Aragno: Biblioteca Aragno
Antivita di Italo Svevo
Maurizio Serra
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2017
Protagonista indiscusso della modernità, Italo Svevo (1861-1928) continua a rappresentare un enigma, sfuggito finora anche alle più attente indagini biografiche. Uomo dalle molteplici identità, ebraica, triestina, italiana, racchiuse per due terzi della sua vita nell’uniforme impeccabile del figlio di una Mitteleuropa al tramonto, Svevo è in realtà un sovversivo che non accetta alcun dogma: dalla religione alla scienza, dalla psicanalisi al patriottismo. Sempre in lotta come Charlot contro ‘ordigni’ e ‘rane’ che lo assediano ogni giorno, è un nemico giurato della retorica e dei buoni sentimenti. La metafisica lo annoia, il lirismo lo lascia freddo, l’epica lo irrita, il sacrificio non fa per lui. Eppure, questo apolitico professo ha affidato al finale de La coscienza di Zeno una delle più alte e profetiche allegorie della guerra civile europea. L’antivita di Svevo si cela nella sua opera sfuggente, sinuosa, breve se misurata sul metro delle principali odissee letterarie del Novecento, che tuttavia non si finisce mai di esaminare nei suoi mille anfratti e interstizi. Come Borges, a lui affine per tanti versi, Svevo non sopporta l’esposizione in piena luce. Ma, a differenza di Borges, vede benissimo anche al buio. Non lascia impronte digitali ma semina oculatamente indizi. All’atto in cui sembra darci l’illusione di averlo stanato, riesce a nasconderci qualcosa, forse l’essenziale, che non è finzione. Quando rispose a un giovane amico inglese che il primo dovere di uno scrittore è la sincerità, Svevo era sincero. Questo libro, frutto di una lunga e minuziosa indagine documentaria sullo scrittore, il suo ambiente e la sua epoca, si propone di raccogliere la sfida, capovolgendone le premesse. Serra ci invita ad accompagnarlo alla scoperta di quell’antivita, che per il commerciante e industriale Ettore Schmitz non fu soltanto la prigione, ma la condizione per rigenerare Italo Svevo e condurlo all’ultima straordinaria stagione creativa. Se il notabile ha frenato a lungo l’artista con il quale coabita, esiste nondimeno fra loro una ben rodata complicità. Entrambi sono intelligenti e astuti, amano l’ordine e diffidano del pathos. Spetta a noi capire questa intesa e rivelarla nella misura del possibile. Allusivo, felpato, Ettore-Italo manterrà intatta, fino alla proverbiale “ultima sigaretta” rifiutatagli dai medici sul letto di morte, la sua fede ironica ma autentica nell’uomo, convinto che la salvezza non sia garantita dalla volontà che vacilla, bensì dall’intelligenza che scruta.
L'assedio e la Comune. Parigi 1870-1871
Edmond de Goncourt
Libro: Libro in brossura
editore: Aragno
anno edizione: 2017
pagine: XXXVI-280
Il 19 luglio 1870 la Francia dichiara guerra alla Prussia nel generale tripudio patriottico di un’opinione pubblica conquistata dalla stampa imperialista. Con la vera ubiquità del cronista, Edmond de Goncourt si sposta da un quartiere all’altro della capitale per essere quanto più possibile vicino agli avvenimenti, ritrarne la verità istantanea. Nonostante l’elitismo politico e sociale ostentato, egli ci ha lasciato una delle testimonianze più vaste, dettagliate e suggestive del dramma storico che ha vissuto Parigi nel tempo dell’Assedio e della Comune.
Le passioni degli Olivetti
Nerio Nesi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2017
Nerio Nesi racconta in questo breve e intenso ricordo, denso di informazioni e notizie, la saga degli Olivetti che, dal nulla, diventarono grandi e da grandissimi poi un po’ per volta declinarono, mentre la società Olivetti scompariva dal mercato. Conosciuta personalmente la famiglia Olivetti e studiatene le vicende dei suoi membri, in particolare di coloro ai quali il libro è dedicato, Nesi la ricorda e la tramanda con affetto, compartecipazione, non senza quella malinconia e quella nostalgia che lascia in tutti noi l'incompiuta vicenda di una grande occasione perduta dell’industria italiana: avere intuito le profonde trasformazioni che avrebbe causato l’era del computer e non aver potuto compiutamente gestirle. Una piccola storia di una grande famiglia, unica nella storia sociale e industriale dell’Italia. Prefazione di Giuseppe Berta.
Riunioni clandestine
Giorgio Manganelli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2015
Testi teatrali dispersi, sfuggiti alla prima raccolta (Tragedie da leggere), ma non per questo meno importanti, meno fondamentali nel teatro manganelliano. Teatro essenzialmente 'di parola', teatro da 'camera' il teatro di Manganelli si presta più a essere 'letto' che a essere rappresentato. Spessissimo con due soli personaggi, privo di azione che non sia linguistica, è comunque un teatro totalmente fuori dagli schemi nonché estremamente moderno. Come sempre il visionario Manganelli è tre passi avanti ai tempi e, a volte, anche a se stesso. Risponde perfettamente all'idea di teatro sostenuta dal Manga: "Una sala vuota, con porte e finestre inchiodate, possibilmente senza attori, ma sicuramente senza pubblico". Questi nuovi testi, molti dei quali totalmente inediti, ci presentano estenuanti dialoghi fra A e B, dialoghi in cui ipotesi e indizi si intersecano, si incrociano, si affermano e si negano. Il testo contiene anche due prime stesure, per la gioia di chi afferma che Manganelli scrivesse sempre lo stesso libro, girandoci attorno. "L'intervista per un quotidiano sportivo" si trasformerà poi, per vie contorte e misteriose nell'"Intervista a Dio", mentre "La discrezione dell'omicidio", scritta a quattro mani con Augusto Frassineti, darà vita al fantascientifico "Teo o l'acceleratore della storia". Un raro "dietro le quinte" del teatro manganelliano.
Lettere a Rina 1950-1962
Giovanni Arpino
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2013
A venticinque anni dalla morte di Giovanni Arpino (1927-1987), queste "Lettere a Rina" (ossia le 167 lettere finora inedite che dal maggio 1950 all'agosto 1962 Arpino scrisse a Caterina Brero, destinataria amata e irriducibile, fidanzata prima e poi moglie) ben contribuiscono a ricordarne la personalità agonistica e complessa. Lettere rugose e amorose, furibonde e affocate, che appartengono a due diversi tronconi temporali e che rappresentano la più persuasiva conferma di un vivere 'altro', orgoglioso, inquieto, ribelle, generoso, estroso, solitario. Che fa di Arpino uno degli scrittori meno classificabili del nostro secondo Novecento.
Lettere a Petrarca
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2012
Sono qui raccolte le quasi 80 lettere rimasteci che a Petrarca vennero via via indirizzate sia dai suoi amici più cari, sia dai suoi ammiratori, sia da importanti personaggi della vita pubblica trecentesca come l'imprenditore Carlo IV o il doge di Venezia Andrea Dandolo. La raccolta, che, costituisce un notevole punto di riferimento degli studi petrarcheschi, è stata suddivisa in tre sezioni: la prima è dedicata agli amici fiorentini o toscani di Petrarca: le ben trenta epistole di Francesco Nelli e quelle, ben più esigue di numero, di Boccaccio e di Coluccio Salutati; la seconda riguarda gli amici non toscani del poeta di Laura; la terza e ultima, infine, è dedicata ai rapporti di Petrarca e i grandi politici del Trecento.

