti ignoti o meritevoli di nuove indagini, rivolti talvolta alla raffigurazione del mondo orientale.
Il lavoro invisibile dell'attore. Pratiche ed esercizi per liberare il talento in scena
Marina Gorla, Marco Maccieri, Luca Zangheri
Libro: Libro in brossura
editore: Audino
anno edizione: 2019
pagine: 158
A chi non è mai capitato di assistere alla performance di un attore, un danzatore o un musicista e di sentirsi trasportato in una dimensione speciale di attenzione e sorpresa? È un'esperienza intuitiva e non sempre si trovano le parole giuste per descriverla. Il modo più semplice e più usato è parlare di "talento". Ma cos'è il talento? Quali sono i suoi ingredienti? Fa parte del bagaglio della persona sin dalla nascita e, soprattutto, si può coltivare? I tre autori di questo libro sono convinti di sì, e per dimostrarlo hanno incrociato le rispettive esperienze nello studio della recitazione e dell'atto performativo in scena. Il risultato è "Il lavoro invisibile dell'attore", un testo che riunisce 50 esercizi e 20 lezioni audio: una raccolta organica di esercizi di improvvisazione, tecniche di analisi attiva del testo teatrale, lezioni incentrate sul Metodo Feldenkrais e pratiche di consapevolezza, autenticità e libertà in scena. Una serie di proposte (alcune ideate dagli autori, alcune ereditate da altre esperienze di ricerca) utili allo sviluppo del proprio talento e della sua consapevolezza, presentate con quello sguardo curioso e sottile che propone il Metodo Feldenkrais per imparare a imparare.

