Zecchini: I racconti della musica
Gustav Mahler. Il canto della terra. All'ombra degli abeti
Adele Boghetich
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2014
pagine: 122
Giacomo Puccini. Bello e... possibile. Tradizione, modernità e futuro della musica
Vincenzo Ramón Bisogni
Libro: Libro in brossura
editore: Zecchini
anno edizione: 2014
pagine: IV-240
"Come le tante sue creature teatrali, Puccini richiama irresistibilmente amore rendendo arduo il porsi criticamente 'terzi' nel parlarne. Ci siam quindi rifatti a un Diderot che considerava la naïveté più vicina alla verità che non il pregiudizio per condurre da innamorati, con innocente buonafede, un ragionato viaggio d'amore nel mondo pucciniano, nel suo non lungo excursus esistenziale per concluderlo, come Toscanini, al punto in cui il Maestro è morto, convinti anche noi che siano i primi due atti di Turandot a costituire la più bella e compiuta opera del '900 musicale".
Bizzarie musicali
Gianfranco Plenizio
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2014
pagine: 124
Musiche incompiute. Di che cosa è morta la musica classica?
Alessandro Zignani
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2012
pagine: 156
La favola delle "incompiute" e dei loro completamenti. Musica come uscita dal tempo: una sfida che fa paura. Compositori che vogliono invertire il corso della storia con la loro arte, convinti che la musica sani le piaghe del male. E cadono sul percorso verso la luce. All'origine di tante partiture senza finale, c.è la paura di una rivelazione; quasi mai, la morte improvvisa dei loro creatori. Perfino la più celebre sfinge della musica: la sinfonia cosiddetta .Incompiuta. di Schubert, è una visionaria sinfonia in due movimenti, e non un torso mutilo. Schumann, Bruckner e Mahler lo sapevano, e ne hanno tenuto il debito conto; noi, non più. Per noi, ogni partitura non completata è materiale di saccheggio per musicologi in odore di santità. Viviamo sui lacerti cartacei dei Sommi, perché non sappiamo esprimere una cultura. Ma all.origine di tante battute vuote, in Coda ai capolavori ultimi, c.è un rifiuto: che l.artista si faccia pontefice di valori ultraterreni; che elabori il lutto per la morte di Dio. Le musiche incompiute sono il referto di una stagione perduta: quando la musica credeva di cambiare il mondo; e i suoi artefici se ne sono accorti, e hanno ucciso il testamento già stilato per i posteri.
La sinfonia dell'Ottocento
David Toro
Libro: Libro in brossura
editore: Zecchini
anno edizione: 2010
pagine: VI-250
"Per poter enunciare opinioni e concezioni artistiche diverse non mi sembrò disdicevole inventare personaggi artistici contrastanti, di cui Florestan ed Eusebius erano i più importanti, mentre Meister Raro fungeva da mediatore fra di loro. Questa Lega di David percorre tutta la rivista come un filo rosso collegando verità e poesia in modo umoristico." Così Robert Schumann descrive, nel 1833, finalità e scopi della Lega di David, comunità di amici nati dalla fantasia letteraria del musicista, sulla scia di opere quali Die Serapionsbrüder (I Fratelli di San Serapione) di E.T.A. Hoffmann o i Flegeljahre di Jean Paul; dalla Lega di David, la cui finzione poetica ci presenta lo stesso Robert (Eusebius e Florestan), l'amata Clara (Chiarina), il collega Mendelssohn (Felix Meritis) e tanti altri compagni, il cammino che porta alla Neue Zeitschrift für Musik (Nuova rivista di musica) è breve. Dalla sue pagine Schumann conduce un'appassionata lotta contro i "filistei", termine che nell'Ottocento designa i "borghesi" e quindi i "mercanti dell'arte", in nome del patrono David, nome ispirato ad uno dei personaggi dei Maestri cantori di Norimberga o forse dall'uso studentesco di assegnarsi uno pseudonimo (l'eroe biblico che sconfigge i Filistei).
Richard Wagner. Das Rheingeld, un fiume di danaro
Vincenzo Ramón Bisogni
Libro: Libro rilegato
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 156
Le parrucche di Hoffmann. Un omicidio «musicale» a Berlino
Alessandro Zignani
Libro
editore: Zecchini
anno edizione: 2009
pagine: 156
Nel 1817 Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, è giudice di corte penale a Berlino. La sua vita, e la sua personalità, sono scisse in due: di giorno, tutela la dignità della legge, di notte dà corpo ai fantasmi della sua morbosa sensibilità di sifilitico. La malattia incide sui suoi muscoli e nervi. Tornato dalle udienze, si asside su di un seggiolone tarlato e scrive i suoi racconti dell'incubo, mentre la sua vicina, Frau Graube, tempesta il clavicembalo con suoni straniati e inquietanti. Tra loro, c'è la simbiosi dei moribondi. Un giorno, al cospetto del giudice Hoffmann viene introdotto il garzone di bottega Daniel Schmolling. In un raptus, ha sgozzato la convivente, uccidendo anche il figlio che lei gli portava in grembo. Hoffmann a poco a poco entra in simbiosi con l'assassino. Contro la perizia psichiatrica che lo dichiara incapace di intendere e di volere, si mette d'impegno a dimostrare la colpevolezza di Schmolling. La sua pazzia, è un'aggravante. Se l'arte è follia, giustificare l'assassinio con la follia, è uccidere l'arte. Ma Schmolling - Hoffmann lo impara presto - conosce già da tempo sua eccellenza il giudice, la cui opera, Undine, ha avuto un ruolo importante nel suo progressivo delirio. Schmolling, uccidendo, ha compiuto quell'opera d'arte che Hoffmann, per viltà, ha rifiutato di confidare al mondo. Mandando Schmolling alla forca, Hoffmann capisce che uccide se stesso, e l'idea di bellezza in cui ha creduto.

