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Corponove

Il quaderno di Meier

Vincenzo Caricari

Libro: Libro rilegato

editore: Corponove

anno edizione: 2024

pagine: 260

"In questa nuova opera, Il quaderno di Meier, Caricari prende spunto da un ritrovato manoscritto (cosa non nuova ma sempre intrigante). Chi è Meier che racconta un avvincente personale rapporto con l'amico Manu, tra l'incredulità del vivere con lui gli eventi? Al lettore il piacere di scoprirlo. Racconto che è 'Storia'. 'Io rendo testimonianza' Parola finale di Meir. Ventotto capitoli di una sola parola: Meier, Azhara, Manu, Efraim, Sorpresa, Cena, Magdala, Giordano, Nozze, Chiacchiere, Messaggero, Kefar Nahum, Venerdì, Iehohanan, Sabato, Convivenza, Zeloti, Oltre il fiume, In collina, Stelle, Tardo pomeriggio, Ari'el, Berel, Bazar, Non credo, Tre giorni, Penultima pagina, Ultima pagina, delle quali si tace per non svelare oltre. Incipit: Io sono Meier nato in Samaria, di autentica etnia assiride, pelle bruna, israelita, ora abito in Palestina, figlio unico, ho dodici anni, parlo e scrivo correttamente in aramaico, ebraico, pochissimo in greco. A otto anni sapevo già leggere e scrivere, merito, colpa se vogliamo, di mamma che con insistenza mi ha indottrinato sin dalla tenera età, non solo sulla Bibbia."
15,00 14,25

Pistadda. Apologo di un pastore guerriero

Marco Melis

Libro: Libro rilegato

editore: Corponove

anno edizione: 2024

pagine: 284

Lo scritto di Roberto Montesi, in seconda di copertina, coglie con immediato e intelligente risalto il significato e la sintesi di Pistadda, l'apologo di un pastore guerriero, nel quale «Il calcio è come strumento per dirimere spinose questioni politiche, come confronto di interazione tra popoli e inclusività. Faccia a faccia, uno contro uno. Sarebbe bello se potesse accadere nella realtà, lo auspicava a suo tempo Diego Maradona. Ma questa di Marco Melis è una favola e nelle favole tutto è permesso, altrimenti che favole sarebbero? Tra il capitano romano Vinicius, altezzoso ma non privo di umanità, e il fiero pastore guerriero Itzor, sono subito scintille: l'uno rappresentante di un popolo conquistatore cui è tutto dovuto, l'altro attento a salvaguardare identità e indipendenza della sua gente. Due mondi troppo diversi per essere conciliabili. La speranza, ieri come oggi, viene dalle nuove generazioni, che poco sanno del passato e guardano al futuro. I figli dei due guerrieri vengono a contatto, si annusano, litigano anche, ma trovano quei punti di contatto indispensabili per stabilire un dialogo che li porterà dall'iniziale reciproca fiducia all'amicizia. Alla partita di calcio partecipano i Giganti. Quei giocatori dello scudetto rossoblù trapiantati in Sardegna millenni prima di Cristo. Un'idea suggestiva che conferisce mordente e prestigio alla storia dei rapporti tra Romani e Pelliti, come venivano chiamati gli antichi Sardi. E alla fine chi ha vinto poco importa: è bastato scendere in campo e gettare il seme della fratellanza. È una favola, appunto...
14,00 13,30

Sentinelle di speranza

Giuseppe Locati

Libro: Libro rilegato

editore: Corponove

anno edizione: 2024

pagine: 416

«Sentinelle di Speranza», sono i protagonisti di oltre cento storie di uomini e donne attenti a mantenere aperta la porta del bene e della speranza, anche in situazioni dove sembra prevalere la disperazione. I Custodi della speranza scrutano ogni segno di vita che possa fiorire anche nel deserto. Quasi un'attinenza con i girasoli che illustrano la copertina, sempre rivolti al sole nello splendore radioso del giallo. Il libro resta nella concretezza delle situazioni umane, nel vissuto reale di tantissime persone che oggi si donano con immenso amore a tutta l'umanità, specialmente quella "periferica" che il mondo ricco e potente non considera, anzi rigetta. A nostra insaputa siamo circondati da milioni di eroi e di eroine che ogni giorno danno la loro vita per liberare l'umanità dalle catene di un ingranaggio paragonabile alle quattro bestie nel libro del profeta di Daniele 7,2-14 (il leone, l'orso, il leopardo e un'altra bestia con dieci corna, ovvero la totalità del potere: quattro bestie, metafora del mondo di oggi) o con il Dragone rosso nell'Apocalisse di Giovanni 12,3-4. Intenzione dell'autore è di rendere omaggio a uomini e donne di grande coraggio che continuano a fare il bene.
22,00 20,90

Cronaca di una vendetta. La vera storia di Simone Pianetti

Cronaca di una vendetta. La vera storia di Simone Pianetti

Denis Pianetti

Libro: Libro rilegato

editore: Corponove

anno edizione: 2023

pagine: 592

Torna con una nuova copertina il libro sulla vera storia di Simone Pianetti, una fra le più appassionanti vicende crime della Belle Époque e di un mistero mai risolto. I fatti risalgono all'estate del 1914 quando l'attenzione e l'emozione degli italiani furono contese tra il rombo lontano della Grande Guerra che si avvicinava e l'eco delle fucilate micidiali che arrivavano dalla Val Brembana, nel bergamasco, dove l'ex emigrante ed albergatore Simone Pianetti uccise, nell'arco di poche ore, ben sette persone. Spirito irrequieto e ribelle, nella sua prima gioventù le sue fortune di Don Giovanni montanaro erano famose tanto quanto i suoi colpi infallibili di cacciatore di camosci, che pare abbia mostrato anche in occasione di autorevoli battute di caccia reali. Il seguito di disavventure che lo colpirono prima nel suo paese d'origine, Camerata Cornello, e poi a San Giovanni Bianco, nonché le malignità e i soprusi perpetrati nei suoi confronti, per invidia o per cattiveria, e talvolta per superstizione, ne inasprirono il carattere tanto da far maturare in lui il desiderio di farsi giustizia, o meglio vendetta. La mattina del 13 luglio, staccato dal muro il suo fucile da caccia grossa e rifornitosi di molte munizioni, dopo aver abbracciato e baciato affettuosamente la figlia più piccola, di passo fermo uscì di casa e diede inizio al suo cammino di vendetta. Caddero sotto il suo piombo inesorabile il medico condotto, il segretario comunale, la figlia del segretario, il giudice conciliatore, il parroco, il messo comunale e una contadina. La sua rocambolesca fuga sulle impervie montagne dell'Alta Valle fu il principio di un'epica caccia all'uomo, dai tratti romanzeschi, che coinvolse oltre trecento soldati e carabinieri. E mentre il latitante, sulla montagna, trovava l'appoggio di mandriani e di carbonai, presto nell'opinione pubblica si accese un ampio dibattito nel quale emersero contrasti e prese di posizione, e dove la storia di Pianetti si rivelò il pretesto per ben più complesse battaglie. Nessuna "battuta" lo raggiunse più. Solo il figlio maggiore lo rivide durante un commovente incontro sulla montagna e in quell'occasione egli assicurò che nessuno l'avrebbe mai preso vivo, né veduto morto. E così fu. Nulla più si seppe della sua fine, tanto che ancora oggi l'ultracentenario giustiziere risulta per legge latitante.
24,00

Quaderni brembani. Volume Vol. 22

Libro: Libro rilegato

editore: Corponove

anno edizione: 2023

pagine: 384

I testi di ricerca o di attualità e poesia che corredano la nuova edizione di Quaderni Brembani sono una sessantina anche quest'anno. Dopo il gradito omaggio poetico tributato al nostro Annuario, abbiamo riservato l'apertura al nuovo importante capitolo della ricerca archeologica che si sta conducendo ai Piani di Sasso di Carona, seguito da un riassunto degli interventi di studio che si stanno attuando da anni nella zona. Seguono, come di consueto, contributi di ricerca sulla storia e la cultura della Valle e interessanti testi di attualità o di memoria sulle nostre tradizioni o su eventi recenti. Un particolare cenno meritano quelli dedicati alla nascita del Museo delle arti Gabanelli di Zogno, un doveroso omaggio al nostro socio e maestro don Giulio che ci ha lasciato nel 2021. Una parte importante è riservata a testi che si riferiscono a episodi e personaggi legati alla Resistenza brembana, che riteniamo particolarmente opportuni per non dimenticare la lotta di Liberazione nell'ottantesimo anniversario degli avvenimenti che sconvolsero anche la nostra Valle. Purtroppo anche quest'anno dobbiamo piangere la scomparsa di tre soci, a cominciare da Lorenzo Cherubelli, uno dei fondatori e tra i principali animatori del Centro Storico. Assieme a lui, Nevio Basezzi, attento ricercatore di archeologia e speleologia, e Cristian Revera, che si occupava degli aspetti contabili e fiscali della nostra Associazione. L'Annuario prosegue, come di consueto, con gli apprezzabili contributi poetici dei nostri soci, seguiti dallo Scaffale brembano che raccoglie una ventina di brevi recensioni di libri dedicati alla Valle, alcuni dei quali promossi direttamente dal Centro Storico. In chiusura, le fotografie del concorso fotografico Eleganza discreta di una Valle - Concorso di Fotografia Marco Fusco - 2023 e le poesie della 13ª edizione del Sanpellegrino Festival Nazionale di Poesia per e dei bambini (Dalla presentazione del Presidente professor Tarcisio Bottani). Quattro pagine inziali sono una brevissima sintesi delle innumerevoli attività ed edizioni promosse del Centro Storico stesso. Ogni anno il libro si rivela una piccola enciclopedia dell'attività storico-culturale, artistica in Valle Brembana.
15,00 14,25

I casoncelli e le paste ripiene bergamasche. Storia, aneddoti e ricette

Silvia Tropea Montagnosi

Libro: Libro rilegato

editore: Corponove

anno edizione: 2023

pagine: 168

Un libro delle meraviglie. Anche solo a sfogliarlo. Oltre 60 immagini a colori a tutta pagina sinistra per accompagnare il testo e non si pensi che siano tutte immagini per ingolosire la gola, niente affatto, sì ci sono, numerose anche quelle, ma iniziamo dalla prima: bella, intensa, significativa. È un dettaglio, «Gesù, con lo sguardo assorto e scostato, porge il pane a Giuda», tratto dall'Ultima cena di Alessandro Allori, commissionata nel 1580 dall'Abate don Callisto Solari del Monastero Valombrosano di Astino, dove tuttora si trova questo capolavoro cosi naturalmente ambientato per epoca e una intensità che oseremmo chiamare mistica. Voltando pagina, un pane con il taglio a croce, dovrebbe meglio dirsi "Il Pane" che «rappresenta il rapporto tra l'uomo e la terra, tra l'uomo e la divinità». Intensità di immagini che accompagna l'intensità bellissima della premessa di Mons. Giulio Dellavite, Segretario generale della Curia di Bergamo. E chi se l'aspettava un monsignore. Titolo: Il cibo consum-attori. Dellavite inizia citando Mario Rigoni Stern che nella ritirata di Russa del1943 si trovò sfinito e solo a bussare a una porta, lui col fucile, dentro soldati con stella rossa e fucile. È la morte... No mangiano. Una donna gli porta latte e miglio in una ciotola. Non serve un commento. Sì, ma il casoncello? Ecco delle mani in pasta ad accompagnare la scritta storica "Ravioli e tortelli, un'invenzione medievale", di Massimo Montanari, professore emerito dell'università di Bologna, scritto assai documentato e di attraente lettura. Fra grandi foto di tortelli impastati, riempiti e pronti, il frontespizio del libro del 1942: La scienza in cucina, L'arte di Mangiar Bene di Pellegrino Artusi (790 ricette). Ecco poi il testo di Giulio Orazio Bravi, già direttore della Biblioteca Civica Mai: "«Farina e uova per far ravioli», Prima attestazione della specialità culinaria in un documento bergamasco del 1187". Interessantissimo excursus storico, più di 800 anni di storia, con 12 titoletti a dire la varietà dello scritto che inizia con "Una controversia tra canoniche: Il processo De Matricitate". Storica e interessante controversia tra i canonici di San Vincenzo e i canonici di Sant'Alessandro che si contendevano il titolo di Chiesa Madre. Tra le grandi foto la cattedrale e le iconostasi. Eccoci al testo dell'autrice del libro Silvia Tropea Montagnosi, laureata in giurisprudenza, giornalista, scrittrice e gastronoma, ideatrice del "De Casoncello", tre giorni di eventi che si tengono a Bergamo in Città Alta. Il suo lungo testo: "I casoncelli e le paste ripiene bergamasche. Storia aneddoti e ricette", narra le radici di quello che è il più antico piatto identitario del territorio che utilizza ingredienti locali, ma anche quelli arrivati con le stratificazioni e le contaminazioni che la storia porta necessariamente con sé. Un piatto che nelle sue varianti racconta la storia del territorio e delle singole famiglie. Un intreccio che dona risultati diversi, ma sempre piacevoli al palato. In questa analisi sono stati essenziali i contributi delle personalità sopra citate, ma anche i racconti delle persone incontrate, dei cuochi e i "Diari di famiglia". Quaranta le ricette presenti, illustrate da Marco Mazzoleni, per una preparazione che richiede lavoro e precisione, ma anche orgoglio e passione; tutte caratteristiche della gente bergamasca. Ricette di paste ripiene: dalla più antica a stampa, alle storiche, a quelle contenute nei "diari" di famiglia, per finire con le gustose rivisitazioni dei cuochi di storici ristoranti. Oltre alle 60 belle illustrazioni, non perdetevi i risguardi: una estesa panoramica di Bergamo dalle mura in su.
28,00 26,60

Zogno nel Medioevo. Le chiese, le torri e i castelli

Giuseppe Pesenti

Libro: Libro in brossura

editore: Corponove

anno edizione: 2023

pagine: 328

Una nuova ricerca storica durata più di dieci anni, ma in realtà iniziata assai prima, quando l'autore, da giovanissimo, partecipò alle scoperte archeologiche e paleontologiche degli anni '70 nel territorio di Zogno. Quanto più indietro nel tempo si spingono le conoscenze di un paese, tanto più ricca si fa la consapevolezza della civiltà, del carattere e della cultura di una popolazione. La conoscenza del latino favori la consultazione dei documenti medioevali scritti in latino. Scopo principale non è stato di scoprire fatti riguardanti personaggi illustri, comunque non trascurati, ma conoscere il modo di vivere, di pensare, le esigenze materiali e spirituali, il modo affrontare le difficoltà quotidiane, in altre parole il respiro di una comunità, che contribuì a far grande la storia. Non ci sono giunti scritti di epoca romana, pertanto le prime testimonianze scritte risalgono proprio al Medioevo. Quale ricchezza di palpitante verità, umanità, saggezza ed anche di prevaricazioni e ingiustizie, comunque sempre rispecchiante la vita reale. Per ogni ricercatore, gli atti notarili, al di là dello specifico motivo d'essere, rivelano un mondo. Così parentele, testamenti, compravendite, affitti e scambi di immobili di ogni tipo, di stoffe e di abiti, di animali, di attrezzi da lavoro, di mobili ed oggetti di arredo della casa stimati come valore in lire del tempo ma realmente pagati quasi sempre attraverso vari tipi di baratto, fanno la Storia. Particolarmente interessante scoprire che alcuni parroci di Zogno nella prima metà del XIV secolo, oltre che a celebrare funzioni religiose e amministrare sacramenti, allevavano mucche o pecore per incrementare la scarsa prebenda. Così è interessante sapere che molti abitanti avevano come nome proprio "Zonio" ossia il nome del paese. Ci sono poi contratti per prestazioni d'opera da svolgersi in territorio di Zogno, ma spesso relativi a zognesi che lavoravano anche fuori dalla Lombardia. Molto interessanti i testamenti, soprattutto di persone semplici, che fanno modesti doni (come animali da cortile), anche alla chiesa... per il sostentamento del parroco. Qualche sacerdote dona libri alla parrocchia. Atti notarili rivelano contrasti tra le famiglie, o contratti di matrimonio riguardanti la dote della sposa. Frequenti le promesse di pagamento di un debito giurando sui Sacri Vangeli. Vi sono accuse per furto di mobili o animali, per ferimenti o addirittura omicidi. Eccetto questi ultimi, molto spesso era il parroco, in presenza di testimoni, a fare da giudice e riportare la pace. Non mancano rogiti per sconfinamento di mucche al pascolo in altri comuni. Si susseguono fatti imprevedibili, curiosi, inimmaginabili. Da questi documenti e dai luoghi imprevedibili in cui sono stati redatti (pochi notai avevano studio) emergono informazioni storiche ed anche inedite su quattro tematiche: la chiesa più antica o originaria di Zogno e quella nuova, l'attuale; la presenza di numerosi fortilizi, torri e castelli in relazione con altre fortificazioni poco lontane; i nomi delle contrade più antiche e i toponimi; i primi ponti sul Brembo. La mole inimmaginabile degli interessantissimi dati raccolti, grazie anche a nuove tecniche fotografiche, ha suggerito di pubblicare, per ora, solo le notizie riguardanti le chiese e le fortificazioni, rimandando a una seconda pubblicazione le altre due tematiche, illustrando anche alcuni interessanti eventi di poco successivi al Medioevo. Ne è venuta una storia del Medioevo di Zogno, approfondita, inimmaginabile e sorprendente. Una storia civile e religiosa, una storia di uomini del Medioevo capaci di iniziative in ogni campo, di sfruttare con intelligenza le opportunità e le risorse del territorio, pronti a difenderlo schierandosi con le armi dietro a un capo carismatico anche a prezzo della vita. Una storia indicativa e condivisa dai paesi circonvicini. Raccontano anche le oltre centocinquanta illustrazioni a colori.
30,00 28,50

Da Bergamo all'Europa. Le vie storiche Mercatorum e Priula

Da Bergamo all'Europa. Le vie storiche Mercatorum e Priula

Tarcisio Bottani, Wanda Taufer

Libro: Libro rilegato

editore: Corponove

anno edizione: 2023

pagine: 176

È conservato alla Pinacoteca di Brera il bellissimo dipinto del bergamasco Marco Gotti, Veduta dei Ponti di Sedrina, per la copertina del libro Da Bergamo all'Europa, Le vie storiche Mercatorum e Priula. La pubblicazione riprende e aggiorna la prima edizione, realizzata nel 2007 nel contesto della mostra sulle vie storiche della Valle Brembana, allestita quell'anno sotto i portici di Cornello. L'opera si era posta l'obiettivo di organizzare in forma unitaria e sintetica, ma il più possibile completa, la considerevole mole di contributi di carattere storico, scientifico e descrittivo dedicati all'argomento, fornendo inoltre elementi documentari inediti. La nuova edizione è costruita sulle basi della precedente, di cui conserva buona parte delle immagini e dei testi, ma è caratterizzata da un nuovo impianto grafico e da un'attenta revisione dei contenuti, aggiornati sulla scorta di conoscenze acquisite con nuove ricerche e con il confronto con varie opere edite nell'ultimo quindicennio. Il lettore troverà qui la puntualizzazione di alcune problematiche relative all'origine e alla dislocazione delle principali strade esistenti già nel Medioevo, ne seguirà l'evoluzione nei secoli e si farà un'idea del ruolo da esse svolto nei collegamenti tra la città, la Valle Brembana e le terre d'Oltralpe e del contributo non trascurabile fornito allo sviluppo delle comunità locali. Il libro propone anche una breve rassegna delle vie di accesso da Bergamo alla Valle Brembana attive prima della costruzione della Strada Priula e alternative o integrative alla più nota Via Mercatorum. Si trattava di mulattiere o addirittura di semplici sentieri, che si inoltravano nella valle seguendo a ritroso il corso del Brembo sulle due sponde e superando non senza difficoltà gli impervi ostacoli rappresentati dagli strapiombi della Botta, dalle strettoie di Sedrina, dai "serrati" del Cornello e da diversi altri luoghi di non agevole accesso. Queste "vie basse" erano alternative alle "vie alte", allora assai praticate, come quelle che superavano i passi del Canto Basso e del Monte di Nese e soprattutto la Via Mercatorum che non si presentava come un tracciato unico e ben definito, ma piuttosto come un insieme di mulattiere che mettevano in comunicazione le valli Seriana e Brembana, tagliando orizzontalmente la Val Serina e raggiungendo il Cornello, da dove la strada, ridotta ad un unico tracciato, si dirigeva verso il culmine delle Orobie, quindi scendeva in Valtellina e proseguiva per le terre dei Grigioni. Definiti alcuni aspetti controversi relativi al tracciato della Via Mercatorum, il libro descrive la nascita e lo sviluppo della Priula, evidenziandone la portata per le comunicazioni tra i territori della Repubblica di Venezia e quelli dei Grigioni, e quindi tra Bergamo e l'Europa, e l'importanza per il progresso economico e sociale delle comunità brembane, senza tuttavia tacerne i limiti e i problemi derivanti da condizioni ambientali e strutturali non favorevoli. L'analisi della viabilità è completata dalla presentazione di una serie di schede di carattere documentario e testimoniale e da altre che illustrano vari luoghi di notevole interesse storico e culturale situati nelle aree di passaggio delle antiche strade, luoghi in cui si condensano alcuni degli aspetti più significativi e peculiari della storia brembana. Il testo è corredato da una serie di 80 immagini a colori, in parte nuove che, oltre a completarne la descrizione, intendono essere uno strumento di stimolo per la riscoperta e la conoscenza dei luoghi descritti e quindi un invito a percorrere, ove ancora fruibili, queste vie storiche. Con l'auspicio che si arrivi al pieno recupero e alla valorizzazione di tutti i numerosi tratti che sono sopravvissuti ai colpi del progresso.
15,00

Quaderni brembani. Volume Vol. 21

Libro: Libro rilegato

editore: Corponove

anno edizione: 2022

pagine: 384

15,00 14,25

Antea. Storia di una piccola comunità della Valle Brembana dal Trecento a oggi

Bonaventura Foppolo

Libro: Libro rilegato

editore: Corponove

anno edizione: 2022

pagine: 248

Copertina d'una bellezza così semplice e così perfetta da far pensare a un quadro di Morandi. Vi è già nello sguardo un sentimento e una sorpresa. 248 pagine per una piccola comunità distesa sul declivio di un monte sopra San Pellegrino Terme. Antea, l'antica Antìa, le cui prime tracce si trovano fra il XIII e il XIV secolo a Bergamo, dove operavano diverse persone di rango che si facevano chiamare "di Antìa". Così esordisce il professor Bonaventura Foppolo, nella sua presentazione. Tra le persone di rango di Antìa, Giovanni di Lanfranco, cittadino di Bergamo, proprietario dei castelli di Spirano e di Medolago e di grandi estensioni di terre in pianura a metà del Trecento. Altri personaggi erano giudici, presbiteri, notai, il più noto dei quali era Castello de Castelli, l'autore della cronaca delle lotte tra guelfi e ghibellini dal 1378 al 1407. Già agli inizi del Duecento Antea era Comune autonomo, assorbito poi da San Gallo all'inizio della Signoria dei Visconti, nella cui orbita rimase durante la dominazione veneta e oltre, fino al 1928 quando Antea divenne parte del Comune di San Pellegrino, cittadina termale in un periodo di illustri ospiti come la regina. La storia di Antea, dopo il Trecento, non si è discostata da quella delle contrade limitrofe: i suoi abitanti erano poveri contadini, boscaioli, allevatori e tessitori di rozzi panni di lana. L'emigrazione verso la pianura e verso orizzonti più lontani (a Genova, nelle Americhe e in Francia) continuò fino a metà del XX secolo, senza tuttavia cambiare di molto la loro sorte. Li sosteneva la fede, che li ha portati a edificare nel Settecento una prima piccola chiesa e poi una più capiente, con uno sforzo economico enorme. Era forte, inoltre, lo spirito di comunità e il senso della famiglia che hanno consentito loro di sopravvivere alle malattie, ai lutti, alle carestie, condividendo i momenti di gioia ai matrimoni, ai battesimi e nelle feste religiose, soprattutto quelle dedicate alla Madonna della Salute. La presenza del cappellano ha costituito un elemento di coesione e di identità per gli abitanti di Antea e, quando è venuto a mancare, è stato sostituito dall'iniziativa dei giovani che continuano a mantenere e valorizzare le tradizioni e contemporaneamente si aprono ad ogni proposta di modernità. Sulla base della documentazione notarile e sui registri delle nascite, delle morti e dei matrimoni della parrocchia di San Gallo (tra il 1675 e il 1918) è stato possibile ricostruire le genealogie delle sei principali famiglie della contrada: Scanzi, Sonzogni, Orlandini, Foppolo, Avogadro, Galizzi. Alla memoria riaffiorano tanti momenti e ricordi felici, scrive il vicesindaco di San Pellegrino Terme, Vittorio Milesi, memorie «nate frequentando la Scuola Elementare, la coinvolgente ricorrenza dei festeggiamenti per la Madonna della Salute, che si rinnovano tuttora ogni 21 novembre, e la carismatica figura di un grande sacerdote, don Giuseppe Cadei, vero pastore per la comunità di Antea prima e di San Pellegrino Terme poi. Per questo speciale legame, Antea mi è rimasta nel cuore e sono grato al professor Bonaventura Foppolo per la professionale e appassionata ricerca dispiegata in pagine interessantissime che accendono i riflettori sulla sorprendente e straordinaria storia di questa nostra piccola e vivace comunità di antica storia. Confidiamo che riscoprire le proprie radici nella sorprendente storia di Antea, sia per le giovani generazioni (ben sorridenti sul retro di copertina), una occasione per meglio comprendere l'impegno, la capacità e il carattere di coloro che ci hanno preceduto. A noi tocca la responsabilità di conservare, migliorare e arricchire le nostre realtà per consegnarle a chi verrà dopo di noi.
18,00 17,10

La Chiesetta degli Alpini sul Monte Castello

La Chiesetta degli Alpini sul Monte Castello

Gianmario Arizzi

Libro: Libro rilegato

editore: Corponove

anno edizione: 2022

pagine: 56

Quante volte ci è capitato di passare davanti a una chiesetta, un oratorio, una tribulina, a uno degli innumerevoli edifici religiosi disseminati lungo le mulattiere della Valle Brembana, a testimonianza di una storia di fede e di tradizioni? Magari ci saremo soffermati a osservarne l'architettura, a cercare qualche traccia della sua storia e, trovando la chiesetta aperta (cosa oggi assai rara, purtroppo), saremo entrati e avremo forse accennato a una breve preghiera, badando piuttosto ad ammirare i dipinti allineati lungo le pareti... Non so quanti di noi, distratti e frettolosi visitatori, avremo pensato alle fatiche e ai sacrifici che l'erezione di questi luoghi sacri richiese a uomini e donne dei tempi passati e avremo reso omaggio alla loro fede e alla convinta devozione che li animava. La storia edificativa e conservativa delle chiesette di montagna è a volte assai complessa e contrastata e se ne trova traccia nei documenti conservati negli archivi o negli atti delle visite pastorali dei vescovi: una storia di persone e di cose, le cui tracce sono lentamente, ma inesorabilmente scomparse dalla memoria collettiva e ora giacciono nei polverosi faldoni di qualche archivio dimenticato. Fortunatamente da qualche anno è in corso, anche in Valle Brembana, un apprezzabile movimento di riscoperta della nostra storia, che assieme ai grandi avvenimenti non trascura l'attenzione per i piccoli luoghi di culto, portando alla ribalta vicende poco note, ma assai interessanti. Un esempio in tal senso è costituito da questa monografia dedicata alla chiesetta degli Alpini del Castello di Miragolo San Marco, curata da GianMario Arizzi, segretario del Centro Storico Culturale Valle Brembana, riscopertosi da qualche tempo appassionato ricercatore storico. Questa chiesetta non è molto antica, la sua storia inizia infatti attorno alla metà del Novecento, tuttavia non è facile trovare chi ne conosca le vicende e il complesso dei rapporti ad esse collegati. Va quindi dato atto all'autore di aver reperito un adeguato repertorio di documenti e testimonianze che gli hanno consentito di tracciare le date e i fatti salienti di questa piccola storia, riportando alla ribalta le figure dei personaggi che hanno contribuito a delinearla, dando loro nuova vita e riconoscendone i meriti. Questa storia è anche un omaggio al Gruppo Alpini di Zogno, per aver ampliato la chiesetta, dotandola del campanile, corredandola con un bel monumento e curandone la manutenzione, facendola diventare il proprio punto di riferimento, grazie a periodiche celebrazioni religiose gratificate da una folta adesione: anche in questo caso gli Alpini sono stati pronti nel bisogno e nella valorizzazione del bene comune.
10,00

Lotto, Palma e Tiziano. La loro idea del sacro

Marino Cavagna

Libro: Copertina rigida

editore: Corponove

anno edizione: 2022

pagine: 288

Un libro assai interessante, nato dalla convinzione dell'autore che, quando si analizzano dipinti di carattere sacro, a maggior ragione se di epoca rinascimentale o precedente, sia necessario uno studio più approfondito, come ribadito dalla Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa che, nel 2006, invitava il mondo ecclesiastico ad aiutare maggiormente il visitatore: «alla comprensione delle opere d'arte, soprattutto sotto il profilo del contenuto iconografico e del messaggio spirituale, abitualmente trascurato dalla critica d'arte». Non fosse altro per ricondurre queste opere allo scopo non secondario che avevano quando sono state concepite e create; vale a dire la loro enorme importanza per la promozione e la comprensione del messaggio evangelico. Il raffronto tra le diverse scelte iconografiche di tre artisti, fra i massimi della pittura veneta del Cinquecento, ma non solo, come Lotto, Palma e Tiziano, ci aiuta a comprendere quanto le convinzioni religiose dei tre Maestri, che ebbero in Giovanni Bellini fonte luminosissima, si riflettessero sulla loro visione della vita e, inevitabilmente, sul modo di esprimerla nelle loro opere artistiche. Per esempio Tiziano sembra prediligere L'Onnipotenza di un Dio misterioso, il cui intervento è rappresentato tramite manifestazioni atmosferiche di vento, nubi, lampi, fulmini che concorrono a dare il senso di un intervento ultraterreno, trasmettendo mistero, paura e potenza, non certo il biblico sussurro di un vento leggero. Rispetto al Lotto, piuttosto che la santità, Tiziano mette in evidenza l'umanità dei personaggi. In quanto al Palma, dal punto di vista dei messaggi proposti nei suoi capolavori, risulta essere senza alcun dubbio il più innovativo nella capacità di penetrare più a fondo possibile nella raffigurazione di un evento sacro, rompendo a tal fine persino gli schemi iconografi. Nella sua "diligente tenerezza del colore", respira l'Amore divino e l'Amore umano. Dall'analisi degli splendidi capolavori di ciascuno, risulta quindi evidente il modo diverso di sentire il mistero di Dio e del sacro in generale, oltreché di raffigurarlo, tenendo conto dei loro rapporti con i committenti, soprattutto delle pale sacre per i luoghi di culto. Si scopre inoltre che, in modo più o meno marcato, ci sono dei fili conduttori che contraddistinguono le rispettive creazioni artistiche e, insieme, le unificano, molto più di quanto ci si aspetterebbe. Negli ultimi due capitoli, i lettori potranno valutare la fondatezza di alcune tesi, proposte dall'autore, tesi che osano dare risposta ad alcune domande, tra le quali: «Palma a Venezia è arrivato verso la fine della prima decade del Cinquecento, come sostenuto dalla maggior parte degli studiosi, o più di 10 anni prima?». «È vero il racconto secondo il quale, Lorenzo Lotto e Sebastiano Luciani (detto Sebastiano del Piombo), hanno dovuto allontanarsi da Venezia perché Tiziano, a partire già dalla seconda decade del Cinquecento, esercitava un dominio assoluto e lasciava agli altri artisti solo le briciole? Infine, viene avanzata una possibile spiegazione sul perché il maestro bergamasco ha voluto assumere il nome d'arte 'Palma'. Un libro sorprendente, interessante, coinvolgente e stimolante, ricco di immagini, di raffronti e di analisi critiche. Un lavoro che certamente coinvolgerà il lettore stimolando la ricerca di nuove e magari diverse interpretazioni, altrettanto coerenti. Ricchissima la documentazione fotografica con oltre centocinquanta riproduzioni di dipinti e dettagli. Capitoli interi sono dedicati ai temi L'Assunzione di Maria, Il Risorto, L'Annunciazione, Cristo e l'adultera, Amor sacro amor profano, Altri confronti, Sacra Conversazione. Non mancano ovviamente le pagine con l'elenco degli artisti, l'indice dei nomi e la bibliografia.
35,00 33,25

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