Passigli: Passigli narrativa
I racconti dell'arcolaio
Louisa May Alcott
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 256
Il Natale è alle porte, fuori infuria una bufera di neve, il vento sibila… sembra proprio che i ragazzi dovranno rimanersene a casa e rinunciare ai loro giochi, quando ecco che nella soffitta scoprono un arcolaio, l’apparecchio che un tempo si usava per fare gomitoli; ed ecco che, proprio attorno a questo vecchio strumento, con il fuoco scoppiettante, la nonna e la zia cominciano a incantarli con le loro storie dal sapore antico ma dal fascino intramontabile. Ce n’è per tutti i gusti: partendo dal racconto del fidanzamento dei nonni, la narrazione si snoda in tanti altri racconti tra storie di guerra, storie per bambini, storie d’avventura e storie di fantasmi, e tutti avranno un insegnamento per i giovani ascoltatori, che si fanno silenziosi e seguono rapiti… Pubblicati nel 1884 e qui proposti per la prima volta in traduzione italiana, I racconti dell’arcolaio (Spinning-Wheel Stories) ci offrono un altro esempio della grandezza della scrittrice americana Louisa May Alcott, che tutti ricordano come autrice di un successo intramontabile come Piccole donne.
Volo di notte
Antoine de Saint-Exupéry
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 136
«Ora sto scrivendo un libro sul volo di notte. Ma, nel suo significato più intimo, è un libro sulla notte», scriveva Antoine de Saint-Exupéry alla madre in una lettera da Buenos Aires. In effetti, Volo di notte (1931), il romanzo che ha consacrato il talento letterario di Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944), scritto durante quel soggiorno in Argentina, non è soltanto una delle prime opere dedicate a quegli anni eroici, ancora pionieristici, dell’aviazione civile; è anche, e forse soprattutto, il libro di una ‘contesa’, dove la conquista del cielo deve confrontarsi e scontrarsi con tutti gli ostacoli posti non solo dalla natura, con le sue notti senza luce, i suoi picchi montani, le sue tempeste e cicloni, ma persino con quell’altro ‘senso della vita’ rappresentato dalla moglie del pilota Fabien, quella ‘normalità’ che Rivière, il responsabile di quei rischiosi voli notturni, sente di dover combattere strenuamente. «Se fossi giusto – pensa Rivière – un volo di notte sarebbe ogni volta una probabilità di morte». Ma non gli interessa essere giusto, non è con la giustizia che si conquista il cielo notturno; e se una ‘silenziosa fraternità’ lo unisce ai suoi piloti, questa non può intralciare l’inflessibilità di quella ‘fede da costruttori’ secondo la quale «una volta tracciata la rotta, non si può non proseguire». Romanzo quasi interamente costruito a partire dalle esperienze dello stesso scrittore – come ricorda Maurizio Ferrara nel saggio che accompagna questa nuova edizione – Volo di notte si innalza a grande, profonda riflessione su destino dell’uomo, sul senso del dovere, sulle ragioni che rendono una vita degna di essere vissuta.
La ragazza boema. Quattro racconti
Willa Cather
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 160
Con il titolo di uno di essi, "La ragazza boema", questo volume riunisce quattro racconti che ci offrono la dimensione più autentica della scrittura di Willa Cather, da sempre considerata uno dei grandi classici della letteratura americana. Come l'autrice, trasferitasi nell'infanzia dalla Virginia al Nebraska, terra di passaggio di pionieri e cercatori di fortuna, i protagonisti di queste brevi narrazioni sono divisi tra l'accettazione serena della propria realtà e il desiderio di partire lasciandosi ogni cosa alle spalle, alla ricerca di un evento o di una prospettiva che possa accendere improvvisamente le loro esistenze. In questo, "La ragazza boema" (1912) anticipa felicemente gli esiti di uno dei massimi romanzi della Cather, "La mia Antonia" (1918); e senza dubbio la sua protagonista, Clara Vavrika, rappresenta uno dei personaggi femminili più riusciti, non solo tra le opere della Cather, ma dell'intera letteratura americana di inizio Novecento. Quell'evento inaspettato, capace di aprire una diversa prospettiva di vita, può arrivare anche dall'arte o dalla musica, ed è questo il tema che accomuna altri due racconti qui riuniti, entrambi del 1905, "Il matrimonio di Fedra" e "La casetta nel giardino". In "Doppio compleanno" (1929), che conclude questa nostra raccolta, è invece la nostalgia del passato a trasformarsi in momento di riscatto per un futuro diverso. Willa Cather, con la maestria di uno stile sapiente, attentissimo al dettaglio psicologico, tratteggia in tutti questi suoi personaggi, dal temperamento libero e forte, il desiderio di essere padroni del proprio destino.
Il nostro signor Wrenn. Le avventure romantiche di un gentiluomo
Sinclair Lewis
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 296
In una lettera del 12 marzo 1930, Cesare Pavese consigliava all’editore Enrico Bemporad la traduzione del romanzo “Il nostro signor Wrenn”, ed è proprio con questo lavoro, pubblicato l’anno successivo, che prendeva inizio la sua pionieristica opera di traduttore, che lo avrebbe portato a essere tra i principali divulgatori in Italia della grande narrativa americana. Pubblicato nel 1914 e prima opera di Sinclair Lewis firmata con il suo vero nome, “Il nostro signor Wrenn” narra la storia di un giovane scapolo, impiegato in una ditta di souvenir, che passa il tempo libero a leggere libri di viaggio sognando di fuggire dalla sua esistenza monotona. Un giorno, ereditata una piccola fortuna, lascia il lavoro e comincia a viaggiare, approdando dopo una lunga traversata nel Vecchio Continente. L’incontro con l’affascinante Istra, di cui si innamorerà e che gli aprirà un mondo a lui del tutto sconosciuto, lo porterà a vivere ancora più intensamente queste sue «romantiche avventure». Già in questo suo primo, divertente e appassionante romanzo, Sinclair Lewis mette a nudo le debolezze umane e le contraddizioni di una società multietnica e tentacolare come era già quella americana nei primi anni del secolo scorso. La versione di Cesare Pavese, con le sue note di traduzione, aggiunge fascino e interesse alla nostra edizione, che viene completata dalla presenza in appendice dei due saggi che lo stesso Pavese ha dedicato all’opera del grande scrittore americano, pubblicati sulla rivista «La Cultura» rispettivamente nel 1930 e nel 1934.
Il tiranno e la vestale
Fania Cavaliere
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 176
Roma, 64 d.C. Cornelia, giovane fanciulla nata in un'importante famiglia romana, viene strappata alla sua vita di bambina per essere destinata a diventare sacerdotessa di Vesta, una delle più importanti divinità del pantheon romano e massima protettrice dell'Urbe. La sua vicenda, la sua fedeltà a una visione di Roma e a un culto della Dea sempre più lontani dallo spirito del tempo, la sua incapacità di comprendere le logiche del potere fanno di questo libro un illuminante racconto del mondo dell'Impero Romano in un'epoca di sanguinose lotte per il potere all'indomani del suicidio di Nerone, e del rapido succedersi in un solo anno di ben quattro imperatori prima del consolidarsi della dinastia dei Flavi. Quello di Fania Cavaliere non è dunque solo un romanzo su di una intensa figura di donna, ma anche un'analisi avvincente, rivelatrice della realtà dell'antica Roma più di molti saggi storici. Pur ambientata in un particolare momento storico, la vicenda narrata è emblematica del destino di moltissime donne di tutte le epoche cui non viene data alcuna libertà nelle proprie scelte di vita.
La confessione di una ragazza. Tutti i racconti
Marcel Proust
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 184
Sotto il titolo di uno dei racconti qui riuniti, “La confessione di una ragazza”, la presente edizione raccoglie tutta la produzione narrativa di Marcel Proust anteriore al suo capolavoro, “Alla ricerca del tempo perduto”. Se da un lato, infatti, un’opera straordinaria e monumentale come la “Recherche” tende a essere un referente quasi unico per gli appassionati di questo grande scrittore, dall’altro non sono pochi i motivi di interesse di questi suoi racconti precedenti, sia per la ricchezza e la varietà dell’ispirazione, sia per un tono più scanzonato e leggero che forse il grande affresco autobiografico della “Recherche” gli permetteva di meno. Molti di questi racconti, insieme a scritti di genere diverso, andarono a costituire l’esordio letterario di Proust, “I piaceri e i giorni” (1896); accanto a essi, però, ne troviamo altri usciti solamente su rivista, come l’ormai celebre “L’indifferente”, a lungo dimenticato dopo la morte dello scrittore. Racconti, dunque, di sapore diverso, nei quali certamente lo scrittore sperimentava personaggi e situazioni che avrebbe poi sviluppato e approfondito nel suo capolavoro; racconti, anche, di valore differente, ma tra i quali compaiono già dei veri gioielli narrativi, come “La fine della gelosia”, certamente all’altezza delle pagine migliori della “Recherche”.
Il parco giochi e altri racconti inediti
Franz Werfel
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 240
Tra gli autori più rappresentativi della letteratura mitteleuropea del Novecento, Franz Werfel resta forse il meno conosciuto, nonostante il grande, ancora recente successo di alcune sue opere come "Una scrittura femminile azzurro pallido". Praghese di nascita, come Rainer Maria Rilke e Franz Kafka, Werfel arrivò alla fama internazionale con "I quaranta giorni del Mussa Dagh", in quel fatidico 1933 che portò Hitler al potere, e che ebbe tra le conseguenze più immediate e disgustose i roghi dei libri che coinvolsero le opere di Werfel insieme con quelle di altri grandissimi scrittori come Stefan Zweig, Arthur Schnitzler, Max Brod, Bertolt Brecht e tantissimi altri non solo di lingua tedesca. Il presente volume raccoglie tutta una serie di racconti rimasti inediti o pubblicati su rivista, tutti mai prima d'ora tradotti in italiano. Sospesi tra realtà e mondo onirico, tra ricordi autobiografici e satira, questi racconti coprono l'intero arco della produzione narrativa di Werfel, dagli esordi espressionisti - ben esemplati dal duro racconto di apertura, "Il gatto", che Werfel non volle mai pubblicare - fino agli anni della maturità, quando la sua scrittura assume un tono più "classico" e disteso, senza peraltro mai rinunciare al profondo scandaglio psicologico dei personaggi, uno dei motivi principali della sua grandezza di scrittore.
La fine dell'amore
Arthur Schnitzler
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 176
Il 14 maggio 1922, confessando di averlo fino ad allora evitato per una sorta di ‘timore del sosia’, Sigmund Freud scrive ad Arthur Schnitzler: «Il suo determinismo come il suo scetticismo – che la gente chiama pessimismo – la sua penetrazione nella verità dell’inconscio, nella natura pulsionale dell’uomo, la sua demolizione delle certezze convenzionali della civiltà, l’adesione dei suoi pensieri alla polarità di amore e morte, tutto ciò mi ha colpito con una inquietante familiarità». Se da un lato la ‘inquietante familiarità’ e il ‘timore del sosia’ espressi da Freud testimoniano la piena appartenenza della scrittura di Schnitzler alla cultura che, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, ha fondato la visione contemporanea del mondo, dall’altra il riferimento alla ‘polarità di amore e morte’ costituisce la ragione della scelta di questi quattro meravigliosi racconti. Un amore può morire (come nel caso de “La moglie del saggio”) di morte naturale perché uno dei due amanti, a distanza di molti anni, scopre fortuitamente un comportamento dell’altra che gliela fa apparire in una luce completamente diversa. Ma quando a morire, improvvisamente o a seguito di una lunga malattia, è uno dei due amanti, allora è la morte stessa che, insinuandosi nel rapporto, determina non solo la fine dell’amore, ma addirittura la sua trasformazione. Così, in “Morire”, il racconto che aprì a Schnitzler la porta della notorietà, la malattia di Felix, e il terribile patto stretto con la fidanzata Marie, indirizzeranno i loro sentimenti in direzioni opposte. Ne “I morti tacciono”, invece, la morte per incidente di Franz, rischiando di compromettere la vita borghese di Emma, cancellerà in un attimo un amore ritenuto imperituro. E in “Fiori” un omaggio floreale apparentemente proveniente da un’amante ormai morta risveglierà nel protagonista un amore considerato oramai spento.
Le vite di Gustav
Giovanni Verusio
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 280
Hermine, una povera ragazza austriaca al servizio di un pastore pentecostale, giunge a Firenze nel 1933 per lavorare come Schwester, le bambinaie tedesche allora di moda, e prendersi cura di un bambino dell’alta società fiorentina rimasto orfano di madre, Gustav. Dopo aver stretto con il bambino un rapporto particolare di amore e protezione, rimarrà con lui fino al 1944, undici anni, un periodo relativamente breve in tempi normali: ma quegli undici anni segnano nella storia del Novecento una tempesta che va dall’ascesa al potere di Hitler all’approvazione delle leggi razziali in Italia, dalla deportazione di massa degli ebrei e dalla Shoah agli ultimi drammatici atti della seconda guerra mondiale. Come afferma Corrado Augias nella sua prefazione, «le accelerazioni del destino riguardano anche, e sempre più spesso nella guerra moderna, coloro che sono rimasti a casa, i così detti ‘civili’, uomini e donne, adulti e bambini». La chiave di questo libro appassionante e delicato sta così nell’idea di far filtrare questi avvenimenti dagli occhi di due testimoni molto particolari: Hermine e Gustav, due ‘innocenti’, l’una a causa della sua origine di povertà e della sua ‘ignoranza’, l’altro a causa della sua fanciullezza. Così, attraverso questi quattro occhi particolari si snodano avvenimenti e tragedie incomprensibili per tutti, ma particolarmente per gli occhi dei semplici: dalla scomparsa improvvisa da scuola di un caro compagno dopo l’entrata in vigore delle leggi razziali nel caso di Gustav, alla rappresentazione sorprendente per Hermine della vita e degli usi dell’alta società italiana. È così che il romanzo si snoda felicemente attraverso avvenimenti drammatici e apparentemente incomprensibili, ricostruendo tra innocenza e tragedia un pathos che ricorda altri grandi romanzi che hanno saputo rappresentare il mondo attraverso lo sguardo degli umili.
Bruciante segreto. Quattro storie dal paese dei bambini
Stefan Zweig
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 176
I racconti della “Prima esperienza” (Erstes Erlebnis era appunto il titolo dell’edizione originale, apparsa nel 1913) rappresentano senza dubbio uno degli esiti più alti della narrativa di Stefan Zweig. Tutti e quattro i racconti hanno come tema il mondo dell’infanzia, colto proprio nel momento in cui qualcosa accade e determina il primo, faticoso, e spesso doloroso, passo verso la maturità, verso il mondo dei grandi. Forse nessuno scrittore prima di Zweig ha saputo penetrare come lui l’esigenza e insieme il dramma di questo trapasso, spesso legato all’ancora incerto ma già prepotente istinto erotico dei bambini. Si pensi al più celebre di questi racconti, “Bruciante segreto”, in cui il giovanissimo protagonista assiste, senza rendersi conto di quanto avviene, e insieme spinto da una forza più grande di lui, agli approcci amorosi di un estraneo con la madre; un estraneo da cui era stato ‘usato’ proprio a quello scopo e che gli aveva fatto credere che lui stesso e non la madre fosse al centro dei suoi pensieri. Forse sta soprattutto in questo la grande profondità e originalità di questi racconti: non tanto, cioè, nel mistero che circonda la vita dei bambini, quanto nell’ipocrisia che determina l’atteggiamento degli adulti nei loro confronti, e che nel momento in cui si rivela comincia ad allontanarli, inevitabilmente, dal mondo dell’infanzia; oppure, come nel racconto iniziale “Storia nel crepuscolo”, nella difficoltà di accettare una realtà diversa da quella a lungo carezzata, una realtà che si presenta come qualcosa di inaspettato e anche di ripugnante, e che potrà essere accettata soltanto lasciandosi alle spalle quel mondo che fino ad allora li aveva accompagnati.
Filosofi e maschiette
Francis Scott Fitzgerald
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 232
'Maschietta' è un termine ormai desueto, ma negli anni Venti designava le giovani dal taglio maschile dei capelli protagoniste della prima, vera rivoluzione femminile. Figlie di un'America uscita vittoriosa dalla Prima guerra mondiale e in pieno sviluppo economico e sociale, sono state soprattutto queste giovani donne a condurre la rivoluzione dei costumi in quella età del jazz e del proibizionismo che ha dato origine al moderno 'mito americano'. Assetate di libertà, emancipazione, edonismo, le 'maschiette' irrompono nella società mettendo in crisi i rapporti tra i sessi e dichiarando una guerra senza quartiere a un mondo maschile arroccato nel passato e nei suoi privilegi. Nessuno ha capito e ritratto quel mondo meglio di Scott Fitzgerald che, con la moglie Zelda, è divenuto il massimo interprete di quegli 'anni ruggenti', incarnandovisi fino alla dissoluzione personale. Prima raccolta di racconti pubblicata da Fitzgerald nel 1920, immediatamente dopo "Di qua dal paradiso", suo primo successo, "Filosofi e maschiette" contiene già la novità e il futuro dello scrittore americano più rappresentativo della prima metà del Novecento, che di lì a poco darà il meglio di sé in grandi romanzi quali "Tenera è la notte", "Il grande Gatsby", "Belli e dannati". Le protagoniste di queste storie - ragazze della buona società e ballerine di fila, abitanti della provincia o delle grandi città - tratteggiano una nuova visione della vita e si contrappongono al mondo maschile, composto per lo più da noiosi 'filosofi' portatori di una 'filosofia' ormai obsoleta. Vere e coraggiose paladine dei tempi nuovi, pur se talora confuse, esse esprimono la ricerca di una nuova leggerezza di vita e il riconoscimento dell'effimero come valore. Dichiara Ardita, protagonista del racconto "Il pirata": «Per me il coraggio significava farsi strada a fatica attraverso la spenta nebbia grigia che si posa sulla vita... non solo non prestare attenzione alla gente e alle circostanze, ma non prestare attenzione neppure allo squallore del vivere. Una specie di ostinazione al valore della vita e all'importanza delle cose effimere».
Il dottor Gräsler medico termale
Arthur Schnitzler
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 160
Questo romanzo narra alcuni mesi nella vita di Emil Gräsler, medico di mezza età che esercita la sua professione senza una particolare passione, in uno stabilimento termale delle Canarie durante l’inverno e in quello di una cittadina termale tedesca durante l’estate. Dopo il suicidio dell’amata sorella, smarrito e tormentato, la sua esistenza sembra svolgersi in una routine piatta e vuota, finché nella sua vita non entrano tre donne, una delle quali potrebbe finalmente dargli l’occasione di cambiare profondamente se stesso e la sua vita. Fuggirà ancora, rifugiandosi nell’irresolutezza, nella pedanteria, nel filisteismo come ha sempre fatto, oppure finalmente deciderà di affrontare apertamente la vita? Romanzo breve pubblicato nel 1917, con “Il dottor Gräsler” l’autore di “Doppio sogno” e di “Fuga nelle tenebre” ci regala un altro dei suoi mirabili personaggi in cui l’approfondita analisi psicologica è sapientemente amalgamata con il tono leggero della commedia.

