Linguistica
Bello
Yorick Gomez Gane
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 2020
pagine: 160
Chi di noi non è stato il bello di mamma e papà? Chi di noi non ha mai detto «come sei bella!» o «come sei bello!» all'amore della sua vita? E quali sono gli ultimi film italiani che hanno vinto l'Oscar? «La vita è bella» (1999) e «La grande bellezza» (2014). «Bello» è una parola fondamentale della nostra lingua e della nostra cultura, e riguarda la vita quotidiana di tutti gli italiani. Il termine ha radici antiche, ma anche grande vitalità nella lingua di oggi, con una bella (!) varietà di usi tra toponimi, cognomi, canzoni, proverbi, gerghi, dialetti e letteratura. Una parola di grande fascino, perfetta per rappresentare il nostro Bel Paese.
Les écritures francophones de la catastrophe naturelle
Sylvie Brodziak
Libro: Copertina morbida
editore: C&P Adver Effigi
anno edizione: 2020
pagine: 320
Linguaggi settoriali e specialistici. Sincronia, diacronia, traduzione, variazione. Atti del XV Congresso SILFI Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana (Genova, 28-30 maggio 2018)
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2020
pagine: 564
La riflessione sui linguaggi specialistici e settoriali tocca questioni fondamentali per la società, quali l'accesso di tutti alle diverse forme del sapere, il predominio dell'inglese nell'era della globalizzazione e, in taluni settori, il pericolo per la sopravvivenza stessa dell'italiano come lingua di cultura. Anche in prospettiva diacronica lo studio di tali linguaggi offre risposte inedite, ad esempio sulla questione del ruolo unificatore e nella diffusione dell'italofonia svolto da linguaggi quali quello aziendale-industriale, tecnico-scientifico o burocratico-amministrativo. A distanza di quasi mezzo secolo dalla pietra miliare del libro curato da Gian Luigi Beccaria ("I linguaggi settoriali in Italia", 1973), il volume documenta la ricchezza di temi, varietà e tipologie testuali studiate, fotografando lo stato dell'arte della ricerca sui linguaggi settoriali e specialistici.
Semantica della frase
Lunella Mereu
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2020
pagine: 196
Il libro offre una proposta di natura semantica sulla combinazione verbo-complementi all’interno dell’enunciato, basata sul concetto di frame e sulle recenti scelte teoriche della Linguistica cognitiva e della Grammatica delle costruzioni. L’analisi si avvale della ricerca su dati linguistici rilevati da corpora di ampia dimensione dell’italiano e individuati nei loro contesti d’uso. Lavorando su enunciati effettivamente prodotti dagli utenti e rilevando la frequenza con cui vengono formate le combinazioni verbo-complementi, si è in grado di identificare le costruzioni tipiche e maggiormente utilizzate, ma anche quelle più particolari e meno frequenti, interessanti in quanto portatrici di arricchimenti semantici e usi creativi che si fissano fino ad arrivare a vere e proprie espressioni idiomatiche.
Che cos'è un rebus
Emanuele Miola
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2020
pagine: 127
Quando e come gli esseri umani hanno cominciato ad associare lettere, parole e immagini? In che modo sono costruiti i rebus moderni? Che cos'hanno di interessante dal punto di vista linguistico? Il libro, muovendosi fra storia, ludolinguistica, sociolinguistica e tipologia risponde a queste domande e, approfondendo in particolare qual è la varietà di italiano che si incontra nelle frasi risolutive, fornisce al lettore gli strumenti utili per decifrare anche i giochi più difficili.
La verità sul linguaggio (per quel che ne so)
Michael C. Corballis
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2020
pagine: 264
Nel corso dei secoli, il linguaggio è stato spesso considerato come il dono di una qualche divinità o il prodotto di un fortuito e improvviso accidente della natura, una sorta di “big bang” verificatosi a un certo punto durante l’evoluzione della nostra specie. In questo libro Michael C. Corballis mette fortemente in discussione tali concezioni, sostenendo che l’origine e lo sviluppo del linguaggio umano sono riconducibili a lente e graduali modificazioni che hanno una lunga storia evolutiva.
Le regole e le scelte. Grammatica italiana
Michele Prandi
Libro: Libro in brossura
editore: UTET Università
anno edizione: 2020
La grammatica non è una monarchia assoluta ma una confederazione di territori diversi, retti ciascuno da una costituzione propria. In alcune zone, la grammatica ci impone regole non negoziabili; in altri, ci offre vasti repertori di opzioni all'interno dei quali siamo liberi di fare scelte consapevoli. La struttura dei suoni, delle sillabe e delle parole risponde a regole rigide; all'estremo opposto, un testo è il risultato delle scelte del suo autore. Nella frase, che è il punto di arrivo della costruzione di strutture e il punto di partenza dell'avventura comunicativa, i due modi di funzionare si danno il cambio. Ogni frase contiene un nucleo di relazioni grammaticali formali indipendenti dai contenuti organizzati, circondato da strati di espressioni al servizio di relazioni concettuali indipendenti che motivano la loro struttura. Le regole e le scelte analizza le risorse grammaticali dell'italiano alla luce degli sviluppi della ricerca linguistica di punta, utilizzando strumenti concettuali e descrittivi differenziati per strutture differenziate. In due punti l'impianto della grammatica si discosta dallo schema tradizionale. La morfologia è spostata alla fine del volume, nella convinzione che lo studio delle classi di parole non possa che essere un bilancio del loro funzionamento nella frase e nel testo. L'analisi delle relazioni tra processi come la causa e la concessione, tradizionalmente confinata all'analisi del periodo, include le strategie testuali. In questo modo, la descrizione delle strutture portanti del testo non è un capitolo separato ma trova il suo posto nell'architettura della grammatica. Una grammatica che non si limita a esporre regole e strutture, ma si propone di promuovere nel lettore la consapevolezza delle risorse della lingua e del ruolo attivo del parlante.
Il filo della voce. Indagini sul pensiero linguistico di Manzoni e sui Promessi sposi
Giuseppe Polimeni
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2020
pagine: 164
«Una lingua è un tutto, o non è». Su questo fondamento, un aut aut ricavato dall’esperienza della storia, Alessandro Manzoni sintetizza un’idea della lingua, organismo in cui le parti si corrispondono nel tutto, sistema che garantisce all’individuo la comunicazione dei pensieri e, in scala, la partecipazione di un’intera società alla vita civile e culturale della nazione. Attento, tra i primi, alla profondità “politica” del problema, lo scrittore non smette, nel suo «eterno lavoro», di interrogarsi sui «mezzi» che permettono di porre in atto un modello reale di lingua: la soluzione non può che ritrovarsi nell’«uso vivente», nell’“accordo” che si fonda sulla progressiva rinuncia dei singoli al gergo, all’idioma particolare. Il percorso accompagna e riflette quello di una società che per gradi abbandona lo stato di natura e si compone nell’istanza sociale, condivisa. Solo in apparenza l’individuo si perde nella “notte” di un codice che sembra generale e non determinato: dentro la lingua, che è appunto «un tutto», è chiamato a ritagliare lo spazio dell’espressione, a definire il timbro della voce. Ne sono prova tangibile i personaggi dei Promessi sposi, quella varietà morale e psicologica che, messa alla prova dagli eventi, lungo le strade provvidenziali, prende forma nello specifico e non confondibile linguaggio di ciascuno.
Tra norma e descrizione: gli «Avvertimenti» di Salviati nella tradizione grammaticale italiana (secoli XVI-XIX)
Francesca Cialdini
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Società Editrice Fiorentina
anno edizione: 2020
pagine: 160
I due volumi degli «Avvertimenti della lingua sopra 'l Decamerone» (1584-1586) di Lionardo Salviati rappresentano un momento importante della riflessione linguistica del Cinquecento. Per il prestigio dell'autore, l'ampiezza della materia trattata e della documentazione fornita, si può dire che gli «Avvertimenti» chiudano un lungo percorso aperto dalle «Regole» di Fortunio, la più antica grammatica italiana a stampa (1516). Il primo volume, pubblicato nel 1584 a Venezia presso i fratelli Guerra, ha come oggetto di analisi i criteri grafico-fonetici adottati da Salviati nella sua edizione del «Decameron» "rassettato" (1582) e il rapporto tra grafia e pronuncia in base ai due livelli linguistici, lo scritto del fiorentino trecentesco e il parlato cinquecentesco. Nel secondo volume, pubblicato a Firenze presso i Giunti nel 1586, l'attenzione di Salviati è invece posta sul nome, sulla preposizione, sull'articolo e sulle loro proprietà categoriali e morfosintattiche. Questo studio, dedicato al secondo volume degli «Avvertimenti», si muove in un'ottica comparativa, con lo scopo di mettere in evidenza sia la specificità della descrizione salviatesca nel contesto grammaticografico del Cinquecento, sia una sua eventuale influenza sulla tradizione successiva dal Seicento all'Ottocento.
Braille. La cultura tra le mani
Libro: Libro rilegato
editore: Anicia (Roma)
anno edizione: 2020
pagine: 224
Dal confronto tra studiosi e su temi di rilevante interesse è emersa l’intramontabilità del Braille, che, nell’era delle tecnologie, si conferma come strumento ineludibile per l’approccio con ogni sapere. Tra l’altro il Braille, in dimensione pedagogica, non solo si configura come chiave di ingresso nel futuro, bensì è interpretato come opportunità di riscatto rispetto a qualsiasi tentazione di inferiorizzazione e di marginalizzazione della persona non vedente o ipovedente. I vantaggi del Braille sono correlati, in particolare, con la sinergia che esso è in grado di estrinsecare nel rapporto con linguaggi non verbali come quelli della musica e dell’arte, attraverso cui è possibile manifestare e percepire ogni sentimento umano. L’impulso culturale del Braille si invera, infine, attraverso la sua configurazione di codice utilizzato in quasi tutti i paesi del mondo e, pertanto, funzionale al superamento della logica delle nazioni, contribuendo all’incontro fra i popoli e all’affermazione di una visione esistenziale planetaria.
Modeling translation. An interdisciplinary approach to translation training
Rossella Latorraca
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2020
pagine: 160
Gli scrittori si traducono. Riflessioni, discorsi e conversazioni sull’autotraduzione da parte di chi la pratica
Libro: Libro rilegato
editore: I Libri di Emil
anno edizione: 2020
pagine: 144
L’autotraduzione è una cosa strana. È una pratica molto comune e allo stesso tempo merce piuttosto rara, almeno in certi ambienti – su tutti quello letterario. Se chiediamo a un buon lettore di nominarci un autotraduttore, nella migliore delle ipotesi tirerà fuori dal cilindro Samuel Beckett. Nella peggiore, niente del tutto. Anzi, è probabile che ci chieda, stranito: perché, esistono scrittori che si autotraducono? La risposta è sì: questi scrittori esistono. Quando si tratta di parlare della propria esperienza, però, non sono molto loquaci. Le testimonianze di cui disponiamo sono rare e per di più, appartenendo alla produzione non letteraria, meno commerciale dunque, dei loro autori, hanno solo di rado varcato i confini linguistici entro cui erano state concepite. Da questa osservazione nasce l’idea del libro che tenete tra le mani, e che raccoglie una serie di testimonianze di autotraduttori mai pubblicate prima in italiano. La speranza è che il loro incontro-dialogo in un unico luogo favorisca il confronto tra posizioni diverse, espresse in momenti altrettanto diversi da diversi autori, più o meno noti nel nostro paese.

