Letteratura teatrale
Otello
William Shakespeare
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 272
Incalzante e senza respiro, “Otello” è forse la tragedia più intensa di Shakespeare. E certo, per ricchezza e varietà del linguaggio, acume psicologico e inventiva scenica, è il suo dramma più profondamente umano nella trattazione del bene e del male. E proprio dal conflitto tra bene e male, tra forza e insicurezza insito in ogni uomo nasce la tragedia di Otello. Generale della Repubblica di Venezia e invidiato marito della bella Desdemona, il moro Otello è nobile, valoroso, ammirato. Ma soffre anche di un irrisolto senso d’inferiorità sul quale fa leva il perfido Iago, la più grande e atroce figura di “cattivo” della storia del teatro, che lo fa cadere fra le spire della gelosia, “il mostro dagli occhi verdi che irride al cibo di cui si nutre”, in cui si dissolve il sogno di felicità e di pace del Moro.
Fedra
Jean Racine
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 192
Fedra, scomparso durante un viaggio il marito Teseo, confessa il suo amore al figliastro Ippolito, ma questo indignato la rifiuta. Teseo torna sorprendentemente incolume e scaccia, maledicendolo, il figlio Ippolito, accusato di aver cercato di sedurre Fedra. La matrigna, per gelosia nei confronti di Ariccia, amata da Ippolito, non scagiona il figliastro. Quando Teseo scopre l'innocenza del figlio, prega Poseidone di non tener conto della maledizione da lui invocata, ma è troppo tardi: i cavalli di Ippolito, atterriti da un mostro marino, lo hanno travolto e ucciso. Fedra, sconvolta, confessa al marito la verità e si uccide.
Manfred. Testo inglese a fronte
George G. Byron
Libro
editore: Guanda
anno edizione: 1984
pagine: 132
I misteri. I santi innocenti. La seconda virtù. Giovanna d'Arco
Charles Péguy
Libro
editore: Jaca Book
anno edizione: 1984
pagine: 424
Teatro: Il desiderio preso per la coda-Le quattro bambine. Testo francese a fronte
Pablo Picasso
Libro: Libro in brossura
editore: Ubulibri
anno edizione: 1984
pagine: XV-125
"Queste due pièce teatrali degli anni '40 appaiono assai importanti, rivelandoci un Picasso litteratissimo, perfino eccedente nel gusto di una ricerca verbale sofisticata, autofondata, e nostalgicamente rivolta a celebrare il passato, le avanguardie ruggenti tra fine Ottocento e primi del Novecento. Le due pièce si dividono saggiamente le parti: la prima in ordine di tempo, "II desiderio preso per la coda", è un devoto omaggio dedicato, mezzo secolo dopo, a Ubu e alle sue stilizzazioni tenute su una ostentata chiave grottesca, mentre il successivo "Le quattro bambine" si distende negli spazi eterei di delicati bestiari e erbari, quali trovano posto solo in giardini incantati, dove non si tratta quasi mai di porsi dei fini descrittivi, ma piuttosto di affidarsi al demone associazionistico e di celebrare tanti accostamenti folli e strampalati tra fiori, insetti, astri, accidenti metereologici, al seguito più che altro dei suggerimenti molto concreti provenienti dal suono delle parole. Si tratta, in sostanza, di un enorme ed esteso 'cadavre exquis', attento però a gettare nella fornace materiali lessicali tutti perlopiù di provenienza alta e nobile, stilizzata e rarefatta, in modo che appunto ne risulti un incantato balletto verbale." (dall'introduzione di Renato Barilli)

