Arti, cinema e spettacolo
Marisa Albanese. Fuori dal giardino
ALBANESE
Libro: Copertina rigida
editore: Electa
anno edizione: 2021
pagine: 164
Il libro racconta il progetto site specific di Marisa Albanese, una delle più interessanti artiste della scena artistica contemporanea, pensato per Villa Pignatelli a Napoli. L'artista ha collocato tra gli arredi di gusto eclettico della casa-museo napoletana, a Napoli, più di 30 opere nate nel corso dei suoi viaggi ed esposte su strutture appositamente disegnate dall'architetto Giovanni Francesco Frascino. Ogni oggetto esposto è la dichiarazione di stupore dell'artista che cerca di guardare il mondo con occhi sempre nuovi.
Giovanni Klaus Koenig. Un fiorentino nel dibattito nazionale su architettura e design (1924-1989)
Libro: Copertina morbida
editore: Firenze University Press
anno edizione: 2021
pagine: 453
Giovanni Klaus Koenig (1924-1989) è stato architetto, designer di mezzi di trasporto su rotaia, docente universitario, appassionato studioso di treni e di tram, critico dell'architettura contemporanea, storico dell'industrial design, intellettuale impegnato nella soluzione dei problemi della sua città, Firenze. Il tutto in anni nei quali l'attenzione critico-operativa sull'attuale era inusuale, la disciplina del design da fondare, la pratica progettuale in seno alle aziende di materiale rotabile da parte di un architetto insolita. Il testo si propone di ricostruirne la figura a specchio con il contesto cittadino e con quello nazionale sia con l'apporto di quanti l'hanno avuto come interlocutore sia con il contributo di studiosi che hanno approfondito alcuni temi della sua ricerca. L'obiettivo non si limita alla mera ricomposizione di una figura culturalmente incisiva, ma si propone di indicare allo studioso di oggi ambiti da approfondire, le 'scie fosforescenti' che ci ha lasciato in eredità.
Genovesino e le carte stampate. Derivazioni dalle incisioni nella pittura italiana del Seicento
Francesco Ceretti
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 140
Dando seguito agli studi promossi nelle recenti mostre monografiche di Cremona (Museo Civico "Ala Ponzone", 6 ottobre 2017 — 6 gennaio 2018) e Piacenza (Palazzo Galli, 4 marzo — 10 giugno 2018), questo volume intende approfondire il particolare rapporto che lega Luigi Miradori, il Genovesino, alle "carte stampate", ossia a quell'infinito repertorio di stampe nordiche e mediterranee dalle quali l'artista trasse costanti modelli da riversare con estro e disinvoltura all'interno del suo catalogo. Criteri, ragioni e modalità alla base di quella che si può a tutti gli effetti definire una Miradoriana methodus, diventano oggetto di un'indagine sistematica, che prende le mosse proprio dal vivace contesto genovese, luogo della prima e ancora oscura formazione di Genovesino. Un simile massiccio ricorso ai modelli incisi offre il destro per una serie di riflessioni affatto scontate sulle pratiche operative e di bottega dei pittori, non solo per quanto riguarda il caso specifico del Miradori. L'occasione è peraltro propizia per presentare due altri quadri inediti dell'artista, la cui genesi iconografica risale puntualmente ad altrettante celebri incisioni. Si tratta di una Circoncisione, riemersa sul mercato antiquario genovese, e di un Martirio di San Bartolomeo, transitato quasi trent'anni or sono a Vienna con un errato riferimento a Francesco Cairo; dipinti da porre agli estremi opposti della produzione del Miradori, che forniscono un ulteriore prezioso riscontro del ruolo decisivo giocato dalle stampe nell'officina creativa di Genovesino. Il volume prosegue abbandonando il panorama cremonese per ampliare il raggio della ricerca verso i diversi centri artistici italiani e fornire un primo sguardo d'insieme sull'impiego di prototipi a stampa nella pittura del Seicento. Ciò che emerge è per certi aspetti sorprendente: dalla Terraferma veneta al Ducato milanese, dai territori emiliani al Granducato di Toscana, dall'area centroitaliana, marchigiana e romana, al Regno di Napoli, l'utilizzo e lo studio delle fonti incisorie costituisce una pratica ampiamente diffusa e documentata, coinvolgendo indistintamente importanti maestri del realismo e affermati protagonisti del classicismo e del barocco.
Studi sulla pittura toscana
Everett Fahy
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2021
pagine: 988
«È una storia, quella fra Federico Zeri ed Everett Fahy, di stima reciproca, condivisione di metodo e ricerche, nonché amicizia vera che incomincia da lontano. I due studiosi stessi, in occasioni diverse, la raccontano. Per primo Zeri, nella sua autobiografia del 1995, ricorda quando nel 1963 fu invitato alla Harvard University di Cambridge, Massachusetts, in qualità di visiting professor: «un'esperienza straordinaria» durante la quale ebbe modo di incontrare «giovani intellettuali di grande apertura, come Everett Fahy». Quindi Fahy, nell'articolo che dedicò a Zeri sul «Giornale dell'arte» in occasione del decennale della morte (5 ottobre 1998) rinnova quel ricordo, ancora vivido nella sua mente, arricchito di altri dettagli, in particolare le sue visite, durante i soggiorni italiani, dapprima nell'appartamento romano di via Giovanni Severano e quindi nella villa di Mentana. Dato il riserbo dei due protagonisti, non c'è altro di detto. Ma la riconoscenza e il debito intellettuale nei confronti di Zeri si leggono nella dedica «For Federico — a modest effort that owes lots to you, Everett, 17 March 76» apposta sul volume Some Followers of Domenico Ghirlandajo regalato allo studioso italiano, eletto suo maestro, e tuttora conservato nella biblioteca della nostra Fondazione. La profondità del loro legame intellettuale è confermata anche dai frequenti rimandi reciproci che si trovano nei rispettivi studi scientifici. È la storia di un rapporto che la morte di Zeri non interrompe del tutto, ma che Fahy tiene vivo coltivando il suo ricordo e onorando la sua eredità: la fototeca e la biblioteca legate dal grande studioso all'Università di Bologna. Fahy è infatti presente nel comitato scientifico della Fondazione Zeri già all'atto della sua costituzione e l'autorevolezza del suo nome vale come garanzia del successo di un'impresa che in quegli anni non era scontato. Visita poi, nell'autunno 2003, la Fondazione appena istituita, quando aveva sede provvisoria in un grande stanzone nel sottotetto di villa Guastavillani, sui colli bolognesi. Di quell'incontro ricordiamo bene l'attenzione e l'interesse per l'attività di catalogazione appena intrapresa delle foto di Zeri. Non è stata l'unica venuta a Bologna, perché la sua presenza elegante si è imposta, pur senza la sua partecipazione diretta ai lavori, in occasione della giornata di studio promossa dalla Fondazione a dieci anni dalla scomparsa di Zeri. Ultimo atto di questa amicizia e di questo sodalizio intellettuale, il più significativo, forte e toccante, almeno per noi: la notizia che avrebbe donato la sua fototeca alla Fondazione. Tale proposito si è realizzato nella primavera del 2017 con l'arrivo nella nostra sede definitiva, nel convento di Santa Cristina, del suo straordinario archivio: oltre 40.000 fotografie, a cui si La Fondazione Federico Zeri desidera esprimere il suo più vivo ringraziamento a quanti hanno contribuito alla pubblicazione di questi due volumi...» (Dalla Presentazione di Andrea Bacchi e Elisabetta Sambo)
Punto, linea, superficie. Contributo all'analisi degli elementi pittorici
Vasilij Kandinskij
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 220
"È come un pezzo di ghiaccio entro cui brucia una fiamma" scriveva Kandinsky in una lettera del 1925, alludendo alla sua pittura. Ma lo stesso si potrebbe dire del libro che egli avrebbe pubblicato pochi mesi dopo, "Punto, linea, superficie", testo capitale e rinnovatore per la teoria dell'arte e non solo per essa. Fra tutti i grandi pittori del '900 Kandinsky è quello che forse più di ogni altro ha sentito l'esigenza di dare una formulazione teorica ai risultati delle proprie ricerche e di allargarne il significato toccando tutti i piani dell'esistenza. Già nel 1910, quando appena cominciava ad aprirsi la strada alla terra incognita dell'astratto, Kandinsky aveva scritto "Über das Geistige in der Kunst", altro testo di grande risonanza, proclama mistico più che saggio di estetica, appello a un rivolgimento radicale della vita oltre che al rinnovamento dell'arte. "Punto, linea, superficie" si presenta come un'opera più fredda e tecnica, ma in realtà è l'espressione più articolata, matura e sorprendente del pensiero di Kandinsky. Alla base del libro sono i corsi che Kandinsky teneva dal 1922 al Bauhaus. In essi egli mirava soprattutto a individuare la natura e le proprietà degli elementi fondamentali della forma, perciò innanzitutto del punto, della linea e della superficie. Con estremo radicalismo Kandinsky dichiarava allora di voler fondare una scienza dell'arte: nel corso ulteriore delle ricerche i problemi avrebbero dovuto esser risolti matematicamente, e su questa strada si sarebbe mossa tutta l'arte futura. Per questo suo assunto e per le scoperte che per la prima volta vi sono esposte, "Punto, linea, superficie" ebbe un'influenza determinante in diversi campi, basti pensare alla grafica. Ma ciò che oggi colpisce nel libro è innanzitutto l'abbozzo di una metafisica della forma, ben più che il progetto di una scienza esatta.
Teatro e società: il caso dello stabile di Bolzano
Ilaria Riccioni
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2021
pagine: 212
Il teatro è al centro di una relazione complessa tra dimensione sociale, culturale e politica di una comunità: è al tempo stesso luogo di manifestazione artistica, resistenza sociale e istituzione culturale. Oltre a essere un evento “dal vivo”, che richiede e richiama la presenza dell’altro, è anche un evento che costituisce e compatta la compresenza degli individui in “corpo collettivo”. Il volume è frutto di una ricerca sociologica sul teatro che presenta due finalità: interpretare e comprendere l’impatto sociale di quest’arte dinamica nell’immaginario collettivo e analizzare il dialogo dell’istituzione culturale con i poteri locali e le attese del pubblico. Nel caso specifico dello Stabile di Bolzano, che si muove in un territorio di minoranza linguistica straordinariamente complesso, le specifiche esigenze territoriali hanno contribuito al consolidamento di questa istituzione agendo da stimolo potente per la realizzazione di aperture artistiche di grande respiro sia nazionale sia internazionale, a conferma che l’arte non ha confini.
Il cinema che ho visto. Frammenti di un’autobiografia
Gian Piero Brunetta
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2021
pagine: 232
Il cinema visto, rivisto e non visto lungo una vita; il cinema vissuto, amato, studiato; il cinema scoperto, il cinema ritrovato, il pre-cinema e il processo di formazione di una lingua comune delle immagini, lo spettatore e le nuove modalità di visione… ma soprattutto il cinema come luogo dentro cui ha abitato fisicamente, culturalmente ed emotivamente una parte importante della nostra vita. Gian Piero Brunetta ripercorre le tappe del suo rapporto con la settima arte attraverso nove itinerari che hanno contribuito a formare la sua attività di ricercatore e studioso, e segnato il suo immaginario di spettatore.
Che cos'è la narrazione cinematografica
Andrea Bellavita, Andrea Bernardelli
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2021
pagine: 127
Che cosa rende così affascinante e coinvolgente il racconto di un film? Che cosa lo distingue dalle forme narrative più classiche, a partire dalla letteratura? Ennio Flaiano ha detto: «Il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile». Ma è realmente così? Il volume intende spiegare invece come la narrazione cinematografica “muove” lo spettatore. Per farlo, analizza le fasi del racconto, dalla scrittura alla realizzazione e montaggio; le strutture narrative di base; i cambiamenti storici, dal cinema delle origini a quello postmoderno e contemporaneo e le caratteristiche dei principali generi.
Due parole sulla musica. Noi e il lessico musicale
Marina Toffetti
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2021
pagine: 156
La musica ci parla, è perfettamente in grado di rivolgersi a ciascuno di noi. Eppure alle volte avvertiamo un certo disagio, non solo perché non sappiamo leggere le note, ma perché siamo noi a non saper parlare di musica. Per superare l’impasse, il libro propone una riflessione sul significato e sulla storia di alcuni termini musicali. Tono, armonia, accordo, consonanza, pulsazione: parole a volte antichissime, che descrivono elementi della musica e nel contempo concetti filosofici, stati emotivi e disposizioni dell’animo. Di queste parole che ci appartengono e che usiamo ogni giorno, il libro spiega i significati musicali in maniera chiara e accessibile. Lasciandoci guidare nel percorso, potremo meglio comprendere la musica che ascoltiamo e dare finalmente un nome a fenomeni musicali che ci suonano familiari, ma che non sappiamo esprimere in maniera efficace.
Modigliani, l’amore & Paris
Patrice Avella
Libro: Libro in brossura
editore: Il Foglio Letterario Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 300
Una passeggiata romantica di Paris e Livorno dove ha vissuto Modigliani. Storia dell’Arte, certo, ma soprattutto la biografia delle donne ispiratrici e muse del mitico artista toscano, che hanno frequentato con Amedeo i quartieri della “Ville Lumière” e dove hanno apprezzato la gastronomia delle tradizionali Brasseries di Montparnasse.
Suonala ancora, Sam. Le più belle battute del grande cinema
Roberto Casalini
Libro: Copertina morbida
editore: Bompiani
anno edizione: 2021
pagine: 648
Tra le note di un brano ormai famosissimo, una splendida Ingrid Bergman sussurra al pianista di Casablanca: "Suona la nostra canzone, Sam, come a quel tempo...". E dal set di Harry ti presento Sally le fa eco una simpatica Meg Ryan: "Io non vorrei mai passare il resto della mia vita a Casablanca, sposata a uno che gestisce un bar. Ti sembrerò una snob, ma è così." Dalla nascita del cinema sonoro, sono migliaia le battute che hanno fatto epoca, risuonate per la prima volta in una magica sala buia ma diventate proverbiali ed entrate a far parte dei modi di dire di tutti i giorni. Questo volume, che esce oggi in una nuova edizione riveduta e ampiamente arricchita, raccoglie le migliori battute da oltre 1500 film, ordinandole per temi o argomenti, come in un grande dizionario delle citazioni più fulminanti, più celebri, più divertenti.
L'osteria del palco. Storie gastromusicali di musicisti on the road
Francesca Amodio
Libro: Copertina morbida
editore: Polaris
anno edizione: 2021
pagine: 152
"L'Osteria del palco" è una raccolta di 25 interviste che celebrano i 25 anni del M.E.I. - Meeting Etichette Indipendenti -, lo storico festival di Faenza ideato da Giordano Sangiorgi che ogni anno riunisce le più importanti produzioni discografiche indipendenti ed emergenti d'Italia. Sulla scia degli ideali di libertà e indipendenza, nella musica così come nella vita, 25 musicisti hanno raccontato la loro idea di arte, di musica, di cibo e di viaggio attraverso racconti sinceri, liberi e senza filtri, in cui la distanza fra persona e personaggio si è ridotta fino a scomparire, spesso in un buon calice di rosso. Prefazione di Omar Pedrini.

