Economia
Governance and distributional issues in global public goods
Libro: Libro in brossura
editore: Università La Sapienza
anno edizione: 2011
pagine: 184
I beni pubblici sono beni non rivali e non escludibili. Essi sollevano sempre problemi di governance. Sono, infatti, fonte di fallimenti del mercato e lo stato è praticamente la sola istituzione capace di supplire alla insufficiente fornitura di essi da parte dei singoli. I beni pubblici internazionali sono beni pubblici che estendono la loro influenza al di là di un singolo paese. Per essi nasce un problema di governance di difficile soluzione, data l'impossibilità (o difficoltà) di costituire istituzioni internazionali che svolgano lo stesso ruolo dello stato nel caso di beni pubblici nazionali. Questo libro delinea un quadro analitico unitario per affrontare i problemi di governance e di distribuzione posti dai beni pubblici internazionali, collegando i problemi stessi all'esistenza di conflitti sugli obiettivi fra i singoli paesi e alla difficoltà di coordinamento degli strumenti, nel caso di obiettivi coincidenti. Esso affronta inoltre l'analisi di casi specifici di produzione di beni pubblici internazionali, quali la prevenzione delle malattie contagiose, l'uso dell'acqua nel bacino del Nilo, il finanziamento dei beni attraverso gli aiuti internazionali. Il libro è rivolto agli studiosi di economia pubblica, globalizzazione e organizzazioni internazionali nonché a quelli interessati alle tematiche che sono oggetto specifico dei singoli capitoli.
Bric. Brasile, Russia, India, Cina alla guida dell'economia globale
Andrea Goldstein
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2011
pagine: 169
Nato dalla fantasia di una banca d'affari come un semplice artificio di marketing, l'acronimo Bric è ormai diventato sinonimo dello spostamento dell'ago della bilancia dell'economia mondiale dai paesi industrializzati alle economie emergenti. Grazie all'impressionante crescita registrata negli ultimi anni, Brasile, Russia, India e Cina hanno ridotto la povertà e incorporato centinaia di milioni di persone nella classe media. Un risultato ottenuto grazie alla globalizzazione, al commercio e agli investimenti, ma seguendo un percorso originale, in cui le politiche pubbliche hanno sostenuto la trasformazione dell'economia. Un processo che ha creato molti vincitori, non esente tuttavia da conseguenze negative in termini di diseguaglianze e utilizzo di risorse esauribili. Conoscere a fondo le dinamiche emergenti dell'economia mondiale, qui descritte nelle loro luci ed ombre, aiuta a fare scelte importanti senza cadere preda delle facili sirene del protezionismo e della xenofobia.
Compendio di storia del pensiero economico
Stefania Squillante
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Giuridiche Simone
anno edizione: 2011
pagine: 192
Il volume è rivolto a coloro che devono affrontare gli esami di «storia del pensiero economico», di «storia dell'analisi economica», ma anche di «storia delle dottrine economiche», i cui contenuti sono perlopiù corrispondenti nei programmi delle facoltà che li prevedono. Il compendio, partendo dalle origini più antiche della disciplina (Platone, Aristotele, Patristica e Scolastica), analizza i contributi teorici determinanti per la nascita e per il successivo sviluppo della storia del pensiero economico. Si descrivono le contrapposte posizioni di fisiocratici e mercantilisti, le dottrine liberiste di cui il sostenitore più famoso è Adam Smith, le idee originali di David Ricardo e quelle rivoluzionarie di Karl Marx. Grande spazio è dedicato ai marginalisti (Jevons, Menger, Weber, Wicksell, von Hayek, Walras, Pareto, Fisher, Marshall, Pantaleoni, Clark, Viner, Pigou) e a John Maynard Keynes; si parlerà poi degli studi di Joseph Alois Schumpeter e di Piero Sraffa, che si distanziò in maniera decisa dalla teoria marginalista e soprattutto dal concetto di equilibrio economico generale. Nel capitolo conclusivo si passano in rassegna gli orientamenti più recenti della ricerca economica, tra cui il modello di Arrow-Debreu; la teoria dell'impresa di Ronald Coase, William Baumol, Joe Bain e altri.
Fuori dal tunnel. Le difficili transizioni dalla scuola al lavoro in Italia e nel mondo
Francesco Pastore
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2011
pagine: 109
La transizione dalla scuola al lavoro rappresenta per molti giovani un tunnel buio e interminabile, tanto lungo che non si sa mai quando avrà termine. Questo libro individua nella scarsa esperienza lavorativa dei giovani rispetto agli adulti la causa principale delle loro insoddisfacenti prospettive occupazionali e salariali. Gli economisti si sono divisi sulle cause e sui rimedi da adottare per permettere ai giovani di acquisire un'adeguata esperienza lavorativa. I liberisti ritengono che il mercato debba risolvere la difficoltà dei giovani permettendo che sia pagato loro un salario d'ingresso più basso, pari alla loro minore produttività, e favorendo una maggiore flessibilità in modo da permettere loro di passare più facilmente da un lavoro all'altro fino a trovare the best job-worker match. I lavori temporanei sono visti come un utile strumento dai liberisti. Gli interventisti, invece, criticano la flessibilità in entrata e i lavori temporanei. La prima funziona solo se accompagnata da sicurezza occupazionale e salariale. Altrimenti aiuta coloro che già hanno un livello d'istruzione (e una motivazione) maggiore. Il lavoro temporaneo permette di accumulare esperienza lavorativa generica, ma non specifica al posto di lavoro. La soluzione è invece un policy mix nel quale la flessicurezza si accompagni ad un sistema d'istruzione più democratico e ad un sistema di formazione professionale più efficiente.
Esercizi di economia
Giancarlo Beltrame
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2011
pagine: 312
Il capitalismo ibrido. Saggio sul mondo multipolare
Valerio Castronovo
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2011
pagine: 144
Che genere di capitalismo si sta profilando all'orizzonte dopo i mutamenti di scenario e di prospettiva avvenuti nel primo decennio del nuovo secolo? La devastante crisi esplosa fra il 2007 e il 2008 ha segnato l'eclisse del turbocapitalismo, di un capitalismo eminentemente speculativo, sempre più separato dalla produzione e dal lavoro, volto a produrre denaro mediante denaro, che aveva avuto per epicentro gli Stati Uniti. Ma è tramontato nel frattempo anche il capitalismo di matrice keynesiana, quello dell'economia sociale di mercato, che dal secondo dopoguerra aveva assunto per luogo d'elezione l'Europa occidentale. Sarà dunque la Cina, la nuova potenza emergente, a imporsi in base a un modello di sviluppo non ancora definibile esattamente, che combina insieme i postulati di Adam Smith, Karl Marx e Confucio? Valerio Castronovo effettua una ricognizione a tutto campo, lungo i molteplici spazi e percorsi dell'economia globale, per individuare alcune forme incipienti di un neo-capitalismo che non ha più nulla a che vedere con quello novecentesco anche se ne reca alcune tracce. Che sia l'India o il Brasile, l'Australia o il Sudafrica, nuovi protagonisti si sono affacciati sulla scena mondiale, con propri modelli di sviluppo.
Dove va la storia economica? Metodi e prospettive. Secc. XIII-XVIII-Where is economic history going? Methods and prospects from the 13th to the 18th centuries
Libro: Copertina morbida
editore: Firenze University Press
anno edizione: 2011
pagine: 576
Analisi statistica dei mercati monetari e finanziari. Analisi univariata
Giuseppe Storti, Cosimo D. Vitale
Libro
editore: Edizioni Scientifiche Italiane
anno edizione: 2011
pagine: 404
Semestre europeo. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2011
pagine: 80
Semestre europeo. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 2011
pagine: 80
Valorizzare il lavoro per rilanciare l'impresa. La storia delle isole di produzione alla Olivetti negli anni '70
Federico Butera, Giovanni De Witt
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2011
pagine: 480
Il lavoro di fabbrica nel '900 si è sviluppato seguendo il modello tayloristico fordista simboleggiato dalle operazioni elementari ripetute infinite catena di montaggio. Ma negli anni '70, con il passaggio dalla meccanica all'elettronica la riduzione del ciclo di vita dei prodotti e la crescente competizione internazionale, diviene necessario ricercare nuove forme di organizzazione del lavoro. L'Olivetti individua la soluzione nelle unità di montaggio integrate (Umi), o isole di produzione, formate da 15-20 lavoratori responsabili della qualità e del collaudo di un prodotto: non più un lavoro a catena frantumato i operazioni elementari, ma un lavoro ricomposto in compiti più complessi che richiedono competenza e responsabilità. Migliaia di lavoratori sono avviati a corsi di formazione per apprendere le nuove mansioni e adeguarsi alle innovative soluzioni organizzative adottate dall'impresa. Il cambiamento è frutto di studi, progetti, idealità di una classe di dirigenti, tecnici, operai che hanno assorbito la lezione di Adriano Olivetti e condividono l'aspirazione a ricomporre e valorizzare il lavoro. Da questa positiva esperie derivano spunti per riflettere anche oggi sulla necessità di nuovi modelli organizzativi che, basandosi su cooperazione, conoscenza e comunicazione, siano capaci di valorizzare il lavoro e l'impresa e di attivare una reale partecipazione al processo produttivo. Attuale rimane anche il metodo per progettare e gestire il cambiamento.
Debitocrazia. Come e perché non pagare il debito pubblico
Damien Millet, Eric Toussaint
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni Alegre
anno edizione: 2011
pagine: 173
Il mondo vive la più grave crisi economica e finanziaria dal 1929. Con l'esplosione della crisi dei titoli tossici e il conseguente salvataggio delle banche, gli Stati dei paesi più industrializzati hanno accresciuto a dismisura il proprio debito e cominciato ad adottare i piani di aggiustamento strutturale che negli anni Ottanta furono imposti ai paesi del Sud del mondo. Una fase di austerità colpisce in profondità l'Europa e gli Stati Uniti, e l'Italia ne viene travolta in modo particolare. Il rischio di default, del fallimento degli Stati, ritorna prepotentemente sulla scena pubblica con effetti sociali devastanti: disoccupazione di massa, riduzioni dei salari, tagli profondi ai servizi sociali, rimessa in discussione del sistema pensionistico, privatizzazioni e stretta democratica. Una fase storica si chiude e un'altra, densa di incognite, sta per aprirsi. Questo libro racconta in modo agile e comprensibile i meccanismi che hanno prodotto tale situazione, i casi più eclatanti, come quello greco o islandese, e avanza una proposta dirompente: la sospensione del pagamento del debito e l'istituzione di una Commissione di audit pubblico per stabilire la legittimità o meno del debito per annullarre quello illegittimo. Il libro è frutto del lavoro e degli studi del Comitato per l'annullamento del debito al terzo mondo (Cadtm). Uno dei suoi curatori, Eric Toussaint, è noto ai lettori italiani per i suoi interventi in trasmissioni come "Report" o "L'Infedele".

