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Marsilio: Letteratura universale. Il convivio

La ricerca della felicità. (Consolazione della filosofia III). Testo latino a fronte

Severino Boezio

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2011

pagine: 174

In un lungo dialogo con la Filosofia, che gli appare in prigione nelle vesti di un'austera figura femminile, Boezio, dopo aver protestato contro la malvagità degli uomini e della sorte e aver rievocato il proprio impegno per vivere secondo giustizia, ripercorre i temi maggiori della filosofia platonica. E giunge, infine, pacificato, a riconoscere attraverso quali vie si possa ottenere una felicità autentica e non soggetta ai colpi del destino. In questo itinerario, il libro ni rappresenta il momento centrale del dialogo: dall'analisi dei falsi beni, che ingannano e rovinano l'uomo, all'esposizione di come si diventa felici, orientando il proprio sguardo verso quell'unica realtà - Dio - grazie alla quale tutte le cose sono e sono buone.
14,00 13,30

Parola di re. Filippo e Alessandro di Macedonia. Con testo greco a fronte

Plutarco

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2006

pagine: 103

Plutarco di Cheronea (50-125 d.C. ca.), istruito ad Atene presso il platonico Ammonio, visse quasi sempre nella sua città, dove tenne una scuola filosofica molto attiva. Viaggiò nel Mediterraneo e andò a Roma, ottenendo la cittadinanza romana. Fu anche sacerdote a Delfi. I suoi interessi si concentrano sugli aspetti etici e investono più campi del sapere, dalla storia alla letteratura alla filosofia vera e propria, fino alle scienze della natura. I suoi innumerevoli lavori sono suddivisi fra le "Vite parallele", le famose biografie comparate di personaggi greci e romani, e gli scritti a carattere etico-filosofico, teologico, scientifico o antiquario noti come "Moralia".
9,00 8,55

Contro le donne (Satira VI). Con testo latino a fronte

Decimo Giunio Giovenale

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2003

pagine: 190

Come riflessa in uno specchio deformante, la relativa emancipazione raggiunta dalla donna romana fra I e II secolo d.C. appare demonizzata nel verso di Giovenale, che della "depravazione" femminile allestisce un convulso ma potente affresco, in cui le figure si contorcono sotto la spinta di un acre umorismo "nero", di un sarcasmo devastante che insiste sul grottesco delle situazioni, fino ad arrivare a squarci di pathos tragico. In realtà, quel che veramente irrita e disturba Giovenale è lo spazio di libertà conquistato dalla donna a scapito e per colpa di un maschio sempre più debole e "femminilizzato", incapace di relegarla, come in passato, nel suo ruolo di "fattrice" di figli e di compagna sottomessa dell'uomo.
10,50 9,98

Il sogno di Scipione. Testo latino a fronte

Marco Tullio Cicerone

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio

anno edizione: 2003

pagine: 104

Al "Sogno di Scipione" Cicerone ha affidato la sua utopia di un aldilà di giustizia e di perfezione intellettuale, di un mondo ultraterreno che costituisse anche un riscatto dalla corruzione affaristica e dalla degenerazione politica in corso a Roma. Nell'aldilà di Cicerone confluiscono suggestioni diverse, platoniche, pitagoriche, stoiche, e proprio questo spessore filosofico ha consentito la salvezza del Sogno, sopravvissuto al naufragio del "De republica" di cui costituiva la parte conclusiva. Da Macrobio al nostro secolo, il Sogno è stato studiato insieme come escatologia filosofica e come capolavoro di stile, il più bel brano della prosa latina.
11,00 10,45

Il sonno e i sogni: Il sonno e la veglia-I sogni-La divinazione durante il sonno. Testo greco a fronte

Aristotele

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2003

pagine: 205

Gli antichi Greci amavano, nel sonno, la divinità della pace e dell'oblio: il sonno che fa dimenticare gli affanni, è sempre "dolce" e "soave". Ma essi avevano anche la consapevolezza che questo misterioso intervallo era una forma di "morte breve", e per questo accostavano il dio del Sonno al dio della Morte. Invece il sogno è stato, da sempre, qualcosa d'"altro": un fatto incontrollabile, un messaggio indecifrabile a cui solo gli interpreti deputati dagli dei potevano fornire una spiegazione. Per ogni sogno strano o sospetto, si interrogano gli oracoli. Anche Aristotele ha riflettuto su questi temi in alcuni brevi trattati, qui raccolti.
15,00 14,25

Ifigenia in Aulide

Euripide

Libro

editore: Marsilio

anno edizione: 2001

pagine: 272

Nel 431 a.C., anno in cui scoppia la guerra tra Atene e Sparta, Euripide inaugura sulla scena una sorta di "ciclo troiano", aperto da "Filottete" e chiuso con "Ifigenia in Aulide", rappresentata postuma al vittorioso agone dionisiaco del 405. Il tema che attraversa le tragedie è quello della guerra, di cui l'assedio di Troia costituisce il mitico archetipo. Nell'Ifigenia Euripide inscena l'avvio della guerra, sembra darle una prospettiva di leggittimità come "la guerra giusta" dei Greci contro i barbari Troiani. In realtà la spedizione è insidiata da un intrinseca negatività, che vede da un lato i capi mossi da personali interessi e dall'altra la massa dei soldati, dominata da un violento desiderio di guerra. Testo greco a fronte.
16,00 15,20

Il regno di Creso

Erodoto

Libro

editore: Marsilio

anno edizione: 2000

pagine: 208

Il re al culmine della sua potenza vuole ricevere dal saggio dei saggi la consacrazione della sua felicità, il riconoscimento di essere lui, Creso, l'uomo più fortunato della terra. Ma Solone gli propone altri modelli esemplari: il cittadino ateniese Tello che vide crescere una bella famiglia e alla fine morì gloriosamente in difesa della patria. E poi Cleobi e Bitone che muoiono sereni nel momento di massima felicità, alla fine di una giornata perfetta. Due opposte mentalità si scontrano in questo famoso dialogo tra il saggio ateniese e il re dei re. La definizione della felicità è difficile e precaria. Testo greco a fronte.
11,36 10,79

Il libro di Cinzia. Elegie. Testo latino a fronte. Volume 1

Sesto Properzio

Libro

editore: Marsilio

anno edizione: 1999

pagine: 198

"Cinzia fu l'inizio, Cinzia sarà la fine": con questo impegno di fedeltà il ventiduenne Properzio fissava in una formula emblematica l'essenza dell'amore elegiaco, assoluto e totalizzante. Con l'autorità e il fascino della donna bella, colta e raffinata, Cinzia segna il primo libro delle elegie properziane, il libro che rappresenta in modo esemplare la complessità di sentimenti del poeta innamorato: gelosie, tradimenti, riconciliazioni, momenti di tenerezza e di dedizione, di freddezza e di rifiuto. La sincerità della passione si unisce alla finzione letteraria, spesso filtrata attraverso la rievocazione del mito. Scelta di vita e scelta di poesia tendono a identificarsi creando un codice letterario, quello del genere elegiaco, che nella sua perfezione formale e nella sua breve vitalità rimase modello insuperato di poesia d'amore e specchio della vita mondana della società augustea.
13,00 12,35

Contro i tiranni (Contro Eratostene)

Lisia

Libro

editore: Marsilio

anno edizione: 1998

pagine: 160

11,00 10,45

Rimedi contro l'amore. Testo latino a fronte

P. Nasone Ovidio

Libro: Libro in brossura

editore: Marsilio

anno edizione: 1998

pagine: 178

Chi è stato maestro d'amore può, meglio di chiunque altro, insegnare a liberarsi dall'amore stesso. Dopo l'arguta "Arte d'amare", ecco i "Rimedi contro l'amore", che insegnano ai giovani un'arte non meno sottile, quella di curare le sofferenze che l'amore può dare. Poiché la tradizione filosofica antica considerava l'amore una malattia dell'anima, il poeta può improvvisarsi medico e prescrivere tutta una serie di antidoti tratti dalla sapienza popolare, dalle polemiche dei moralisti, dalla stessa esperienza poetica del genere elegiaco. Ancora una volta Ovidio affronta il mondo delle passioni, rivelandosi conoscitore esperto dei suoi risvolti più intimi e delle sue leggi inderogabili.
14,00 13,30

Processo a un re (Pro rege Deiotaro)

Marco Tullio Cicerone

Libro

editore: Marsilio

anno edizione: 1997

pagine: 152

Deiotaro, re della Galazia orientale, viene accusato dal nipote Castoro di avere tramato per assassinare Cesare nell'agosto del 47, durante un soggiorno del dittatore in Galazia. Cicerone, legato da forti vincoli di amicizia al re barbaro, ne assume la difesa. Il processo ha luogo nel novembre del 45. Alla conclusione del processo, Cesare non si pronuncia subito e quattro mesi dopo viene assassinato. Marco Antonio assolve quindi Deiotaro e gli restituisce il regno. Questa è l'ultima arringa pronunciata da Cicerone: nella sua insolita sobrietà, piena tuttavia di fierezza e di pathos, si configura come un appello estremo e un estremo presagio.
9,30 8,84

Medea. Testo greco a fronte

Euripide

Libro

editore: Marsilio

anno edizione: 1997

pagine: 229

Una donna abbandonata dal marito, privata della dignità del suo stato sociale e dei piaceri dell'intima convivenza, si vendica compiendo un atto atroce: uccide i propri figli. È questa, nella sostanza dei fatti, la tragedia di Medea che, con il suo gesto estremo, pone un estremo dilemma: come è possibile giungere a tal punto? Figura ambigua nelle sue valenze di maga, di discendente del dio Sole, di donna dai saperi molteplici, Medea - eroina negativa ma non meno famosa di un'Alcesti o di un'Antigone - continua a riproporre nei secoli il suo inquietante enigma: può una donna - per vendetta, per gelosia, per amore - uccidere i propri figli? In nome di quale giustizia? In nome di quali dei?
13,00 12,35

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