Ist. Italiano Studi Filosofici
Materia senza materialismo. Sul libro H (VIII) della «Metafisica» di Aristotele
Simone Giuseppe Seminara
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 424
Il libro H (VIII) della Metafisica di Aristotele, tradizionalmente considerato come una mera appendice all’indagine sulla sostanza sviluppata nel precedente libro Z (VII), ne costituisce, in realtà, il decisivo completamento teorico. Lungi dal rappresentare un insieme di corollari dotati di debole continuità reciproca, i sei capitoli che compongono H rivelano una struttura argomentativa solida volta all’elaborazione di una dottrina della materia senza materialismo. Mentre nel libro Z la materia sembra detenere uno statuto non propriamente sostanziale, nel libro H essa è, a tutti gli effetti, considerata sostanza. Obiettivo di Aristotele è quello di mostrare come ciò non implichi, però, l’approdo a nessuna forma di materialismo. Se lo scopo di Z è l’analisi delle ragioni per cui la forma è sostanza prima, lo scopo di H è l’analisi delle ragioni per cui la materia è sostanza seconda. Così interpretato il senso del compimento che H rispetto a Z rappresenta, è possibile tenere fermo il presupposto per cui sia Z e non H il libro in cui emerge il più importante dei risultati su ciò che è sostanza, senza con ciò ridurre H a un ruolo meramente sussidiario rispetto a quello svolto da Z.
Eidos and Dynamis. The intertwinement of Being and Logos in Plato's thought
Lorenzo Giovannetti
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 344
Hegel e l'antichità classica
Klaus Düsing
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 152
"Hegel und die klassische Antike" è il titolo del seminario che Klaus Düsing tenne nel febbraio 1998 all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. In cinque lezioni il grande studioso tedesco presenta, in modo chiaro e rigoroso, i temi principali dell’interpretazione hegeliana del pensiero antico: la dialettica del Parmenide e del Sofista di Platone, la filosofia prima e il concetto di nous noeseos (pensiero di pensiero) del Dio di Aristotele, dando particolare rilievo all’ontologia dei due pensatori greci. Nell’ultima lezione Düsing prende in esame la concezione hegeliana dell’arte classica, nella convinzione che tanto la filosofia greca classica quanto l’arte greca classica siano forme preparatorie o addirittura prime figure di autocoscienza e soggettività.
Multiversum. Tempo e storia in Ernst Bloch
Remo Bodei
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 200
Le articolazioni e gli squilibri interni delle idee di tempo storico, di attimo e di progresso costituiscono l’argomento di questo studio di Remo Bodei, che affronta il nucleo principale delle riflessioni di Ernst Bloch, sostanzialmente da Eredità di questo tempo del 1935 a Differenziazioni nel concetto di progresso del 1955, passando attraverso l’opera maggiore, Il principio speranza. L’analisi della Ungleichzeitigkeit – della non-simultaneità, o asincronicità del tempo storico tra gli individui, i ceti sociali e i popoli – e la proposta di una «dialettica a più strati», di un Multiversum in cui confluiscano i diversi ritmi della natura e della storia, conducono Bloch non solo verso nuove dimensioni filosofiche, nel confronto con una lunga tradizione teorica che da Platone, Aristotele e Plotino giunge sino a Leibniz, Hegel, Nietzsche, James, Bergson, Simmel o Heidegger, ma anche verso l’illuminante interpretazione di alcuni fenomeni politici cruciali del secolo scorso.
Hobbes nel Novecento. Modernità, politica, filosofia
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 248
Thomas Hobbes è un pensatore decisivo per l’autocoscienza storica e teorica di molto pensiero novecentesco. L’autore del Leviatano ha rappresentato un costante punto di riferimento, di confronto e di critica nel corso di tutto il secolo: lo sviluppo considerevole degli studi specialistici hobbesiani ne è una prova tangibile. Per molti autori, tuttavia, l’interpretazione di Hobbes è stata soprattutto il banco di prova per precisare il quadro della modernità e per interpretarne le persistenti tensioni. A conti fatti è difficile – soprattutto nella prima metà del secolo – trovare studiosi hobbesiani “specialisti” che non siano altrettanto animati da un intento interpretativo più generale relativo alla natura della modernità: Ferdinand Tönnies, Carl Schmitt e Leo Strauss sono forse i casi più emblematici di questo intreccio di intenzioni. Il presente volume raccoglie contributi relativi a pensatori novecenteschi che hanno letto Hobbes in connessione con il problema della natura del moderno, della sua genesi e della sua crisi: da Schmitt a Strauss, da Blumenberg a Arendt e Voegelin fino agli sviluppi della contemporanea “Italian Theory”...
Hostis, hospes. Lo straniero e le ragioni del conflitto
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 382
Che cosa unisce la figura dello straniero, la riflessione filosofica sull’alterità e la pratica storica del conflitto armato? Cosa significa “ospitare” e in che senso esso appare, nella nostra tradizione, inscindibile dal suo contrario? Perché, da Omero al nostro tempo, incontrare l’altro ha significato già sempre accoglierlo o respingerlo, farne un ospite o una figura ostile? E com’è stato possibile, per la tradizione occidentale, giustificare l’esercizio della guerra proprio sulla base del confine tra il proprio e l’estraneo? In questo volume, diciassette giovani studiosi si misurano con il nesso che, dall’età antica e fino al pensiero contemporaneo, lega l’idea di straniero a quella di conflitto. L’occasione di questo ampio lavoro collettivo è da ritrovare in due seminari organizzati nel 2019 dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici («Xenos. Lo straniero e le voci della città» e «La “guerra giusta” in età moderna. Fondamenti storici, filosofici e giuridici»).
La pratica teorico-politica della rivista tra Ottocento e Novecento. Studi a partire dalle riviste dell'Emeroteca dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Libro: Copertina morbida
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 296
Il volume, curato da Giovanni Campailla e Antonio Del Vecchio, raccoglie i risultati delle ricerche condotte su alcune delle pubblicazioni periodiche più significative presenti nell'Emeroteca di Palazzo Serra di Cassano, nell'intento di far conoscere al pubblico il considerevole patrimonio bibliografico dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Idea condivisa dalle singole ricerche è che le riviste non possano essere studiate isolatamente dalla congiuntura storica e politica in cui sono nate e si sono sviluppate, poiché è nel loro contesto che si delinea la loro forma e funzione. L'attenzione si è concentrata su due periodi: gli anni precedenti e successivi al 1848 in Italia (il «Museo di letteratura e filosofia» e il «Museo di scienze e letteratura», il «Poliorama pittoresco», «L'Arlecchino», il «Giornale napoletano di filosofia e lettere») e in Francia («L'Écho de la fabrique») e i tre decenni successivi alla seconda guerra mondiale nel campo della Sinistra politica («Socialisme ou barbarie» e «Les Révoltes logiques» In Francia, le molte riviste della Nuova sinistra italiana, come «Quaderni Rossi» e «quaderni piacentini»).
Themis. Uno studio sulle origini sociali della religione greca
Jane Ellen Harrison
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 744
La teoria sacramentale del sacrificio, il matriarcato mitico come modalità di pensiero, l’opposizione tra divinità olimpiche e ctonie spinta fino a significare una metafora del moderno, il riaffiorare di una religione ‘domestica’ fatta di demoni che lavorano e soffrono, sono alcuni dei temi che decretarono il successo di Themis, considerato, al suo apparire nel 1912, quasi come il manifesto dei Ritualisti di Cambridge. «Libro pericoloso», secondo le parole della stessa Harrison, Themis fu accolto con diffidenza negli ambienti dei classicisti, per avere in letteratura una risonanza immediata, pari solo a quella de Il Ramo d’oro e di Totem e tabù. È soltanto negli anni sessanta, con il diffondersi delle analisi strutturali e morfologiche, e sulla scia della ripresa della tematica delle origini, che se ne è cominciato a riconoscere il valore pionieristico anche in ambiti specializzati. In una lettera del 1955 a Jocelyn Toynbee, Gilbert Murray ha scritto: «L’opera di Jane Harrison è stata memorabile […] Forse solo pochi ne accetteranno le conclusioni, ma nessuno può scrivere di religione greca senza esserne in qualche modo influenzato».
Spirito e tempo. Commentario della Fenomenologia dello spirito
Paolo Vinci
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 208
Viene proposto un commentario del capitolo conclusivo della Fenomenologia dello spirito dedicato al sapere assoluto. Si tratta di un luogo unico, che nel ripercorrere con un massimo di intensità il cammino fenomenologico, offre un accesso privilegiato alla trama più profonda del capolavoro hegeliano. Attraverso un'interpretazione analitica, intenta a dipanare le difficoltà di linguaggio di Hegel, vengono affrontate alcune delle questioni centrali del suo pensiero. Innanzitutto ad essere indagato è il confronto della filosofia con la religione, in modo da far emergere il tema della forma scientifica del conoscere, vale a dire il senso del sapere assoluto, in quanto concetto della scienza speculativa e dimensione privilegiata della sua giustificazione. Si affronta quindi la problematica del riconoscimento, che oltre a fornirci una chiave di lettura dell'intera Fenomenologia, si proietta, con le sue implicazioni antropologiche e politiche, nel cuore dello spirito oggettivo hegeliano, illuminandolo in tutto il suo spessore di filosofia della storia.
«L'ultima Thule». Ricerche filosofiche su Ernesto De Martino
Massimiliano Biscuso
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 280
«Ultima Thule» è un’espressione ricorrente nei testi di Ernesto de Martino. Essa indica il principio ultimo della ricerca e insieme la radice prima della condizione umana, oltre cui non è possibile andare: è l’«ethos trascendentale del trascendimento», cioè il dovere che l’uomo avverte di esserci in un mondo dotato di senso e perciò umanamente abitabile, trascendendo la propria condizione data. Ciascun capitolo propone un percorso specifico nell’opera etnologica, antropologica e storico-religiosa di de Martino – il folklore e la religione alla luce del rapporto con il marxismo, il simbolismo civile nelle società post-religiose, la “presenza” umana nel mondo e il rischio permanente di crisi in relazione alla lezione dell’antropologia filosofica hegeliana, le tecniche del corpo come primo atto della appropriazione di sé –, mettendo in evidenza e discutendo i diversi presupposti filosofici, siano essi impliciti o espliciti, che orientano l’indagine scientifica e le tensioni che tra di loro si producono.
Il maestro e il pandemonio. Tre studi su Vico e il pensiero francese
Andrea Bocchetti
Libro: Copertina morbida
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2022
pagine: 128
I tre studi qui proposti intendono riattraversare il faticoso cammino della ricezione vichiana nel pensiero europeo, articolandosi a partire da un contesto, quello francese, che coincide al contempo con l'origine e con uno degli approdi più rilevanti del'itinerario dell'opera di Vico. Se, infatti, da un lato, la riflessione vichiana emerge dalla ricezione critica del cartesianesimo francese (Descartes, Malebranche, Gassendi), la cui scuola dominava a Napoli già a partire dalla seconda metà del XVII secolo, dall'altro, è proprio dalla Francia che si origina il riscatto e la "gloria" di un insegnamento ricchissimo, quanto complesso e stratificato.
L'Iliade raccontata da Walter Jens
Libro
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2021
pagine: 104
«... La guerra era finita; ma quando i soldati tornarono a casa, le loro donne non li riconobbero. Erano diventati vecchi e il lungo combattere aveva trasfigurato i loro volti; ci volle molto tempo prima che si ristabilissero tra loro fiducia e confidenza...» Tremila anni dopo i saggi scrissero nelle Costituzioni: «... il nostro Paese ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Ma gli dèi accecano gli uomini quando vogliono perderli, e così essi dimenticarono anche di rispettare le leggi...

