Il Ponte Vecchio: Memorandum
Io & 1176 chilometri. Da Torino ad Acri a piedi
Antonio Perrellis
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2021
pagine: 80
"Compiere il cammino di Santiago è stata l'idea di Antonio, ma di una Santiago tutta propria, quella che porta da Torino, la città della sua vita attuale, alla nativa Acri, nel cuore della Calabria: 1176 km, un cammino solo suo, tale da appartenergli in un modo più profondo del consueto e con uno scopo ben preciso, aiutare il prossimo, lanciare un messaggio di solidarietà e un invito all'aiuto, scegliendo tre realtà, tutte e tre realmente conosciute: la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candido, la Fondazione Crescere Insieme all'Ospedale Sant'Anna, l'Associazione Piccoli Aviatori dei Falchi di Daffi di Torino. Protagonista del libro, assieme a lui, è la gente che Antonio incontra lungo la strada, quella che saluta, che lo incoraggia, che lo accoglie in casa dandogli un letto e un pasto caldo e chi invece, non avendo un letto in più, è disposto a pagargli un alloggio e un pasto caldo, chi addirittura gli trova un fisioterapista per curare i piccoli infortuni. E poi le persone conosciute per strade, che magari si aggiungono a lui e lo accompagnano negli ultimi chilometri del suo tragitto, sostenendolo e dandogli la forza di continuare, e infine la gente di Acri, che sembra risvegliarsi dal torpore di un paesino della Calabria a 700 mt di altitudine e che per un giorno diventa simbolo di una sfida entrando così di diritto a far parte del progetto dell'autore" [dalla presentazione di Federica Agrimi].
Eppure c'era. L'invisibile amico Rhino. Namibia 2020 4 amici un camper una corsa un fermo. No al bracconaggio
Andrea Pelo Di Giorgio
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2021
pagine: 136
Il libro racconta di un viaggio sportivo solidale affrontato da 4 amici attraverso lo splendido stato Africano della Namibia per consegnare la cifra raccolta mediante crowdfunding per combattere la piaga del bracconaggio. Andrea Pelo di Giorgio, Rosalisa Lapomarda, Marco Marani e Gea Arico hanno condiviso 7 giorni intensi nello spazio stretto di un camper, difficilmente a suo agio nella terra di Namibia. I 4 protagonisti hanno attraverso 300 km a piedi, ed oltre 1000 sul tutt'altro che agevole e abile al ruolo mezzo motorizzato, a diretto contatto con la natura tra emozioni, risate, tensioni e una moltitudine di imprevisti che hanno messo in evidenza la loro capacità di trovare soluzioni, di scegliere la strada giusta davanti all'importante obiettivo e l'incredibile sensazione di pace e benessere nel fondersi con madre natura scoprendo la non necessità di avere chissà che cosa a disposizione per far sì che una vacanza possa, nel presente e a posteriori, esser definita veramente unica.
Chiedetemi cos'era Casal Borsetti
Marcello Vincenzi
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2021
pagine: 152
Quanti segreti può nascondere un giovane e piccolo Paese adagiato tra le dune ed il mare, tra le valli e la pineta , delimitato da due fiumi che riversano narrazioni e ricordi di tanta gente? Piccole storie di donne e uomini che hanno galleggiato sulle valli bonificate e poi sulle macerie della guerra sino ad affrontare il cambiamento del boom economico con la stessa tempra e l'ironia con cui si affronta una partita di "beccaccino". Il tutto riportato con il "passaparola" dei ricordi che arricchisce di romanticismo le gesta dei personaggi e rende fantasiosi e sognanti quei luoghi che si stanno spegnendo e quelle tradizioni ormai perdute. Un luogo magico che sembra dare linfa ai suoi personaggi, riuscendo a liberarli dalle loro catene e renderli, a volte per un solo momento, attori, ballerini, poeti, cantanti, eroi.
Addio Ceausescu. Tre giovani romagnoli alla scoperta e all'avventura oltre la Cortina di Ferro
Maurizio Paganelli, Andrea Riceputi
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2021
pagine: 136
Da questo libro è tratto il film "Est-Dittatura last minute" che Oliver Stone ha definito "Bello, semplice, avvincente". Il viaggio in Romania è il racconto del conoscere strade, villaggi, città, monumenti, ma anche e forse soprattutto è avventura, vissuta con un senso di libertà e assai spesso con il gusto incoercibile del vietato e del proibito, ed è nello stesso tempo incontro con la miseria e l'arretratezza di un paese del cosiddetto socialismo reale: un orizzonte inatteso ed ignoto con il dramma di genti cui regimi totalitari rubano la bellezza, oscurano il desiderio, ammutoliscono la speranza. L'interesse suscitato da questa memoria di giovani all'avventura oltre la Cortina di Ferro consiste nel fatto che il loro viaggio si compie negli stessi giorni in cui un altro tempo giunge alla sua drammatica conclusione, e cioè nei giorni in cui la Romania si solleva contro il dittatore, meglio il Conducator, che ha tenuto il suo Paese nella miseria e nell'inganno per lungo numero d'anni. La fine di Ceausescu è la clausola di questo libro e forse è in grado di suscitare nel lettore una riflessione estrema, tra pena e catarsi: indica che - quando una lunga ininterrotta oppressione di popoli interi non può trovare giustizia - può capitare alla violenza di vestirsi di una qualche luce di giustizia [rc].
La risposta fu Radio Centrale. 1976-2020 dalla clandestinità alle condanne alla libertà d'informazione
Franco Botta
Libro
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2020
pagine: 272
Una piccola grande storia quella di Radio Centrale di Cesena, inserita nel più ampio avvenimento della nascita delle radio locali in Italia negli anni Settanta. Come sono nate, come si sono formate, perché e come sono cresciute non è noto a tutti, ma ognuna rappresenta un pezzo di Italia. Perché la storia non è solo la grande storia, ma è composta di tante realtà a volte sconosciute che hanno contribuito a scrivere quello che oggi diamo per scontato, pezzi di libertà e giustizia. Una cronaca autobiografica che si intreccia con il racconto delle vicende di un gruppo di giovani cesenati a partire dal 1976, quando le radio locali venivano considerate un fenomeno senza futuro. Questa è anche storia di un bambino che ha comprato un sogno, un bambino con un vissuto da condannato a decorato, dalla dinamite e dalle minacce fino alla conquista di un bel gioco.
Io sono io
Cinzia Messina
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2020
pagine: 112
"Io sono io" non potrà né dirsi un romanzo né un saggio. Forse potremmo definirlo un libro di avventure, per quanto nulla abbia a che fare con praterie e foreste, castelli incantati o viaggi nell'infinito. Qui si racconta infatti un'avventura reale e umanissima e se in essa il protagonista è un'eroina, si tratta tuttavia di una persona reale, fatta di carne, di fragilità ed emozioni, il cui campo di battaglia non è l'orizzonte infinito dell'immaginario bensì la vita assunta sia nella quotidianità, sia nei suoi significati assoluti. L'eroina si chiama Greta ed è una giovanissima ragazza transgender la cui storia è raccontata da Cinzia, sua madre, in minute ricostruzioni di giorni e sentimenti, emozioni e progetti. Io sono io è quindi, nello stesso tempo, testimonianza e "diario di viaggio", ricco del sapore agrodolce cui diamo il nome di vita, ma senza mai cedere al pietismo, alle consolazioni o all'autocompiacimento: racconta i fatti, presentandoli addirittura, non di rado, attraverso il filtro dell'ironia.
Castiglione, io e il tempo. Perché non sono una formica?
Luciano Zignani
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2020
pagine: 424
Il libro che Luciano Zignani ci propone è un viaggio nella memoria, fatto di persone, di voci, di caratteri e idee. Vi ha grande spazio un paese, Castiglione, con i pregiudizi, i miti, gli amori che definiscono per sempre il nostro carattere: dagli amici del bar alle strade piene di incontri, quando le persone erano ancora una comunità. Un intero mondo che Zignani ricostruisce tra le malinconie di un tempo perduto e le allegrezze, le ironie e la commedia di una vita intensamente vissuta. Il libro è anche la ricostruzione della storia contemporanea in Italia, in Europa e nel mondo, delineata da un uomo che ha pienamente vissuto anche dall'interno le vicende dell'Italia repubblicana. Ed è naturalmente la rievocazione della vita personale dell'Autore, in un ritratto vivo, che consegna non solo la figura autentica nota a chi lo ha conosciuto, ma anche il molto di più che ne arricchisce il carattere, quello di un uomo di valori antichi che tuttavia anèla alla libertà e a superare i confini di se stesso e della conoscenza: un uomo ricchissimo, ma delle sole cose che valgono, la curiosità intellettuale e la comprensione umana dell'altro. Zignani confessa tuttavia anche la parte di sé solitaria, addirittura egocentrica ed egoista: il suo salvavita dopo aver tutto dato. Specie nel suo rapporto con le donne amate. A proposito delle quali non passerà inosservato che, senza approfondire i rapporti affettivi, ognuna è tuttavia conservata nella memoria con rispetto, tenerezza e affetto, nella persuasione che raccontare un amore è come derubarlo di qualcosa: chi sa, non ha bisogno di leggersi. In una sintesi estrema, potremmo dire che l'ulisside protagonista di questo libro null'altro racconta se non un viaggio di ritorno nel suo passato e nel suo paese senza esserne mai partito.
Eva. Dalla vita dei campi alla Riviera. Storia di una donna tra creatività e coraggio
Barbara Leardini
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2020
pagine: 208
«Eva è stata silenziosa nella mia testa per anni. Il suo ricordo, con il passare del tempo, anziché sbiadire si è fatto più forte, più vivo, fino a divenire talmente reale che, a volte, pensando a lei, mi sembra quasi di percepire gli odori e di rivedere i colori che hanno fatto parte della sua vita e della mia». Così Barbara Leardini, nel bel principio del suo libro: un libro che è insieme epopea - quella che ha segnato il passaggio dalla secolare subordinazione del mondo contadino alla liberazione al riscatto del secondo Novecento - e racconto di una vita, esemplarmente raccontata per la forza degli affetti e dei ricordi che legano la narratrice alla protagonista del libro. In questa trama, Barbara traccia le coordinate di una vita esemplare, quello di una giovane donna che va sposa a un contadino, col quale divide il lavoro nei campi e per il quale guida la costruzione della famiglia e la nascita dei figli: un destino comune a molti, ma aperto ad altro, certamente per virtù di circostanze fortunate, ma soprattutto per l'intelligenza di Eva, per la sua forza d'animo, il coraggio che la sostiene nella conquista del successo nel mondo lontano dalla storia immobile delle campagne di allora. Per questa materia narrativa il racconto si prospetta come storia dei molti processi di liberazione della donna, epopea appunto, tesa alla conquista di quella uguaglianza in cui consiste la dignità della persona.
La voce dell'anima. Gli anni di un dolore senza fine e la via della salvezza
Rita Panzavolta
Libro: Libro rilegato
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2019
«Perché non riesco a trovare nessun medico che mi aiuti a risolvere questo mio problema, questo dolore che mi strazia senza fine e che mi faccia stare meglio?". Questa domanda ha abitato dentro di me di me negli ultimi sei anni, ma grazie alla fede e alla speranza non mi sono mai arresa, ho sempre lottato giorno dopo giorno per trovare una risposta, per dare un nome ad una malattia che mi ha stravolto la vita. Per fortuna, come dice il proverbio, "la speranza è sempre l' ultima a morire": un giorno, sulla mia strada, ho incontrato un medico che ha dato finalmente un nome alla mia malattia e e mi ha riportato alla vita.
Addio Ceausescu. Tre giovani romagnoli alla scoperta e all'avventura oltre la Cortina di Ferro
Maurizio Paganelli, Andrea Riceputi
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2019
pagine: 128
"Il viaggio in Romania è il racconto del conoscere strade, villaggi, città, monumenti, ma anche e forse soprattutto è avventura, vissuta con un senso di libertà e assai spesso con il gusto incoercibile del vietato e del proibito, ed è nello stesso tempo incontro con la miseria e l'arretratezza di un paese del cosiddetto socialismo reale: un orizzonte inatteso ed ignoto con il dramma di genti cui regimi totalitari rubano la bellezza, oscurano il desiderio, ammutoliscono la speranza. L'interesse suscitato da questa memoria di giovani all'avventura oltre la Cortina di Ferro consiste nel fatto che il loro viaggio si compie negli stessi giorni in cui un altro tempo giunge alla sua drammatica conclusione, e cioè nei giorni in cui la Romania si solleva contro il dittatore, meglio il Conducator, che ha tenuto il suo Paese nella miseria e nell'inganno per lungo numero d'anni. La fine di Ceausescu è la clausole di questo libro e forse è in grado di suscitare nel lettore una riflessione estrema, tra pena e catarsi: indica che - quando una lunga ininterrotta oppressione di popoli interi non può trovare giustizia - può capitare alla violenza di vestirsi di una qualche luce di giustizia."
La viola e i gigli della campagna
Rolando Rizzo
Libro
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2019
pagine: 128
Quando Rolando Rizzo, all'età di cinque o sei anni, viene costretto a lasciare il suo paradiso sulle rive del Colognati per vivere a Rossano Calabro, un acrocoro tra la montagna e il mare, incontra nella sofferenza e nella povertà due oasi di gioia: la piccola chiesa avventista di cui amo subito i canti, i giochi e le omelie di un pastore simpatico e coinvolgente. Poi i nuovi amici dei vicoli affollatissimi con i quali scopre per la prima volta il gioco del calcio giocato prima (è subito un portiere agile e spericolato) e poi vissuto sulle figurine colorate che gli regala un amico di suo padre. È attratto subito dal colore viola che, gli dicono, è il colore della Fiorentina, vissuta da subito come la squadra del cuore, l'unico in un gruppo di bambini che si dicono interisti, milanisti e soprattutto juventini. Due sentimenti di appartenenza, certo di statura e livello incomparabili. Lo caratterizzano sin da subito: la fede avventista e il "tifo" per la viola. Spinto da amici racconta questa sua doppia e certo ineguale passione in questo romanzo breve, nel quale la viola è la Fiorentina e i gigli della campagna sono i fiori che Gesù inviata a guardare nella loro bellezza, simbolo della sollecitudine di Dio. Già ancora prima della stampa, piovono le accuse di sacrilegio, ma l'autore, pur dispiaciuto, va avanti e afferma: «Io sono un uomo di fede e racconto il mio dramma esistenziale così come si è svolto nella vita reale, non elaboro ricostruzioni per soddisfare l'ipocrisia bacchettona degli spirituali. Io racconto anche l'incontro con l'effimero vitale che trova i suoi spazi nella vita di tutti gli uomini. E il suo bisogno di essere vissuto in una cornice di ironia, di rispetto e di gioia».
Mi chiamo Iader. Memoria partigiana di Iader Miserocchi
Iader Miserocchi
Libro: Copertina rigida
editore: Il Ponte Vecchio
anno edizione: 2019
pagine: 216
La storia di un comandante partigiano, una pagina di Resistenza passata e ancora presente. Dalle memorie d'infanzia nella Ravenna del ventennio alla ricostruzione materiale e morale del dopoguerra. Un ritratto dell'Italia travolta dalla dittatura e dal conflitto, e riscattata dal movimento popolare di Liberazione. Come in un film d'azione, la vita e la morte si rincorrono dentro la pagina di storia in cui trovano origine i principi della Costituzione e da cui nacque la Repubblica Italiana. Un racconto dettagliato della quotidianità del passato, un resoconto sincero della propria umanità con le sue altezze ma anche i suoi limiti. Ed è forse questa drammatica sincerità all'accettazione dei propri limiti a dare ancora più impulso a quell'azione di cambiamento positivo della realtà attraverso la partecipazione sociale, iniziato per Iader oltre settant'anni fa e non ancora finito. Un esempio di umanità e cittadinanza attiva. Verso un mondo migliore, possibile, e per tutti.

