Carocci: Studi storici Carocci
Identità italiana e cattolicesimo. Una prospettiva storica
Cesare Mozzarelli
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 494
Nell'attuale interrogarsi sulla nostra identità nazionale è rimasto finora in ombra un tema cruciale: quello del ruolo svolto dalla storica appartenenza religiosa della quasi totalità degli italiani. Eppure Chiesa e cattolicesimo sono stati considerati dai teorici ottocenteschi del "fare gli italiani" elementi fondamentali per la comprensione della nostra storia e delle nostre poche virtù e molti vizi, con la formazione di coppie oppositive (decadenza/risorgimento, controriforma/libero pensiero, corruzione romana/etica protestante della responsabilità, vincente inerzia delle masse/sconfitta dlites però sempre risorgenti) che colgono nell'ubiquità di Chiesa e cattolicesimo una delle ragioni primarie dell'imperfetta modernizzazione degli italiani. Storici di competenze e orientamenti diversi prendono qui in esame l'evoluzione del rapporto cattolicesimo-identità italiana, mettendo in luce il gigantesco esame di coscienza collettivo che ha interessato cattolici e laici, italiani ed europei, alle prese con il misterioso oggetto costituito dall'Italia e dagli italiani.
Una mappa dello Stato. Guerra e politica tra «Regimen delle anime» e governo dei sudditi
Massimo Terni
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 136
Questa "mappa dello Stato" intende spiegare il passaggio da un "regimen delle anime" con funzioni punitive e correttive, finalizzato alla dimensione ultramondana della salvazione, a un "governo dei sudditi" perseguito in nome della ragion di Stato. La negazione della natura etico-religiosa del potere politico, implicita nella concezione laica dello "Stato moderno", significa però la creazione di una sovranità assoluta, che si autolegittima: lo Stato, che doveva soprattutto rappresentare e difendere i diritti naturali dei sudditi-cittadini, è sempre più Stato-macchina e macchina da guerra. La via d'uscita dal cupo scenario hobbesiano di conflitto universale e potere assoluto del Leviatano viene rintracciata all'interno della stessa modernità nel giusnaturalismo di Locke e Kant, nella riproposizione della dimensione etica del "regimen delle anime" e del "governo giusto" di Agostino, Tommaso d'Aquino e Bodin. Il mondo moderno resta dominato dalla realtà della guerra, ma in vista della giustizia e della pace, come auspicava Kant.
I consumi. Una questione di genere
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2003
pagine: 304
Oggetto di questo libro è il rapporto delle donne con il complesso universo delle merci. Le autrici si misurano con i risultati della ricerca storica sui consumi, con gli studi sulla moda e sul lusso e con la visione che la letteratura restituisce del fenomeno. L'approccio comune ai vari contributi è quello innovativo dell'analisi di genere lungo un arco cronologico che va dal Medioevo all'età contemporanea. I consumi si presentano come questione di genere letterario, oltre che di gender: narratrici e lettrici hanno trovato accessi inediti al patrimonio culturale del passato, lo hanno consumato in modo diverso producendo proprie forme e linguaggi. Ma al racconto è anche affidata la registrazione per via negativa: le impossibilità, le sottrazioni volontarie, le alternative alle logiche dei consumi e della ricchezza.
Democrazia, socialismo e partito repubblicano. Il tedesco-americano August Becker (1814-1871)
G. Mario Bravo
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 428
August Becker fu figura di spicco del Vormärz, il vasto movimento di pensiero che preparò la rivoluzione del 1848 in Germania. Personaggio complesso e contraddittorio, intrattenne intense relazioni - prima in Europa e poi, a partire dal 1853, in America - con alcuni fra i più significativi rappresentanti della sinistra. Collaborò ai maggiori giornali della democrazia europea, dalla "Gazzetta renana" di Karl Marx alla "Gazzetta della sera di Mannheim" e all´"Avanti!" parigino, che ebbe Heinrich Heine quale principale autore. Le sue amicizie andarono da Ludwig Weidig a Georg Büchner, da Wilhelm Weitling a Mikhail Bakunin, da Karl Gutzkow a tanti protagonisti dell´opposizione rivoluzionaria in Germania, fino alla fitta compagnia degli Achtundvierzieger, i "quarantottardi" emigrati politici negli USA. Qui egli divenne, nel quinti e nel sesto decennio del secolo, un brillante letterato e opinionista nel mondo tedesco-americano vicino ad Abraham Lincoln. ´Lantico ribelle Becker costituì, insomma, una personalità vitale per le relazioni fra l´Europa e l´America: nel Nuovo Mondo scoprì la terra dove realizzare i propri ideali democratici e sociali.
Atlantide. Una controversia scientifica da Colombo a Darwin
Marco Ciardi
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 240
Da sempre Atlantide, il leggendario continente perduto descritto per la prima volta da Platone, suscita interesse e curiosità, ma stimola anche accesi dibattiti e forti polemiche. In questo libro uno specialista di storia della scienza ricostruisce in maniera rigorosa e con i più aggiornati criteri storiografici la controversia sull'esistenza di Atlantide nel periodo compreso fra la scoperta dell'America da parte di Colombo e le ricerche di Darwin sull'evoluzione delle specie. Legata a problematiche della massima importanza, come la storia della Terra e l'origine dell'uomo, la discussione intorno alla veridicità del mito platonico coinvolse alcuni dei più importanti filosofi, scienziati ed intellettuali dell'età moderna. Lo studio di Atlantide fu da molti ritenuto un ambito di ricerca assolutamente degno di considerazione scientifica e riconosciuto a livello istituzionale. Ricco di particolari e di episodi inediti, Atlantide è un affascinante viaggio tra le conquiste della scienza ed i miti dell'antichità.
La Chiesa non è uno Stato di Carlo Pilati. Scritti scelti di un illuminista trentino
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 304
Originario di Tassullo in Val di Non, nel Principato vescovile di Trento, Carlo Antonio Pilati (1733-1802) si formò nel clima dell'Illuminismo austriaco e tedesco. Seguace delle dottrine del diritto naturale, pubblicò La legge naturale impugnata e sostenuta da Carlantonio Pilati (1764) e i Ragionamenti intorno alla legge naturale e civile (1766). La sua opera più nota, Di una riforma d'Italia (1767), è uno dei vertici dell'Illuminismo politico italiano. Pilati vede i mali dell'Italia nell'influenza della Chiesa, nella superstizione e nel pregiudizio, nelle miopi politiche commerciali, nella cattiva amministrazione della giustizia; la sua riforma, etica, morale e civile, affida allo Stato il compito di arginare la perniciosa ingerenza ecclesiastica. In quest'antologia, pubblicata per il secondo centenario della morte, una rassegna delle opere principali di Pilati è preceduta da un'ampia introduzione di Stefano B. Galli che ne ricostruisce la vicenda umana e intellettuale nell'ambito del pensiero politico italiano ed europeo.
Politica, consenso, legittimazione. Trasformazioni e prospettive
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 256
La crisi internazionale che ha aperto il XXI secolo, i conflitti provocati dalla globalizzazione, la difficoltà e l'afasia della politica impongono un radicale ripensamento delle categorie e delle istituzioni che caratterizzano la teoria politica occidentale. Il volume sintetizza gli esiti di una ricerca sul consenso e la legittimazione, concetti storicamente rilevanti e oggi al centro di una discussione che implica un confronto su importanti snodi della storia costituzionale e sui classici della storia del pensiero politico al di là e al di qua dell'Atlantico, dal XVIII al XX secolo. I saggi raccolti incrociano il consenso e la legittimazione con altre categorie (identità e identificazione, pubblico e privato, diritti, sovranità e democrazia, tolleranza e pluralità, costituzione e guerra, disciplinamento e formazione) confrontandosi con autori come Locke, Voltaire, i philosophes, gli autori della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, Clausewitz, Schmitt, Lord Acton, Weber, Vitoria, Vattel, Stuart Mill, Arendt.
I signori di Appolonia. Poteri e formazione dello Stato in Africa occidentale fra XVI e XVIII secolo
Pierluigi Valsecchi
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 344
Cape Appolonia è al centro dello Nzema. Questa parte della regione storica della Costa d'Oro - oggi divisa fra Ghana e Costa d'Avorio - è segnata fin dal tardo XV secolo dall'intreccio fra un'antica storia di sviluppo sociale, economico e politico indigeno e i grandi interessi mercantili dell'Europa moderna (di Portogallo, Olanda, Inghilterra, Francia, Danimarca, Svezia e Brandeburgo/Prussia). Il libro ricostruisce le vicende di Cape Appolonia e dello Nzema fra Cinque e Settecento, con riferimento costante all'affermazione delle grandi entità statuali akan nell'interno forestale. In particolare, tratta il complesso rapporto fra poteri locali, africani ed europei, in relazione all'evoluzione delle entità politiche dell'area Nzema fino alla nascita, nel Settecento, del "Regno di Appolonia". Oltre ad offrire un contributo allo studio dello Stato africano, Valsecchi presenta una riflessione storico-antropologica sulla cruciale questione di come nasce e opera storicamente un quadro identitario ("etnico"), esaminando una componente, lo Nzema, assai rilevante nel panorama odierno di due importanti paesi africani.
Il consenso coloniale. Le società geografiche e l'Istituto coloniale italiano (1896-1914)
Giancarlo Monina
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2002
pagine: 288
Questo volume porta alla luce il ruolo svolto dalle associazioni geografiche e coloniali nella costruzione del consenso coloniali nella costruzione del consenso coloniale per il periodo che va dalla sconfitta di Adua alla vigilia del primo conflitto mondiale: un tema poco indagato sia dalla storiografia sul colonialismo, sia da quella sul nazionalismo italiano. Le associazioni 'espansioniste' contribuiscono a formare in Italia una coscienza coloniale come base di consenso alla politica estera, ma anche come elemento chiave del processo di costruzione dell'identità nazionale. Organismi elitari, esercitarono la loro influenza sulla classe dirigente dell'epoca proponendosi anche come laboratori di nuova ideologia e di nuove collocazioni politico-parlamentari. Esaltando la centralità del fenomeno emigratorio e proponendo il 'primato della politica estera' elaborarono una teoria espansionista strettamente connessa a una concezione autoritaria dello Stato.

