Luni Editrice: Grandi pensatori d'Oriente e d'Occidente
Poesie esoteriche. Testo originale a fronte
Fernando Pessoa
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 160
Fernando Pessoa è universalmente noto per la folla di eteronimi da lui creati e attraverso i quali egli ha espresso le molteplici sfaccettature del suo animo e del suo pensiero. Ma questa moltitudine di "doppi" ha un centro segreto: è la sua produzione esoterica in versi e in prosa, che costituisce il culmine della sua opera ortonima. In una nota scritta nel periodo in cui cominciavano a prender forma i principali eteronimi, egli scrisse: "Mi sento multiplo. Sono come una stanza dagli innumerevoli specchi fantastici che distorcono in riflessi falsi un'unica anteriore realtà che non è in nessuno ed è in tutti". Al centro della sua poesia esoterica sta appunto questo Io anteriore che, in accordo con la tradizione gnostica alla quale Pessoa si richiamava esplicitamente, è descritto come un re esiliato dalla sua Patria celeste e prigioniero in questo mondo falso e irreale. È tradotta in questo volume un'ampia scelta delle poesie esoteriche di Pessoa, accompagnata dai testi originali e corredata da una introduzione critica e da un essenziale commento che ne illustrano i fondamenti teoretici e i rapporti con gli altri suoi scritti. Mirabile punto d'arrivo di questo grande filone creativo è il poemetto Messaggio, unico libro poetico in portoghese da lui pubblicato, l'anno prima della morte: in esso è pienamente sviluppato quel grande mito profetico-politico incentrato sulla figura messianica del Re Don Sebastiano che lo ossessionò per tutta la vita.
L'esoterismo di Dante
René Guénon
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 80
Decifrare il simbolismo della Divina Commedia è da sempre un compito arduo, che schiere di commentatori hanno affrontato nel corso dei secoli. Per il lettore odierno le cose si fanno ancora più difficili: non solo per il linguaggio enigmatico di cui Dante riveste le sue allusioni, le sue profezie e la struttura stessa del poema, ma per la distanza pressoché incolmabile tra la sua visione del mondo e quella attuale. L'uomo cosiddetto moderno vede del mondo solo il significato letterale, misurabile, quantitativo; per lui, tutto è solamente ciò che è, non rimanda a nulla se non a se stesso, al suo esistere qui e ora come entità misurabile, quantificabile, mercificabile o, se proprio vuole attribuirgli un valore intangibile, al massimo lo definisce come “informazione”. Per Dante e per tutti coloro che sono legati a una Tradizione autentica, invece, il mondo è una rete, in cui tutto ciò che esiste è legato da corrispondenze invisibili che rispecchiano un ordine infallibile, che si manifesta in cicli temporali, leggi matematiche, gerarchie degli esseri, un ordine di cui un sapere antichissimo ha tramandato i codici, ormai dimenticati, ma forse non del tutto. Guénon ne è uno dei custodi e in questi studi mette la sua conoscenza al servizio del poema di Dante, svelandone le corrispondenze più sottili e nascoste con la Tradizione originale. Sfatando le interpretazioni di autori che hanno creduto di spiegare Dante attraverso la lente deformante della loro epoca, Guénon non restituisce al suo simbolismo tutta la complessità metafisica da cui è sorto.
Il simbolismo della croce
René Guénon
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 192
La croce è da secoli l'emblema della tradizione religiosa propria della civiltà occidentale, anzi, per più di duemila anni, o almeno finché gran parte dell'Occidente non ha deciso, mosso da fini coscienti o da impulsi inconsci (e le analisi di questi motivi potrebbero essere inesauribili), di rimuovere, decostruire o esplicitamente distruggere gran parte dei fondamenti stessi della sua cultura, ne è stata il simbolo per eccellenza. La croce però non appartiene in modo esclusivo al cristianesimo e alla storia degli emblemi occidentali; e anche se questo può apparire ormai un concetto acquisito, è molto meno evidente il senso profondo del suo simbolismo universale. Guénon come sempre ricerca i concetti spirituali e metafisici che le figure simboliche esprimono, i princìpi intangibili nascosti dietro alle raffigurazioni materiali. Li analizza con una precisione vertiginosa, sorretto dalla sua conoscenza diretta delle concezioni essenziali delle dottrine dell'Islam, dell'India, dell'ebraismo, di tutta la tradizione cristiana, ermetica e massonica e molto altro ancora. Si rivela così una pluralità ricchissima di sensi simbolici che illuminano il significato stesso del nostro essere al mondo e degli scopi dell'esistenza umana. In questi studi, però, il senso della condizione umana è inserito in una ricerca molto più vasta del significato dell'esistenza universale e delle modalità in cui si manifesta: i diversi stati che, nella loro molteplicità, riflettono l'unicità del principio infinito dell'Essere.
Breviario dei politici. Testo latino a fronte
Giulio Mazzarino
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 288
Queste massime, dedicate alla caccia al potere politico nell’Europa del Seicento, ignorano le astrazioni che sorreggono la politica e il potere, e sono dedicate al singolo individuo che vuol prevalere sugli altri. È un breviario sui generis di massime morali (o immorali, ma intelligenti), scritte da uno che parla di sé e le ha collaudate, non nella riflessione libresca, ma nella vita attiva e tumultuosa. Un breviario del politico che si dedica agli affari altrui, con lo scopo finale di provvedere nel modo più efficace agli affari propri. I connotati specifici sono quelli del cardinale Giulio Mazzarino, per quanto la fonte di questo piccolo scritto non sia documentata. Ma non si può escludere che egli sia proprio l’autore, e non solo il personaggio rappresentato: anzi, è l’ipotesi più plausibile. Il testo, in latino di cancelleria un po’ stentato, fu pubblicato più volte fra il 1684 e il 1723, in edizioni arricchite via via di alcune aggiunte. Di solito si presenta al lettore italiano la traduzione del 1698, mentre la presente è una traduzione d’oggi. Essa è ricavata dalla più recente fra le edizioni antiche (più ampia di quella utilizzata dal traduttore seicentesco). L’ultima edizione con la traduzione italiana seicentesca, ripubblicata da Giovanni Macchia, seguiva il testo del 1684. Al momento, la presente edizione, con testo latino a fronte e traduzione in italiano, è semplicemente la più completa in assoluto.
La peste di Milano del 1630
Giuseppe Ripamonti
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 432
Dante e il suo tempo
Dimitrij Sergeevic Merezkovskij
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 80
Merežkovskij, spinto dalla nostalgia per la madre patria, scrisse le seguenti parole dai colli fiorentini dove studiava la Divina Commedia: «Oh terra straniera e familiare! Perché proprio qui più che in qualsiasi altro luogo sento che la nostalgia della patria è inestinguibile?». La vita di Dante che qui viene descritta negli aspetti più sconosciuti anche per il lettore più attento, trae fondamento dagli studi profondissimi che l'autore fece dell'intera opera dell'Alighieri, raccontandoci la quotidianità del sommo poeta e quella del suo tempo, delle persone che lo amarono e odiarono e che "riempirono", per così dire, la sua esistenza. Il racconto della vita di Dante e del suo tempo inizia, ritorna e ruota intorno alla Commedia: tutto è in essa contenuto e ogni cosa rappresentata trae origine dalle terzine eterne. Merežkovskij è pervaso di quel sentimento poetico che porta spesso chi ama un autore e la sua opera maggiore a scorgere anche nei passaggi più chiari e semplici le risonanze delle intenzioni più recondite. In questo modo egli tratteggia la figura di Beatrice, di Virgilio, dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso con una penna intrisa di desiderio di trasmettere al lettore non solo il suo stesso amore per Dante ma con la volontà di far conoscere la quotidianità del Duecento perché anche noi possiamo apprezzarne e tratteggiarne un quadro per comprendere appieno l'Opera del Divino Poeta.
Vita di Napoleone raccontata da lui medesimo
Napoleone Bonaparte
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
La figura di Napoleone Bonaparte è di tale complessità che la sterminata letteratura e ricerca storica fiorita su di lui e la sua epoca non si è ancora esaurita dopo più di duecento anni. Eppure, questo breve libro sotto forma di autobiografia, da solo potrebbe bastare per capire la parabola straordinaria di quest’uomo. Nel 1817 a Londra l’editore Murray pubblica il testo con un titolo intrigante, Manoscritto giunto da Sant’Elena in maniera sconosciuta e senza precisare l’autore… Tutti o quasi credettero che fosse stato scritto da Napoleone, che dal 1815 viveva relegato su quell’isola inaccessibile dell’Atlantico, immaginando che fosse riuscito a far giungere in Europa clandestinamente la storia delle sue imprese. Il successo fu clamoroso e nello stesso anno il libro fu ristampato da Murray ben quattro volte. Fu tradotto in inglese, pubblicato a Bruxelles e a Francoforte, mentre in Francia fu proibito. Come sempre avviene, la proibizione rese l’opera ancora più interessante e presto cominciò a circolare clandestinamente, mentre i lettori continuavano a chiedersi se Napoleone ne fosse veramente l’autore oppure no. Con il suo stile sobrio e vigoroso, ripercorre tutte le tappe della sua ascesa, dalle folgoranti vittorie della giovinezza, alla presa del potere con il Consolato, fino ai trionfi imperiali e alla partenza per l’esilio definitivo dopo i Cento Giorni. Una sintesi magistrale che restituisce al lettore tutta la passione e il genio di un grande della storia dell’umanità.
Scritti danteschi
Luigi Pirandello
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 80
Questi scritti raccolti e presentati a distanza di cento anni dalla loro prima pubblicazione e praticamente inediti, ci mostrano un Pirandello attentissimo studioso dell’opera di Dante: dimostrano come il Maestro siciliano conoscesse alla perfezione le terzine dell’Alighieri. L’ultimo scritto, "La commedia dei diavoli" e "La tragedia di Dante", è il testo, riveduto e ridotto in forma di saggio, di una lettura tenuta da Pirandello in Orsanmichele il 3 febbraio 1916, pubblicato nella Rivista d’Italia (settembre 1918) e mai raccolto in volume. A mero titolo di esempio della profondità con la quale Pirandello affronta le Cantiche dantesche, e della meravigliosa “penna” con la quale riusciva a dare ai suoi pensieri forma esatta, compiuta e magistrale, egli scrive: «Vediamo per effetto del suo passaggio in mezzo all’eterno di questo mondo, a mano a mano destarsi una vita momentanea che la potenza dell’arte fissa in atteggiamenti eterni, e non pensiamo più che questo transitorio nell’eterno, divenuto per potenza d’arte a sua volta eterno, non è certamente per il poeta com’è per noi. Noi vediamo il fatto – così eternamente fissato – dov’egli vedeva e sentiva ancor nuova e calda la sua fattura; cioè, noi vediamo il sentimento del poeta – divenuto quasi realtà fuori di lui – consistere nella rappresentazione ch’egli ne ha fatto; ma questa consistenza con un carattere d’eternità che il sentimento oggettivato del poeta ha per noi, non poteva averla per lui che vedeva ancora invece l’atto del crearla a mano a mano che la materia gli consisteva dentro, quand’era ancora caldo quel sentimento momentaneo per cui, ad esempio, Farinata – proprio ora – in quel gesto gli si levava dall’arca «dalla cintola in su», o Francesca e Paolo gli s’appressavano al grido affettuoso per narrargli i loro dolci sospiri».

