Il Ponte Vecchio: Memorandum
La viola e i gigli della campagna
Rolando Rizzo
Libro
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2019
pagine: 128
Quando Rolando Rizzo, all'età di cinque o sei anni, viene costretto a lasciare il suo paradiso sulle rive del Colognati per vivere a Rossano Calabro, un acrocoro tra la montagna e il mare, incontra nella sofferenza e nella povertà due oasi di gioia: la piccola chiesa avventista di cui amo subito i canti, i giochi e le omelie di un pastore simpatico e coinvolgente. Poi i nuovi amici dei vicoli affollatissimi con i quali scopre per la prima volta il gioco del calcio giocato prima (è subito un portiere agile e spericolato) e poi vissuto sulle figurine colorate che gli regala un amico di suo padre. È attratto subito dal colore viola che, gli dicono, è il colore della Fiorentina, vissuta da subito come la squadra del cuore, l'unico in un gruppo di bambini che si dicono interisti, milanisti e soprattutto juventini. Due sentimenti di appartenenza, certo di statura e livello incomparabili. Lo caratterizzano sin da subito: la fede avventista e il "tifo" per la viola. Spinto da amici racconta questa sua doppia e certo ineguale passione in questo romanzo breve, nel quale la viola è la Fiorentina e i gigli della campagna sono i fiori che Gesù inviata a guardare nella loro bellezza, simbolo della sollecitudine di Dio. Già ancora prima della stampa, piovono le accuse di sacrilegio, ma l'autore, pur dispiaciuto, va avanti e afferma: «Io sono un uomo di fede e racconto il mio dramma esistenziale così come si è svolto nella vita reale, non elaboro ricostruzioni per soddisfare l'ipocrisia bacchettona degli spirituali. Io racconto anche l'incontro con l'effimero vitale che trova i suoi spazi nella vita di tutti gli uomini. E il suo bisogno di essere vissuto in una cornice di ironia, di rispetto e di gioia».
Mi chiamo Iader. Memoria partigiana di Iader Miserocchi
Iader Miserocchi
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2019
pagine: 216
La storia di un comandante partigiano, una pagina di Resistenza passata e ancora presente. Dalle memorie d'infanzia nella Ravenna del ventennio alla ricostruzione materiale e morale del dopoguerra. Un ritratto dell'Italia travolta dalla dittatura e dal conflitto, e riscattata dal movimento popolare di Liberazione. Come in un film d'azione, la vita e la morte si rincorrono dentro la pagina di storia in cui trovano origine i principi della Costituzione e da cui nacque la Repubblica Italiana. Un racconto dettagliato della quotidianità del passato, un resoconto sincero della propria umanità con le sue altezze ma anche i suoi limiti. Ed è forse questa drammatica sincerità all'accettazione dei propri limiti a dare ancora più impulso a quell'azione di cambiamento positivo della realtà attraverso la partecipazione sociale, iniziato per Iader oltre settant'anni fa e non ancora finito. Un esempio di umanità e cittadinanza attiva. Verso un mondo migliore, possibile, e per tutti.
Il pane bianco. 1943-1945. Campo di sterminio Dora Buchenwald, pagine di orrore e di speranza
Lorena Bianchi, Luigi Maria Piarulli, Romolo Bianchi
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2019
pagine: 224
"Si invocava la morte affinché venisse a liberarci presto da quell'incredibile e insopportabile fatica di vivere che era il nostro patire quotidiano. Ma quando veniva il momento di distenderci ci si augurava di svegliarsi ancora..."
Lungo la valle del Bidente. Genti e luoghi, storia e storie, leggende e ricordi
Ernesto Toschi
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2019
pagine: 208
La Romagna è terra ricca di passioni, di storie travolgenti e di colori vivaci, in paesaggi che dall'Adriatico si estendono lungo le vallate per lasciar posto alla fresca vegetazione di castagni, faggi e abeti che dal Fumaiolo e dal monte Comero si stendono fino all'incantevole foresta di Campigna e del Falterona. Ernesto Toschi racconta con agile passo narrativo la storia e le leggende della sua vallata, facendo rivivere personaggi e figure memorabili, di ieri e di oggi, ancora presenti nella memoria dei forlivesi e degli abitanti della valle del Bidente. Il narratore ricostruisce la storia millenaria dei monti cari all'autore non solo servendosi delle fonti storiche, ma anche e soprattutto interpellando i suoi propri ricordi e i testimoni direttamente incontrati nei luoghi che il libro evoca. I trenta e più capitoli ci riportano indietro nel tempo, dando testimonianza dei vizi e delle virtù dei romagnoli, passionali e trasgressivi, rappresentanti di un mondo che va lentamente scomparendo.
Stellette a vent'anni. Libano 1984
Antonio Barzagli
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2019
pagine: 200
Il Libano degli anni Ottanta fu il luogo di una delle azioni più cruente e inumane dell'intero secondo dopoguerra: lo sterminio di massa di Sabra e Shatila. Con altre nazioni, l'Italia partecipò a un intervento militare di pace, che si svolse in due fasi: la creazione di un corridoio di fuga per le truppe palestinesi circondate dagli israeliani (Libano 1), la protezione della popolazione dei profughi palestinesi (Libano 2). Il libro è il racconto puntuale, affascinante e drammatico, di quella missione, prezioso in primo luogo perché ricostruito da un testimone diretto, uno dei soldati italiani che vissero in Libano un loro battesimo in armi. Il lettore vedrà passare il personale in armi, gli uomini e le donne della Croce Rossa, medici e professionisti di ogni genere, tutti alla prima esperienza; e vedrà dispiegarsi la storia di una missione difficile, pericolosa, a volte assurda, in ogni modo nella crescente consapevolezza della positività dell'impresa: la ricerca della pace, attuata attraverso uno scudo umano di protezione molto più efficace delle azioni di repressione o di guerre "preventive". Per questa azione sul campo gli Italiani in Libano furono considerati veri professionisti di Pace. "Noi lo sapevamo, noi lo abbiamo fatto".
Ricordi del tempo andato
Romano Burattì
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2019
pagine: 96
"Romano Buratti affida al lettore le esperienze, i luoghi, gli eventi nei quali si è macerata la sua vita e dai quali nascono non solo le memorie rivelatrici della sua personalità, bensì anche l'anima dei suoi dipinti. Si va in tal modo dal macero (la piscina delle nostre generazioni) alla severità del padre che ne inibiva l'uso; dalla passione per la bicicletta alla Millemiglia; dagli incanti della giovinetta di città, capitata all'improvviso tra lo stupore di contadinelli innamorati, alle fatiche della trebbiatura; dalla inconsulta paura per i cani alle ferocie della guerra. Né Romano dimentica le figure tipiche della sua e della nostra infanzia, come quella di Birimbo, così spesso presente, con la sua fisarmonica, nella Cesena remota dei nostri primi anni. Senza dire della guerra, ove tutto muore, ove tutto fiorisce, al suo morire, a nuova vita: i bombardamenti, la vecchia megera delatrice, lo scempio degli ammazzati al ponte di Ruffio o per le campagne e le vie di città; ma anche, per i bambini, le cose nuove, sorprendenti, che la guerra aveva portato. In conclusione, un libro ricco di infanzia e di promesse, di attese e di scoperte".
Diario di prigionia. Klingenthal 1943-1945
Guerrino Duilio Sbrighi
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2018
pagine: 56
"Ho sempre saputo che lo zio Duilio era stato prigioniero in Germania, me lo aveva raccontato il mio babbo che era stato testimone della sua cattura a Bologna la mattina dell'8 settembre del 1943. Lo zio non amava parlarne, ma ricordava la fame e la necessità, per sopravvivere, di mangiare qualsiasi cosa, dalle patate marce rubate ai maiali, ai resti della mensa ufficiali, sottratti dal mucchio della spazzatura dietro la cucina. Quando ho visto il quadernino del diario, ho deciso di pubblicare questa memoria perché il racconto fatto da una persona cara, incide molto di più nella mente e nel cuore. Posso riassumere l'odissea di Duilio in poche parole: lontananza, freddo, fame, speranza e disperazione. Nell'ultima pagina, scrive di aver meditato di farla finita ma al pensiero della moglie e dei figli: 'mi trattenni e proseguii la mia miserabile vita di sofferenze'. Era il 21 gennaio 1944. Il diario si interrompe, ma Duilio rimane prigioniero fino al 23 gennaio 1945. Pubblicando il diario, non rendo omaggio solo alla memoria di mio zio Duilio, ma di tutti gli uomini travolti da quegli eventi drammatici."
Scritture e viaggi nel tempo. 1970-2018, note auto bio-bibliografiche
Angelo Turchini
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2018
pagine: 144
"Nel corso della mia attività scientifica sono stato autore, coautore e curatore di oltre novanta volumi (anche in spagnolo e inglese), oltre ad aver prodotto alcune centinaia di pubblicazioni scientifiche (alcune in tedesco), e sono anche direttore di alcune collane dedicate alla realtà della Romagna, come La storia della Romagna, e Mirabilia urbis edite da 'Il ponte vecchio' di Cesena. Come più prolifico autore romagnolo, pensando ai colleghi, agli studenti, agli amici, cui dedico queste noticine, traccio il sintetico bilancio di un impegno costante per l'università in primo luogo, per la ricerca scientifica come per la vita culturale e sociale. Offro altresì l'attenzione prestata a diverse problematiche culturali, sia storiche e archivistiche che territoriali e locali, ad esempio dall'Italia alla Romagna, da Milano a Rimini come a Roma." (L'autore)
Dasht il grande spazio. Paesi, incontri, avventure. Esperienze di viaggio e di lavoro in Medio Oriente, Africa, Nord Europa e Sud America
Roberto Dassani
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2018
pagine: 328
L'autore di questo libro ha avuto l'opportunità di vivere in diversi Paesi, per lunghi periodi e in costante contatto con le realtà locali, intellettualmente e umanamente interessato a coglierne le particolarità, lo spirito, le diversità, le ricchezze e povertà delle popolazioni tra le quali si è trovato a operare. Per questa disposizione, il libro ci rende ambienti e popolazioni con una vivezza e una intensità che tengono desta la nostra attenzione lungo la successione di pagine peraltro ricchissime di informazioni, di notazioni e di meraviglie. Lo stesso titolo indica la vastità e complessità del viaggio: Dasht - una parola della lingua iraniana, il pharsi - richiama infatti alla vastità degli spazi. L'interesse del libro nasce certamente dal suo oggettivo valore documentario e dalla inevitabile dimensione avventurosa, ma soprattutto consiste nella disposizione etica e cognitiva dell'autore, che non cessa di guardarsi intorno, di ricostruire la storia dei vari Paesi, di annotare riti e costumi, di rappresentarci i siti delle più diverse culture, testimonianze di storie millenarie.
Qualcuno si è salvato, ma niente è stato più come prima
Cesare Finzi
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2018
pagine: 256
La Ferrara del "ghetto" torna a vivere nella lucida memoria di Cesare Finzi, che vi è nato nel 1930 da famiglia di antica tradizione ebraica. Nel 1938, con le leggi razziali, inizia l'incubo. Cesare è costretto a frequentare privatamente anche la scuola media, tra i cui insegnanti, in gran parte scacciati o rifiutati da quella pubblica, figura il giovane Giorgio Bassani. Pochi giorni dopo l'8 settembre '43, con la famiglia allargata - quattro adulti e sei bambini -, Cesare deve darsi alla fuga. Il gruppo sale sul primo treno diretto al Sud, toccando Ravenna, Rimini, Fano, Gabicce e in seguito Morciano, Mondaino e Montefiore. I Finzi-Rimini, oltre a peripezie e umiliazioni tutte loro, vivranno il passaggio del fronte assieme alla popolazione locale, la quale non conosce o finge di non conoscere la loro condizione di ebrei perseguitati. Dopo la Liberazione, il ritorno a casa, la ricerca dei parenti, degli amici e dei conoscenti scomparsi di cui viene tratteggiata la sorte con rapide ma precise pennellate, e la domanda bruciante dei sopravvissuti: perché è potuto accadere?
Quando si andava a piedi. Memorie della Cesena del quarto Novecento
Chiara Dall'Ara, Nerio Gridella
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2018
pagine: 104
"Nati in epoche diverse, Nerio e Chiara ci restituiscono le stesse emozioni, raccontate in modo autobiografico e con una efficace capacità descrittiva dei luoghi di Cesena e della vita sociale nell'arco di trent'anni. [...] Gli autori hanno il merito di fare rivivere le atmosfere, i personaggi caratteristici che popolavano la città, le leggende che intorno a loro circolavano, come in un infinito amarcord in perfetto stile felliniano. Emergono così dal passato, cinema che oggi non ritroviamo più, arene che costituivano i principali luoghi di spettacolo per chi trascorreva l'estate in città; negozi spesso identificati solo con i nomi dei loro esercenti..." (Daniele Gualdi). "Il libro è un tuffo nel passato. Chi come me ha raggiunto purtroppo la terza età si ritrova catapultato con tanta emozione in un mondo che sembra essere diventato una favola, ma che in realtà abbiamo vissuto, e anche intensamente, sotto tutti i punti di vista. Il tempo in noi aveva cancellato certi aspetti di vita cittadina, certi personaggi che, grazie a questo libro, ritornano a vivere nei nostri ricordi suscitando tenerezza, con una nostalgica malinconia, e anche un po' di rimpianto." (Alessandro Savelli).
Io c'ero
Dionigio Dionigi
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2017
pagine: 96
Come si può resistere all'attacco delle forze del male? Come si può resistere alla stupida ferocia della guerra, all'insana cattiveria di chi è accecato dall'odio? Un bambino di Cesena ci è riuscito, usando l'antidoto più semplice per combattere il male. Questo antidoto è il bene. Un antidoto che si manifesta nell'abbraccio protettivo dei suoi genitori e dei suoi fratelli, nella solidarietà dei vicini di casa, perfino nella bellezza della campagna di Martorano, magnifico scenario messo a rischio dagli ultimi morsi della seconda guerra mondiale. "Io c'ero" è la piccola, grande storia della famiglia Dionigi nella prima metà degli anni quaranta. Una famiglia costretta a vivere da sfollata in campagna, ma capace di non perdere mai la speranza, la gioia di vivere, la voglia di un futuro migliore. Una storia vista con gli occhi di un bambino che aiuta, oggi come allora, a dare valore alle cose semplici e agli affetti più cari. Perché solo l'amore cambia in meglio il mondo, in tempo di guerra e anche in tempo di pace.













