Pacini Editore: Le ragioni di Clio
Il ritratto e il potere. Immagini della politica in Francia e in Italia nel Novecento
Luciano Cheles, Alessandro Giacone
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2018
pagine: 291
Il ritratto è il genere figurativo tra i più utilizzati nell'ambito della comunicazione politica, in cui l'esigenza propagandistica si appoggia al potere emotivo delle immagini. Riprodotto su supporti di vario tipo - statue, dipinti, fotografie, manifesti, ecc. -, il ritratto raffigura chi governa o aspira a governare sotto una luce favorevole e gli conferisce il dono dell'ubiquità. Focalizzando l'attenzione sulla Francia e sull'Italia, il volume affronta l'argomento esaminando varie tipologie di ritratti: al centro dell'analisi sono soprattutto i candidati riprodotti sui manifesti elettorali, le personalità politiche e le first ladies che compaiono sulle riviste, le raffigurazioni di leader sulle copertine di volumi e quelle diffuse dai politici sui social network, incluse le loro rappresentazioni satiriche.
Italia immaginata. Sentimenti, memorie e politica fra Otto e Novecento
Fulvio Conti
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2018
pagine: 235
La storia politica d'Italia fra XIX e XX secolo ha conosciuto negli ultimi anni una rilettura profonda, frutto degli stimoli che sono venuti dalle nuove ricerche di storia culturale e dalla feconda contaminazione con altre discipline. Gli storici dell'età contemporanea sono rivolti con interesse a tematiche riguardanti la sfera emozionale della politica, dimensione simbolica e rituale, la costruzione delle identità e dei sentimenti appartenenza, le memorie pubbliche e private, le rappresentazioni collettive. Questo volume s'inserisce in questo filone di studi e cerca di gettare luce su importanti fenomeni politici che hanno caratterizzato l'Ottocento e il primo Novecento: la partecipazione femminile al Risorgimento, l'influenza esercitata dalle relazioni affettive nell'evoluzione del sentimento patriottico e della fede politica, il culto dei martiri caduti nelle lotte per l'indipendenza e per la libertà, l'uso pubblico di Dante Alighieri quale simbolo d'italianità, il ruolo della tradizione scientifica nella costruzione dell'identità nazionale, il contributo peculiare che la massoneria ha dato a questo processo, l'eredità del Risorgimento e le divisioni che esso ha lasciato nell'immaginario collettivo.
Fare gli italiani, a loro insaputa. Musica e politica dal Risorgimento al Sessantotto
Alessandro Volpi
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2017
pagine: 192
La musica ha rappresentato un elemento costitutivo del linguaggio politico italiano. Ciò è avvenuto sia nella fase in cui tale linguaggio era assai indefinito, privo di sedi istituzionali e di luoghi pubblici in cui esprimersi in maniera coerente ed esplicita, e dunque per buona parte dell'Ottocento, sia nelle successive fasi novecentesche, quando quel linguaggio è stato attraversato e connotato dai forti vincoli dell'ideologia. Questo libro prova a raccontare, in forma di sintesi, alcune tappe di una storia decisamente molto affascinante proprio per le sue contraddizioni e per l'effetto, "distorto", che ha prodotto sugli italiani; lo fa muovendosi sul filo di una lettura dei fenomeni culturali piuttosto che su quello della storia sociale, evitando con cure qualsiasi quantificazione numerica.
Verso la public history. Fare e raccontare storia nel tempo presente
Maurizio Ridolfi
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2017
pagine: 272
La storia è una questione pubblica. Passa attraverso luoghi, mezzi e linguaggi molteplici: musei multimediali e interattivi, mostre ed esposizioni, edicole e librerie nei luoghi di passaggio, film e documentari, romanzi storici, anniversari e commemorazioni, rievocazioni storiche, festival e "processi", teatro civile, politiche culturali pubbliche, commissioni di inchiesta e di arbitrato, televisione, radio, siti web, social media. Tale dimensione pubblica della storia permette da un lato di fare un "uso pubblico della storia", dall'altro ne permette un abuso politico. Sulla scorta di queste riflessioni occorre però chiedersi: "Cosa significa "fare storia", narrarla. Il pubblico come la fruisce e riceve?" Proprio a fronte di simili interrogativi si costituisce l'Associazione italiana di Public History (AIPH), una peculiare "via italiana" alla Public History, ricca di esperienze professionali e linguaggi plurali, "fare e raccontare storia, per e con il pubblico".
La lotta armata a Genova. Dal Gruppo 22 ottobre alle Brigate Rosse (1969-1981)
Davide Serafino
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2016
pagine: 271
Per comprendere le radici e gli sviluppi della lotta armata nell'Italia degli anni Settanta è necessario esplorare anche i singoli contesti cittadini, con tutte le loro specificità. Questo libro, basato su una ricca documentazione anche inedita, ricostruisce la parabola del fenomeno armato a Genova: qui esso nacque, con il Gruppo 22 ottobre, fu teatro di alcune vicende eclatanti (sequestro Sossi, omicidio Coco), e si avviò verso la fine, con l'omicidio di Guido Rossa e il blitz di via Fracchia. La presenza forte dell'industria di Stato, il peso del Partito comunista, lo scontro durissimo con le forze dell'ordine imprimono al caso genovese caratteristiche diverse, al di là delle apparenze, da quelle di Milano e Torino. Genova si configura così come un vero e proprio "laboratorio" di lotta armata, il tassello necessario di una storia più ampia che è in larga misura ancora da scrivere.
Né pazzi né sognatori. Il pacifismo democratico italiano tra Otto e Novecento
Renato Girardi
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2016
pagine: 293
Nel secondo Ottocento, sulla scorta dello sviluppo internazionale del movimento pacifista, in Italia sorsero diverse Società per la pace di ispirazione democratica e liberale, che si prodigarono per diffondere la propaganda contro la guerra presso la società civile e gli ambienti governativi. Attraverso lo spoglio della pubblicistica pacifista e l'analisi di documenti inediti, il libro traccia un profilo del pacifismo democratico italiano nel periodo a cavallo tra XIX e XX secolo, dai congressi internazionali e nazionali che determinarono la nascita del movimento fino alla sua crisi, avvenuta in concomitanza con la spedizione libica e con lo scoppio del primo conflitto mondiale. Oltre a delineare l'impegno assunto da personalità differenti (tra cui Ernesto Moneta, Premio Nobel per la pace nel 1907, Ruggero Bonghi, Edoardo Giretti, Guglielmo Ferrero), il lavoro si propone soprattutto di mettere in evidenza le matrici culturali e politiche del movimento per la pace, che affondava le radici nelle correnti della democrazia risorgimentale, nella scienza positivista, nello sviluppo del diritto internazionale, nelle teorie liberiste e, più in generale, nelle pieghe della mentalità ottocentesca. Prefazione di Lucio D'Angelo.
Il martire necessario. Guerra e sacrificio nell'Italia contemporanea
Roberto Mancini
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2015
pagine: 279
La guerra non genera solo orrore e ripulsa, ma anche incanto, seduzione intellettuale e infatuazioni popolari profonde. Sentimenti che maturano lentamente e perdurano anche dopo i conflitti, nonostante le morti e i lutti. Il tempo della guerra si estende ben oltre i brevi momenti delle vigilie e delle mischie furibonde, includendo i giorni dedicati al suo ricordo. Lo spargimento di sangue è utilizzato per creare senso di appartenenza e orgoglio nazionale, diventa fasto per ogni sistema politico e uno strumento cruciale di legittimazione. Il libro esplora la presenza della morte sacrificale nel discorso pubblico dell'Italia contemporanea, nei passaggi cruciali dal Risorgimento alla Resistenza. Sottraendo il tema alla mera dimensione retorica e propagandistica, l'autore ne ricostruisce il profilo attraverso l'analisi di una ricca e preziosa documentazione, riconnette il fenomeno alle sue radici profonde e lo inserisce nel corpo della vita politica, sociale e culturale della nazione.
Per una più grande Italia. Il cardinale Pietro Maffi e la prima guerra mondiale
Giovanni Cavagnini
Libro: Libro in brossura
editore: Pacini Editore
anno edizione: 2015
pagine: 206
Il cardinale-arcivescovo di Pisa Pietro Maffi fu un protagonista del primo Novecento italiano. Questo libro, frutto di ricerche approfondite negli archivi e nella biblioteca di Maffi, traccia un profilo politico e religioso della fase decisiva del suo episcopato: la prima guerra mondiale, durante la quale egli divenne il simbolo del patriottismo cattolico. I rapporti con il governo e il re, con l'esercito e il Vaticano, con il clero e i fedeli della diocesi rivelano una personalità complessa, sospesa tra la paura della rivoluzione e la volontà di rilanciare l'azione della Chiesa nella società. Certo è che, al di là delle controversie e dei giudizi contrastanti dei contemporanei, Maffi diede un contributo determinante al riavvicinamento tra Santa Sede e Regno d'Italia, al punto che la firma dei Patti lateranensi del 1929 può essere considerata come il coronamento della sua opera.

