Henry Beyle
Vita quotidiana di un uomo di lettere
Hermann Hesse
Libro: Copertina morbida
editore: Henry Beyle
anno edizione: 2013
Macchine da scrivere
Corrado Alvaro, Alessandro Cecchi, Giorgio Manganelli
Libro
editore: Henry Beyle
anno edizione: 2013
I piaceri della tavola
Vitaliano Brancati
Libro
editore: Henry Beyle
anno edizione: 2013
Giganti del ventre. Semidei della tavola. Esseri unici. Capaci, dopo aver ingerito una quantità inverosimile di animali e vegetali, di ricominciare per non recare dispiacere all’amico presso cui si era capitati a ora di pranzo.
Un giovane tipografo per Robert Luis Stevenson
Lloyd Osbourne
Libro
editore: Henry Beyle
anno edizione: 2013
pagine: 40
Che cosa regalare a uno snob
Walter Benjamin
Libro
editore: Henry Beyle
anno edizione: 2013
pagine: 40
Con una nota di Stefano Salis.
Della biblioteca civica ovvero alla gloria
Umberto Saba
Libro
editore: Henry Beyle
anno edizione: 2013
pagine: 32
Un ritratto dello scrittore da giovane con visita alla biblioteca civica di Trieste, dove il poeta si reca per cercare le opere di un certo " G.C.", entrando in contatto con un ambiente del tutto nuovo, composto da bislacchi inservienti e da subdoli studenti intenti a copiare versioni di greco e latino.
L'assassinio di Winckelmann alla Locanda Grande di Trieste
Giani Stuparich
Libro
editore: Henry Beyle
anno edizione: 2013
Tre ricordi del mondo meraviglioso
Umberto Saba
Libro
editore: Henry Beyle
anno edizione: 2013
pagine: 60
Il ritorno con la memoria a tre significativi momenti della giovinezza: il soggiorno in Versilia nella villa di Gabriele D'Annunzio con una pasta al sugo mai vista né assaggiata prima; l'amicizia con Tommaso Salvini, celebre attore di teatro arrivato al crepuscolo della carriera, e insieme il rapporto con uno zio austero e distaccato; un ricordo di Italo Svevo e di un suo fortunato affare con l'Ammiragliato britannico.
Manifesto per un futurismo statico
Enrico Baj
Libro
editore: Henry Beyle
anno edizione: 2013
pagine: 32
Riformulare, ribaltare, fino a rinnegare, il manifesto futurista del 1909. Celebrare l’immobilità di un albero, delle rocce, dei minerali tutti. Contrastare il fanatismo marinettiano del progresso. In undici punti, un nuovo manifesto, in cui il clangore delle roboanti ferraglie che distraggono la creatività del poeta è sopraffatto dalla glorificazione della misura, della donna, della quiete, nella quale soltanto vi è autentica bellezza.

