Quodlibet: SAGGI
Eresie
Adriano Prosperi
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 772
Si è discusso in passato se eretico sia colui che è giudicato tale dalla Chiesa (Benedetto Croce), o se invece non sia chi sceglie di esserlo ribellandosi a ogni e qualunque comunione ecclesiastica (Delio Cantimori). In questo libro si incontrano eretici tanto dell'uno quanto dell'altro tipo, ma non solo: ci fu anche chi criticò la Chiesa senza per questo incorrere in condanne, anzi provocando un chiarimento positivo. Del resto, l'eresia (etimologicamente, "scelta") era stata giudicata dall'apostolo Paolo, nella cristianità allo stato nascente, un contributo utile alla ricerca della verità. Ma la parola, insieme con i fenomeni che designava, doveva attraversare secoli di storia e della storia non poteva sfuggire alla legge fondamentale: il mutamento. Così, man mano che i confini dell'ortodossia della Chiesa venivano fissati, ci fu sempre meno spazio per l'eretico, il che non impedì alla pianta del dissenso religioso di mettere radici e moltiplicare le sue forme. Ma come nascono le eresie? I casi e le questioni di cui si parla nei saggi qui raccolti appartengono per lo più alla storia della cultura e della vita religiosa italiana nella prima età moderna, segnata dalla Riforma protestante e dalla reazione cattolica. La frattura dell'unità religiosa europea e i nuovi legami formatisi tra poteri statali e confessioni religiose dovevano esportare i confronti e i conflitti oltre i confini del vecchio mondo. Al contempo, è in quest'epoca che nasce lo studio moderno della religione quando, con Machiavelli, "religione" diventa un termine neutro, valido per indicare e confrontare religioni diverse, e si accantona la distinzione tra l'unica vera e le false.
Disegni letterari
Giacomo Leopardi
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 288
Il libro raccoglie per la prima volta in una serie organica tutti i «disegni letterari» di Giacomo Leopardi: sono progetti di opere che Leopardi accumulò, con ardimento visionario, per tutta la vita, pur nella consapevolezza dolorosa delle scarse possibilità di portarli a compimento. I quasi duecento titoli di opere trasmessi da questi documenti - titoli spesso corredati da un'esposizione più o meno dettagliata di temi, modelli o spunti relativi ai vari progetti - costituiscono forse la migliore testimonianza dell'inesauribile impulso vitale e ideativo di un autore che trova nel non-finito la sua dimensione più profonda, oltre che la ragione della sua sorprendente attualità. I diciassette disegni letterari, annotati su carte sparse e minuscoli fogliettini che Leopardi ha sempre gelosamente custodito, sono pubblicati con criteri filologici rigorosi a partire da una nuova disamina dei manoscritti, e accompagnati da un ricco commento che discute nel dettaglio le tracce offerte, mettendole in relazione con l'intera opera leopardiana e con le voci degli altri protagonisti della modernità europea.
Estetica ed erotica. Saggio sull'immaginazione
Gianni Carchia
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 124
A quarant'anni dalla sua prima edizione, Estetica ed erotica, secondo volume delle «Opere di Gianni Carchia», restituisce all'estetica la sua piena dignità speculativa, liberandola dai limiti stretti della disciplina. Dal punto fermo della modernità, Kant, si risale, attraverso Hegel, Marx e il Romanticismo, all'immaginazione pura, dischiusa al pensiero dall'angelologia sofianica, da Dante e da Platone. Abbagliato da una luce imprevedibile creduta ormai vinta, il paradigma neo-romantico della creatività e del soggetto, di cui una modernità intenta alla riproduzione di se stessa si nutre, non solo rivela come indebite le sue pretese, ma lascia finalmente sgombro il luogo del pensiero.
Categorie italiane. Studi di poetica e di letteratura
Giorgio Agamben
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 286
In questo libro, rinnovato e ampliato rispetto alle precedenti edizioni, Giorgio Agamben, raccogliendo tutti i suoi scritti sulla letteratura italiana, da Dante fino a Pasolini e Manganelli, traccia, sulla scorta di un progetto elaborato verso la metà degli anni Settanta con Italo Calvino e Claudio Rugafiori, una sorta di mappa delle categorie portanti della nostra tradizione letteraria: tragedia/commedia; dialetto/lingua; lingua viva/lingua morta; biografia/favola; inno/elegia. Se la letteratura italiana trova così la sua particolare fisionomia rispetto alle altre culture romanze, più in generale è un'altra visione della poesia e della creazione letteraria, al di là dei luoghi comuni della critica e dell'estetica, che i saggi qui raccolti intendono proporre. E come in nessun altro dei suoi libri è possibile scorgere qui gli estremi fra cui il pensiero di Agamben non cessa di muoversi: filosofia e filologia, indagine genealogica e storia, passione per il dettaglio e visione panoramica. Con un saggio di Andrea Cortellessa.
Niente di antico sotto il sole. Scritti e interviste
Luigi Ghirri
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 354
Figura centrale nel panorama internazionale della fotografia del secondo Novecento, Luigi Ghirri non è stato soltanto un prolifico autore di immagini, ma anche critico, curatore, saggista e promotore di una nuova cultura fotografica che pone questo linguaggio al centro del dibattito dell'arte contemporanea. Nel volume che presentiamo sono raccolti tutti i saggi di Ghirri e una selezione di interviste rilasciate lungo l'intero arco della sua carriera. Si tratta di un fondamentale nucleo di testi che, realizzato tra il 1973 e il 1991, contribuisce in maniera sostanziale alla letteratura del settore in un momento di grandi cambiamenti e vivacissimo fermento intorno allo stesso mezzo fotografico. Di carattere alternativamente storico e tecnico, personale e teorico, dedicati al proprio lavoro e a quello di altri protagonisti italiani e internazionali della storia della fotografia, gli scritti di Ghirri sono apparsi originariamente su libri, cataloghi, riviste e quotidiani dell'epoca. Raccolti in un'unica pubblicazione, consentono di ripercorrere l'articolato intreccio tematico, concettuale e poetico che sta alle spalle dell'opera ghirriana, costituendo allo stesso tempo una complessa impresa di scavo sulla natura della fotografia. Introduzione di Francesco Zanot.
Lezioni su Kant
Renato Solmi
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 146
Con un buon margine di approssimazione, possiamo datare le Lezioni su Kant agli anni d'insegnamento di Solmi presso il Liceo scientifico Cattaneo di Torino. È dunque ai primi anni Ottanta del Novecento che i testi delle lezioni, presto convertiti in dispense distribuite agli studenti, prendono respiro. La destinazione didattica e la conseguente articolazione dei contenuti non è tuttavia il dato più evidente: il lettore troverà in questo libro un'ideale introduzione a Kant, ma anche il tentativo d'interrogare le linee fondamentali del suo pensiero attraverso il rimando palese alla storia coeva e, sottotraccia, alla contemporaneità. E vi troverà una lezione di stile: la capacità rara di riconsegnare al lettore - con un rispetto che nasce dall'incessante verifica testuale e logica dei contenuti - le pieghe profonde di una riflessione ampia e complessa, agendo da reale mediatore di quel pensiero, e quindi celandosi per spirito di servizio nelle pagine altrui, per poi riemergere sul piano dello stile argomentativo e della nettezza espositiva. Da questo punto di vista, lette insieme agli altri suoi contributi filosofici, le lezioni per la scuola di Solmi rafforzano l'immagine di uno dei rari maestri di dialettica del nostro Novecento, di un intellettuale capace di mantenere in una feconda relazione la filosofia e la politica, il sapere e la sua trasmissione.
Kafka. Per una letteratura minore
Gilles Deleuze, Félix Guattari
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 144
"Come entrare in un’opera come quella di Kafka? un’opera che è un rizoma, una tana?". Proprio come il Castello, essa presenta molteplici ingressi, senza che si sappia quali siano le leggi che ne regolano l’uso e la distribuzione. Si potrà allora entrare da un punto qualsiasi, non ce n’è uno che valga più dell’altro, nessun ingresso è principale o secondario. Deleuze e Guattari scelgono di partire dal concetto di lingua (e letteratura) minore, facendone il cardine di un vero e proprio programma filosofico-politico e la chiave per rileggere, insieme con l’opera di Kafka, tutta la letteratura del Novecento. Letteratura minore non vuol dire letteratura in una lingua minore, ma letteratura di una minoranza che impiega una lingua maggiore. Di fronte a una triplice impossibilità (impossibilità di non scrivere, impossibilità di scrivere in tedesco, impossibilità di scrivere in un’altra lingua), Kafka ha deciso di usare – e qui sta il suo genio – il tedesco come lingua minore. "Di grande, di rivoluzionario non c’è che il minore. Odiare ogni letteratura di padroni. Attrazione di Kafka per i servi e gli impiegati – stessa cosa, in Proust, per i servi e il loro linguaggio. Ma, altrettanto interessante, la possibilità di fare della propria lingua un uso minore. Essere nella propria lingua come uno straniero... Quanti stili, o generi, o movimenti letterari, anche minimi, sognano una cosa sola: assolvere una funzione maggiore del linguaggio, offrire i propri servizi come lingua di Stato, lingua ufficiale... Fare il sogno al contrario: saper creare un divenir-minore – c’è una chance per quella filosofia che per secoli formò un genere ufficiale e referenziale? Oggi l’antifilosofia vuol essere linguaggio del potere. Approfittiamone".
Il rovescio della libertà. Tramonto del neoliberalismo e disagio della civiltà
Massimo De Carolis
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 304
Il ristagno economico, l'esplosione delle disuguaglianze e l'esasperazione dei conflitti annunciano oggi il tramonto del modello politico che, nei decenni scorsi, ha ispirato l'azione dei maggiori apparati di governo e ha rimodellato alla radice lo stile di vita di milioni di persone. È il paradigma etichettato come neoliberalismo, basato sull'assunto antropologico che vivere, in una grande società, debba significare essenzialmente stare sul mercato: partecipare allo scambio collettivo e concorrere, così, alla genesi di un ordine spontaneo, troppo complesso e imprevedibile per essere ingabbiato in un progetto disegnato dagli esperti o nei decreti di un'autorità sovrana. Elaborato in Europa, negli anni febbrili tra le due guerre mondiali, per opera di un gruppo variegato e rissoso di economisti e sociologi sfuggiti al terrore nazista, il neoliberalismo è rimasto a lungo ai margini delle istituzioni ufficiali, per conoscere poi un successo tardivo e travolgente a conclusione della guerra fredda e diventare, nel giro di pochi anni, la formula politica egemone a livello planetario. Eppure, con uguale inesorabilità, sembra oggi avviarsi al tramonto, sotto il peso della crescente rifeudalizzazione della società. Nell'insieme, perciò, la sua storia disegna una parabola che abbraccia per intero gli ultimi cento anni e che ha letteralmente trasformato il mondo, stringendo in un unico nodo la vita civile e le pratiche di governo, le tecniche di mercato e l'esercizio del potere. Senza che la teoria politica ufficiale sappia tuttora offrire una qualche spiegazione tanto della sua ascesa trionfale quanto dell'attuale declino. Questo libro ricostruisce dall'interno la parabola del neoliberalismo, inscrivendola nell'orizzonte della crisi generale della civiltà moderna, per tentare di chiarire, infine, per quali ragioni profonde un paradigma elaborato con l'esplicita intenzione di promuovere l'intraprendenza e la creatività diffusa, non abbia alla fine partorito altro frutto che il rovescio della libertà.
Che cos'è la giustizia? Lezioni americane
Hans Kelsen
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 240
"Che cos'è la giustizia?" è una di quelle domande alle quali l'uomo "si è consapevolmente rassegnato a non poter mai dare una risposta definitiva, ma solo a formulare meglio la domanda stessa". È a questo compito, e all'esplicitazione dei presupposti della propria filosofia della giustizia, che Hans Kelsen dedicò, nel 1952, la lezione di congedo dall'insegnamento che dà il titolo al presente volume. Questo testo, per molti versi "conclusivo", è preceduto da due lezioni inedite del 1949, qui riunite sotto il titolo complessivo "Elementi di teoria pura del diritto", nelle quali Kelsen s'interroga sull'essenza dei fenomeni giuridici, e sui problemi epistemologici propri della filosofia del diritto. Chiude il volume la lezione "Politica, etica, diritto e religione", del 1962, in cui si affronta il ruolo che le credenze religiose possono svolgere nel determinare l'effettività delle norme di un ordinamento sociale. Grazie anche alla loro natura di lezioni, gli scritti qui raccolti offrono una "summa" dell'opera filosofica del grande pensatore, che si confronta da un lato con l'analisi dei concetti giuridici fondamentali, dall'altro lato con il quadro metagiuridico (etico, politico e sociale) nel quale necessariamente si collocano gli ordinamenti normativi.
Il caso Pardo Roques. Un eccidio del 1944 tra memoria e oblio
Carla Forti
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2021
pagine: 294
Pisa, 1° agosto 1944: in un antico rione in cui molti vivono di espedienti si consuma un eccidio che sembra sfuggire agli schemi consueti della brutalità nazista. La vittima più insigne è un personaggio molto noto in città: Giuseppe Pardo Roques, detto Il Parnàs, presidente della Comunità israelitica, di cui si favoleggiano le immense ricchezze e le singolari fobie. È stata una delazione a portare gli aguzzini sulle tracce sue e delle altre undici persone che si trovavano sotto il suo tetto? E perché? In quali ambienti sono maturate le premesse della tragedia? Carla Forti racconta la vicenda nella sua interezza in un'indagine che incrocia le risorse della storia orale con le ricerche d'archivio per sciogliere i nodi di un caso reso ambiguo, nel corso degli anni, da reticenze e vociferazioni. Descrivendo l'ambiente e il contesto, dalle nuove solidarietà nate tra ebrei e non ebrei, ai silenzi dettati dalla paura o dall'interesse, l'autrice recupera dall'oblio memorie rimosse di un passato che continua a dividere gli italiani.
Grammatica storica delle arti figurative
Alois Riegl
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 432
In una civiltà come quella attuale in cui, come scrive Sergio Bettini, "l'esistere prevale sull'essere anche nella struttura dei linguaggi artistici il "tempo" prevale sullo "spazio", l'"espressionismo" prevale sull'"impressionismo", le arti "industriali" o applicate, e l'architettura, prevalgono sulla scultura delle "statue" e sulla pittura dei "quadri". La differenza classica tra grande arte e arti minori si attenua fino a scomparire, in un'epoca che invoca più che mai categorie adeguate per essere in grado di comprendere se stessa, i contributi degli storici dell'arte della Scuola di Vienna e in particolare del suo esponente centrale Alois Riegl (1858-1905) restano tuttora un patrimonio pressoché intatto. In questo studio si affronta il senso del processo artistico sulla scorta del confronto dell'uomo con la natura, dove però non si tratta di imitare la natura, ma di competere con essa e migliorarla. In questo quadro - che varia nel tempo e in base al quale sono rilette tutte le epoche della storia dell'arte dall'antichità alla modernità - egli identifica una serie di "elementi" costanti per cui storicamente l'opera d'arte si costituisce come tale (fine, materia prima, tecnica, motivo, relazione forma-superficie) e che, come nella struttura delle lingue storiche, si declinano in maniera diversissima a seconda delle necessità espressive che il tempo e il luogo richiedono.
Del principio di contraddizione in Aristotele
Jan Lukasiewicz
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 240
Il saggio di Lukasiewicz che proponiamo qui per la prima volta in italiano è stato considerato per tutto il Novecento una pietra miliare sia fra gli studi dedicati al pensiero di Aristotele, sia, e soprattutto, per gli sbocchi che apre alla logica contemporanea, di cui l’autore è universalmente riconosciuto come uno dei principali esponenti. La sostanziale indimostrabilità (ma soprattutto non necessità) logica di una legge all’apparenza inconfutabile come il “principio di contraddizione” consente a Lukasiewicz di giungere alla scoperta della cosiddetta logica polivalente, in cui, in buona sostanza, il “vero” e il “falso” non sono più le uniche due alternative possibili per il pensiero. Con esemplare chiarezza Lukasiewicz ci fa vedere come sia perfettamente possibile pensare rigorosamente senza far valere il principio di contraddizione; mentre, a suo parere, la necessità di detto principio deriva dalle sfere dell’etica e della politica, come se si trattasse del collante indispensabile affinché la civile convivenza non si sgretoli come d’incanto. Presentazione di Maurizio Matteuzzi.

