Franco Angeli: Studi di diritto pubblico
Votare contro. Il referendum come opposizione e norma
Giuseppina Barcellona
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 196
Il referendum è da sempre sospeso tra l'esaltazione della sua intima democraticità e la diffidenza che circonda ogni consultazione diretta degli elettori. Comprendere quali siano le reali virtualità del referendum e quali i suoi limiti richiede di definirne i contorni e chiarire che cosa alla volontà popolare sia dato di "volere" e "disporre". Qui lo si è fatto assumendo il "punto di vista del confine", prendendo le mosse dalle disposizioni costituzionali che separano gli spazi rimessi a poteri normativi concorrenti, eterogenei e virtualmente antagonisti come quelli consegnati al popolo referendario e alla mediazione parlamentare. Muovere dal "confine" significa interrogarsi sugli "spazi" che esso è chiamato a separare e sulla ratio che presiede alla loro separazione; significa indagare i limiti cui il referendum va incontro per preservare l'ambito che la Costituzione ha inteso riservare al legislatore, espressione anch'esso del voto popolare. Assumere il confine come "punto d'osservazione" vuol dire ragionare della struttura e della funzione del referendum in stretto rapporto con la struttura e la funzione del concorrente potere parlamentare, anche al costo di andare oltre ad alcuni punti fermi che l'impostazione tradizionale sembra aver fissato, come la funzione esclusivamente negativa della abrogazione referendaria o l'onnipotenza di cui sarebbe capace l'espressione diretta della volontà del popolo sovrano.
Prima i bambini. Il principio dei best interests of the child nella prospettiva costituzionale
Elisabetta Lamarque
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 150
Il principio del superiore interesse del minore si ritrova ovunque: nelle carte internazionali e sovranazionali dei diritti, nella legislazione, nel dibattito parlamentare, nei discorsi giornalistici e in ogni provvedimento giurisdizionale che si occupa della situazione di un bambino o di un adolescente. È un argomento efficace, perché basta richiamarlo per mettere tutti a tacere. Chi oserebbe sostenere che il bene degli adulti viene prima di quello dei bambini? Il principio non serve forse a sostenere una soluzione e anche il suo contrario? È, infine, un ottimo pretesto per giustificare decisioni che realizzano anche o soprattutto interessi diversi, sui quali tuttavia sarebbe molto più difficile raccogliere consenso. Una corretta interpretazione costituzionale non contempla la tirannia di un diritto o di un valore su tutti gli altri e guarda con sospetto la retorica dei diritti dei bambini che fa leva sul principio del superiore interesse del minore. Le armi con cui il volume affronta e combatte l'uso retorico del principio sono l'analisi del paradigma dei "best interests of the child" nella tradizione anglo-americana dei "childrens's rights", l'indagine circa la sua possibile collocazione all'interno della tradizione europeo-continentale dei diritti e la descrizione di come esso effettivamente opera nella giurisprudenza delle corti europee di Strasburgo e di Lussemburgo.
Costituzione e istruzione
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 470
Di fronte alla rapidità dei cambiamenti sociali e culturali, e alle situazioni di grave disagio che colpiscono le realtà personali e familiari del nostro tempo, la scuola deve essere il luogo pacato del dialogo e l'istruzione deve recuperare il tempo della serenità. Aperta a tutti, e a ciascuno, la scuola deve trasmettere sapere (critico, ai livelli più alti), coniugando professionalità dei docenti e partecipazione degli studenti e delle loro famiglie; deve avere la propria fonte d'ispirazione nel confronto fra le diverse credenze e i molteplici modi d'espressione dell'identità personale. Questo volume raccoglie le riflessioni maturate in settori scientifico-disciplinari non soltanto giuridici. Si propone di tenere viva l'attenzione sulla complessa missione che le istituzioni scolastiche (e universitarie) sono sollecitate a compiere nel quotidiano, accanto alle famiglie, nell'intento di insegnare ai fanciulli e ai giovani ad agire in modo autonomo e responsabile, l'uno nel rispetto dell'altro, e di educarli così ai beni fondanti del pluralismo democratico che la nostra Costituzione vuole inviolabili.
Il giudice antropologo. Costituzione e tecniche di composizione dei conflitti multiculturali
Ilenia Ruggiu
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 400
Come si risolvono i conflitti multiculturali? Che tipo di domande si pongono i giudici chiamati a farsi antropologi quando la cultura entra nell'orizzonte del diritto? Muovendo dalle centinaia di sentenze accumulatesi negli ultimi decenni, il libro ricostruisce le narrazioni costituzionali e antropologiche e gli strumenti tecnico-giuridici elaborati dai giudici per affrontare le sfide del multiculturalismo: dal velo islamico alla circoncisione, dagli omicidi d'onore al manghel dei rom, dalle diverse concezioni della donna e della famiglia alle visioni del mondo dei popoli nativi. La Costituzione italiana offre spazi per una considerazione del fattore culturale, che non a caso è con frequenza utilizzato dai giudici. Al fine di stabilizzare i percorsi argomentativi, il lavoro avanza una proposta di "test culturale" che incorpora l'esperienza comparata, in particolare nord-americana, e immette nell'argomentazione giuridica italiana, specie costituzionalistica, le più recenti concezioni dell'antropologia. Il test proposto non è certo una ricetta per risolvere tutti i problemi del multiculturalismo, ma può essere un contributo ad un approccio più persuasivo e relazionale allo stesso, che faciliti la ricerca di nuovi valori della convivenza all'insegna della diversità.
La salute mentale tra libertà e dignità. Un dialogo costituzionale
Stefano Rossi
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2015
pagine: 450
Affrontare il problema del diritto alla salute mentale pone di fronte a confini strutturalmente variabili, da cui scaturiscono principi, regole e semantiche spesso fra loro estremamente distanti. L'ingresso del diritto nel campo della salute mentale rappresenta tuttavia uno dei fattori dell'evoluzione realizzatasi in questo ambito, che, incluso nel circuito normativo, prima costituzionale (artt. 2, 13 e 32 Cost.) e poi legislativo (legge 180/1978), è divenuto moltiplicatore trasformativo e, al contempo, stabilizzatore sociale delle conquiste raggiunte. Si tratta di cambiamenti che incidono sull'impalcatura istituzionale, sulle basi cognitive delle istituzioni, sulle grammatiche di giustizia e sui modi in cui le norme sono praticate, toccando inevitabilmente anche il diritto nel suo insieme. In particolare il diritto costituzionale ha contribuito in modo determinante al lavoro di cambiamento sociale innescato dalle prassi di deistituzionalizzazione, rimuovendo gli ostacoli al pieno sviluppo e alla partecipazione delle persone con sofferenza psichica alla vita sociale, sgretolando i rapporti di oppressione, consentendo di vivere la contraddizione del rapporto con l'altro e di accettare la contestazione, ovvero di dare valenza positiva al conflitto, alla crisi, all'indebolirsi dei ruoli e delle identità in vista della fioritura della persona umana.
Ai confini della Costituzione. Principi supremi e identità costituzionale
Pietro Faraguna
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2015
pagine: 216
I principi supremi dell'ordinamento sono una categoria enigmatica del diritto costituzionale, che ricomprende gli esiti di elaborazioni teoriche eterogenee. Tracce di questa nozione emergono nella giurisprudenza e nella letteratura giuridica sui limiti alla revisione costituzionale, nonché in materia di rapporti tra fonti interne e diritto concordatario, internazionale e dell'Unione Europea. A partire dai fragili frammenti testuali offerti dal diritto positivo, giurisprudenza e dottrina hanno seguito percorsi ricostruttivi non sempre lineari, recentemente culminati in una importante pronuncia (Corte cost. 238/2014). Attorno al concetto rimane tuttavia un alone di incertezza, che già si apprezza a livello terminologico (si parla indistintamente di "principi supremi", "fondamentali", "essenziali", "controlimiti"). L'indagine proposta si è ispirata a un approccio metodologico inedito, privilegiando l'osservazione dinamica dei principi supremi in azione, e basandosi non solo sul materiale offerto dalla giurisprudenza costituzionale, ma anche dalla prassi presidenziale. L'analisi ha quindi recuperato una dimensione teorica della nozione di "principio supremo", valutandone la tenuta nelle dinamiche del bilanciamento tra principi e collocandola infine nel cuore delle dottrine del costituzionalismo, classicamente inteso come limite giuridico al potere.
L'interpretazione del diritto parlamentare. Politica e diritto nel «processo» di risoluzione dei casi regolamentari
Renato Ibrido
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2015
pagine: 536
Quali tecniche utilizzano gli organi politici nella interpretazione del Regolamento e del precedente parlamentare? L'irriducibilità dello scarto fra la figura del Presidente di Assemblea e quella del giudice costituisce una specificità dell'esperienza italiana oppure si tratta di una caratteristica strutturale del diritto parlamentare? Alla luce di una articolata analisi della "giurisprudenza parlamentare", e collocando il paradigma italiano in un ampio contesto comparativo, l'autore si propone di evidenziare come la giuridicità del diritto parlamentare non corrisponda ad una "grandezza certa". La sua acquisizione è piuttosto un compito, il quale impegna a valorizzare quelle risorse discorsivo-processuali essenziali alla realizzazione di una autentica "ermeneutica dell'esperienza". Ne emerge una disamina dei possibili percorsi attraverso i quali ricondurre le dismissioni di razionalità giuridica proprie della interpretazione del diritto parlamentare entro trame discorsive guidate dai principi del contraddittorio, della parità delle armi e della pubblicità.
La disposizione valida e la norma vera
Piero Pinna
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2015
pagine: 168
L'invalidità della legge è un giudizio. Non è un atto potestativo di annullamento, sostanzialmente legislativo. Compete ai giudici, che hanno il compito essenziale di dire ciò che è vero e giusto secondo il diritto valido. La legge può essere invalida perché non rispetta le regole costituzionali o legislative, quindi incostituzionale o illegittima. Quando il sindacato sulla costituzionalità della legge è accentrato, il giudizio sulla costituzionalità delle leggi spetta soltanto al giudice costituzionale. Quello sull'illegittimità a tutti i giudici. Questa è la tesi del libro. Si basa su due distinzioni fondamentali collegate fra loro. La produzione legislativa (la disposizione) è diversa dalla interpretazione della legge (la norma) e il giudizio sulla validità della prima è differente da quello sulla verità della seconda. Si ripropone così l'antica idea della separazione della giurisdizione dalla legislazione, considerando alcune delle più importanti teorie contemporanee della costituzione e del diritto in generale.
Il disincanto costituzionale. Profili teorici della laicità
Daniela Bifulco
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2015
pagine: 176
La vocazione laica del costituzionalismo avrà lunga o breve vita? In tempi di fondamentalismi religiosi vari, più o meno cruenti, di "teologie senza Dio" e di sedicenti "religioni secolari", quale significato deve attribuirsi alla parola "laicità"? "Non occorre più ricorrere alla magia per dominare o ingraziarsi gli spiriti, come fa il selvaggio per il quale esistono simili potenze. A ciò sopperiscono la ragione e i mezzi tecnici". Il concetto di disincanto, così espresso da Weber, è avvicinato, in questo saggio, a quello di costituzione. Disincanto costituzionale sta qui per laicità, intesa come principio giuridico che impone la separazione tra stato e chiese, la libertà di e dalla religione. Illuminismo e costituzionalismo avevano promesso che sfera pubblica e decisione politica sarebbero state governate da un principio di ragione. Ma allora perché si permette alle religioni d'insidiare il muro di separazione tra stato e chiese? E perché gli stati si lasciano corteggiare dalle religioni? Disvelando alcuni malintesi teorici, e con l'aiuto di qualche buon "classico", il saggio indaga i motivi per cui anche le costituzioni laiche sembrano cedere alla nostalgia di Dio e le ragioni per le quali esse dovrebbero invece imparare a star sole.
I giudici del diritto. Problemi teorici della giustizia costituzionale
Omar Chessa
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2014
pagine: 608
Il judicial review of legislation è compatibile con la democrazia? Deve essere il potere giudiziario a stabilire in via definitiva se una legge è in contrasto con la costituzione oppure questa decisione compete al legislatore democratico? La discrezionalità giudiziale nell'interpretazione costituzionale è un problema, una necessità o una risorsa? A che serve veramente il controllo di costituzionalità? Quale modello di giustizia costituzionale è preferibile? Le democrazie prive di judicial review of legislation sono imperfette o sono il modello cui aspirare? A più di duecento anni da Marbury vs Madison (1803), la sentenza che inventò il controllo di costituzionalità delle leggi, non si è ancora sopito il dibattito sulla legittimità e la funzione della giustizia costituzionale. Il libro ripercorre questo dibattito offrendo alcune soluzioni e provando a cogliere il senso di alcuni processi trasformativi in corso.
Poteri pubblici e mercato dell'energia. Fonti rinnovabili e sostenibilità ambientale
Monica Cocconi
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2014
pagine: 180
L'incremento delle fonti rinnovabili - dipinte dalla scienza economica come un "mito", per la loro incapacità di offrire una soluzione soddisfacente alle crisi energetiche; considerate da altri, viceversa, come una sorta di panacea per superare i limiti, politici ed economici, all'utilizzo degli idrocarburi è stato oggetto di una recente disciplina europea, in attuazione del Protocollo di Kyoto. In molti Stati si sta affermando la convinzione che tale incremento passi per l'estensione dell'intervento pubblico nel settore. Questo saggio tenta di rispondere ai seguenti interrogativi. Per ottenere gli obiettivi europei di incremento di energia da fonti rinnovabili è più utile introdurre vincoli all'iniziativa economica privata, limitarla con divieti o ricorrere a strumenti di mercato artificiali, come le certificazioni ambientali e gli incentivi? Quali limiti incontra l'intervento dei poteri pubblici rispetto alla scelta, assunta a suo tempo a livello europeo, di liberalizzare il mercato della produzione e di distribuzione dell'energia? Quali sono i nuovi ostacoli che, a livello nazionale ed europeo, si frappongono al loro raggiungimento, relativi alla qualità della disciplina nazionale e ai procedimenti autorizzatori? Quale vocazione specifica e quali competenze possiedono, rispetto alla realizzazione di questi obiettivi, i poteri pubblici e le autorità di regolazione nazionali?

