Franco Angeli: Temi di storia
Gli inutili ingombri. Catania tra sviluppo urbanistico e tutela dei beni monumentali e paesaggistici (1939-1968)
Gianluca Majeli
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2023
pagine: 160
Il volume mette insieme alcune questioni fondamentali utili a comprendere gli anni Cinquanta e Sessanta del nostro paese attraverso l’analisi del caso Catania: l’urbanistica, il rapporto tra pubblico e privato, la tutela paesaggistica e monumentale, il ruolo delle classi dirigenti, le burocrazie tecniche, il rapporto tra centro e periferia. A partire dagli anni Cinquanta, nel quadro del boom edilizio nazionale, i lineamenti del paesaggio urbano prebellico del capoluogo etneo furono cancellati su un raggio così ampio da rendere quasi irriconoscibile la fisionomia della Catania degli anni Trenta. Catania non fu certo l’unica città a dovere affrontare la minaccia che l’edilizia montante costituiva per il patrimonio storico. Il problema era di scala nazionale. Il paese era privo di norme adeguate all’entità dei processi in atto: le leggi di tutela del patrimonio storico-artistico, monumentale e paesaggistico approvate dallo stato fascista nel 1939, così come la legge urbanistica varata durante la guerra, alle soglie della caduta del fascismo, si rivelarono strumenti inadeguati a fronteggiare processi d’inurbamento imponenti e rapidissimi. Oltre a ciò, la crescita economica e la modernizzazione del secondo dopoguerra ebbero costi sociali e culturali altissimi. Il tentativo di modernizzare la città di Catania passò per la legge speciale per il Risanamento di San Berillo, una delle operazioni immobiliari più audaci del dopoguerra che cancellò una porzione di notevole ampiezza del centro storico, lasciando una profonda ferita nel corpo della città. La mancata approvazione per venti anni del Piano Regolatore Generale fece il resto, permettendo di fatto l’emersione degli appetiti di chi riteneva che fosse legittimo cancellare gli edifici liberty – perché erano degli “inutili ingombri” rispetto all’idea di modernizzazione prevalente – per sostituirli con grandi complessi condominiali, in spregio a un’idea di città più rispettosa della storia cittadina e più sostenibile dal punto di vista umano e ambientale.
Fedeli alla monarchia e devoti alla terra. La nascita di una classe dirigente in Sardegna
Roberto Ibba
Libro: Copertina morbida
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2022
pagine: 232
Il volume indaga sulla nascita della classe dirigente in Sardegna, mettendo in connessione la storia del territorio con la costruzione genealogica e patrimoniale dei principali gruppi familiari nella baronia di Monreale. Partendo dall'analisi dello spazio agrario, sociale e politico dei villaggi, in una prospettiva sia diacronica, sia sincronica, la ricerca si sviluppa tra storia evenemenziale e studio delle strutture agrarie e sociali, facendo emergere i conflitti territoriali, le strategie economiche e le alleanze politiche tra le famiglie dell'aristocrazia e della borghesia rurale nella lunga età moderna. La conquista del potere e una solida base fondiaria permettono ad alcuni esponenti di questo ceto dirigente locale di ascendere verso posizioni di vertice nelle istituzioni amministrative, militari e politiche del nascente Stato italiano. Tra questi, è rappresentativo il caso del generale dei carabinieri Giovanni Battista Serpi, che dal paese di Sardara sale alla ribalta dello scenario risorgimentale nella Sicilia post-unitaria con un ruolo rilevante nel processo di state-building.
Il coordinamento impossibile. Tecnocrazia, amministrazione pubblica e regionalismo nell'intervento per lo sviluppo del Mezzogiorno (1943-2013)
Melania Nucifora
Libro: Copertina morbida
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2021
pagine: 182
In una prospettiva di lungo periodo che va dalle origini della Cassa del Mezzogiorno alla nuova programmazione di matrice comunitaria, varata a cavallo tra anni Novanta e primo decennio del 2000, il volume esamina la traiettoria dell'intervento pubblico per il Mezzogiorno, ricostruendone alcuni passaggi chiave intorno a tre filiere: la fisionomia e il funzionamento delle burocrazie tecniche preposte alla programmazione e attuazione dell'intervento, l'impatto del processo di regionalizzazione sulle politiche di sviluppo regionale e le radici tecnico-disciplinari dei saperi esperti mobilitati; sullo sfondo i grandi processi di trasformazione istituzionale e amministrativa dello Stato italiano. Nello snodo temporale a cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta s'individua un fondamentale momento di svolta, destinato a cambiare profondamente l'equilibro del rapporto fra tecnica e politica e ad aprire la strada alla trasformazione dei paradigmi e degli strumenti d'intervento pubblico per il Mezzogiorno, in un quadro di complessivo declassamento della questione meridionale a tema regionale.
Borghesie nazionali, borghesie cosmopolite. Banca privata, finanza, reti (Italia, secoli XIII-XX)
Libro: Copertina morbida
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2021
Il volume affronta il tema dei banchieri privati e delle loro reti agli esordi dell'età contemporanea, in particolare sottolineando il contributo fornito da questi attori economici al processo di trasformazione sociale piuttosto che alla modernizzazione del comparto bancario ed industriale del Paese. Nella trattazione si presta attenzione anche ai banchieri ebrei e alla borghesia ebraica, come pure al ruolo svolto da alcuni enti ecclesiastici nell'intermediazione creditizia e nella funzionalità finanziaria dei territori italiani in età contemporanea. Gli autori sono tutti esperti del settore, con riferimento a specifici ambiti territoriali e tematici, e il contributo che la pubblicazione offre al dibattito scientifico è significativo sia per la quantità delle prospettive interpretative delineate, sia per la qualità delle fonti e dei temi individuati e sviluppati dai singoli studiosi. Un aspetto estremamente innovativo risiede nello sforzo storiografico di non restringere la finanza unicamente a un campo di applicazione interno, vale a dire nello specialismo del credito e dei suoi strumenti di intermediazione, ma piuttosto studiandone le implicazioni sociali e le possibili declinazioni in ambiti molto più vasti.
«Caro Rumor, perché ti scrivo?». Il carteggio tra Giorgio La Pira e Mariano Rumor (1956-1975)
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2021
Il volume raccoglie il carteggio, intercorso tra l’agosto del 1956 e il dicembre del 1975, tra Mariano Rumor (Vicenza, 1915-1990) e Giorgio La Pira (Pozzallo, 1904–Firenze, 1977), protagonisti di primo piano, per oltre un cinquantennio, della vita politica italiana: l’uno, deputato veneto all’Assemblea Costituente, ministro di Stato di vari dicasteri (Agricoltura, Interni, Esteri), parlamentare europeo, presidente dell’Unione europea dei democratici cristiani (Uedc) e poi dell’Unione mondiale dei democratici cristiani (Umdc), nonché presidente del Consiglio dei ministri in cinque governi della Repubblica; l’altro: giurista, docente di diritto romano, anch’egli deputato alla Costituente, per tre mandati sindaco di Firenze e presidente della Federazione mondiale delle città unite (Fmcu). La conoscenza di queste fonti, sino a oggi inedite, consente non soltanto di sondare il loro rapporto ma di gettare nuova luce su alcuni snodi cruciali della storia della Democrazia cristiana e, più in generale, dell’evoluzione della democrazia italiana. Introduzione della curatrice.
Un maestro per la storia. Scritti di e su Gian Mario Bravo (2010-2020)
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2021
pagine: 234
Questo volume, nato in seno alla comunità di «Historia Magistra», è un piccolo gesto che intende esprimere la gratitudine per il contributo che Gian Mario Bravo – mancato il 29 aprile 2020 – ha dato alla Rivista, fin dalla sua fondazione, nel 2009: i suoi testi qui raccolti lo testimoniano, anche se soltanto in parte. Membro del Consiglio di Direzione della Rivista, Bravo è stato un esempio di rigore, di correttezza e di umanità, e la sua presenza è stata un lievito fecondo per questa testata che si ispira alla “storia critica”. I temi affrontati, in saggi, articoli e recensioni sono vari, anche se ruotano prevalentemente intorno alla storia del marxismo. Sono scritti caratterizzati dalla fusione di scienza e milizia, un binomio sul quale si stabilì una perfetta sintonia con «Historia Magistra». Il saggio "Due secoli (e più) dalla parte del torto" è esemplare nel dare la misura della ricchezza della cultura storico-politica dell'autore, ma anche della sua passione civile e politica. Arricchiscono il volume contributi di studiosi e studiose che sono stati in relazione con Bravo e con «Historia Magistra», interni o esterni al gruppo: Cristina Accornero, Pietro Adamo, Aldo Agosti, Giuseppe Cacciatore, Francesca Chiarotto, Angelo d'Orsi, Paolo Favilli, Alexander Höbel, Fabrizio Loreto, Stefano Petrucciani, Fiorenza Taricone, Salvatore Tinè; tutti hanno affrontato, succintamente, alcuni temi dell'ampio lavoro di Bravo, altrettanti spunti per approfondirli e, in qualche misura, anticipazioni di più analitiche riflessioni.
La Democrazia Cristiana nel Veneto. Uomini e organizzazione 1945-1948
Filiberto Agostini
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2021
pagine: 314
Il volume intende analizzare la struttura e l'organizzazione della Democrazia cristiana in area veneta tra Liberazione e 1948, vale a dire in un periodo storico difficile e controverso, segnato da cambiamenti politici e istituzionali, da tensioni sociali e, non ultimo, dalle sofferenze economiche di una popolazione appena uscita dalla guerra. L'indagine riguarda non solo l'apparato amministrativo-burocratico del Partito, ovvero le normative e le pratiche che ne regolarono il funzionamento, ma pure le concrete figure di dirigenti, amministratori e propagandisti operanti a livello provinciale e comunale, nei capoluoghi così come nelle piccole comunità di pianura e di montagna. Grazie all'ausilio di un corposo materiale d'archivio inedito è stato possibile ridisegnare nelle sue linee generali il processo di organizzazione e crescita del Partito scudocrociato in zone sub-regionali strategiche, quali Belluno, Padova, Rovigo, Venezia e Vittorio Veneto. L'attenzione è rivolta anche alla ricognizione del ruolo della Chiesa e delle associazioni collaterali (Acli, Azione cattolica, Coltivatori diretti). Il volume è corredato da una solida appendice di testi e di documenti.
Italia e Spagna nel turismo del secondo dopoguerra. Società, politiche, istituzioni ed economia
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2020
I saggi raccolti nel volume aprono un nuovo fronte di ricerca nella storia del turismo euro-mediterraneo e offrono ricostruzioni, analisi e riflessioni sulle vicende di due Paesi, l’Italia e la Spagna, che, tra la fine della guerra e gli anni ’50, dovettero ripensare ai propri assetti istituzionali e alle proprie politiche economico-turistiche, sotto la spinta di una domanda di balneazione marina che iniziava a manifestarsi e a strutturarsi, e che nei successivi anni ’60 era destinata a raggiungere una dimensione massificata.
Piazza Mercato a Napoli. Memorie e racconti di un paesaggio urbano, 1940-2016
Maria Laura Longo
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2020
Incentrato sul quartiere Pendino di Napoli, questo studio vuole fare luce sull’esistenza di un’area che porta inscritte nell’architettura del paesaggio le stratificazioni del tempo, dalla sua prima urbanizzazione – avvenuta in epoca angioina – sino ad arrivare all’attuale fase di crisi, economica e sociale. L’intento è di restituire la storia del quartiere attraverso la memoria orale, affidando la narrazione alla voce delle persone che lo abitano e lo hanno abitato.
Costruire una nazione. La Turchia di Mustafa Kemal Ataturk
Emanuela Locci
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2020
pagine: 154
Il libro è il risultato delle ricerche storiche portate avanti su un tema affascinante quanto complesso: la nascita, o meglio, la “costruzione” della repubblica di Turchia. Come è riuscito Mustafa Kemal Atatürk a creare dalle ceneri dell’Impero ottomano una nazione moderna e occidentalizzata? Su cosa ha ancorato il suo progetto di stato-nazione? Quali gli attori politici e sociali che hanno partecipato a questo progetto di ingegneria politica? Ha incontrato delle resistenze? E soprattutto: è riuscito nel suo intento? Molte le domande a cui il testo cerca di dare seguito attraverso un’accurata indagine storica, che mette in evidenza la controversa figura di Atatürk - il padre della patria per alcuni, un despota secondo altri - la cui biografia politica fa da dorsale al volume.
Il porto di Catania nel lungo Ottocento. Infrastrutture, traffici, territorio (1770-1920)
Giovanni Cristina
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2019
pagine: 230
Il volume ricostruisce da una prospettiva di longue durée di circa un secolo e mezzo il difficile percorso di accesso della città di Catania al mare. Nel lungo passaggio dall’età moderna a quella contemporanea, infatti, la complessa relazione tra un centro urbano vivacizzato dalla ricostruzione post-terremoto del 1693 e una costa siculo-ionica già «occupata» da altre realtà marittime più consolidate si giocava sulla capacità da parte della «Capitale» etnea di dotarsi di un porto artificiale che potesse aggiungere nuovi sbocchi «geo-commerciali» alle opportunità derivanti dal legame tradizionale con un hinterland agricolo, ma anche «minerario», sempre più esteso e penetrante verso l’interno. Il libro ricostruisce, dunque, da una prospettiva «marittima», l’ascesa di Catania nelle gerarchie urbane prima regionali, cioè a partire dal secondo ’700, e poi anche nazionali, dall’Unità all’avvento del fascismo. Si tratta di una scalata che parte dal progetto «modernizzatore» del principe di Biscari e che prosegue con l’espansione dei traffici commerciali e con la progressiva ma difficoltosa costruzione delle strutture portuali, da integrare, a partire dalla metà dell’800, alla nascente rete ferroviaria. Tutto sommato, una storia di una «successful city», che però non riesce a sciogliere pienamente lo scarto tra aspirazioni, visioni del futuro e realtà del presente, in cui si perpetua continuamente la rincorsa tra infrastrutture e traffici. Potenzialmente sempre espandibili nel futuro – e inadeguate nel presente – le prime; incapaci di stabilizzarsi e superare le fluttuazioni momentanee del mercato, i secondi. Dinamiche che fanno di Catania un interessante caso di studio nel panorama dell’Europa mediterranea durante il «lungo Ottocento».
L'Italia e la questione mediorientale (1947-1953)
Michele Donno
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2019
pagine: 192
La fine della seconda guerra mondiale vide un forte impegno della diplomazia italiana per conservare all'Italia parte delle colonie africane. Ma gli esiti negativi di tale azione finirono per produrre nell'opinione pubblica un forte risentimento verso i vincitori e nei confronti della stessa classe politica nazionale. La “vocazione mediterranea” dell'Italia diveniva ben presto un ricordo, anche se la diplomazia italiana, nel corso della prima legislatura repubblicana, si impegnò a preservare le relazioni con il mondo arabo, tuttavia incontrando una decisa ostilità di Gran Bretagna e Francia. Con l'estendersi della guerra fredda in Medio Oriente e la nascita dei nazionalismi arabi, l'Italia diveniva una pedina fondamentale del Patto atlantico nel mar Mediterraneo, ma nulla di più. La nascita dello Stato di Israele si inseriva in questo nuovo contesto internazionale, mentre l'Italia era in gravi condizioni economiche, traversata da un duro scontro politico interno. L'iniziale atteggiamento italiano, di distacco nei confronti dello Stato ebraico, privilegiava i consolidati rapporti con il mondo arabo, mentre Israele, impegnato a stringere relazioni globali, considerava l'Italia, in ragione della sua posizione strategica, un importante partner politico ed economico. Negli anni Cinquanta venivano definitivamente a cadere le ambizioni italiane nel Mediterraneo, e Israele, dopo la vittoria sugli arabi nella guerra del 1948-'49, raggiungeva un solido ancoraggio nel Medio Oriente. Si scioglieva così l'ambiguità italiana, e ciò favorì una più stretta collaborazione tra le due nazioni, che si sarebbe sviluppata infine sotto l'egida degli Stati Uniti d'America.

