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Quodlibet: Quodlibet studio. Lettere

L'engagement estatico. Su René Char

Eric Marty

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 68

Tra i più grandi poeti del Novecento, René Char ha fatto parte per pochi anni del Surrealismo per poi intraprendere un percorso totalmente personale, anche se è stato in relazione intellettuale e di amicizia con grandi personaggi del Novecento francese e non solo, tra cui Camus, Bataille, Blanchot, Celan. Durante la Seconda guerra mondiale è stato coinvolto personalmente nella Resistenza combattendo con il mitico nome di Capitaine Alexandre. Attraverso una fine lettura poetica e filosofica della sua opera (in particolare i Fogli d'Ipnos), Éric Marty affronta la delicata questione dell'engagement del poeta negli anni bui dell'occupazione nazista, che si realizza con modalità ben diverse dall'impegno di stampo surrealista o sartriano. Ne emerge una posizione originalissima elaborata da Char in questo periodo di combattimento armato in cui sceglie di non pubblicare nulla anche se non smette di scrivere e di riflettere sulla poesia. Si tratta per lui di affrontare una situazione a tal punto determinata dalla brutalità che risulta «inconcepibile» e «innominabile»: il mondo è uscito dai binari ordinari della storia per cui non lo si può affrontare con i termini del discorso comune. Per gli stessi motivi i meccanismi noti di opposizione o contrasto si rivelano, in questo caso, del tutto inefficaci. L'unica possibilità è data da un «rovesciamento» della situazione operato grazie ad una poesia che articola i due movimenti di quello che Marty chiama engagement estatico: l'angoscia e l'estasi.
16,00 15,20

La conquista della scrittura. Letteratura e società nel Messico coloniale

Margo Glantz

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 320

Questa raccolta di saggi si propone come una riflessione su quello che in spagnolo è chiamato il borrador, e che in italiano tradurremmo con bozza. Margo Glantz lo intende qui come il frutto di un lavoro di costruzione del testo dietro al cui significato letterale si cela evidentemente un senso più profondo. L'autrice infatti si interroga sul processo manuale della scrittura e sulle sue conseguenze, dove le omissioni, i tagli, le cancellature assumono un'importanza fondamentale, in quanto modificano il corpo da cui traggono origine. I testi di questa selezione nascono dalla continua riflessione dell'autrice sul periodo coloniale ispanoamericano e si configurano come una vera e propria introduzione alla letteratura coloniale, una cultura poco conosciuta in Italia ma che meriterebbe di essere riscoperta. Un gruppo di saggi è dedicato a Sor Juana Inés de la Cruz, la più grande voce poetica del barocco ispanoamericano: dalla sua storia emergono il processo di conquista del diritto alla scrittura e la personalità poliedrica di una delle più grandi voci femminili della letteratura messicana.
22,00 20,90

Figure dell'invenzione. Per una teoria della critica tematica in Francesco Orlando

Figure dell'invenzione. Per una teoria della critica tematica in Francesco Orlando

Valentina Sturli

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 209

Il saggio esplora la più innovativa e meno conosciuta parte della riflessione di Francesco Orlando (1934- 2010) - quella riguardante i meccanismi dell'invenzione e della creazione letteraria - in larga parte inedita. L'obiettivo è di riflettere criticamente sull'ultimo decennio di attività di uno dei più importanti teorici della letteratura del secondo Novecento, valutando le sue ipotesi di lavoro e prospettive di analisi relative a questioni cruciali di critica tematica. La proposta che Orlando ha delineato e che questo libro prova a sviluppare mira infatti a concepire una vera e propria retorica dell'invenzione, mostrando come ogni singolo testo letterario possa modellizzare e trasfigurare originalmente la realtà che rappresenta mediante configurazioni emotive e cognitive salienti.
20,00

Come frantumi di mondi. Teoria della prosa e logica delle emozioni in Gadda

Valentino Baldi

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2019

pagine: 208

Carlo Emilio Gadda, uno dei più grandi narratori del Novecento, è ancora ai margini del canone scolastico per via della sua complessità: il lettore che si avvicini per la prima volta all'opera gaddiana rischia di essere scoraggiato dalla densa stratificazione di problemi linguistici, filologici e logici posti da una compagine testuale così intricata da poter apparire illeggibile. "Come frantumi di mondi" è un libro sulla costruzione narrativa di Gadda, che prova a trattare Gadda come una sineddoche per interrogarsi sulla dialettica fra logica del mondo e racconto letterario. Vi si affrontano questioni di teoria della letteratura e di logica dell'interiorità lungo due linee di indagine diverse: quella psicologico-psicoanalitica, condotta sulla scia di Freud e Matte Blanco; e quella filosofico-scientifica, esplorata nei suoi legami con il pensiero di Leibniz, Spinoza e Kant, ma anche di Einstein, Heisenberg e Pauli. L'impostazione teorica di Come frantumi di mondi rispecchia, così, la cultura gaddiana, articolandosi attorno a tre coppie antinomiche che ritornano in tutti i capitoli: matematica ed emozioni; logica e caos; convenzioni letterarie e vissuto.
20,00 19,00

La regione più trasparente dell'aria. Saggi di cultura ispanoamericana

Alfonso Reyes

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2019

pagine: 330

Questa ampia antologia si propone di introdurre nel nostro Paese uno dei maggiori rappresentanti della letteratura messicana del Novecento, tuttora quasi sconosciuto a gran parte del pubblico italiano. Alfonso Reyes (1889-1959), pur ricoprendo prestigiosi incarichi politico-istituzionali, si dedicò a innumerevoli attività culturali, frequentando i più disparati generi letterari, ma privilegiando il genere del saggio, il più adatto ad esprimere immediatamente sulla carta le sue viscerali riflessioni sulle radici messicane e sull'identità americana, le sue descrizioni dei personaggi contemporanei, dei Paesi e degli amici lontani, le sue considerazioni sugli eventi storici - il tutto spesso sintetizzato in poche caustiche e acute righe. Indubbiamente, l'opera di Reyes meriterebbe d'esser conosciuta nella sua totalità, ma, grazie alla selezione proposta in questo volume, il lettore italiano potrà almeno cominciare a gustare la qualità della scrittura di un autore fondamentale, del quale Borges apprezzava l'"ammirevole prosa castigliana".
22,00 20,90

La caduta e il ritorno. Cinque movimenti dell'immaginario romantico leopardiano

Franco D'Intino

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2019

pagine: 363

Cosa accade se si "aprono gli occhi" sul mistero del mondo? Se il desiderio di conoscere oltrepassa i limiti del sensibile, e si spezza l'equilibrio tra mente e corpo? Il grande tema antropologico affrontato qui attraverso l'analisi di molti testi è il dramma dell'uomo, un animale "trasposto" (secondo la formula di Leroi-Gourhan) che ha scoperto l'infinito. Il pensiero romantico usa il racconto biblico della Caduta per rispondere al trauma dell'illuminismo e della modernità. Il vertiginoso sviluppo della ragione ha reso sì l'individuo più autonomo e critico ma ha annichilito la vitalità e la speranza: è quel che Leopardi, anticipando Nietzsche, chiama "strage delle illusioni". Poeti, filosofi, romanzieri cercano la via del Ritorno a un mondo pieno di senso. Con loro anche Giacomo, che nei canti pisano-recanatesi ritrova la via di casa e di se stesso. È un viandante ormai stanco, ma riesce a rigenerarsi attingendo energia vitale dall'ingenua semplicità di una fanciulla chiamata Silvia. Silvia, ovviamente, c'est lui. Questo libro vede Leopardi nell'orizzonte di poeti e pensatori post-illuministi e post-rivoluzionari. Da Coleridge a Novalis, da Sade al Goethe del Faust, fino a Henry Adams - sullo sfondo l'antesignano Rousseau - si snoda un racconto fatto di trame, motivi, immagini, idee, lemmi. Ne emerge il nucleo misterioso e inquietante dell'opera leopardiana, in cinque movimenti dell'immaginario che sono comuni a un'intera epoca: l'Inizio, il Consumo, il Vortice, l'Equilibrio, la Spirale. Ma il discorso torna poi sempre a un unico canto, A Silvia, storia dell'umanità caduta, e risorta solo in ombra.
24,00 22,80

La nascita del modernismo italiano. Filosofie della crisi, storia e letteratura (1903-1922)

La nascita del modernismo italiano. Filosofie della crisi, storia e letteratura (1903-1922)

Mimmo Cangiano

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2018

pagine: 640

Questo lavoro rappresenta il primo studio organico che indaga la genesi delle idee del modernismo italiano, ossia di quel fecondo momento della letteratura italiana, nei primi decenni del secolo scorso, in cui si è verificata una definitiva crisi e un rovesciamento dei valori tradizionali. Mimmo Cangiano ricostruisce accuratamente in questo saggio le influenze europee e americane di tale crisi, che non è solo letteraria ma anche epistemologica e politica, giungendo in questo modo a rinvenire la specificità e la complessità della letteratura italiana di quel periodo. Le opere di Pirandello e di Papini, di Soffici o di Michelstaedter, in dialogo costante con il pensiero di Nietzsche, di Mach o di Croce, si rivelano preziose anche per comprendere le vicende storico-politiche che segnarono l'Italia durante gli anni che precedettero la dittatura.
30,00

Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema

Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema

Paolo Desogus

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2018

pagine: 190

Questo libro indaga le principali questioni linguistiche e semiotiche che nel corso degli anni Sessanta Pier Paolo Pasolini ha approfondito nei suoi scritti sul cinema e che ha ripreso in forma sperimentale nei suoi film (La ricotta, Appunti per un'Orestiade africana, Edipo re, Teorema, Salò e le 120 giornate di Sodoma). Attraverso queste opere, ma senza trascurare lo stretto rapporto con l'attività letteraria precedente, il volume si concentra sulla relazione tra segno visivo e realtà, sul problema semiotico dello stile e sul carattere politico dell'espressione artistica. Laboratorio Pasolini offre inoltre un approfondito studio sul rapporto tra cinema e letteratura anche attraverso il dibattito nato dalle critiche alla controversa interpretazione pasoliniana dello strutturalismo, sollevate in particolare da Umberto Eco, Christian Metz ed Emilio Garroni.
20,00

Orche e altri relitti. Sulle forme del romanzo in Stefano D'Arrigo

Orche e altri relitti. Sulle forme del romanzo in Stefano D'Arrigo

Daria Biagi

Libro: Libro in brossura

editore: Quodlibet

anno edizione: 2017

pagine: 256

Ogni epoca di crisi lascia relitti dietro di sé: lo sanno i protagonisti di Horcynus Orca (1975), i pescatori di Cariddi che quasi con disappunto assistono alla morte del loro incubo più feroce, l'orca assassina. All'indomani della seconda guerra mondiale, quando l'Italia entra nella fase decisiva della modernizzazione, Stefano D'Arrigo racconta la fine del mondo premoderno senza cedere alla tentazione di mitizzarlo: mentre sotto gli occhi del lettore si dispiegano gli scenari arcaici del viaggio di 'Ndrja Cambrìa, la voce che li racconta guida in maniera quasi subliminale nella direzione opposta. D'Arrigo non è un creatore di miti, ma un distruttore: da Hölderlin (su cui si laurea nel 1942) e soprattutto da Gogol' (di cui riscrive Le anime morte ambientandole in Sicilia) ha appreso come recuperare eroi e valori del passato mettendoli a distanza, rappresentandoli appunto come relitti. Le sue «riplasmazioni» di lingue e generi letterari ricordano quelle «formazioni di compromesso» che negli stessi anni Ernesto de Martino indagava sul piano antropologico. Dalle poesie di Codice siciliano (1957) fino alla prosa spezzata di Cima delle nobildonne (1985) vediamo così emergere lo sguardo comprensivo ma disincantato, a volte persino comico, di uno scrittore pienamente moderno, che per potenza inventiva della lingua Primo Levi collocherà sul «meridiano della salvazione del riso» insieme a Porta, Belli e Rabelais.
20,00

Identità sotto chiave. Lingua e stile nel teatro di Saverio La Ruina

Angela Albanese

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2017

pagine: 176

La drammaturgia di impegno sociale di Saverio La Ruina, caratterizzata dalla peculiare ritrosia dei suoi personaggi e da una narrazione lieve e pudica, ha reso il drammaturgo, regista e attore uno dei nomi più noti della scena italiana contemporanea. Il volume si concentra sulla produzione teatrale più recente di La Ruina, la cui forza autoriale si è imposta con i monologhi in dialetto calabro-lucano Dissonorata e La Borto, che affrontano il tema della violenza di genere e dell'aborto, con Italianesi, assolo tragico a sfondo storico sull'identità migrante, con Polvere. Dialogo tra uomo e donna, indagine tagliente sulla violenza psicologica e verbale nel rapporto di coppia, e con il recentissimo Masculu e fiammina in cui l'autore torna al monologo per affrontare il tema dell'omosessualità. Con la sua sola, potente presenza scenica La Ruina si dimostra capace di una ricerca antropologica minuziosa, in grado di restituire - con precisione quasi calligrafica - il dolore dei suoi personaggi e la ferita aperta del loro Sé lacerato. Questa prima monografia critica sull'autore si propone di indagarne, oltre all'impegno «politico», anche la lingua e lo stile, secondo due direttive di ricerca parallele e strettamente intrecciate: l'indagine tematica sulll'«identità sotto chiave» che, con declinazioni diverse, accomuna i protagonisti delle sue pièce, e l'analisi testuale, uno strumento indispensabile - come troppo spesso si dimentica - alla decifrazione di ogni poetica.
18,00 17,10

Il ritmo del pensiero. Montale Sereni Zanzotto

Laura Barile

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2017

pagine: 221

In questa raccolta di saggi Laura Barile affronta in tono narrativo e conversevole tre classici del Novecento accomunati dalla loro appartenenza alla poesia di pensiero: la conoscenza è infatti la chiave di volta della grande poesia di tutti i tempi, nel suo colloquio con le altre arti e con la filosofia. Queste pagine si interrogano su vari temi: come nel primo Montale il tempo della durata conviva col tempo dell'istante; ma si analizzano anche alcuni nessi fondamentali - ancora non segnalati - di Satura con certa poesia anglosassone. Si indaga, poi, sui romanzi modernisti letti e amati da Sereni e sul loro fermentare nella sua poesia, ma si approfondisce anche la sua profetica riflessione, in prosa e in poesia, sul revisionismo e sul potere del mercato, in una Francoforte sempre più metaforica. Emerge infine, assieme a molto altro, un tema che in vario modo coinvolge i tre poeti: come, e fino a che punto, il compito della poesia sia (come vorrebbe Zanzotto) la lode. Compito che implica, oggi più che mai, una pur stremata ricerca di senso nell'insensatezza della realtà in cui ci troviamo immersi.
20,00 19,00

L'anima e il mondo. Francesco De Sanctis tra filosofia, critica letteraria e teoria della letteratura

Emiliano Alessandroni

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2017

pagine: 101

Quale rapporto intrattiene la letteratura con la vita e la realtà? In che modo i raggi del bello possono contribuire a illuminare il vero? Attorno a queste e ad altre simili problematiche prende forma la prospettiva estetica di Francesco De Sanctis, teorico e critico letterario guardato, in passato, con particolare ammirazione da personalità illustri della nostra letteratura (Giacomo Leopardi, Luigi Capuana, Umberto Saba) e della nostra cultura (Giacomo Debenedetti, Gianfranco Contini, Agostino Lombardo - a fianco, naturalmente, a Benedetto Croce, Giovanni Gentile e Antonio Gramsci). Negli ultimi decenni, tuttavia, il suo orizzonte sembra entrato fortemente in crisi. Il De Sanctis, più che come un critico letterario, è stato da molte parti dipinto come un demagogo, pronto a sottomettere i valori dell'arte a quelli dell'ideologia politica. Le pagine di questo libro oltre a confutare queste accuse, si accingono a mostrarne la subalternità alle ideologie del presente, riabilitando quindi appieno la lezione del critico irpino. I suoi insegnamenti, infatti, pur tenendo conto degli indiscutibili limiti storici a cui sono soggetti, sembrano ancora contenere, ad avviso dell'autore, spunti preziosi e contributi stimolanti per analizzare e comprendere tanto la letteratura quanto il mondo che ci circonda. Introduzione di Marcello Mustè e postfazione di Romano Luperini.
15,00 14,25

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