Cinema, televisione e radio
Psycho. Come Hitchcock insegnò all'America ad amare l'omicidio
David Thomson
Libro
editore: Minimum Fax
anno edizione: 2020
pagine: 160
Fu realizzato come un film per la tv e completato in meno di tre mesi. L'attrice protagonista veniva uccisa dopo soli quaranta minuti. Non c'era alcun lieto fine. E offriva agli spettatori la scena più violenta che fosse mai stata inclusa in un film americano, accompagnata da un agghiacciante stridio di violini. Non c'era mai stato niente di paragonabile a Psycho, e dopo la sua uscita nelle sale l'industria cinematografica non sarebbe stata più la stessa. In questo saggio breve e illuminante, David Thomson colloca Psycho all'interno della carriera di Hitchcock, illustra il suo impatto sulla psiche collettiva e dimostra come questo film rivoluzionario abbia modificato profondamente la rappresentazione del sesso, della violenza e dell'orrore nel cinema. E abbia alterato, forse, la natura stessa dei nostri desideri e del nostro ruolo di spettatori.
Le Signorine Buonasera. Il racconto di un mito tutto italiano, dagli anni cinquanta ad oggi
Michele Vanossi
Libro: Copertina morbida
editore: Gribaudo
anno edizione: 2020
pagine: 320
Per oltre mezzo secolo, grazie ai loro volti e alle loro parole, le televisioni hanno espresso i sogni e le emozioni di un intero Paese, ma anche i dubbi e le paure. Le signorine buonasera, che fino a pochi anni fa annunciavano i palinsesti prima sulla RAI e poi anche su Mediaset, ancora oggi sono le testimoni di un tempo in cui la TV aveva un volto più gentile, e sono ricordate con affetto da milioni di italiani. Da Nicoletta Orsomando, signorina buonasera per antonomasia, a Emanuela Folliero, che introduceva davanti a milioni di telespettatori "i Bellissimi" di Retequattro, questo libro raccoglie interviste inedite, punti di vista, approfondimenti su costume e società, ricordi e testimonianze di personalità del mondo dello spettacolo. "Un libro dedicato a uno dei più grandi fenomeni mediatici del nostro Paese e all'Italia stessa, raccontata fra queste pagine in tutto il suo fascino e in tutta la sua complessità."
Kubrick e il cinema come arte del visibile
Sandro Bernardi
Libro: Libro in brossura
editore: Cue Press
anno edizione: 2020
L’esperienza cinematografica di Kubrick ha segnato la storia culturale del Novecento, diventando, di fatto, vero e proprio termine di paragone per tutti i registi successivi: da Orizzonti di Gloria a Spartacus e 2001: Odissea nello Spazio, da Shining a Barry Lyndon e Arancia Meccanica, fino alla "pellicola-testamento" Eyes Wide Shut, il cineasta britannico ha saputo reinterpretare i temi e generi più disparati realizzando sempre autentici capolavori. Nel presente volume, Bernardi, seguendo spesso originali chiavi di lettura, ci accompagna in un’approfondita analisi del lavoro del grande regista, dove personaggi, trama, ambientazioni e luci si compongono in un mosaico perfetto, in cui regna il perfezionismo stilistico di Kubrick.
Cinema noir americano 1960-2020. Pulp, crime, neo-noir
Renato Venturelli
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2020
pagine: 472
Nessun genere cinematografico americano ha saputo, al pari del noir, imporre la propria imprescindibile impronta estetica, stilistica e tematica nell'immaginario contemporaneo, transitando dall'epoca classica ai decenni successivi e fino a oggi in un ininterrotto alternarsi di rinnovamenti, recuperi, metamorfosi e contaminazioni. A partire dagli anni sessanta, tra remal hardboiled, citazionismi, gangster story, thriller e pulp, da "Detective Story" a "Il braccio violento della legge", da "Taxi Driver" ad "American Gigolo", da "Brivido caldo" a "Gli intoccabili", da "Blade Runner" a "Il silenzio degli innocenti", da "Heat" a "Mystic River" e "Pulp Fiction", il cinema noir americano ha saputo reinterpretare la sua grande tradizione, forte di una straordinaria schiera di registi, sceneggiatori e interpreti. Autori del calibro di Friedkin, Fleischer, Scorsese, De Palma, Mann, Eastwood, Lynch, Tarantino e tanti altri vi hanno trovato l'ideale contesto espressivo per film da considerarsi ormai alla stregua di classici. "Cinema noir americano 1960-2020", nel quale il rigore dello storico si combina con l'originalità e la precisione dello sguardo cinefilo, ricostruisce in tutta la sua ricchezza e complessità una delle pagine più significative della cultura americana contemporanea.
Tutto Truffaut
Oreste De Fornari, Jean Collet
Libro: Copertina morbida
editore: Gremese Editore
anno edizione: 2020
pagine: 253
Approdato alla regia dopo un'intensa e veemente attività di critico svolta dalle pagine dei «Cahiers du Cinéma», nel 1959 Frangois Truffaut realizza il suo primo lungometraggio: 1400 colpi. Quel film apre la strada al movimento della Nouvelle Vague e segna la consacrazione internazionale del suo autore. Tutto Truffaut ripercorre integralmente l'opera del regista attraverso l'originale accostamento di prospettive offerto da due autori di differente nazionalità. Film per film, il francese Jean Collet e l'italiano Oreste De Fornari ricompongono temi e stile dell'opera truffautiana, dalle storie romanzesche di amore e morte (Jules e Jim, Le due inglesi, La signora della porta accanto, Adele H.) ai film noir venati di rosa (La sposa in nero, Finalmente domenica!), dall'omaggio al mestiere del cinema (Effetto notte) al ciclo di "Antoine Doinel", alter ego del regista (I 400 colpi, Baci rubati...). Al commento degli autori fanno da contrappunto non solo i giudizi espressi dalla critica internazionale al momento dell'uscita in sala, ma la voce stessa di Truffaut: le sue parole, selezionate e raccolte dalle tante interviste rilasciate nel corso degli anni, illuminano ogni film della sua luce più autentica, rivelandone ispirazioni e intenzioni d'autore.
Il mestiere di casting director
Lilia Trapani Hartmann
Libro: Copertina morbida
editore: Lupetti
anno edizione: 2020
pagine: 187
Quella del casting director è una figura professionale emergente che incuriosisce e affascina. Eppure - sorprendentemente anche fra gli addetti ai lavori - pochi sanno in cosa consista realmente questo mestiere, quali siano le fasi del processo della composizione di un buon cast, quali le difficoltà che si incontrano, le differenze fra casting nei diversi generi di produzioni audiovisive e quali, infine, i "trucchi del mestiere". Questo libro nasce dal desiderio di fare chiarezza su questo processo anche in vista della formazione di nuove leve di professionisti. Il libro vuole anche essere un atto di amicizia nei confronti di coloro senza i quali non esisteremmo: gli attori! La seconda parte è quindi dedicata a fornire loro una gran quantità di consigli e informazioni utili, dalle basilari alle più sofisticate, affinché possano sentirsi sempre più fiduciosi in se stessi e nella collaborazione con noi casting director.
Il cinema di Michael Cimino
Giampiero Frasca
Libro: Copertina morbida
editore: Gremese Editore
anno edizione: 2020
pagine: 160
Michael Cimino è stato uno dei nomi più celebri del cinema americano a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Ma a una rapidissima ascesa è seguita un'altrettanto repentina caduta, tutto nell'arco di un paio di anni, il che ha fatto di lui prima un miracolato, poi un reietto. Il cacciatore ha attirato l'attenzione del grande pubblico e quella dell'Academy, che lo ha premiato con cinque Oscar, mentre l'insuccesso commerciale dei Cancelli del cielo è stato talmente rilevante da essere usato per sancire simbolicamente la chiusura di un'epoca, causando all'autore un ostracismo inflessibile da parte dei produttori e accelerando la fine della sua carriera. Eppure, Cimino incarnava una figura di artista molto particolare, colto e visionario, un perfezionista che sconfinava nella paranoia, fautore di un cinema che era frutto di una sintesi suprema tra l'enfasi spettacolare della Hollywood classica e una concezione personale di grandissima originalità. Eccentrico e testardo, Cimino ha fallito per la sua diversità rispetto ai grandi nomi della New Hollywood: isolato e ambizioso, arrogante perché orgogliosamente convinto dei propri mezzi, ossessivo al punto da rasentare la patologia. Il suo cinema candidamente anacronistico, fatto di ampie strutture narrative e di una maniacale direzione di attori e comparse, non ha lasciato mai indifferenti ma ha determinato sempre aspri dibattiti e polemiche, perfino nei pochi anni del grande successo internazionale. Questo libro - arricchito da numerose illustrazioni e concluso da un'intervista al regista, inedita in volume - non ha lo scopo di rivalutare l'opera di un autore che avrebbe potuto diventare immortale e invece è finito in un mesto dimenticatoio, bensì quello di tentare un'accurata analisi del suo lavoro per andare oltre l'aneddotica scandalistica che da I cancelli del cielo in poi ha condizionato l'obiettività di molti giudizi sul suo cinema e sulla sua vita.
John Wayne
Anton Giulio Mancino
Libro: Copertina morbida
editore: Gremese Editore
anno edizione: 2020
pagine: 188
Forte, risoluto, di poche parole, a volte rude, John Wayne ha impersonato il perfetto eroe americano, e con i suoi quasi 200 film girati in 50 anni di carriera è stato tra i più longevi portabandiera cinematografici degli Stati Uniti. Eppure, nonostante la fama mondiale, l'Academy lo ha sempre osteggiato per le sue idee tenacemente conservatrici, attribuendogli un solo Oscar nel 1970 per Il Grinta. In questo volume, Mancino ricostruisce un'ampia biografia artistica dell'attore che è al tempo stesso un grandioso affresco dell'America del Novecento. Dal debutto nel cinema muto (Brown of Harvard, 1926) a Ombre rosse (1939), film decisivo per la sua carriera, proseguendo con la Trilogia sulla cavalleria (Il massacro di Fort Apache, I cavalieri del Nord Ovest, Rio Bravo), Sentieri selvaggi (1956) e L'uomo che uccise Liberty Valance (1962), fino ai ruoli più "moderni" come in Ispettore Brannigan, la morte segue la tua ombra (1975), il racconto di questa sterminata filmografia procede di pari passo con quello di un paese diviso tra slanci ideali e tradizione conflittuale, aneliti di libertà e nevrotiche cacce alle streghe. Ne emerge il ritratto di un attore che forse come nessun altro ha incarnato con tanta convinzione le luci e le ombre del mito americano. Contrappuntato da un ricchissimo catalogo di immagini tratte direttamente dai fotogrammi delle pellicole, questo volume ripercorre la leggendaria avventura artistica del "Duca" di Hollywood, il divo burbero e reazionario che del suo lavoro amava dire: «Nei film recito la parte di John Wayne, a prescindere dal ruolo che mi viene dato. E mi sembra di cavarmela bene».
Caporali tanti, uomini pochissimi. La storia secondo Totò
Emilio Gentile
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2020
pagine: 192
Il principe Antonio De Curtis non era solito leggere i racconti degli storici. Lo appassionava solo la storia della sua famiglia, che risaliva all'imperatore Costantino. Non lo divertiva la Storia, cioè l'esistenza umana nel fluire del tempo, perché aveva una visione tragica della vita. Ma permetteva a Totò di spernacchiare tutte le persone che nella Storia, e quindi nella vita, si comportano da «caporali»: i prepotenti che tormentano gli «uomini» qualunque, costretti a vivere un'esistenza grama. Nei suoi novantasette film, ambientati nelle più varie epoche storiche, dall'Egitto dei faraoni all'Italia del 'miracolo economico' e all'Europa del Muro di Berlino, Antonio incarna nei personaggi di Totò sia i 'caporali' sia gli 'uomini', ma sempre con lo stesso proposito: «spernacchiare» i caporali, spiegando che la pernacchia «ha tanti scopi: deride, protesta, esplode con un grido di dolore». E difende così la dignità dell'uomo libero.
Il «mio» Parsifal. Inveramento di un mito. Guida all'opera cinematografica
Marco Filiberti
Libro: Libro in brossura
editore: Titivillus
anno edizione: 2020
pagine: 280
Prima di essere una sceneggiatura, un’opera cinematografica, un progetto editoriale o qualunque altra possibile declinazione, Parsifal è una condizione. La più implacabile, terribile e luminosa delle condizioni possibili, quella che può sopraggiungere solo dopo essersi inoltrati nella più oscura foresta di rovi e aver reso l’onore delle armi alla propria disfatta. Quest’opera monumentale e necessariamente poetica si configura, in ogni sua componente e accezione, come mappa misterica, al contempo personale e universale, di un’arte escatologica, sacra, totale e pura, come un tracciato iniziatico estirpabile dalla nostra abnegazione – il mito di ogni Queste, la Santa Cerca – e diretto alle sorgenti della Verità depositata nei grandi lasciti spirituali della storia umana. Questo Parsifal, tracimante di un’esperienza gnostico-esistenziale liminale al soprasensibile e alimentato dalla forza di un eros risacralizzato, delegittima ogni dualità conflittuale per lambire l’Uno platonico passando attraverso l’apoteosi della triade androgina, cellula vivificatrice di quella “creazione di mondo” wagneriana che Filiberti riconosce come sua unica progenitrice generativa nell’Era Moderna.
Matteo Garrone
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2020
pagine: 192
Matteo Garrone è uno dei registi italiani del nuovo millennio dalla firma più riconoscibile. Il suo immaginario è contraddistinto da una fondamentale fluidità in cui tutto si tiene e si mescola: la suggestione pittorica con l'"estetica del brutto"; la purezza morale con la più sordida abiezione; l'energia primigenia della fanciullezza con lo scetticismo cinico dell'età adulta. A dare originalità espressiva a quest'universo è uno stile che, partendo dal dato fenomenico colto nella sua più solida concretezza, determina invenzioni visive sempre originali. Ne deriva una produzione filmica in cui realismo e trasfigurazione grottesca, approccio documentaristico e costruzione fantastica si fondono in una perturbante quanto personale visione del mondo.
Estetiche della verità. Pasolini, Foucault, Petri
Giacomo Tagliani
Libro: Libro in brossura
editore: Pellegrini
anno edizione: 2020
pagine: 328
Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini e Todo modo (1976) di Elio Petri: due film gemelli ed estremi, dalla medesima tonalità apocalittica e dall'identico destino censorio. Due film che si trovano uniti anche nel confronto implicito con il pensiero di Michel Foucault, proprio in quei mesi impegnato in una svolta significativa nei suoi lavori con il passaggio da Sorvegliare e punire (1975) a La volontà di sapere (1976). Attraverso l'analisi comparata dei due film e di alcuni passaggi del filosofo francese dedicati al concetto di potere pastorale questo libro si concentra su una fase cruciale della storia della cultura critica europea, nella quale prende compiutamente forma, all'incrocio tra arte e filosofia, la riflessione sul ruolo della verità nell'esercizio del potere. Un momento originario che influenzerà ampiamente la teoria critica successiva nonché gran parte del cinema italiano più recente, da Nanni Moretti a Paolo Sorrentino e Matteo Garrone, e che propone alcune chiavi di lettura decisive per comprendere la nostra attuale ossessione per il vero e l'autentico nei comportamenti e nei sentimenti quotidiani.

