Letteratura teatrale
Tito Andronico. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2020
pagine: 288
Il generale Tito ha sconfitto in battaglia i goti e portato con sé a Roma come prigioniera la regina Tamora con i figli. Per onorare la memoria dei suoi uomini ha offerto in sacrificio il maggiore dei tre, Alarbo, scatenando l'odio implacabile della sovrana. Trascinati in una spirale di sangue e vendette, i due protagonisti si sfidano in una gara di ferocia e sadismo fino al macabro banchetto finale. Nella sua prima tragedia, pubblicata nel 1594, Shakespeare attinge alle fonti classiche - l'efferatezza del Tieste senecano, la sensualità della favola ovidiana di Procne e Filomela - per mettere in scena la lotta tra romani e barbari, rappresentata non come scontro di culture o di valori, bensì come conflitto tribale. Il Tito Andronico è dramma di passioni ancestrali, di ritualità primitive, di vincoli di stirpe sordi a ogni legge morale, efficacemente costruito su una suspense dell'orrore di forte risonanza simbolica e di grande impatto scenico: un'opera, come ha osservato il regista Peter Brook, inaspettatamente vicina alla sensibilità novecentesca del «teatro della crudeltà». Introduzione di Nemi D'Agostino. Prefazione, traduzione e note di Alessandro Serpieri.
Coriolano. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2020
pagine: 400
"Coriolano" (1608) è l'ultima tragedia di Shakespeare, prima della stagione dei romances. Protagonista di questo dramma di passioni politiche e conflitti etici è Caio Marzio, il condottiero romano distintosi per valore militare nella guerra contro i Volsci, ma poi costretto all'esilio dall'ostilità della plebe. Dopo aver trovato rifugio presso i nemici, li convince ad affidargli una spedizione contro Roma per vendicarsi del suo popolo, ma infine risparmia la città cedendo alle suppliche della madre e della consorte, e in tal modo decreta la propria condanna a morte perché agli occhi dei Volsci è solo un traditore. Coriolano è uomo di abissali antinomie: salvezza e rovina di Roma, è insieme leale e infedele; è una macchina da guerra ma ha il fascino e il candore di chi non sa mentire e non sa mediare. In lui la virtù è sempre la faccia di una medaglia il cui rovescio è un vizio: la sua nobiltà d'animo ha un risvolto ignobile che si chiama superbia, orgoglio, arroganza. «Autore di sé stesso», come lo definisce Shakespeare, è a un tempo artefice della propria grandezza e causa della propria perdizione, è l'eroe solitario e tragico in cui destino e carattere coincidono. Introduzione e traduzione di Nemi D'Agostino.
Johan Padan a la descoverta de le Americhe
Dario Fo
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2020
pagine: 192
«È la storia della scoperta dell'America, vista non dal castello di prua, ma da sottocoperta, cioè da un disperato, un poveraccio, un pendaglio da forca.» Johan Padan è uno Zanni, un Ruzzante, un Arlecchino proiettato suo malgrado da Bergamo nelle Indie, su una nave di Colombo. A forza di far ridere, riesce a rovesciare il mondo. E anziché esser divorato dai cannibali, li guida ad appropriarsi del cavallo e della polvere da sparo. Così potranno "scoprire" l'America da soli, alla faccia dei conquistadores.
Una donna senza importanza
Oscar Wilde
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Clandestine
anno edizione: 2020
pagine: 108
In questa commedia originale e colma di ironia Oscar Wilde mette in scena la società inglese, mostrandola in tutta la sua anima frivola e corrotta, attraverso personaggi quali il libertino Lord Illingworth, del tutto privo di valori etici, la signora Allonby, cinica e civettuola, la pacata Lady Stutfield, sempre pronta a dare ragione a chiunque perché incapace di formarsi un'opinione propria e molti altri. In questa cerchia, si inseriscono, creando un apprezzabile contrasto, la signorina Hester, giovane e passionale americana e Gerald Arbuthnot, ingenuo e ambizioso pupillo della padrona di casa, Lady Hunstanton. Quando Lord Illingworth decide di assumere come segretario personale il giovane Gerald, questi invita la madre a incontrare il suo nuovo mentore, ma un solo sguardo basta alla donna per riconoscere in quegli l'uomo che, anni prima, l'aveva sedotta e abbandonata e che altri non è se non il vero padre di Gerald. Potrà mai la signora Arbuthnot accettare che Gerald parta al seguito di un uomo che per lei ha rappresentato la rovina e che, con le sue idee, potrebbe arrivare a corrompere l'animo integro di quel figlio tanto amato?
Vera o i nichilisti
Oscar Wilde
Libro: Copertina morbida
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2020
pagine: 192
"Vera, or the Nihilists" è il primissimo scritto per il teatro di Oscar Wilde. L'eroina principale, Vera, unitasi ai Nichilisti, ha in animo di sovvertire l'ordine monarchico russo dopo aver assistito alla deportazione in Siberia del fratello che apparteneva al gruppo di sabotatori rivoluzionari. La sua ambizione è tra le più grandiose: assassinare lo zar. L'ambientazione del play è la Russia di fine Settecento ma in controluce si legge l'Irlanda e il suo rapporto con l'oppressore coloniale, l'Impero britannico. La storia prende spunto dal tentato omicidio, da parte di Vera Ivanovna Zasulich, del governatore di San Pietroburgo Fëdor Trepov, nel 1878. Trepov si era reso famoso per la brutale repressione dei polacchi durante le rivolte del 1830 e poi nel 1863, e Vera aveva deciso di agire in seguito alla fustigazione di un prigioniero politico che da lui era stata decisa. Nel ricamare sull'episodio, Wilde modifica alcuni nomi e luoghi in questione, anche per evitare di incorrere in possibili censure, e nonostante l'evidente difficoltà di poter mai produrre in Inghilterra un play che avesse a che fare con i Romanov, dati i rapporti stretti tra la monarchia inglese e lo zar, non abbandonò presto le speranze di vederlo prodotto a teatro. Debuttò senza troppo successo a New York nel 1883. Apparentemente lontano per spirito dalle commedie successive di Wilde, tutte improntate alla brillante critica sociale delle classi alte della società inglese, è proprio qui che il drammaturgo punta di più sulla cultura del suo paese d'origine, l'Irlanda, e spiana la strada per il fondamentale saggio L'anima dell'uomo sotto il socialismo e per le istanze di libertà che animano le sue fiabe.
Follia in scena
Francesco Concolino
Libro: Libro in brossura
editore: Santelli
anno edizione: 2020
pagine: 175
Quattro testi teatrali: un testo contro la violenza sulle donne e tre commedie "folli" intrise da un estro poetico. Le quattro opere teatrali apparentemente scollegate tra di loro sono legate, in realtà, dall'incomunicabilità umana. Tra incomprensioni, paure e assurdità invitano a riflettere su quei nostri comportamenti che inevitabilmente condizionano spesso la nostra quotidianità. L'opera ci permette di osservare personaggi in cui ognuno di noi può cogliere una parte di sé. Prefazione di Gianvito Casadonte.
Blister
Stefano Dell'Accio
Libro: Libro in brossura
editore: Miraggi Edizioni
anno edizione: 2020
pagine: 96
"Blister" è uno spettacolo in pillole, confezionato per far divertire e pensare allo stesso tempo, è una serata di monologhi e canzoni e letture di testamenti che parlano di noi tutti, del nostro vivere e del nostro stare al mondo. "Blister" è uno spettacolo curativo, liberatorio, una sorta di tonico del buon umore, dove la risata non è rubata al pubblico, ma conquistata con attenzione. Ogni pillola affronta un tema, ogni testo viene recitato con lo scopo preciso di prendersi delle responsabilità.
Menecmi. Testo latino a fronte
T. Maccio Plauto
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2020
pagine: LXXXV-149
Due fratelli gemelli, una moglie ricca e una giovane amante, un servo fedele e un parassita inaffidabile, un banchetto segreto e un mantello rubato: sono questi gli ingredienti che danno vita alla commedia dei Menaechmi, che si struttura attorno allo schema dell'equivoco. I due Menecmi del titolo, identici per uno strano gioco del destino perfino nel nome, sono sulla scena – quasi paradossalmente – l'uno ignaro dell'altro e, in tal modo, generano confusione tra i vari personaggi della pièce, alimentando, con malintesi e ambiguità, una divertente serie di gag in una straordinaria comedy of errors.
Il misantropo-L'arbitrato. Testo greco a fronte
Menandro
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2020
pagine: 264
"Il misantropo" è l'unica commedia di Menandro che ci sia pervenuta pressoché completa (a parte piccole lacune) di tutta la cosiddetta Commedia Nuova dell'antica Grecia. Fu presentata per la prima volta nelle festività delle Lenee nel 317 a.C. e valse a Menandro il primo premio. Il titola dell'opera allude al brutto carattere del protagonista Cnemone. La commedia è messa in moto dal dio Pan, che fa innamorare Sostrato, un ricco ed elegante giovane di città di una ragazza di campagna, figlia di un vecchio misantropo, Cnemone, un contadino che vive in casa con la sua unica figlia e una serva. Della commedia "L'arbitrato" restano ampi frammenti, da cui è possibile dedurre la trama. Il pastore Davo, che il giorno precedente aveva trovato un neonato, si fa convincere dal carbonaio Sirisco ad affidargli il pargolo, ma trattiene per sé i suoi effetti personali. Sirisco li reclama per il trovatello. Per dirimere la controversia, i due stabiliscono di rivolgersi a un arbitro, scegliendo casualmente il vecchio Smicrine. Questi è in realtà, senza saperlo, nonno del piccolo, in quanto sua figlia Panfile, poco prima di sposarsi, era stata violentata da uno sconosciuto.
'Nu turco napulitano e altre commedie
Eduardo Scarpetta
Libro: Copertina morbida
editore: 2M
anno edizione: 2020
pagine: 212
"'Nu Turco napulitano" è una delle commedie più famose di Eduardo Scarpetta: scritta nel 1888, dopo innumerevoli repliche che la resero quasi un classico, fu trasposta per il cinema nel 1953, per la regia di Mario Mattoli, con l'immortale Totò nei panni del protagonista, Felice Sciosciammocca. Anche gli altri testi teatrali qui raccolti ebbero delle riduzioni cinematografiche: "La nutriccia" (la commedia è del 1882, il film del 1914); "Il medico dei pazzi" (la commedia è del 1908, il film del 1954, regia di Mattoli, con Totò), "Il non plus ultra della disperazione" (commedia del 1880, da cui fu tratto nel 1914 il film Un antico caffè napoletano). Completa il volume la commedia "Tetillo", tratta da un'opera del drammaturgo Hennequin.
La commedia degli errori. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Copertina morbida
editore: Sagoma
anno edizione: 2020
pagine: 224
I motivi per leggere questo libro: Perché è una delle prime commedie di Shakespeare. Perché è la sua commedia più farsesca. Perché è un fulgido esempio di comicità "slapstick". Perché la sua efficacia è tale da essere stata adattata per l'opera, il cinema, il teatro, la TV e il musical. Perché il meccanismo comico del doppio, qui elevato all'ennesima potenza, fa ridere da sempre, da Plauto a Cattivissimo Me.
La gomena. Testo latino a fronte
T. Maccio Plauto
Libro: Libro in brossura
editore: Marietti 1820
anno edizione: 2020
pagine: 304
In virtù della loro arguzia o per i tipi comici che consegnano alla storia del teatro, alcune commedie di Plauto hanno beneficiato nel corso dei secoli di ampio successo e di frequenti messe in scena. È il caso del Miles gloriosus, con il personaggio del soldato vanaglorioso, o dell’Aulularia, con il tipo del vecchio avaro, che ha fornito fertile materia all’immaginazione teatrale di Molière ed è diventato uno stereotipo fecondo anche per il cinema e i fumetti. In questo contesto, una commedia come il Rudens (La gomena) occupa un ruolo del tutto particolare: scritta tra la fine del III e l’inizio del II secolo a.C., è una delle opere più innovative dell’epoca perché non è ambientata in una città, ma interamente su una spiaggia del Nord Africa, e si regge su un tema cui la sensibilità moderna riserva grande attenzione: la giustizia retributiva. Plauto presenta una vicenda in cui l’elemento femminile, tradizionalmente debole e sottoposto ad abusi e angherie, risulta decisamente centrale, a partire dalle protagoniste, doppiamente emarginate in quanto donne e in quanto schiave.

