Garzanti: Nuova biblioteca Garzanti
Immagini
Ingmar Bergman
Libro: Libro rilegato
editore: Garzanti
anno edizione: 2009
pagine: 404
In "Immagini" il regista svedese ripercorre la sua carriera artistica, da "Spasimo", la pellicola con la quale esordì nel 1945, fino a "Fanny e Alexander", che nel 1982 segnò il suo addio al cinema. Bergman ricostruisce la genesi e la realizzazione di tutti i suoi film, raggruppando le proprie opere per affinità tematiche e stilistiche; un'ampia e accurata scelta di immagini restituisce un universo figurativo di intensa suggestione. È una testimonianza caratterizzata dalla sincerità totale, impietosa, che contraddistingue l'intera opera di Bergman. Attraverso i suoi film, nel processo stesso della lavorazione, dall'idea iniziale alla stesura del soggetto, fino al lavoro con gli attori, il regista conduce la propria ricerca con inflessibile rigore: la dedizione, l'impegno e spesso la dolorosa impossibilità di separare la vita privata dal set, sono altrettanti sintomi di una tensione creativa e psicologica difficilmente eguagliagli. Il racconto di Bergman assume così il valore di un itinerario personale ricchissimo per profondità ed emozioni, in cui è possibile rintracciare, in ogni pagina, i segni della lotta dell'artista con la sua opera, la trasformazione di un mondo interiore in racconto, in parole, in immagini memorabili.
Il centodelitti
Giorgio Scerbanenco
Libro: Copertina rigida
editore: Garzanti
anno edizione: 2009
pagine: 415
Per capire il talento di Giorgio Scerbanenco e la sua qualità di scrittore, non c'è nulla di meglio del Centodelitti, che torna finalmente nelle librerie italiane a quarant'anni dalla sua prima pubblicazione. Tra le qualità di Scerbanenco c'è, per cominciare, un'inesauribile fantasia narrativa: il "padre del noir all'italiana" era prima di tutto una straordinaria macchina per inventare storie - decine di storie, ogni giorno, ogni settimana, ogni anno... Storie che potevano prendere la forma di un romanzo, oppure restare condensate in poche pagine, o addirittura in poche righe. Una manciata di quelle trame avrebbe potuto fare la fortuna di qualunque scrittore, ma lui ne aveva in serbo talmente tante che non si curava di metterle da parte. Le pubblicava tutte, senza paura di disperdere o bruciare il proprio talento, su giornali e riviste, con straordinario successo. Poi c'è la qualità di quelle storie, che ci portano in un mondo complesso e brutale, violento e terribile, ma al tempo stesso pieno di sentimento e di sentimenti: il nostro mondo, dove il delitto non è un'eccezione. Ancora, c'è la capacità di catturare l'attenzione del lettore già dalla prima riga e di portarlo fino al colpo di scena conclusivo, incatenato dalle svolte della trama e anche dalla verità dei dettagli. Infine, c'è l'accumulo di queste trame, in un intreccio che si sovrappone al tessuto della realtà e al tempo stesso offre la chiave per comprenderne il mistero crudele.
Pudore
Santiago Roncagliolo
Libro: Libro rilegato
editore: Garzanti
anno edizione: 2009
pagine: 176
Quando qualcosa cambia nell'aria, il gatto di casa è il primo ad accorgersene. Intorno al tavolo della cena la tensione si taglia con il coltello. Lucy, la madre, cucina e finge di avere tutto sotto controllo, come al solito, ma è turbata dai biglietti erotici che riceve da un ammiratore misterioso. Alfredo, il marito, è in silenzio: gli sono stati pronosticati sei mesi di vita e lui, che non trova il coraggio di parlarne, si è rifugiato in una squallida relazione clandestina con la segretaria. Il nonno è immerso nei suoi pensieri: vorrebbe di nuovo vivere una storia d'amore, dopo la morte di sua moglie. Anche i ragazzi sono in un momento difficile della loro esistenza: Mariana è in piena pubertà e fa i conti con la propria identità sessuale, mentre Sergio, il più piccolo, vede i fantasmi. Vivono insieme, ogni sera siedono uno di fronte all'altro. Si guardano negli occhi, ma nessuno di loro dice la verità. Segreti inconfessabili aleggiano nell'aria. Sembrano uniti, eppure in fondo sono profondamente soli. Nel vuoto generazionale, queste relazioni sono come linee rette che non si incontrano mai.
L'equatore delle cose
Rafael Chirbes
Libro: Copertina rigida
editore: Garzanti
anno edizione: 2009
pagine: 397
Ancora poche ore e le fiamme ingoieranno i resti di Matías Bertomeu, un ex rivoluzionario che ha vissuto gli anni del franchismo. La sua morte repentina risveglia i rancori di una famiglia apparentemente rispettabile, ma le cui fondamenta sono in realtà oscure. Rubén, il fratello maggiore di Matías, ricco imprenditore edile senza scrupoli; Sylvia, la nipote benpensante, restauratrice di quadri antichi e sposata con un professore arrogante e conservatore; Monica, la giovanissima e ambiziosa moglie di Rubén. Chirbes dipinge un affresco devastante, ma estremamente veritiero, della Spagna contemporanea: la corruzione che si insinua dappertutto, il crollo della famiglia, i disastri della speculazione immobiliare, il commercio del sesso. Un mondo abbandonato dagli dei, in cui le parole e le idee sono involucri vuoti, e l'arte e la letteratura divertimenti sterili.
La guerra dei figli
Lidia Ravera
Libro: Copertina rigida
editore: Garzanti
anno edizione: 2009
pagine: 300
1967: la tredicenne Emma, carina e paziente, e la diciassettenne Maria, ironica e ribelle, sono in vacanza in montagna con il Padre e la Madre. È una Famiglia della media borghesia torinese, dove si insegna ai figli a difendersi dal mondo. Maria, com'era prevedibile, scappa di casa. Emma sa tutto ma, combattendo una nascente pietà per i grandi, tace. La ritroviamo dieci anni dopo, alle prese con un aggravarsi di quell'intimo conflitto fra complicità e compassione: Maria ha dichiarato guerra al mondo dei Padri. Una guerra armata. Emma la capisce eppure la disapprova. E intanto si impegna a crescere, cercando un nuovo assetto per sentimenti desideri e bisogni. Con questo romanzo, dove una storia privatissima si intreccia con la Storia del nostro paese, Lidia Ravera rivive gli anni Settanta: il sogno di poter restare per sempre "figli", l'impeto collettivo verso la trasformazione della società e lo sconcerto di fronte al duro discorso del sangue. La violenza, i morti, gli agguati. La forza de "La guerra dei figli" è nella capacità di evocare la confusione di quegli anni lontani restando fedele al punto di vista di una ragazzina che diventa donna e alla scelta "stilistica" di raccontare il passato come se fosse il presente.
Venezia minima
Predrag Matvejevic
Libro: Libro rilegato
editore: Garzanti
anno edizione: 2009
pagine: 160
Per il magistrale cantore del Mediterraneo era inevitabile misurarsi con la sua città più emblematica e affascinante, sospesa tra la terra e il mare, tra l'Oriente e l'Occidente. Di questa Venezia, rappresentata innumerevoli volte fino a diventare quasi un luogo comune, Predrag Matvejevic è riuscito a cogliere immagini e sensazioni diverse, nuove e vere. Perché non c'è solo la Venezia delle basiliche e dei grandi pittori, del leone alato e dei palazzi affacciati sul canale. In "Venezia minima" Matvejevic ci fa apprezzare le diverse sfumature di patine e dorature sul legno, sulla pietra, sul mattone. Esplora antiche mappe anonime. Fa esplodere la magnificenza dei tramonti, ascolta la musica dei passi sui ponti, ci accompagna in giardini invisibili, ci svela i segreti di antichi mestieri... Dettaglio dopo dettaglio, ricompone il disegno complessivo della città e del suo mutare con lo scorrere del tempo e della storia. Come ha scritto nella sua prefazione Raffaele La Capria, "è dall'osservazione del piccolo ma significativo particolare, anzi dalla sua scelta, che nasce la poesia; e così mentre ci sembra di leggere un saggio, una descrizione, un diario, in realtà si superano i limiti del genere e si entra in un'altra zona che è quella della fantasia".
La città degli untori
Corrado Stajano
Libro: Copertina rigida
editore: Garzanti
anno edizione: 2009
pagine: 254
Il protagonista di questo intenso saggio in forma di narrazione di Corrado Stajano si aggira sgomento per le strade di una città che vorrebbe amare, che nella sua storia è stata anche amabile, ma che nell'oggi sembra solo respingere: Milano. In questo peregrinare la realtà contemporanea dischiude il suo passato e Milano diventa il centro concreto e insieme emblematico di un cupo trascorrer di tempi. La città lucente di acque magnificata da Bonvesin da la Riva si trasforma nella "città degli untori" e dalla peste rimane contagiata per sempre; un susseguirsi ininterrotto di oscene violenze connota la storia di Milano fino a piazza Fontana e agli anni del terrorismo e dei servizi segreti infedeli. Alla violenza si accompagnano poi la decadenza della borghesia, parallela alla drammatica e quasi repentina fine della classe operaia, il tramonto del cattolicesimo democratico, che pure a Milano aveva radici profonde fin dagli anni del modernismo, e - nuova peste - la corruzione. Qui nasce il fascismo, qui gli ideali storici del socialismo si barattano per cupidigia, qui trovano terreno grasso il prevaricante populismo berlusconiano e l'assordante grettezza leghista. Allora la peste, nella sua realtà storica e nella sua valenza simbolica di morbo morale, che avvelena la vita delle persone e delle cose, diventa la chiave di lettura che attraverso stratificazioni storiche e metamorfosi di costume può cogliere una lunga durata di vergogna e sofferenza.
A voce alta. The reader
Bernhard Schlink
Libro: Libro rilegato
editore: Garzanti
anno edizione: 2009
pagine: 180
Siamo negli anni Cinquanta e Michael Berg attraversa i primi turbamenti dell'adolescenza. Quando un giorno, per la strada, si sente male, viene soccorso da Hannah, che ha da poco superato la trentina. Colpito da questa donna gentile e sconosciuta, irresistibilmente attratto dalla sua misteriosa e profonda sensualità, Michael riesce a rintracciarla. Tra loro nasce un'intensa relazione, fatta di passioni e di pudori. Presto, però, Michael intuisce che nella vita di Hannah, nel suo passato, ci sono altri misteri: qualcosa che lei non può rivelargli e che segnerà per sempre il destino di entrambi.
Il re degli ontani
Michel Tournier
Libro: Libro rilegato
editore: Garzanti
anno edizione: 2009
pagine: 462
"Mi ero trovato in Germania al momento dell'ascesa e dell'espansione del nazismo a un'età - quella di Pollicino - che interessa al capo degli Orchi e avevo sentito quanto il nuovo regime fosse imperniato su di me e i miei simili. Era effettivamente una delle caratteristiche del fascismo quella di sopravvalutare la giovinezza, di farne un valore, un fine in sé, un ossessione pubblicitaria. Un movimento giovane, di giovani, per i giovani, questo era lo slogan più spesso ripetuto in Italia. E si deve convenire che la vita politica fascista ha qualcosa d'infantile, voglio dire che si manifesta a un livello che la mette alla portata dei più giovani con le sue sfilate, le sue feste, i suoi falò, le sue adunate, le sue organizzazioni giovanili." (Michel Tournier).
Quanta stella c'è nel cielo
Edith Bruck
Libro: Libro rilegato
editore: Garzanti
anno edizione: 2009
pagine: 180
"Quanta stella c'è nel cielo" non è un errore, è il primo verso di una ballata amara del giovane Petöfi, il grande poeta ungherese. Quei versi sono tra le poche cose che Anita porta con sé, insieme a molti ricordi laceranti. Anita non ha ancora sedici anni. È una sopravvissuta ai campi. È bella, è sensibile, le prove della vita le hanno tatuato l'anima. Sta fuggendo da un orfanotrofio ungherese per andare a vivere a casa di una zia, Monika. Eli, il giovane cognato di Monika, è venuto a prenderla al confine per accompagnarla nel viaggio in Cecoslovacchia, dove si ritrova clandestina in un mondo ancora in subbuglio. Ma tutto questo a Eli non interessa: lo attira solo il corpo di quella ragazza e già sul treno, affollato di una moltitudine randagia, inizia a insidiarla in un gioco cinico e crudele. Un romanzo dai risvolti inattesi. Racconta come si possa tornare dalla morte alla vita. E come, a volte, il cammino per ritrovare la speranza possa seguire trame imprevedibili. Protagonista, intorno ad Anita, è un'umanità dolente, alla ricerca di una nuova esistenza: c'è chi vuole dimenticare e chi vuole ricordare, chi mette radici e chi si imbarca per la terra promessa. Edith Bruck offre in queste pagine la storia palpitante di un'epoca cruciale del dopoguerra, quando tutto era in fermento. Una meditazione sulla speranza, sulla straordinaria forza e fragilità di chi va verso una rinascita. E la grande capacità della Bruck è il risvegliare violente emozioni nel lettore.
Santa Barbara dei fulmini
Jorge Amado
Libro: Copertina rigida
editore: Garzanti
anno edizione: 2008
pagine: 380
Questo apologo allegro e scanzonato, ricco di pagine esilaranti e di solare erotismo, ha per protagonista la stravagante figura di una santa munita, secondo la tradizione, di un mazzetto di fulmini: santa Barbara. Un bel giorno la sua statua viene fatta trasportare dal Reconcavo a Bahia per una esposizione d'arte sacra. Ma già durante il breve viaggio, su un peschereccio, la statua comincia a dar segni di irrequietezza: per rimettere a posto alcune situazioni che non le vanno a genio, al momento dell'attracco prende vita e, assunto l'aspetto di Yansã, signora dell'uragano e della guerra, se ne va in giro per le strade, seminando panico e raccogliendo reverenti omaggi. Siamo negli anni della dittatura militare, e la sparizione della statua getta nello scompiglio la polizia e la stampa.
La cognizione del dolore
Carlo Emilio Gadda
Libro: Copertina rigida
editore: Garzanti
anno edizione: 2008
pagine: 209
Don Gonzalo Pirobutirro d'Eltino vive con la madre nella casa di campagna ereditata dal padre. Si trova in una terra di fantasia, che potrebbe essere il Sudamerica ma che assomiglia molto alla Brianza. Tra la donna e il figlio i rapporti non sono dei migliori. I litigi si ripetono di continuo, e don Gonzalo non risparmia la sua crudeltà. Oltretutto don Gonzalo odia quella casa. Lo costringe a un isolamento forzato per via del luogo sperduto in cui è stata costruita, ed è priva di qualsiasi comodità. E poi è frequentata da contadini rozzi, senza contare i vari trafficanti girovaghi che capitano da quelle parti. Ma su tutto, a inquietare e preoccupare don Gonzalo, c'è l'Istituto di Sorveglianza Notturna (allegoria del fascismo), che tiene gli abitanti di quella terra sotto un controllo ferreo. Quando poi accadrà la tragedia, don Gonzalo sprofonderà negli abissi di un enorme senso di colpa, un irrimediabile rammarico nei confronti della madre. Nel "La cognizione del dolore", apparso parzialmente su "Letteratura" tra il 1938 e il 1941 e pubblicato" nel 1963, Gadda usa uno stile espressionistico che mette in scena personaggi e vicende come manifestazioni di disadattamento affettivo, sociale e politico, fino ad assumere aspetti di un'angoscia metafisica. I tratti autobiografici appaiono quasi scoperti, e "la violenza autolesionista assume un suono curioso". Qualsiasi denigrazione Gadda compia di sé stesso, si trasforma, tra le mani di questo straordinario Narciso, in una apologia.

