Forme d'arte
Futurismo
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 207
Il 20 febbraio 1909, accompagnato da un clamore internazionale, usciva su "Le Figaro", a Parigi, il manifesto di fondazione del Futurismo, stilato da F.T. Marinetti, poeta, letterato e geniale comunicatore. Con quello scritto programmatico Marinetti inaugurava una modalità di comunicazione dirompente e inedita per la cultura, poiché i manifesti futuristi sarebbero poi stati distribuiti con mezzi "popolari" come volantini stampati in centinaia di migliaia di copie, oppure pubblicati su organi d'informazione non specialistici, o declamati nelle affollatissime serate futuriste, aperte a tutti. D'allora in poi il Futurismo avrebbe adottato questa pratica comunicativa per ognuno dei molti ambiti in cui si avventurò - poesia, pittura, scultura, architettura, danza, teatro, arti decorative, grafica, pubblicità e molto altro -, nel suo sogno di saldare l'arte e la vita, ridisegnando l'intero orizzonte umano. E poiché in ognuno di quegli scritti si proclamavano le basi teoriche cui attenersi nella pratica artistica, per comporre questa mostra ci siamo affidati ai manifesti stesi dagli artisti visivi - da Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini, a Depero, Prampolini e agli aeropittori degli anni Trenta - esponendo le opere che meglio e più puntualmente illustrano i princìpi teorici esposti in ognuno. Perché, quelle che potrebbero apparire come invenzioni brillanti e curiose, sono in realtà la trascrizione di un vero sistema di pensiero.
Berlin 1989. La pittura in Germania prima e dopo il muro. Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina rigida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 131
A 30 anni dalla caduta del Muro, la mostra "Berlin 1989" alle Gallerie d'Italia di Napoli racconta i fermenti della pittura in Germania prima e dopo il Muro.
Mario Negri. Scultore a Milano
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 159
A trent'anni dall'ultima grande retrospettiva, la scultura di Mario Negri (1916-1987) è ospite negli spazi di Villa Necchi Campiglio, dove entra in dialogo con le stanze dell'abitazione e con alcuni pezzi della collezione Gian Ferrari. Artista e intellettuale, autore di opere intessute di raffinati rimandi culturali alla storia della scultura, amico di umanisti e scrittori (da Giovanni Testori a Vanni Scheiwiller) ma anche di grandi figure internazionali come Alberto Giacometti, Negri è stato un punto di riferimento per una certa cultura artistica e letteraria milanese. Negli ambienti disegnati da Piero Portaluppi la sua opera trova una nuova casa. Negri stesso, infatti, aveva sostenuto che le sculture non sono presenze isolate ma attori di una rappresentazione nello spazio, come erme ieratiche e solitarie di una misteriosa popolazione che parla una lingua moderna ma porta con sé un respiro antico. Realizzata in occasione della mostra a cura di Luca Pietro Nicoletti con Chiara, Marina e Maria Laura Negri, la monografia presenta i contributi del curatore e di Flavio Fergonzi, Alessandro Del Puppo, Duccio Nobili, oltre alle testimonianze di Chiara Negri, Ruggero Savinio, Enrico Della Torre, Arno Hammacher e alle opere dell'artista.
Canova. I volti ideali
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2019
pagine: 232
Il volume è il catalogo della mostra, allestita alla GAM di Milano dal 25 ottobre 2019 al 15 marzo 2020, che ricostruisce la genesi e l'evoluzione della tipologia di busti femminili realizzati da Canova all'apice della sua carriera. In mostra 30 opere, di cui oltre 20 Canova, provenienti da prestigiosi musei internazionali. I busti, chiamati da Canova stesso "teste ideali", ebbero immediata fortuna tra i contemporanei, sia presso la committenza sia presso la critica. I saggi contenuti nel catalogo ricostruiscono per la prima volta la storia di questo filone, a partire dai modelli classici e dal significato attribuito da Canova stesso, per arrivare alla fortuna, alterna, delle sue sculture nel corso del Novecento. Seguono le schede delle opere, raggruppate per temi o per prototipi, in cui si delinea la genesi sia dei soggetti sia delle singole sculture, collocandole, attraverso l'analisi di documenti dell'epoca, nel contesto storico e nella vicende biografiche di Canova. In chiusura si dà conto delle caratteristiche dell'allestimento, basato su un attento studio dei materiali, delle proporzioni spaziali e del rapporto visivo tra i busti e lo spettatore, a cui lo stesso Canova poneva grande attenzione.
Le sculture da viaggio di Munari
David A. Carter
Libro
editore: Corraini
anno edizione: 2019
pagine: 32
Così Bruno Munari descriveva le sue famose "sculture da viaggio", che l'illustratore e designer americano David A. Carter ha trasposto in questo libro pop-up, "Le sculture da viaggio di Munari". Carter stesso lo racconta così: "Il libro che avete tra le mani esplora un aspetto particolare della produzione di Munari, le sculture da viaggio. Munari è stato un artista estremamente sperimentale, e ritengo che abbia creato queste sculture sperimentando con la carta e con i vari modi di piegarla. La maggior parte di queste opere è di carta, come i moderni libri pop-up, mentre altre sono in legno, con inserti di cuoio, e altre ancora in metallo. Spero che amerete quanto me le sculture da viaggio di Bruno Munari. Non dimenticate di portare questo libro in viaggio con voi."
L'arte del disegno a Palazzo Spada. L'Astrolabium Catoptrico-Gnomonicum di Emmanuel Maignan
Laura Farroni
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2019
pagine: 143
Arte, scienza e architettura trovano unione attraverso il disegno nella realizzazione dell'Astrolabium Catoptrico-Gnomonicum progettato da Padre Emmanuel Maignan, dell'ordine dei Minimi, voluto da Bernardino Spada nel suo Palazzo di Roma e realizzato da Giovan Battista Magni nel 1644. Oggi l'arte del disegno, attraverso le sue diverse declinazioni quali il rilievo integrato dello stato di fatto, l'analisi compositiva dell'immagine, lo studio degli strumenti di rilievo e di quelli prospettici utilizzati per la costruzione dei tracciati, permette di conoscere il processo progettuale e di realizzazione dell'immagine riportata sulla volta della galleria del piano nobile. Si svela così la genesi geometrica in un confronto diretto con quanto riportato dallo stesso Padre Maignan nel trattato "Perspectiva Horaria sive de Horographia gnomonica tum theoretica, tum practica libri quatuor", edito nel 1648 a Roma. I diversi approfondimenti presenti nel testo permettono di definire l'Astrolabium come un'opera rappresentativa della cultura del progetto secentesca e in particolare della committenza Spada, in cui osservazione, percezione, rappresentazione e visione guidano le modalità di trasformazione funzionale degli ambienti del Palazzo. Il testo in oggetto è l'esito di parte di una ricerca scientifica sullo studio degli artifici presenti a Palazzo Spada, avviata nel Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Roma Tre da Laura Farroni. Con contributi di Matteo Flavio Mancini, Giulia Tarei, Maria Luisa Tuscano.
Ralph Rumney. Un ospite internazionale a casa Boschi Di Stefano
Elena Di Raddo
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2019
pagine: 78
Ralph Rumney è un fuori serie a cui è giusto riassegnare un ruolo preciso nel panorama artistico italiano che, con la sua fattiva presenza, ha concorso a internazionalizzare. Per qualità e tematiche è vicino agli autori amati dai Boschi Di Stefano negli anni cinquanta del Novecento e compagno di strada di molti di loro. Ha conosciuto e lavorato con Baj, Fontana, Manzoni, per citare solo i più noti, con i quali condivide esperienze e progetti. In questo volume Elena Di Raddo traccia un primo consuntivo biografico e critico dell'opera di Ralph Rumney, protagonista oggi sommerso dalla molteplicità dei nomi e degli eventi che hanno caratterizzato l'avanguardia del situazionismo. La collana "Visti da vicino" vuole infatti rimettere a fuoco, una a una, le personalità e le poetiche degli artisti scelti dai Boschi Di Stefano come amici, spesso, prima che come autori.
Nel segno di Leonardo. Modelli e sviluppi fra Lombardia e Piemonte. Catalogo della mostra (Vigevano, 4 ottobre 2019-6 gennaio 2020)
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2019
pagine: 80
Il volume intende indagare territori meno esplorati e angolazioni nuove del leonardismo. Vedere affiancate diverse opere quasi mai esposte precedentemente permette di riflettere sui vari stadi dell'influenza di Leonardo su alcuni artisti a lui contemporanei o di poco successivi. Fulcro della trattazione è la tavola della parrocchiale di Santa Giustina ad Affori raffigurante la Vergine delle rocce, generalmente ascritta a Luini o alla sua cerchia, prestito eccezionale in quanto non si vedeva in una rassegna pubblica da quasi quarant'anni, a cui sono state affiancate altre tre redazioni più un magnifico Giampietrino conservato alla Pinacoteca Albertina di Torino, anch'esso ispirato, molto liberamente, al capolavoro leonardesco. Sono illustrate anche un paio di opere influenzate in varia misura dall'inafferrabile e tuttora misterioso modello della "Madonna dei fusi" (tra cui una del tutto inedita, di grande finezza), due bellissime tavolette da soffitto, una scultura lignea inedita di altissimo livello e un notevole tardo Cesare Magni recentemente riscoperto, ricco di influenze extraleonardesche, dipinto proprio negli anni in cui il pittore lavorò per Vigevano. Significative sono anche sembrate le possibili influenze più o meno mediate del leonardismo sulla pittura piemontese, qui rappresentata da due incantevoli opere (poco note) di Defendente Ferrari e Gandolfino da Roreto. Si tratta dunque di opere poco conosciute al pubblico che permettono una stimolante riflessione su quanto il potente modello leonardesco abbia intrigato generazioni di artisti, non solo lombardi.
Lodz. Lo sguardo tragico degli innocenti
Letizia Evangelisti
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2019
pagine: 164
In questo volume sono presentate le produzioni grafiche dei fanciulli del ghetto di Lodz, con lo scopo di riportare un "cono di luce" su di essi, a volte anche grazie ad un nome impresso su un disegno, quasi per tentare di strapparli alle tenebre dell'oblio e della morte. Tali creazioni hanno rivelato la loro interiorità, emersa anche attraverso i loro bigliettini augurali e gli inviti agli spettacoli di fine anno scolastico, in cui si ravvisano le aspirazioni, i sogni e la ricerca di una "normalità" quotidiana, che spesso si scontravano con una tragica realtà, senza prospettive di sopravvivenza. Questi ragazzini ci hanno lasciato la prova testimoniale della loro esistenza nel ghetto, a volte con il tratto e la pressione marcati sul foglio, manifestazioni di paura o di rabbia, divenuti importanti quanto le parole, proprio per essere forme primordiali di espressione: è nato così il desiderio dell'autrice di riportare in vita almeno il loro ricordo.
Giacomo Quarenghi. I disegni dell'Accademia Carrara di Bergamo
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2019
pagine: 223
Perché pubblicare oggi il catalogo scientifico dei più di duecento disegni di Giacomo Quarenghi (Capiatone di Rota d'Imagna, Bergamo, 1744 - San Pietroburgo 1817) conservati dall'Accademia Carrara di Bergamo da centocinquant'anni? Perché Quarenghi è personalità tra le più importanti espresse dalla cultura della città e dei suoi territori, di statura internazionale per aver operato fuori d'Italia con continuità ed eccezionale qualità di risultati, in un periodo in cui la scena europea imprimeva un decisivo cambio di passo, nel segno della modernizzazione, perseguita con autorevolezza. Il privilegio di aver lavorato per la corte russa, in grande sintonia con Caterina II, per proseguire con Paolo I, figlio della colta e geniale imperatrice, e poi con il nipote Alessandro I, ne fanno una delle figure di spicco dell'architettura in Europa tra Settecento e Ottocento. L'impresa della catalogazione scientifica dei disegni del capace architetto bergamasco custoditi dalla Carrara nasce da un'idea di Piervaleriano Angelini, presidente dell'Osservatorio Quarenghi e acuto studioso dell'architetto ed è a cura dello stesso Angelini, di Irene Giustina, di M. Cristina Rodeschini, con la collaborazione di Maria Chiara Pesenti.
De Chirico. Catalogo della mostra (Milano, 25 settembre 2019-19 gennaio 2020)
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2019
pagine: 240
A distanza di cinquant’anni dalla storica monografica curata da Franco Russoli, Palazzo Reale torna, in occasione del centenario dalla scomparsa dell’artista, ad ospitare Giorgio de Chirico (Volo, 1888 – Roma, 1978) con una grande mostra a cura di Luca Massimo Barbero L’intera straordinaria carriera artistica del Pictor Optimus verrà ricostruita in catalogo attraverso un percorso articolato in sezioni tematiche che, con un’ottantina di capolavori, narreranno l’evoluzione pittorica di de Chirico, dall’invenzione di una personale mitologia, che passa per l’interpretazione dell’Antico, alla costruzione della propria immagine – pittorica e letteraria –, sino alla Metafisica e al superamento della stessa negli anni venti, quando l’artista getta nuova luce sui valori fondanti dell’arte del passato. Oltre a un percorso esaustivo nelle tematiche sviluppate da de Chirico nel corso della sua carriera, la retrospettiva darà rilievo come mai in precedenza alla tecnica e alle straordinarie qualità pittoriche dell’artista. Una rara riflessione infatti sarà riservata al segno del maestro che attraverso la sua opera si trasforma e si reinventa in maniera sempre autentica, come a voler sottolineare i molteplici temi di suo peculiare interesse.
Gatti
Théophile Alexandre Steinlen
Libro: Libro rilegato
editore: Elliot
anno edizione: 2019
pagine: 94
In questo volume vengono riunite le illustrazioni di gatti provenienti da due rarissime opere di Théophile Alexandre Steinlen, uno dei grandi artisti della Belle Époque. Si tratta di: "Des Chats; images sans paroles", edita da Flammarion nel 1898, e della raccolta dell'editore Eugène Rey dal titolo "Chats et autres bétes; dessins inédits", uscita postuma nel 1933.

