Quodlibet: Quodlibet studio. Lettere
La crisi e le forme. Come il 1945 ha cambiato la poesia italiana
Enrico Fantini
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2023
pagine: 304
Cosa accade alla morfologia degli oggetti estetici quando sono investiti da una crisi di portata epocale? La crisi e le forme si propone di rispondere a questa domanda attraverso uno studio della poesia prodotta in Italia tra il 1929 e il 1956. Il volume analizza il comportamento formale di un campione di dieci autori ascrivibili alla cosiddetta "terza generazione": Bertolucci, Calogero, Caproni, Fortini, Luzi, Matacotta, Penna, Rebora, Sereni, Sinisgalli. Sono poeti e intellettuali nati attorno agli anni Dieci, che si affacciano alla vita pubblica durante il ventennio fascista. Il trauma del 1945 li coglie in una fase centrale delle loro storie artistiche, ponendoli di fronte alle macerie della guerra e alla difficile liquidazione di un regime totalitario. La crisi interviene così a sconvolgere l'insieme di quelle infrastrutture materiali e immateriali fatte di premi, network sociali, procedure di accreditamento, riviste, attraverso le quali essi si erano affermati e riconosciuti come membri della classe intellettuale del Paese e li costringe a scelte repentine dalle quali sarebbe dipeso il loro futuro in un mondo radicalmente mutato. Combinando close reading e formalismo quantitativo, vedremo esplodere la compattezza del congegno testuale in un aggregato disorganico di procedure e di strategie stilistiche in conflitto tra loro. La poesia si rivela così essere un campo di tensione, un assemblage di forze, volontà e intelligenze diverse, che vanno a comporre un risultato imprevisto persino agli stessi autori. Muovendo da una storia sociale delle forme estetiche, si proverà a scrivere una pagina della transizione di un piccolo segmento della classe intellettuale italiana dagli anni del fascismo alla Repubblica, tornando a fare i conti con uno dei nodi irrisolti della nostra storia.
Rivoluzioni e popolo nell'immaginario letterario italiano ed europeo
Stefano Brugnolo
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2023
pagine: 422
Il libro esamina come la letteratura ha rappresentato l'evento rivoluzionario (accaduto, atteso, temuto) dall'epoca della Riforma protestante fino al '68 e oltre. La Rivoluzione, qui intesa latamente come possibilità di sollevazione di massa e trasformazione "catastrofica" del mondo, è considerata come una specie di grande metafora con cui l'Occidente moderno si è concepito nei termini di un progetto pericolosamente aperto sul futuro. Si comincia con Machiavelli passando attraverso Milton, Büchner, Hugo, Manzoni, Zola, Nievo, Verga, fino ad arrivare a Malaparte, Pasolini, Calvino e tanti altri, anche saggisti (da Galileo a Gramsci). Al centro ci sono soprattutto gli scrittori italiani perché essi sono ritornati tante volte sulla Rivoluzione come occasione mancata. Essi vengono fatti dialogare con alcuni grandi scrittori europei sulla base di pochi grandi motivi ricorrenti. In definitiva, il libro intende essere una specie di excursus attraverso tante visioni e versioni del fenomeno rivoluzionario per giungere a un bilancio finale e provare così a rispondere alla domanda se e come la letteratura possa ancora con i suoi mezzi immaginare un futuro altro, sia esso in chiave di sogno o di incubo.
«Quando Natura parla». Una traccia dantesca nello Zibaldone
Giovanni Vito Distefano
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2023
pagine: 128
Questo libro ha la particolarità di incentrarsi quasi integralmente su un solo brevissimo passo dello "Zibaldone". Sono poche righe nelle quali Leopardi cita, in forma forse deliberatamente alterata, la più celebre auto-definizione poetica contenuta nella Commedia: «I' mi son un che quando Amor mi spira» diviene «I' mi son un che quando Natura parla». Nello stabilire un contatto con Dante, su un tema di cruciale importanza come l'idea stessa di poesia, la citazione innesta l'immagine della Natura che parla attraverso il poeta sopra quella del dittatore d'Amore. Il libro si sofferma sui significati che si addensano in questo minuto e tuttavia complesso nodo intertestuale, nel quale la ripresa del dettato originario si accompagna alla sua manipolazione, ed esplora la rete che si dipana da esso in molteplici direzioni. Il discorso muove a partire da una preliminare indagine dell'intorno interdiscorsivo del brano, sulle attestazioni settecentesche della stessa versione alterata del passo dantesco. Si inoltra poi nella struttura rizomatica dello Zibaldone, per chiarire i nessi che legano questo spunto al complesso del pensiero leopardiano. Si allarga, infine, a tracciare le triangolazioni che, in una prospettiva di lunga durata, collocano la sua riflessione nel campo dell'estetica occidentale, tra ritorni dell'antico ed epifanie del moderno e del contemporaneo. Natura, soggettivismo lirico, immaginazione, sublime sono i concetti nevralgici di un tragitto intellettuale che rende il pensiero leopardiano un apporto decisivo in un campo magmatico, percorso nei primi decenni dell'Ottocento da imponenti correnti di cambiamento.
Corpo a corpo. Sulla poesia contemporanea: sette letture
Massimo Natale
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2023
pagine: 224
Sette voci poetiche — nate tutte negli anni Cinquanta — sono protagoniste di queste pagine: Milo De Angelis, Patrizia Valduga, Antonella Anedda, Alessandro Fo, Fabio Pusterla, Valerio Magrelli e Gian Mario Villalta. Questo libro le ospita dandosi una regola precisa: prendere una sola poesia per ciascun autore — prelevandola da una delle sue raccolte più recenti — e ascoltarla. Ciascuno dei sette capitoli che compongono il volume sarà l'occasione per far emergere, di volta in volta, una serie di elementi: costanti e novità della singola voce poetica, ossessioni tematiche, rapporto del testo con la raccolta in cui è inserito e con la storia del suo autore, ecc. Le poesie scelte dovrebbero dunque rivelare un'intera visione del mondo (e un concreto bagaglio stilistico e culturale, capace di dar forma a quella visione): come quando, osservando il ritratto di un volto, si tenta di immaginarne anche lo sfondo, le abitudini, la biografia della persona cui appartiene. Soprattutto, ciascuna di queste poesie dovrebbe svelare la sua natura di organismo molteplice. Ogni voce dialoga con un'altra voce, ne conserva la memoria, la fa sua e la riformula: dall' I Ching a Baudelaire, da Sofocle a Tacito a Rilke (e oltre), ognuno di questi esercizi di lettura diventa l'ascolto di un colloquio fra poeti e fra testi, in un incessante corpo a corpo.
Il tesoro nascosto. Intorno ai testi inediti e ritrovati della giovane Elsa Morante, con sei storie e una poesia dell'autrice
Elena Porciani
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2023
pagine: 240
Il volume offre per la prima volta una presentazione del 'tesoro nascosto' riemerso dall'Archivio Morante della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dopo le ultime donazioni degli eredi. Ad esso si aggiunge il recupero di sei storie per l'infanzia e una filastrocca edite fra il 1932 e il 1935 e qui ripubblicate. La pluralità di generi, modi e personaggi non impedisce di riconoscere come siano già all'opera le costanti dell'immaginario morantiano più noto: la compresenza di romance e novel, il fantastico psicologico, l'umorismo feroce, e poi temi quali l'adulterio, il culto dell'infanzia, il teatro, gli amori fatali e infelici, il materno, le famiglie spezzate, le passioni morbose. Grazie a queste acquisizioni e riscoperte il corpus della giovane Elsa Morante conosciuto si trova a essere composto da più di centosettanta testi, fra racconti, favole, poesie, articoli e il romanzo a puntate Qualcuno bussa alla porta: una produzione ampia e sorprendente, fondamentale per comprendere nelle sue radici più profonde la parabola letteraria dell'autrice. La 'preistoria', per citare il termine utilizzato da Morante per indicare i suoi lavori più precoci, ormai si è fatta storia.
L'epos impossibile. Il mito di Enea nel Novecento
Laura Vallortigara
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 215
«Virgilio è, oggi, ancora abbastanza vivo per portare il peso del nostro destino?», si chiedeva Maurice Blanchot. Si potrebbe estendere l’interrogativo anche al suo personaggio più famoso: depositato nelle pieghe della memoria, collettiva e individuale, il mito di Enea ha occupato anche nel Novecento un posto di straordinario rilievo nell’immaginario dell’Occidente. Negli anni tormentati tra le due guerre molti intellettuali, tra cui Eliot, Curtius e Broch, individuarono in Virgilio una centralità e una solidità da contrapporre al dilagante caos che portò all’avvento dei fascismi. Dopo la guerra poeti come Giorgio Caproni e Giuseppe Ungaretti restituirono senso e significato alla tradizione classica e in particolare all’eredità virgiliana, deformata e strumentalizzata dalla retorica del regime. Questo studio si sofferma inoltre sulle narrazioni e le infinite metamorfosi del personaggio di Enea nella letteratura del Novecento: tra abbassamenti parodici e inversioni di segno, Carlo Emilio Gadda, Luigi Malerba, Giuliano Gramigna e Sebastiano Vassalli restituiscono voce a un personaggio che fa dell’empietà la sua cifra distintiva. E oggi? Svaniti i compagni, perduto il padre, nelle rielaborazioni contemporanee Enea non è più l’eroe dal destino luminoso, ma l’uomo in fuga dalle troppe guerre che affliggono il presente: lo sconfitto, l’esule che affronta con disperazione il mare, esposto a nuovi drammatici naufragi. L’eroe ha dunque ancora molto da dirci.
Nulla si sa, tutto si immagina. Il cinema di Federico Fellini e la letteratura
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 94
Fellini e la letteratura: un binomio che a prima vista potrebbe sembrare paradossale. Lo sviluppo del suo cinema, infatti, appare piuttosto contrassegnato da un progressivo distacco dalla parola, a beneficio di una “libertà dell’immagine” sempre più spericolata. Eppure, in questa crescente fiducia nella propria ispirazione fantastica, Fellini non ha fatto altro che rimanere fedele all’aspirazione più intima della letteratura, ovvero alla sua capacità di approssimarsi al mistero e all’essenza mercuriale dell’esistenza umana, ben riassunta in una frase – apocrifa eppur così vera – dell’amato Leopardi, citata anche ne La voce della luna: «Nulla si sa, tutto si immagina». I saggi presenti nel volume offriranno al lettore uno sguardo nuovo sulle suggestioni letterarie del cinema di Fellini, spaziando dal progetto del Viaggio di G. Mastorna alla Dolce vita, da Amarcord al Casanova, da E la nave va a La voce della luna, e concludendosi con un’intervista a Ermanno Cavazzoni, che di quest’ultimo film fu ispiratore e sceneggiatore.
L'onda trascorrente. I «Canti» di Leopardi in Saba, Montale, Sereni e Giudici
Vincenzo Allegrini
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2022
pagine: 224
L'allusione, la polemica, la parodia, le riprese metrico-sintattiche, le citazioni esplicite, nascoste o dissimulate sono le più prevedibili modalità di confronto con il grande poeta ottocentesco. A esse, però, s'affianca qui una costante attenzione al ricorrere di immagini care a Giacomo: le chiuse imposte del Sogno, la mano del finale di A Silvia, l'errar del tuono tra i crinali del Canto notturno, le rive scintillanti della Ginestra. D'altra parte, altrettanto di frequente ritornano – in forme sempre diverse – alcune tra le più celebri figure dei Canti, che siano umane (Silvia, Nerina, Aspasia), divine (le ninfe, le Erinni, Diana), animali (il passero, la greggia) o naturali (la luna, una nuvola che si dilegua e una foglia che cade). Ma nelle liriche dei quattro poeti l'influsso dei Canti non emerge solo in superficie. Il libro leopardiano agisce infatti nel profondo mediante un fitto, e a volte intricato, sostrato comune di topoi: la morte giovanile e innocente, il canto udito da lungi, lo stormire del vento, l'addio prematuro alla giovinezza, il ritorno al borgo natio, le favole antiche della Primavera, l'attesa vana del dì festivo, la fratellanza tra Amore e Morte e altro ancora. Accanto ai topoi, infine, vi sono i mitologemi. Su tutti, quello della fanciulla germoglio, la Silvia-Persefone: il vero fil rouge o, per riprendere una formula di Saba, il «filo d'oro» di queste pagine. È così che l'«onda trascorrente» dei Canti – stavolta l'immagine è sereniana – dà e trova nuova linfa nella poesia di quattro protagonisti assoluti del primo e secondo Novecento italiano.
Ulisse, o dell'amore. Lettura della poesia di Umberto Saba
Carlo Londero
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 124
"Ulisse" è una tra le poesie più note di Umberto Saba (1883-1957): pubblicata in conclusione a "Mediterranee" (Mondadori, 1946), nel 2021 compie 75 anni. Nei versi la critica intravede la consueta ripresa del modello omerico e dantesco di Odisseo che si riversa semplicemente sull'io lirico. Ma perché suggellare "Mediterranee" (un libro intriso d'eros) e "Il Canzoniere" (fino all'edizione 1958, il libro di una vita) con una poesia memoriale e avventurosa? Sotto la patina odisseica, lo studio scorge in "Ulisse" il piano metaforico della 'navigatio vitae', declinata 'sub specie Amoris'. Ecco che l'io lirico non riesce a raggiungere «il porto» (figura di sicurezza, compimento, anche di morte) perché, oggi come nella «giovanezza», Eros lo «sospinge ancora», lo conduce capricciosamente «al largo» senza che possa scorgere una meta. È l'incessante innamoramento, la presenza costante di Amore, della passione amorosa mai sopita o completamente appagata, a turbare la navigatio dell'io. Lo studio vuole scostare "Ulisse" dalle precedenti letture, sostenute da poche supposizioni contenutistiche affioranti sulla superficie di una costruzione poetica insondata nelle sue profondità. Per farlo, Londero si avvale degli strumenti prìncipi della critica – filologia, stilistica, metrica – restituendo a "Ulisse" il suo spessore testuale e al pubblico una lettura dei versi capace di rendere l'intreccio delle funzioni molteplici che la poesia manda a effetto.
Il marchio di Qajin. I «Dialoghi tra due bestie» nell'opera di Giacomo Leopardi
Luca Maccioni
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 160
Con questo volume si presenta la prima monografia interamente dedicata ai due abbozzi incompiuti dei Dialoghi tra due bestie, pubblicati per la prima volta più di un secolo fa, negli Scritti vari inediti di Giacomo Leopardi dalle carte napoletane (Firenze 1906). Negli affascinanti squarci di dialogo riversati in queste "prosette", Giacomo mise in scena due coppie di interlocutori animali – prima un Cavallo e un Toro, poi un Cavallo e un Bue – impegnati a discorrere dell'uomo incivilito, il curioso animale che degenerò a tal punto da estinguersi, e venir quasi cancellato dalla memoria dei posteri. Con un approccio marcatamente multidisciplinare, il libro si misura con queste “prosette” leopardiane e con la tenace riflessione che Leopardi dedicò a tre pietre angolari del proprio sistema di pensiero: il fenomeno dell'antropogenesi, la nascita (e il destino) della civiltà, e lo sguardo dell'estraneo (l'animale, il selvaggio). Si confronta con esse da vicino, ma anche da lontano: scavando dentro i testi e ricostruendo pazientemente la vischiosa avventura intellettuale che alimentò il laboratorio dei Dialoghi. Il mito del Diluvio, la figura di Qajin fondatore del consorzio sociale, la secolare teoria della degenerazione delle generazioni, lo scandalo dell'estinzione del genere umano, e infine il ruolo della stazione eretta nel complesso della macchina antropogenica sono solo alcuni dei motivi messi a fuoco da Leopardi nei Dialoghi tra due bestie.
Una contesa che dura. Poeti italiani del Novecento e contemporanei
Fabio Moliterni
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 208
I saggi raccolti in questo volume delineano una mobile costellazione di poeti del Novecento e contemporanei, da Clemente Rebora a Girolamo Comi e Vittorio Bodini; Franco Fortini, Vittorio Sereni e Roberto Roversi; Ferruccio Benzoni, Cesare Viviani e Milo De Angelis; Enrico Testa e Andrea Inglese. Le loro opere vengono rilette ed esaminate a partire dal linguaggio e dallo stile, considerando nello stesso tempo le connessioni dinamiche che legano le forme letterarie alle vicende storiche e culturali, in un movimento pendolare tra commento e interpretazione, passato e presente, particolare e generale. La tensione e lo scacco delle nostre capacità comunicative, la «storia» e la «natura», l'io e il mondo, la memoria e il futuro, l'accensione utopica insieme alla dimessa percezione del quotidiano: sono questi alcuni fra gli aspetti più significativi che attraversano i testi poetici qui analizzati. Essi convivono tra di loro in una paradossale relazione di coappartenenza sulla quale insistevano i versi di Franco Fortini in Metrica e biografia: «una ho portata costante figura, / storia e natura, mia e non mia, che insiste // - derisa impresa, ironia che resiste, / e contesa che dura».
Tradurre l'errore. Laboratorio di pensiero critico e creativo
Franco Nasi
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 144
"Digital Dishumanities o del dire distopico", titolo di uno dei capitoli del libro, può forse far sorridere chi ama le allitterazioni o chi ha qualche perplessità nei confronti degli algoritmi, ma potrebbe far spazientire un insegnante di inglese che segnerebbe subito Dishumanities come un errore o al più come un calco dall'italiano. Eppure la lingua, quando è viva, ama contravvenire alle regole o forzarle. E una lingua è viva se permette gli errori, le sfumature, la flessibilità, l'ambiguità, la connotazione, la sovrapposizione, il gioco, il capitombolo, la svolta improvvisa. È morta quando non si muove più, quando si ripete sempre prevedibilmente uguale a sé stessa, ligia alla regole e alle ricorrenze statistiche o, peggio ancora, quando costretta da imposizioni politiche e liberticide, come nel caso del Newspeak di 1984 di Orwell. La letteratura offre molti esempi di trasgressione vivificante: dalle complesse invenzioni di Joyce di Finnegans Wake a quelle più scanzonate dei Beatles di Yellow Submarine, o ai neologismi sorprendenti e alle deformazioni linguistiche dei giovani artisti dell'Atelier dell'Errore. Di questi e di altri testi irrequieti parla questo libro. Ma che cosa può fare un traduttore di fronte a un errore, intenzionale o non intenzionale, di un autore? Si nasconde? Nasconde l'errore? Rilancia? Il libro non tratta degli errori di traduzione, ma di esperienze di traduzione, individuali o collaborative, insolite, a loro modo estreme, che hanno sollecitato una riflessione sulla traduzione vista non come un'attività meccanica e asettica, ma come una pratica pedagogica straordinaria, capace di stimolare lo sviluppo di un pensiero critico, che richiede ad un tempo rigore e creatività, conoscenza dei vincoli dei testi e capacità di derogare consapevolmente alle norme, di tradurre, quando necessario, uscendo dagli schemi, di tradurre 'outside the box'.

