Ombre Corte: Cartografie
Geometria dello spazio sociale. Pierre Bourdieu e la filosofia
Pierre Macherey
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2014
pagine: 118
Pierre Macherey, filosofo francese tra i più importanti dell'attuale scena culturale, in questo libro pensato per il pubblico italiano ci presenta un'interpretazione "d'autore" della sociologia di Pierre Bourdieu. Al centro della sua analisi Macherey pone il rapporto conflittuale, ambivalente e mai del tutto risolto, che il sociologo ha sempre avuto con la filosofia, a cui deve del resto la propria formazione. A testimoniarlo, la sua passione per Blaise Pascal, figura per eccellenza dell'eterodossia, dal quale Bourdieu impara a diffidare delle vane illusioni create dai filosofi e a mettersi alla ricerca di quella "ragione degli effetti" che guida inconsciamente le azioni apparentemente più bizzarre degli agenti sociali. Dagli studi etnologici a quelli sul sistema educativo, dal concetto di pratica a quello di ragione scolastica, Macherey valorizza sempre la dimensione politica del dispositivo sociologico di Bourdieu, la sua volontà di svelare i meccanismi di dominazione che si annidano anche nelle pratiche sociali più banali e quotidiane.
Le ragioni del reddito di esistenza universale
Giacomo Pisani
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2014
pagine: 91
Il reddito di esistenza universale, liberando l'individuo dal ricatto della povertà e riconoscendo la dignità della persona al di fuori dal mercato, costituisce uno strumento di emancipazione degli individui, ponendoli nella condizione di poter decidere e progettare la propria esistenza. Lungi dunque dal poterlo considerare come una sorta di ammortizzatore sociale (come alcuni ritengono), esso costituisce piuttosto uno strumento che favorisce la possibilità di opporsi a un ordine sociale fondato sulla "razionalità" del mercato. Permette di riformulare lo stato sociale non più secondo la centralità del lavoro, considerato come l'unica, prevalente o normale condizione di vita su cui ancora si fondano le misure di welfare rivolte agli individui. Nella battaglia per il reddito di esistenza Pisani individua inoltre una sorta di grimaldello con il quale scardinare alcune categorie della moderna teoria sociale del diritto, per aprirla a una dialettica del riconoscimento che assuma il diritto come continuamente esposto ai rapporti sociali. Ma in che modo e con quali strumenti la politica e la pratica del diritto possono contrastare la logica economica e assumere i bisogni degli individui reali dando loro cittadinanza nella progettazione di una nuova società? Prefazione di Luigi Pannarale.
Che fine hanno fatto gli intellettuali? Conversazione con Régis Meyran
Enzo Traverso
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2014
pagine: 103
Per tutto il Novecento, l'intellettuale è stato un guastafeste, un'intelligenza critica che affermava la verità contro il potere. Zola, Orwell, Arendt, Sartre e Pasolini, per indicarne solo alcuni, l'hanno incarnato in momenti diversi. Oggi questa parola ha perduto la sua aura e designa soprattutto i personaggi che invadono i nostri schermi televisivi. Secondo Enzo Traverso, questa eclissi ha diverse ragioni: la fine delle utopie del Novecento, la svolta conservatrice degli anni Ottanta, la mercificazione della cultura, le disillusioni di una generazione. In un mondo "post-ideologico" in cui la politica si nutre sempre meno di idee, l'intellettuale è stato sostituito dall'"esperto" al servizio dei potenti e dallo specialista della comunicazione. I movimenti sociali sono rimasti orfani. In questo nuovo paesaggio, il pensiero dissidente non è però scomparso. Enzo Traverso coglie i segni che annunciano una nuova articolazione tra produzione del sapere, critica del potere e impegno politico. Un bilancio e un auspicio per reinventare l'intellettuale del nostro secolo. Prefazione di Régis Meyeran.
Metamorfosi e potere. Il conflitto vitale tra Canetti e Adorno
Fabrizio Denunzio
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2013
pagine: 142
Nel marzo del 1962, Theodor W. Adorno, filosofo e sociologo tra i più importanti della Germania del secondo dopoguerra, intervista alla radio Elias Canetti, futuro premio Nobel per la letteratura, sui temi principali del suo trattato socio-antropologico "Massa e potere", pubblicato nel 1960. Quella che in apparenza potrebbe presentarsi come una pacifica trasmissione informativa su di una novità editoriale, in realtà nasconde un vero e proprio conflitto tra i due protagonisti sul significato da attribuire a fenomeni e concetti, così determinanti per il destino del XX secolo, quali "massa" e "potere". A svolgere un ruolo decisivo sulle sorti del confronto sono le performance di Adorno e Canetti. Nei loro comportamenti radiofonici, in effetti, si trovano coinvolti paradigmi sociologici, modelli di lavoro astratto, funzioni e usi dei media. La radio e il suo linguaggio, così, se da un lato diventano l'arena dello scontro, dall'altro finiscono col rappresentarne la reale posta in gioco, a dimostrazione che, nelle società a capitalismo avanzato, le lotte politiche si vincono solo sapendo comandare sui mezzi di comunicazione di massa. Una lotta per il potere che Adorno conosceva molto bene e che Canetti imparerà a sue spese. Di questa intervista, di cui si ripropone la trascrizione integrale, il lavoro di Denunzio intende dunque restituirne la natura comunicativa.
Chiedere l'impossibile
Slavoj Žižek
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2013
pagine: 138
Costruito su una serie di interviste, il volume presenta uno Zizek incontenibile nell'interpretare temi come le insorgenze arabe, la crisi finanziaria globale, il populismo in America Latina, l'ascesa della Cina, perfino l'enigma della Corea del Nord. Zizek stupisce il lettore con le sue analisi sui film di Hollywood, sulla situazione venezuelana, sui romanzi polizieschi svedesi e su molto altro. Ovunque cada la conversazione, il suo pensiero illumina orizzonti imprevisti. Analizzando i problemi del presente, Zizek esplora le possibilità della trasformazione. Per quale società vale la pena di lottare? Perché è difficile immaginare soluzioni politiche e sociali alternative? Quali sono le basi della speranza? In questa epoca turbolenta, uno dei nostri doveri centrali, sostiene Zizek, è avere il coraggio di porre le questioni fondamentali: dobbiamo riflettere e teorizzare in forma nuova, per essere sempre pronti a ripensare e ridefinire i limiti del possibile. Queste conversazioni offrono un'introduzione affascinante e accessibile a uno dei più noti filosofi del nostro tempo.
La forza del vero. Un seminario sui corsi di Michel Foucault al Collège de France (1981-1984)
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2013
pagine: 179
L'ultima fase della ricerca teorica e filosofica di Michel Foucault inaugura un cantiere "greco" e tardoantico. L'archivio di testi sui quali egli lavora è fatto di scritture filosofiche maggiori (Platone, Aristotele, la tragedia) e solo apparentemente minori (gli stoici,i cinici). Per molti dei suoi interlocutori di allora, questa scelta apparve un ripiego o un fallimento: l'elaborazione della sconfitta politica del progetto complessivo di Foucault. Questi "Corsi", la cui edizione è tutt'ora in corso, vanno invece valutati per quello che sono: il più avanzato laboratorio di una ricerca teorica e politica che - nelle parole dello stesso Foucault - non ha mai avuto ad oggetto il potere, quanto piuttosto i dispositivi di produzione della soggettività.
Monadologia e sociologia
Gabriel Tarde
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2013
pagine: 166
Gabriel Tarde, sociologo e magistrato, è autore difficilmente classificabile. La novità e l'originalità della sua teoria sociologica possono essere pienamente colte solo all'interno di una corrente di pensiero che da Leibniz, Nietzsche e Bergson, per arrivare a Simondon e Deleuze, definisce un "nuovo naturalismo", un materialismo dell'incorporeo e del virtuale. "Monadologia e sociologia" costituisce il manifesto teorico del pensiero metafisico e sociale del sociologo francese. La sua sorprendente attualità risiede nel tentativo di spiegare i fenomeni sociali e psichici sulla base di un'ontologia delle forze affettive (o "psicologiche") e delle relazioni di potere che esse esprimono. Sebbene i risultati non sempre siano all'altezza della sfida lanciata, l'intuizione metodologica è di una ricchezza incomparabile rispetto alla tradizione sociologica che ha affermato la propria autorità evitando ogni riferimento all'opera di Tarde. Le "scienze sociali" potrebbero trarre perciò un sicuro beneficio da un ritorno alla sua sociologia, riconsiderando, ad esempio, il monismo affettivo e la "causalità" tutta particolare esplicata nel concetto di " azione a distanza". Esse potrebbero trovare in ciò un nuovo impulso per interrogare le attuali trasformazioni del lavoro, dell'attività comunicativa e della soggettività. Postfazione di Maurizio Lazzaratto.
Il governo delle disuguaglianze. Critica dell'insicurezza neoliberista
Maurizio Lazzarato
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2013
pagine: 130
Questo lavoro nasce dalla necessità di ritornare su una precedente inchiesta riguardante le condizioni di impiego, di lavoro e di disoccupazione degli intermittenti dello spettacolo, ma con sguardo leggermente diverso da quello socio-economico con la quale era stata condotta. Privilegiando altri approcci, come quelli elaborati da Michel Foucault, Gilles Deleuze e Felix Guattari, lo scopo è di far emergere ciò che da essa appariva solo in filigrana, ossia gli "effetti di potere", i dispositivi economici e sociali, la complessità dei modi di assoggettamento delle politiche neoliberiste e dei processi di soggettivazione del conflitto, i vincoli e le libertà che il governo delle disuguaglianze comporta. Da questo governo, che tratta ciascun individuo, ciascun lavoratore isolatamente, come un'impresa, si diffondono diverse paure, che investono tutti i segmenti della società neoliberista e ne costituiscono il fondamento affettivo. La condizione dei lavoratori dello spettacolo francesi, e le loro lotte contro la "riforma" del sistema di indennità di disoccupazione, vengono dunque assunte come un "analizzatore" delle condizioni generali di produzione e riproduzione del mercato del lavoro flessibile e precario, e come rivelatrici delle nuove forme di asservimento e di modalità di rifiuto, di lotta e di soggettivazione politica che esse implicano. Modalità che oggi, tuttavia, devono fare i conti - come suggerisce il saggio aggiunto per l'edizione italiana - con il nuovo "Capitalismo di Stato".
Fabbriche del sapere, industrie della creatività
Gerald Raunig
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2012
pagine: 142
Lungi dall'essere solo luoghi di sfruttamento, di precarizzazione e di auto-precarizzazione, i mondi del lavoro cognitivo e intellettuale, creativo e artistico appaiono come terreni sui quali sorgono nuove forme di resistenza e di organizzazione, nuovi modi d'essere e di esistere. Nuove forme di soggettivazione e di lotta nascono dai recenti movimenti di occupazione: dall'onda anomala italiana alle occupazioni universitarie nel 2009, dai movimenti di occupazione del 2011 al movimento occupy, dalla casbah di Tunisi a piazza Tahir al Cairo, dal movimento M-15 in Spagna alle occupazioni del Boulevard Rothschild a Tel Aviv. In questo contesto, la fabbrica del sapere appare come il luogo in cui si addensano tutte queste esperienze, il luogo in cui si afferma un'industriosità creativa, selvaggia, disobbediente, "mostruosa". "La scrittura di Raunig si muove su quel terreno che si stende dai Mille plateaux di Deleuze-Guattari fino alle costituzioni del postoperaismo ed ivi produce modulazioni ricche e articolate della critica del potere e inaugura nuove linee di fuga, diserzioni, dialettiche di nuovi mondi, riterritorializzazioni creative..." (Antonio Negri).
Crisi. Per un lessico della modernità
Reinhart Koselleck
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2012
pagine: 106
La "crisi" è il nostro presente, segnato da una pesante recessione economica. L"'epoca di crisi" non è però definita unicamente dall'andamento dei mercati azionari. Vi è anche, e soprattutto, un radicato senso di incertezza rispetto al futuro, che impone decisioni urgenti. Questo breve testo costituisce uno strumento per comprendere i significati e gli usi del concetto di "crisi". Nell'analisi di Koselleck si coglie infatti come il concetto - sin dal suo apparire nella Grecia classica - abbia assunto significati diversi. Crisi è un termine medico, che indica la fase acuta di una malattia; è un concetto del linguaggio politico, che evoca una decisione e che delinea un'immagine del tempo; è poi un'espressione centrale del linguaggio economico, con cui si rappresenta il rapido mutamento dei contesti sociali. "Crisi" è però in primo luogo parola d'ordine dell'epoca moderna. Koselleck ne illustra le ragioni. Introduzione di Gennaro Imbriano e Silvia Rodeschini, postfazione di Adelino Zanini.
Il mondo che verrà. Ebrei e zingari; memorie di vite a parte
Emanuela Miconi
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2011
pagine: 126
Costituitosi progressivamente nei secoli su quella vasta geografia che comprendeva una fetta della Polonia, la Lituania, la Galizia e parte della Russia europea, il mondo che aveva condotto attorno allo Shtetl la sua esistenza venne cancellato nel giro di pochi mesi, intorno agli anni quaranta del Novecento. Proprio dallo Shtetl, la borgata abitata dagli ebrei orientali, parte la ricerca delle tracce di quel mondo scomparso, in cui ebrei e rom avevano potuto condividere una dimensione culturale fondata primariamente sul rispetto per ogni essere vivente. Una ricerca condotta attraverso la forza evocatrice della scrittura di autori come Isaac B. Singer, Joseph Roth, Albert Londres, Primo Levi, Elie Wiesel, Jean Amery, che è anche una lezione su come rendere memoria della vita che fu.
Deleuze e la pratica del diritto
Laurent De Sutter
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2011
pagine: 107
La filosofia di Gilles Deleuze si è sviluppata in un continuo confronto con il fuori, con l'altro da sé che di volta in volta ha assunto i tratti del cinema, della psicoanalisi, della scienza, della politica, della letteratura. Più sotterranea è invece la sua relazione con il diritto, portata sapientemente alla luce da questo lavoro di Laurent de Sutter. L'ipotesi è quella che dall'opera deleuziana emerga una vera e propria filosofia del diritto, in cui alla giurisprudenza viene affidato il ruolo di dispositivo di collegamento fra diritto e filosofia. "La giurisprudenza - dice Deleuze - è la filosofia del diritto, e procede per singolarità, prolungamenti di singolarità". La sua caratteristica è quella di stabilire rapporti innovativi sulla base dell'autonomia dei soggetti e del loro agire pratico. È una operazione "disgiuntiva" che smonta la logica "congiuntiva" della legge, il trascendentale al quale vanno in anticipo riferite e ricondotte le azioni. In un'epoca come la nostra, segnata dalla crisi degli ordinamenti, della legge, delle sue fonti, la prospettiva elaborata da Deleuze fornisce strumenti indispensabili per ripensare il diritto, considerandolo non come una mera codificazione di norme e sanzioni sancite dal potere sovrano, ma come una pratica di invenzione, di associazione, di costruzione di relazioni.

