Aguaplano
La nazione e il teatro. Alberico Gentili, Shakespeare e l'Inghilterra elisabettiana
Cristiano Ragni
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2021
pagine: 320
Cosa si intende per nazione? Nell'epoca tumultuosa della frattura del Cristianesimo, delle guerre di religione e delle grandi scoperte geografiche, l'Inghilterra elisabettiana costruisce la propria identità anche accogliendo esuli e rifugiati provenienti da mezza Europa. Fra questi, l'italiano Alberico Gentili è protagonista di un'accesa polemica con John Rainolds, puritano ostile alla politica ecclesiastica della regina. L'oggetto della controversia è l'arte nel suo più profondo punto di contatto con la società, la storia, l'identità politica inglese. Rainolds condanna il teatro senza appello perché distoglie gli uomini da Dio, mentre Gentili lo difende dalla furia moralizzatrice dei puritani. Una polemica che ne contiene altre, come quella sul ricorso alla guerra: per il partito di Rainolds, crociata necessaria in difesa della vera Chiesa contro l'anticristo spagnolo; per il padre del diritto internazionale, e significativamente anche per Elisabetta e i suoi ministri, strumento sottratto alla sfera della religione, necessario per il ridimensionamento delle ambizioni di Filippo II. Cristiano Ragni ricompone i numerosi tasselli di questo intreccio di politica, teatro e nascita della nazione seguendone le tracce in alcune opere di Shakespeare che lo rendono manifesto e ne esplorano le parti più oscure. I drammi storici che qui vengono analizzati mostrano come Shakespeare – nemico dei puritani quanto la regina e Gentili – fosse consapevole che la nazione è una costruzione complessa alla stregua di un'opera d'arte, in cui leggi ed emozioni vanno abilmente mescolate. Come accadde nel regno di Elisabetta. E come Shakespeare seppe raccontare a teatro.
Cosmo libertà uguaglianza
Paolo Vinti
Libro
editore: Aguaplano
anno edizione: 2020
pagine: 144
“L’ipotesi Paolo Vinti è: la vita di un filosofo e poeta. L’ipotesi Paolo Vinti è: il corpo di un filosofo di strada. Come Socrate, che stava nell’agorà, nella piazza, nelle vie ad interrogare la gente. Come Diogene, che viveva in una botte e girava di giorno con una lanterna accesa, e quando gli chiedevano «Ma che fai?» rispondeva: «Cerco l’uomo.» Paolo fa filosofia con le parole, ma soprattutto la fa con la parola incarnata, con il corpo, con l’esempio del suo modo di vivere, tutti i giorni. Vivere per le strade. L’ipotesi Paolo Vinti è: un poeta che usa la lingua a misura di precise, precisissime strategie testuali e corporee. Il linguaggio è un cantiere sempre aperto, dove lo scrittore passa le giornate, in bilico sulle impalcature del senso con in mano il secchio e la cazzuola, e in testa un cappello di carta di giornale. Paolo lavora in quel cantiere, e programmaticamente si adopera a forzare il linguaggio, ritmi, risonanze, timbri, accento strascicato, tutto il corpo che trema nell’emettere il suono, per schiudere l’immaginazione di chi ascolta”. (dalla postfazione di Wu Ming 1). Con un saggio di Wu Ming.
Il maestro dei bambini turbolenti. Sandro di Lorenzo sculture in terracotta agli albori della Maniera
Lorenzo Principi
Libro
editore: Aguaplano
anno edizione: 2020
pagine: 504
Questo libro costituisce il primo tentativo di ricomposizione del problema del Maestro dei bambini turbolenti, anonimo scultore attivo a Firenze a inizio Cinquecento. Nei dieci capitoli della monografia la ricerca si snoda attraverso la ricostruzione della vicenda critica, le proposte identificative, l’analisi dei soggetti caratterizzanti, la ricognizione delle fonti figurative e iconografiche. Nella seconda parte del volume trova posto il catalogo ragionato delle opere riferibili al Maestro, mentre nella terza vengono prese in esame le sculture espunte dal corpus. Tra le principali novità del libro vi è la riconsiderazione dell’identità dell’Anonimo. I dati archivistici noti e una fonte letteraria finora trascurata consentono di riconoscere definitivamente il Maestro dei bambini turbolenti in Sandro di Lorenzo (1483-1554) – artista fin qui senza opere ma del quale si possiede un accurato profilo biografico – e di collegarlo con certezza a una notevole opera documentata, ad attestazione dell’alta qualità delle sue creazioni. La figura di questo enigmatico scultore, stovigliaio e profumiere solleva questioni di grande interesse, come la conduzione di una bottega polivalente e la diffusione, attraverso la terracotta, di invenzioni di maestri ben più noti, da Leonardo da Vinci a Giovanfrancesco Rustici a Michelangelo. A Sandro di Lorenzo, infine, viene dedicato un prezioso regesto che raccoglie i documenti, molti dei quali inediti, su questo sfuggente protagonista della vita fiorentina della prima metà del Cinquecento.
E-mail da Shahrazad
Mohja Kahf
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2020
pagine: 184
"E-mail da Shahrazad" è l'esordio letterario di Mohja Kahf, pubblicato originariamente nel 2003. La raccolta, prima traduzione italiana di una sua opera, è nel suo complesso una riflessione ironica, amara e appassionata sulla memoria, le radici e le difficili prospettive della società multiculturale. La cifra stilistica dell'autrice, in grado di raccogliere le differenti e complementari eredità di scrittrici come Wislawa Szymborska e Annie Ernaux, si distingue per un'efficace e comunicativa alternanza di registri fra dramma, commedia e improvvisi slanci lirici, tenuti insieme da una vivida capacità narrativa e immaginifica.
Non voglio fare il barbiere! Ediz. italiana e inglese
Carla Scagliosi
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2020
pagine: 56
Volume realizzato in occasione della mostra «Taddeo di Bartolo», a cura di Gail E. Solberg, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria, dal 7 marzo al 7 giugno 2020. Età di lettura: da 7 anni.
Poesie della chiara certezza. Antologia 1955-1999
Uxio Novoneyra
Libro
editore: Aguaplano
anno edizione: 2020
«Galizia, sarà la mia generazione a salvarti? / Andrò un giorno dal Courel a Compostela su terre libere?» Questi versi, tra i più famosi di Uxío Novoneyra, ricalcano la direttrice principale della sua vita: scandagliare il suo tempo, rivendicare la questione galega prima e dopo il franchismo, mettendo in scena la situazione storico-politica attraverso l’ancoraggio alle peculiarità linguistiche e culturali della propria terra. La poesia di Novoneyra si nutre dell’oralità, dei riti di condivisione della cultura popolare e di quella pop, della ricerca di un ascolto che non esige un’ermeneutica immediata, anzi diviene la carica di un carillon che si compone di unità minime, parole essenziali, quasi scheletriche, che tuttavia si muovono in modo armonico e fluttuante grazie al ricorso a rime più o meno esatte, assonanze, correlazioni, parallelismi, ripetizioni e onomatopee. Una lingua-mondo che non rifugge le varietà dialettali del galego, ma le nobilita tra un richiamo alla tradizione trobadorica e prestiti polemici dal linguaggio neoliberale internazionalmente omologato. Con il suo canto, in questa antologia Uxío Novoneyra è il poeta universale che ha descritto in anticipo la lenta agonia del mondo rurale e, allo stesso tempo, la crisi identitaria dei contesti urbani.
La pala dei Decemviri di Pietro Perugino
Marco Pierini, Barbara Jatta
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2020
pagine: 72
Il volume è il catalogo della mostra di Perugia (Galleria Nazionale dell’Umbria, ottobre 2019 - gennaio 2020/Città del Vaticano, Musei Vaticani, febbraio-aprile 2020). La Pala dei Decemviri di Pietro Perugino, una delle opere identitarie della Pinacoteca Vaticana, esce per la prima volta dopo duecento anni dai musei dal Vaticano e ritorna nella sua città; in quella capitale dell’arte che l’aveva commissionata al maggiore artista cittadino del XV secolo, il divin pittore Pietro Vannucci. Questo prestito eccezionale, e più ancora il fatto che la pala viene riunita alla sua cornice originale e alla sua cimasa dopo 222 anni dallo smembramento dovuto alle requisizioni napoleoniche e ricollocata nella Cappella dei Priori, dalla quale era stata spostata già prima del 1562, costituiscono l’occasione per gli approfondimenti proposti in questo quarto Quaderno della collana. Un largo giro di pensieri sulla fortuna del dipinto e della sua cimasa, sulla storia travagliata della sua committenza, accuratamente ripercorsa alla luce di nuove puntualizzazioni archivistiche, sulle vicende della confisca francese, della restituzione allo Stato Pontificio e degli innumerevoli interventi di restauro.
Le poesie di Agar. Ediz. inglese e italiana
Mohja Kahf
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2020
pagine: 96
Mutamenti. Corpo, lavoro, rete
Roberto Presilla, Gabriele Gabrielli, Alberto Pirni
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 92
All’inizio del secolo scorso, parlando della vita nelle grandi metropoli, Simmel aveva già saputo scorgere una certa «intensificazione della vita nervosa [...] prodotta dal rapido e ininterrotto avvicendarsi di impressioni esteriori e interiori». Oggi, tra ibridazioni uomo-macchina, moltiplicazione dell’identità digitale e aspirazioni post-umane, si può sostenere che l’individuo vive l’epoca dell’accelerazione perpetua, della simultaneità e della fine dello spazio-tempo. Ed è quindi inevitabile domandarsi: l’essere umano è strutturalmente in grado di abbandonare una configurazione analogica dell’esistenza per divenire esso stesso digitale? Ed è pronto a farlo? Stiamo forse rischiando di essere le informazioni che riceviamo, di dissolverci in esse? Intorno a tali interrogativi nasce questo piccolo volume, che raccoglie le riflessioni di tre studiosi su altrettante dimensioni della rivoluzione digitale e del potenziamento tecnologico: il corpo, il lavoro, la rete. Tre orizzonti nei quali l’uomo e il suo sapere paiono disgregarsi e svanire e che, invece, rappresentano le principali sfide per la filosofia, la scienza e l’etica di domani.
Naturalia e artificialia. Musei, raccolte e collezioni dell’Università degli Studi di Perugia
Libro: Libro in brossura
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 188
"Naturalia e artificialia. Musei, raccolte e collezioni dell’Università degli Studi di Perugia", a cura di Cristina Galassi, documenta il lavoro svolto in questi ultimi anni dall’Università degli Studi di Perugia e dal Centro d’Ateneo per i Musei Scientifici: in particolare dal 2014 al 2019 sono stati inaugurati nuovi allestimenti e/o strutture espositive, come la Gipsoteca Greca e Romana, il Museo di Anatomia Umana, la Galleria di Matematica, la nuova serra delle xerofite dell’Orto Botanico e il Laboratorio di Scienze Veterinarie e Zootecniche. Sale così a otto il numero delle strutture espositive dell’Ateneo regolarmente aperte al pubblico nel corso di tutto l’anno. Il recente intervento di pulitura e restauro delle collezioni di calchi in gesso della Gipsoteca Greca e Romana ha messo a disposizione dell’Ateneo e dell’intera comunità un patrimonio artistico e culturale di straordinario interesse. Sì è dunque costituito un polo museale universitario in città – che va ad aggiungersi alla superficie fruibile dell’Orto Medievale e dell’Orto Botanico localizzati presso il complesso abbaziale di San Pietro – rendendo pienamente disponibile a un ampio pubblico una raccolta di calchi preziosa, patrimonio comune della cultura europea nei cui spazi sono stati già organizzati eventi di assoluto rilievo come la preview di un’opera di Andy Warhol. Il libro, che vuole raccontare la realtà attuale dei musei e delle raccolte dell’Università degli Studi di Perugia, è realizzato in carta e cartoncino Oikos Fedrigoni, ottenuti con l’utilizzo del 50% di fibre di riciclo conformi alla direttiva FSC-DIR-40-004 e il 50% di pura cellulosa certificata FSC. Un volume in carta riciclata che è in linea con un’idea di Università per lo Sviluppo Sostenibile alla quale l’Ateneo di Perugia ha lavorato molto e con orgoglio in questi anni.
Al riparo dalla tempesta. Franco Garelli 1909-1973
Libro: Libro rilegato
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 176
Una vera damnatio memoriae ha quasi eclissato Garelli dalle pagine della storia dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1973. Così, dopo un lungo periodo di silenzio, intervallato da isolati episodi espositivi, la figura complessa di Franco Garelli torna a reclamare una rilettura del proprio profilo artistico. Scopo di questo libro è dunque restituire l’immagine e il sentimento di un artista lirico, se non certo festoso quantomeno realmente poetico e solare; una immagine nuova rispetto alla precedente linea della critica degli anni sessanta e settanta che poneva l’accento sul tema struggente, lacerante e greve della infelice condizione umana nella società. Nicoletta Colombo e Marco Franzone rendono finalmente giustizia a questo eclettico esploratore dei nuovi orizzonti della materia, che muoveva la propria indagine su numerosi fronti, disegno, pittura, scultura, in escalation verso il ricorso a vernici industriali e a materiali disparati dall’organico all’inorganico: legni, ceramica, bronzo, ferri, persino paste alimentari e formaggi, fino alla più avanzata riqualificazione di trouvailles meccaniche e di laminati. Il vitalismo e la personale inquietudine attivistica di Garelli lo portarono a scambi culturali intensi, corroborati da viaggi e da esperienze di lavoro maturate in Francia, Stati Uniti, Giappone, Perù, Germania, Belgio, stimoli incisivi per la lucida sperimentazione scaturita da uno spirito pragmatico e allo stesso tempo irregolare, da outsider.
Io sono l'atomo in balìa dell'infinito. Federico Faruffini, Perugia, 15 dicembre 1869. Catalogo della mostra (Perugia, 19 ottobre-15 dicembre 2019)
Libro: Libro rilegato
editore: Aguaplano
anno edizione: 2019
pagine: 88
Il Nobile Collegio del Cambio celebra, all’interno dei suoi spazi monumentali, il pittore lombardo Federico Faruffini, che scelse di concludere a Perugia la sua tormentata esistenza suicidandosi il 15 dicembre 1869, nel suo studio di via Antica. Con questa mostra, che conta pochi pezzi ma straordinari per qualità pittorica, si ricordano i centocinquanta anni dal rapido passaggio di Faruffini in città. Coerentemente con quanto realizzato nelle mostre dedicate a Perugino, Raffaello e Sassoferrato (2013) e a Velázquez e Bernini (2017), anche in questo caso l’"Autoritratto" del pittore dialoga con quello, bellissimo, realizzato da Perugino sulla parete lunga della Sala dell’Udienza: una sala che Faruffini scelse come ideale ambientazione per alcuni suoi dipinti. Il canto del cigno dell’artista è rappresentato da un dipinto raffigurante "L’armiere etrusco" o "Gli etruschi a Perugia": un magnifico brano di pittura che viene presentato accanto ai suoi quattro disegni preparatori, notevoli per finitezza e precisione. Il volume-catalogo rende conto di questa questa intensa esposizione, alla quale hanno contribuito l’Accademia Nazionale di San Luca, i Musei Civici di Pavia, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, il Museo Civico di Palazzo della Penna in Perugia, la Giunta Regionale dell’Umbria e un importante collezionista privato.

