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Studi teatrali

Il peso di Anchise. Il teatro dalla parte dei figli

Nicola Fano

Libro: Libro in brossura

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2020

pagine: 184

Il primo è stato Telemaco, che ha preso il mare per poter “uccidere” il padre Ulisse. Oreste, invece, ha dovuto ammazzare la madre Clitennestra per diventare grande, mentre Amleto ha inutilmente cercato di eliminare lo zio Claudio per sanare i peccati del padre. Per non parlare dei figli sconfitti dai padri nel teatro di Ibsen, di Čechov, o quelli ossessionati dalla famiglia secondo Beckett; o ancora quelli che sono stati costretti a vivere con padri evaporati e assenti, tipici della drammaturgia contemporanea, da Jon Fosse a Gary Owen. Si può ricostruire la storia del teatro, dalle origini fino a oggi, come un grande, caleidoscopico catalogo di consigli per ragazzi che non sanno come diventare grandi. “Il peso di Anchise” nasce non solo per aiutare i figli a crescere, ma anche per spiegare in che modo si può ancora rendere utile un rito che si ripete da duemilacinquecento anni.
18,50 17,58

Re Lear. Storia di uno spettacolo yiddish sovietico

Re Lear. Storia di uno spettacolo yiddish sovietico

Claudia D'Angelo

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 320

Il Re Lear di William Shakespeare andato in scena al Teatro Ebraico di Stato di Mosca (Goset) nel 1935 è un episodio fondamentale quanto poco conosciuto della cultura del Novecento. Gli attoriautori del Goset, in particolare Solomon Michoels nella magistrale interpretazione del vecchio re e Veniamin Zuskin, un Fool straordinario, guidati dal regista Sergej Radlov, realizzarono uno spettacolo da porre al vertice dell’arte scenica e attorica yiddish nella sua versione sovietica. In queste pagine si propone ai lettori di oggi la ricostruzione e l’analisi di una messinscena che ci permette di riflettere su un atto creativo e poetico talmente potente, per quanto basato su un “classico” inoffensivo, da innescare la feroce reazione del regime stalinista. L’esito della vicenda qui raccontata fu tragico, ma “rivedere” e riflettere su questa peculiare messinscena del testo shakespeariano permette di cogliere a distanza di tanti anni la straordinaria vitalità e attualità del “mistero del teatro”. In appendice è presentato in traduzione italiana il testo di Solomon Michoels Il mio lavoro sul “Re Lear” di Shakespeare, testimonianza di una cultura teatrale che a un secolo di distanza sembra prefigurare un teatro poetico ancora da venire.
24,00

Il corpo parla. Performance ed espressività corporea

Il corpo parla. Performance ed espressività corporea

Lorna Marshall

Libro: Libro in brossura

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2020

pagine: 238

Il settanta per cento di ciò che comunichiamo passa attraverso il linguaggio del corpo, il venti per cento dalla voce e solo il dieci per cento dalle parole. Ne “Il corpo parla”, Lorna Marshall, insegnante della prestigiosa Royal Academy of Dramatic Arts (RADA) di Londra, ci aiuta a riconoscere e superare quelle abitudini fisiche che abbiamo involontariamente assorbito nell’ambiente in cui siamo cresciuti, in famiglia o a scuola, e ci insegna a ripensare completamente la relazione con il nostro corpo ed il suo ruolo nelle arti performative. I grandi perfomer - che siano trapezisti, attori shakespeariani, danzatori Butoh o stelle del cinema - sono capaci di raggiungere e coinvolgere il proprio pubblico perché hanno acquisito una profonda maestria nell'uso del corpo. Armonia, forza, leggerezza, grazia e imprevedibilità accompagnano sempre i loro movimenti. Attraverso una serie di esercizi pratici, Lorna Marshall ci incoraggia a liberare il nostro potenziale e a scoprire diverse possibilità espressive. Questa nuova edizione, finalmente tradotta in italiano, include suggerimenti ed esercizi particolarmente utili per attrici e attori (e non solo) alle prese con il mezzo audiovisivo. Lorna Marshall è tra i professionisti più apprezzati al mondo nell'ambito della recitazione in palcoscenico. Presentazione di Yoshi Oida.
32,00

Il dettaglio è il segreto. Due scritti sull'artigianato teatrale

Peter Brook

Libro: Libro in brossura

editore: Audino

anno edizione: 2020

pagine: 103

Questo libro riunisce in un unico volume i due ultimi scritti di Peter Brook: "Tip of the Tongue. Reflections on Language and Meaning" (2017) e "Playing by Ear. Reflections on Music and Sound" (2019). A parte la contiguità cronologica, cosa hanno in comune questi due titoli per essere presentati insieme? Un filo li unisce, e può essere ricondotto a un tema, una domanda che percorre e sostiene le riflessioni raccolte: cos'è la qualità? Capitolo dopo capitolo i saggi, scanditi da domande sempre diverse, ci mostrano come i dettagli delle pratiche teatrali - il suono di una parola, il silenzio in una frase musicale, una danza eseguita attraverso il fremito delle dita e degli sguardi - siano i "custodi dei segreti", quegli elementi che, se li scrutiamo con cura e nel rispetto delle loro forme, possono cambiare la natura della nostra esperienza del teatro. Per questo, nelle parole di Brook si cercheranno invano ricette o precetti. I suoi brevi saggi, infatti, non si chiudono mai in una definizione, ma tendono piuttosto a scivolare fuori dalla pagina, in un invito all'esperienza. Da consumato narratore, con un abile artificio retorico, nelle sue conclusioni Brook indica invariabilmente un altrove che il lettore deve scoprire da sé. Come è detto nella chiusa di Suonando a orecchio, «la cosa più preziosa è: custodire il silenzio», perché nessuna esperienza è possibile se non ci si predispone al silenzio per poterla compiere. La qualità, che è il momento in cui visibile e invisibile si compenetrano, si trova solo nei dettagli. Nei dettagli è custodito il segreto.
13,00 12,35

Fare teatro con i piccolissimi. Laboratori teatrali con persone di due e tre anni

Fare teatro con i piccolissimi. Laboratori teatrali con persone di due e tre anni

Federica Festa

Libro

editore: Audino

anno edizione: 2020

pagine: 103

Chi ha un bambino in famiglia scopre presto che non si è mai troppo piccoli per giocare a far finta. Già dai diciotto mesi il gioco simbolico è un istinto, un percorso naturale di conoscenza di sé e del mondo. Ecco allora che fare teatro con i bambini in età prescolare si rivela un'esperienza formativa importante, perché facendo leva sulle doti immaginative che sono proprie della prima infanzia favorisce lo sviluppo armonioso della persona e il senso di appartenenza al gruppo. Un libro dal taglio laboratoriale, che accompagna il lettore nelle tappe di sedici viaggi fantastici, illustrando un metodo originale che è frutto della lunga esperienza dell'autrice sul campo. Educatori, genitori e chiunque abbia a che fare con i bambini vi troveranno gli strumenti utili per costruire un percorso pedagogico che nutra le potenzialità dei piccoli destinatari e ne rafforzi l'autostima, permettendo loro di sperimentare com'è bello essere liberi di essere se stessi.
15,00

A lezione di regia teatrale. Conoscere lo spettacolo teatrale attraverso il racconto degli allestimenti. Quaderno. Volume 1

A lezione di regia teatrale. Conoscere lo spettacolo teatrale attraverso il racconto degli allestimenti. Quaderno. Volume 1

Libro: Copertina morbida

editore: Ledizioni

anno edizione: 2020

pagine: 124

Il panorama della regia nell'ambito dello spettacolo dal vivo del terzo millennio è quanto mai articolato per numero di proposte, soluzioni espressive, modalità di produzione. È molto difficile, dunque, classificare i fenomeni spettacolari entro i limiti del teatro di regia tradizionale. Ecco, allora, l'idea di proporre una serie di esercizi di lettura di spettacoli che, in modo diverso, hanno indicato una via nello studio delle dinamiche produttive e registiche del teatro contemporaneo. Ciascuno degli allestimenti 'raccontati' propone sulla scena alcuni archetipi dello spettacolo teatrale coraggiosamente rinnovati: l'uso della parola, il rapporto col pubblico, i codici visivi e molto altro. Un canto e controcanto alla contemporaneità che mescola performer e attori, scenografie e installazioni, periferie e melodramma in un pastiche di suggestioni che ci auguriamo possa incuriosire i giovani grazie alla forza espressiva imprevedibile e immediata che li caratterizza.
12,90

La malattia che cura il teatro. Esperienza e teoria nel rapporto tra scena e società

La malattia che cura il teatro. Esperienza e teoria nel rapporto tra scena e società

Libro: Libro in brossura

editore: Audino

anno edizione: 2020

pagine: 176

Il volume nasce dall'incontro tra artisti, studiosi, critici e operatori, chiamati a raccolta da Antonio Viganò e dalla sua compagnia Teatro La Ribalta - Accademia Arte della diversità di Bolzano, con lo scopo di avviare un confronto sul teatro, rispondendo a un ribaltamento della prospettiva: non il teatro che cura le ferite, ma "La malattia che cura il teatro". L'attenzione si concentra su pratiche, percorsi e pensieri di quanti provano a cambiare i codici del teatro, facendone un elemento di rinnovamento non solo artistico, ma soprattutto umano. Si tratta di strade che muovono dall'incontro con l'Altro e con la differenza, osteggiando la dittatura dell'Uguale e del Normale, scardinando regole e prassi consolidate. Dai contributi dei numerosi autori (Piergiorgio Giacché, Guido Di Palma, Fabrizio Fiaschini, Stefano Masotti, Oliviero Ponte di Pino, Susanne Hartwig, Andrea Porcheddu, Alessandro Garzella, Alessandro Argnani, Rosita Volani, Thomas Emmenegger, Michela Lucenti, Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, Gianluigi Gherzi, Ugo Morelli), emergono testimonianze e riflessioni su quel che si fa e quel che si potrebbe (ancora) fare.
20,00

Nina de Padova. Dalla filodrammatica al teatro di Eduardo

Antonio Kunst

Libro: Copertina morbida

editore: Guida

anno edizione: 2020

pagine: 256

"Jai deux amours", canta Josephine Baker all'inizio degli anni Trenta, quando Nina De Padova manifesta la sua grande passione per il teatro declamando poesie dialettali o improvvisando scenette per familiari e amici. Ma Nina di amori ne ha ben più di due: il marito Antonio, anzitutto, ma anche la famiglia, il teatro, Napoli... E con il sostegno di Antonio, anche lui appassionato di recitazione, verso la fine della guerra fonda una filodrammatica che porta in scena lavori di Scarpetta, Di Giacomo, Murolo, Bovio; sempre grazie al marito, sottufficiale dell'Esercito, ha l'opportunità di rappresentarli davanti al pubblico partenopeo, dapprima presso la Casa del Soldato e in seguito nel teatro del Circolo Ufficiali, dove comincia a guadagnarsi una certa notorietà. Un giorno, però, il suo benevolo destino le offre una seconda opportunità, e stavolta gliela porge su un piatto d'argento: in platea c'è qualcuno che la nota e che rimane colpito dal suo modo di recitare. Se non portasse il nome che porta, sarebbe solo uno dei tanti impresari teatrali in cerca di nuove leve. Ma quel qualcuno si chiama Eduardo De Filippo, già da un pezzo conosciuto come Eduardo tout court, e allora le cose cambiano: per Nina è giunto il momento di ripensare la propria carriera. È l'inizio di una collaborazione durata più di dieci anni, che la porterà a interpretare due ruoli da primattrice (sarà la prima Concetta Cupiello ad approdare sul piccolo schermo), nonché alcune deliziose caratterizzazioni - come l'anima dannata di Questi fantasmi! o la confidente di Filumena Marturano - per cui viene ricordata ancora oggi. Questa biografia nasce grazie ai racconti dei familiari della De Padova, le uniche persone in grado di ricostruire la vita di un'attrice tanto esuberante sulla scena quanto riservata dietro le quinte: pur arrivando nella compagnia di Eduardo con una lunga esperienza teatrale alle spalle, Nina non accennerà mai alla sua attività di capocomico né alle circostanze dell'incontro artistico con il grande commediografo napoletano. E resterà sempre nel cuore di De Filippo - nel cuore di quel burbero direttore che era venuto al mondo insieme a lei, nello stesso giorno e nella stessa città. Con testimonianze di Anna Maria Ackermann, Giulio Baffi, Antonio Casagrande, Giuliana Gargiulo, Hilde Maria Renzi.
18,00 17,10

Audizioni per scuole di teatro. Piccola guida per giovani aspiranti attori

Paola Bigatto

Libro: Libro in brossura

editore: Audino

anno edizione: 2020

pagine: 72

Molti giovani amano il teatro e vogliono diventare attori e la prima cosa per farlo è iscriversi a una scuola professionale. Ma quando si è dilettanti e si vogliono superare gli esami di accesso a queste scuole bisogna sapere come prepararsi al provino, il che occupa molti mesi di lezioni private e impegno personale. Questo libretto è uno strumento che può aiutarvi nella preparazione, una piccola guida che si rivolge ai giovani che desiderano accedere al mondo del teatro, con un linguaggio attento alla comprensibilità ma anche ricco di stimoli per aiutarli ad approfondire la propria cultura teatrale. Nella prima parte Paola Bigatto, insegnante di Recitazione, offre suggerimenti e consigli pratici su come evitare gli errori più comuni e accompagna il lettore in tutti i passi fondamentali: dalla valutazione della propria motivazione alla scelta dei testi, fino al giorno del provino. La seconda parte del testo, invece, contiene le interviste ai responsabili delle più importanti scuole di teatro: tra le altre, la Scuola del Piccolo Teatro di Milano, e la Silvio d'Amico di Roma. Queste interviste hanno un duplice scopo: da una parte aiutano a farsi un'idea di cosa cercano gli insegnanti in un allievo attore e dall'altra permettono di conoscere i diversi principi formativi di ciascuna scuola.
10,00 9,50

Il respiro di Dioniso. Il teatro di Theodoros Terzopoulos

Andrea Porcheddu

Libro: Copertina morbida

editore: Luca Sossella Editore

anno edizione: 2020

pagine: 224

Theodoros Terzopoulos è riconosciuto come un maestro. Dagli anni Ottanta, con il memorabile allestimento di Baccanti, si è imposto sulla scena internazionale grazie a spettacoli radicalmente violenti, carnali, eppure di raffinata e geometrica ritualità. Terzopoulos ha saputo coniugare la scuola brechtiana, appresa da Heiner Müller negli anni Settanta, con la febbrile rivolta di Antonin Artaud, affrontando il Mito e i testi classici e contemporanei. Terzopoulos, come i grandi padri fondatori della regia, è creatore di un metodo di lavoro fisico per attori ormai diffuso in Oriente e Occidente. In un viaggio alla scoperta del suo teatro, il libro ripercorre le tappe salienti della sua opera-vita e della compagnia Attis, focalizzandosi anche sugli allestimenti italiani, analizzati grazie alle testimonianze dei protagonisti Lia Careddu, Fabrizio Gifuni, Paolo Musio e Galatea Ranzi.
14,00 13,30

Vite di ricambio. Manuale di autodifesa di uno spettatore

Nicola Fano

Libro: Libro in brossura

editore: Elliot

anno edizione: 2020

pagine: 111

Il viaggio nella memoria di uno spettatore incallito, attraverso quarant’anni di storia d’Italia filtrati attraverso la lente teatrale. Voce autorevole del nostro teatro, Nicola Fano conduce il lettore alla scoperta di aspetti curiosi e rivelatori tra storie private e collettive, ritratti di volti celebri e frammenti di piccole avventure artistiche. Così, incrociamo Dürrenmatt alle prese con un tramezzino e Samuel Beckett con il suo caffè rituale, passando per la conversione di Ionesco e le libertà interpretative di Albertazzi, fino agli anni di piombo visti da Strehler e a quelli del riflusso secondo Brecht. Un manuale di autodifesa dello spettatore, una mappa per orientarsi dentro una forma d’arte che «sopravvive felice da due millenni e mezzo» perché rende lecita «un’esigenza primaria dell’essere umano: far finta di essere qualcos’altro e avere qualche vita di ricambio».
12,00 11,40

Per una politica della performance. Il teatro e la comunità a venire

Per una politica della performance. Il teatro e la comunità a venire

Marco De Marinis

Libro: Libro rilegato

editore: Editoria & Spettacolo

anno edizione: 2020

pagine: 134

È possibile pensare, e praticare, una comunità immune dai limiti (etnocentrismo, identitarismo, nazionalismo) che l’hanno pesantemente caratterizzata e sempre più la caratterizzano in questi tempi bui di intolleranze e razzismi risorgenti? Una comunità che non delimiti i suoi confini ai soli aventi diritto, i cittadini, ma abbia la capacità di aprirsi all’altro, al non avente diritto, allo straniero? Sì, è possibile e praticabile. Perché il teatro lo dimostra e non da oggi, regalandoci esempi straordinari di "comunità a venire" costruite sull’accoglienza, l’ospitalità, l’inclusione, basate sull’idea e la pratica di una coabitazione non proprietaria, non discriminante, non escludente. Se uno dei grandi problemi del nostro tempo è la paura dell’altro, allora il teatro, e più ampiamente le "performing arts", rappresentano un antidoto potente al riguardo. Perché per sua natura il teatro ha a che fare con l’altro e con l’alterità, a cominciare dalla nostra, così come ha a che fare costitutivamente con la relazione e la collaborazione. Dopo la pandemia, avremo ancora più bisogno del teatro e di una politica della performance all’altezza dei nuovi pericoli e delle nuove sfide.
12,00

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