Architettura
Healthscape. Nodi di salubrità, attrattori urbani, architetture per la cura. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 312
Oggi la salute non riguarda più soltanto l’ambito medico, ma è diventata una questione molto più complessa, che investe la definizione di strumenti per il benessere dei cittadini e anche per una cura strutturale della città. Alla luce di ciò, il progetto di architettura non può rispondere semplicemente a requisiti di natura materica, ma deve riflettere sulla propria specificità, per poter dare un proprio contributo al radicamento di una nuova idea di cura e garantire il requisito della salubrità urbana. Il volume, con contributi di architetti, paesaggisti, filosofi, accademici di fama internazionale, presenta un ripensamento progettuale dei luoghi della cura come ospedali, scuole, stazioni e spazi legati alla mobilità, parchi e aree verdi, attraverso il superamento della logica degli spazi chiusi e monofunzionali. Ridefinire, a partire da questi elementi, il sistema di relazioni significa principalmente costruire nuovi meccanismi di cura della città, in cui entra in gioco una forte responsabilità nei confronti della salute dei cittadini che non può originarsi da una scelta estemporanea, ma deve essere il risultato di un approfondito lavoro di ricerca.
La città degli orti. Coltivare e costruire socialità nei piccoli spazi verdi della Grande Milano
Mario Cucchi, Daniela Gambino, Antonio Longo
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 204
Quanti sono gli orti urbani nella Grande Milano? Come sono curati, coltivati e da chi? Quanto producono e quali altre funzioni e servizi svolgono? Come cambiano e possono contribuire al disegno del paesaggio e al miglioramento della vita della città? Quello degli orti urbani milanesi è un fenomeno esteso e di grande impatto. I terreni dedicati a queste coltivazioni raggiungono nel loro insieme oltre 850 ettari. Formano colonie e aggregazioni in particolar modo nelle aree periferiche. A volte sono di poche unità, spesso estesi per diversi ettari, di iniziativa pubblica o autorganizzati. I capitoli del libro descrivono gli orti milanesi trattandone gli aspetti geografici, morfologici e paesaggistici, le modalità di coltivazione, la resa e il rapporto con i consumi delle famiglie, gli strumenti di gestione, la multifunzionalità e in particolare la funzione sociale, costruendo una base informativa per nuove politiche e progetti. Allargando lo sguardo all’intera città metropolitana, gli orti di Milano sono stati osservati, descritti e mappati, costruendo un inedito database, a cui si accompagna un apparato originale di mappe e diagrammi.
Periferie del cambiamento. Traiettorie di rigenerazione tra marginalità e innovazione a Milano
Francesca Cognetti, Daniela Gambino, Jacopo Lareno Faccini
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 180
Il volume esplora il significato e il ruolo delle periferie urbane nella città contemporanea, prendendo avvio da un’esperienza di ricerca e attivazione durata oltre due anni in diversi quartieri di Milano, maturata all’interno del programma “La città intorno” di Fondazione Cariplo. A partire da una riflessione pratica e teorica sull’indagine territoriale collaborativa, come strumento per la costruzione di un sapere locale e partecipato, il volume approfondisce tre territori paradigmatici: il quartiere Adriano, una periferia delle grandi espansioni urbane incompiute, il quartiere Corvetto, una storica periferia dell’edilizia pubblica posta ai bordi agricoli della città, e via Padova, una periferia dal denso tessuto abitativo privato caratterizzata dal fenomeno dell’immigrazione. Tre esplorazioni che mettono al lavoro diverse prospettive di lettura – spaziale e urbanistica, antropologica e sociale – per interpretare la complessità della città, i diversi modi di abitarla e le possibili traiettorie di trasformazione.
Storia del bosco. Il paesaggio forestale italiano
Mauro Agnoletti
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2020
pagine: 384
Faggi, castagni, querce, larici, abeti… Oltre il 35% della penisola è coperto da boschi, un paesaggio che spesso percepiamo come primigenio e 'naturale'. In realtà, come il resto del nostro paesaggio, i boschi sono un prodotto della storia, sempre legata all'opera dell'uomo che ne ha modificato tutte le caratteristiche. Nell'antichità il bosco è già largamente utilizzato, tanto che le foreste naturali nel primo secolo d.C. sono meno di una decina. Il bosco di alto fusto e il bosco ceduo, la forma più diffusa, hanno contribuito al bisogno di legna da fuoco, carbone e legname da costruzione, consentendo allo stesso tempo il pascolo del bestiame. Dal medioevo all'Ottocento sono le costruzioni navali che modellano gran parte dei boschi, legando strettamente il mondo dei commerci mediterranei a quello della montagna. Da nord a sud, poi, esiste una 'civiltà del castagno', vero e proprio 'albero del pane' a cui intere popolazioni devono la propria sopravvivenza. Oggi l'esodo dalle campagne e dalle montagne ha portato alla ricomparsa di macchie e foreste in territori antropizzati da secoli. E il desiderio di ricercare nel bosco valori naturalistici si è sovrapposto alla realtà storica di un paesaggio forestale come prodotto culturale. Un viaggio alla riscoperta dello straordinario rapporto che ci lega alle 'selve oscure'.
Adattamento ai cambiamenti climatici di architetture e città green
Fabrizio Tucci, Valeria Cecafosso, Alessia Caruso, Gaia Turchetti
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2020
Camere azzurre. Costruzione di un'antologia mediterranea: da Palladio a Peter Märkli
Vincenzo Moschetti
Libro: Copertina morbida
editore: Firenze University Press
anno edizione: 2020
pagine: 242
Il mondo mediterraneo è stato inteso per secoli come "camera iperbarica" in cui la produzione di immagini idilliache, da parte dei viaggiatori del Grand Tour, ha condotto negli abissi la sua reale vicenda architettonica, figlia di compromissioni dello spazio. Il saggio presentato ha definito la costruzione di un (contro-)Atlante all'interno del quale le architetture hanno agito per traslazioni aggiornando, in funzione dello spazio, la nozione di geografia. Il testo indaga tale "sconfinamento" attraverso il tema dell'abitare borghese, cercando un principio logico tra il Mediterraneo e le architetture di Palladio, Rossi e Märkli, unite da un sistema di distanze invisibili in grado di dimostrare la temporaneità delle "mappe". Se è vero quindi che la costruzione dello spazio modifica le carte geografiche è lecito chiedersi in questo senso dove il Mediterraneo finisca, domanda alla quale si è voluto trovare risposta per mezzo del progetto d'architettura e dei suoi fenomeni compositivi.
Narrate case le vostre storie
Mauro Giancaspro
Libro: Libro in brossura
editore: CLEAN
anno edizione: 2020
pagine: 80
Disegni di Diego, racconti di Mauro. Quali dei due nascono prima? È evidente! I disegni delle case. Nasce prima la casa: è sempre stato così. L’uomo prima pensò a mettere su casa in una caverna, poi la scarabocchiò con i graffiti, poi imparò a leggere e a scrivere. Una sera d’estate al tavolino esterno di una vineria, messo sul marciapiede lungo una strada signorile della nostra città, che non ha niente di panoramico o di monumentale, è seduto pacificamente Diego. Ha davanti a sé un bicchiere di vino. Non ricordo bene perché mi trovassi a quell’ora da quelle parti e con mia moglie. Ricordo però che ero disperato per la difficoltà di parcheggio. Alla fine, fermo la macchina in divieto di sosta davanti a un cancello a pochi passi da Diego e gli raccomando: “Guardami la macchina!” Ritorniamo e, sempre lasciando l’auto in posizione assai precaria, ci sediamo accanto a Diego a farci un goccetto. Curioso come sono, chiedo dare uno sguardo ai cartoncini che ha davanti. Sono una trentina di disegni. Case. Una per cartoncino. Case, case fiabesche, case ammiccanti, case ridenti, case arrabbiate, case sexy, case anoressiche, case bulimiche, case con gli occhiali, case che fumano, case che fanno sberleffi, forse caricature di case. “Bellissime! - dico - Viste così, l’una dietro l’altra, sembrano illustrazioni di una fiaba non scritta!” Diego beve un sorso di vino e mi fa: ”Perché non la scrivi tu?” E io l’ho scritta. E le case raccontano le loro storie.
Per una nuova monumentalità (1937-1956)
Giacomo Leone Beccaria
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2020
pagine: 308
La questione di una “nuova monumentalità”, individuata da storici e progettisti come Gregor Paulsson e Peter Meyer, nasce e muove i primi passi in Europa prima del secondo conflitto mondiale. Tuttavia è negli Stati Uniti, dove approdano i suoi promotori in cerca di rifugio, che il dibattito si accende veramente. Lo scontro negli anni ’40 tra Sigfried Giedion e Lewis Mumford rappresenta l’esito editoriale più evidente oltre che l’apice della discussione. Giedion promuove una “Nuova Monumentalità” (1943) dal carattere multidisciplinare in numerose pubblicazioni e nelle riunioni dei CIAM; Mumford, invece, nega la possibilità di un monumento moderno (1937), sottolineando come la questione stia minando la stessa ideologia modernista, sempre più lontana dal funzionalismo delle sue origini. Il volume presenta una ricerca condotta su fonti in gran parte inedite, utile a far luce su vicende solo parzialmente note la cui portata è riconoscibile in un’intera stagione dell’architettura moderna. Un saggio dedicato a docenti, studenti e ricercatori con un particolare interesse verso la storia e la teoria dell’architettura della prima metà del XX Secolo e i suoi principali protagonisti.
Lo studio del limite. Investigazioni sulla chora tra città e paesaggio
Luisa Smeragliuolo Perrotta
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2020
pagine: 124
Le città oggi sono caratterizzate dalla continuità tra la parte urbana e la campagna. Non esiste più una distanza tra città percepibile come paesaggio rurale o uno spazio di transizione tra un nucleo urbano e l'altro. La difficoltà di riconoscere i confini fisici e amministrativi di una città si trasforma in difficoltà a riconoscere il senso di tali limiti. Riescono i confini di una città a essere rappresentativi della sua identità? Ha ancora senso parlare di limite quando si parla di città? Il tema del limite della città è stato affrontato attraverso il caso studio della città di Capaccio in provincia di Salerno. Qui la città contemporanea è cresciuta intorno ai resti dell'antica colonia greca di Paestum. Il volume intende riflettere sul senso del limite della città con l'obiettivo di trovare una strategia progettuale capace di costruire una relazione significativa tra la città antica e la città nuova di Capaccio.
I capannoni a Parma. Storie di persone e di città
Libro
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2020
pagine: 208
Un volume che illustra e narra la storia dei Capannoni. La parola "capannone", nel gergo parmigiano, è piuttosto diffusa e utilizzata per lo più come sinonimo di rozzo e per definire quelle persone che fuoriescono dall'etichetta dei modi urbani, civili, beneducati. La parola trae origine dai caseggiati ultrapopolari costruiti tra il 1929 e il 1935 in zone fuori dal centro urbano: i Capannoni, appunto, così soprannominati per la loro grossolana forma a capanna. Qui, per molto tempo, sono regnati miseria e degrado e la città benpensante ha frequentemente guardato a questa zona con disprezzo e sospetto. I Capannoni furono abbattuti dalle amministrazioni democratiche nel secondo dopoguerra, tra la fine degli anni Cinquanta e il 1970 quando, negli anni del miracolo economico e oltre, alle numerose famiglie che affollavano la Navetta, il Cornocchio, il Cristo, il Paullo o il Castelletto, furono destinate nuove e più dignitose case popolari. Lo studio è stato realizzato dal Centro Studi Movimenti di Parma e alcuni docenti dell'Unità di Architettura del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell'Università di Parma - in collaborazione con l'Archivio storico comunale e l'Archivio di Stato di Parma.
Nuove architetture a Milano. La città dalla ricostruzione al boom economico (1945- 1958) in un classico dell'epoca
Roberto Aloi
Libro: Copertina morbida
editore: Hoepli
anno edizione: 2020
pagine: 202
Il libro - un'istantanea della Milano del boom economico quando nuove architetture stavano cambiando il volto della città - assume a sessant'anni di distanza il valore di documento storico, integrato per ogni edificio da schede e fotografie che ne documentano lo stato attuale. Dopo i bombardamenti della guerra Milano rinasce con grande velocità. Roberto Aloi, in questo volume pubblicato nel 1958, documenta il fervore edilizio che interessa grattacieli, palazzi per uffici, condomini, scuole, ospedali, biblioteche, musei, chiese, teatri. Ognuna delle 70 schede è un identikit dell'edificio attraverso fotografie, dettagli, disegni, piante. In questa edizione, curata da Marco Strina, grafico e studioso dell'archittettura milanese, e Marco Biraghi, docente di Storia dell'architettura al Politecnico di Milano, ogni edificio è accompagnato da una scheda storico-critica redatta da esperti che inquadra criticamente l'edificio e ne narra il destino, raffigurato, se tuttora esistente, attraverso una fotografia attuale.
Il principio territoriale
Alberto Magnaghi
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2020
pagine: 336
Il territorio è il «bene comune» per eccellenza. Formato da città - piccole, medie e grandi - borghi e paesi, sistemi agroforestali e ambientali, infrastrutture urbane e rurali, costituisce un vero e proprio essere vivente, i cui geni, personalità e bellezza, sono frutto di processi coevolutivi fra insediamento umano e ambiente sedimentati nel corso della storia. Questi caratteri identitari e il loro drammatico sfarinamento nella corsa di Megacity all'urbanizzazione globale del pianeta sono analizzati in "Il principio territoriale", dialogando con la cultura multidisciplinare praticata dai territorialisti e con i molti soggetti della cittadinanza attiva che vanno creativamente rinnovandoli per il benessere collettivo. Da questo punto di vista, ri-abitare il territorio diviene per Alberto Magnaghi atto politico e la sua progettazione, alimentata e indirizzata da nuove forme di democrazia comunitaria, una possibile via d'uscita da quel divorzio fra natura e cultura che ci ha condotti all'alienazione della crescita senza limiti. «Tornare al territorio» - alla terra, alla montagna, all'urbanità, ai sistemi socioeconomici locali - significa ritrovare le regole che ci consentono di affrontare la produzione dello spazio in quanto «ambiente dell'uomo» secondo modalità capaci di affrontare strategicamente anche la profonda crisi ecologica globale che stiamo vivendo. Tracciando un percorso che, attraverso la crescita della «coscienza di luogo», va dal riconoscimento collettivo dei valori patrimoniali alla integrazione delle culture idrauliche, ambientali, urbane, agroforestali energetiche e produttive in un progetto bio-regionale, Magnaghi condensa le sue esperienze e la sua visione complessiva definendo in forma organica e compiuta quel «principio territoriale» che potrà orientare la rotta di una futura civilizzazione eco-territorialista.

