Economia
Il campo dei miracoli. Crisi finanziaria e nuovi modelli di sviluppo
Augusto Leggio
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: 340
La realtà in cui siamo oggi immersi è il prodotto di un modello di sviluppo occidentale basato sul primato del mercato sullo Stato, sull'idea che l'economia possa autoregolarsi e sulla preminenza della libertà individuale e del denaro al di sopra di ogni altro valore. In tale quadro lo sviluppo della tecnologia dell'informazione e delle telecomunicazioni ha razionalizzato e potenziato ogni tipo di attività realizzando economie di scala e di scopo mai conosciute in passato e ponendo in contatto le genti. Il risultato è un sistema globale ricco di opportunità, in continua evoluzione, interconnesso, ma instabile e teso a esasperare le disuguaglianze. Esso avrebbe dovuto essere adeguatamente controllato al fine di contrastarne le possibili distorsioni. Così non è stato e la crisi ne è la prova provata. Inoltre, appaiono palesi le difficoltà dei decisori a porre adeguato riparo ai danni economici e sociali prodotti dalla crisi e la loro volontà di non modificare il modello di sviluppo, ma di apportarvi solo taluni correttivi.
Le aziende dell'economia di comunione. Mission, governance e accountability
Maria Gabriella Baldarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Città Nuova
anno edizione: 2011
pagine: 208
L'economia di comunione, progetto nato in Brasile nel 1991 su iniziativa di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei focolari, è espressione di un agire economico che coniuga le regole e i valori dell'impresa con i valori della comunione. Attualmente coinvolge più di 700 imprese in tutto il mondo ed è oggetto di interesse e studio da parte di insigni economisti, sociologi, filosofi. Il presente studio ne ripercorre l'origine e gli sviluppi; gli obiettivi delle aziende che aderiscono al progetto, quali le problematiche di governance delle stesse e quali direttrici si possono individuare per misurare, rendicontare e comunicare all'esterno e all'interno le loro risultanze aziendali. Nella parte finale si analizza la problematica delle aggregazioni aziendali, definite poli che stanno contribuendo allo sviluppo dei luoghi in cui hanno sede, diventando veri propulsori di crescita, economica, umana e culturale.
Nomos & Khaos. Rapporto 2010-2011 sulle prospettive economico-strategiche
Libro: Libro rilegato
editore: Agra
anno edizione: 2011
pagine: 496
Giunto alla settima edizione, il Rapporto dell'Osservatorio sugli Scenari Strategici e di Sicurezza (Osss) di Nomisma, illustra con cadenza annuale gli sviluppi delle interdipendenze tra economia e strategia. Prospettando opportunità, rischi e alternative che si presentano all'Italia e all'Europa, "Nomos & Khaos" ha finora offerto ai decisori politici ed economici un prezioso riferimento sotto il profilo dell'analisi previsionale delle dinamiche geopolitiche e geoeconomiche. Nell'edizione 2010-2011 combina la ricognizione dei maggiori elementi di novità intervenuti nelle macroaree del pianeta con un'analisi della distribuzione mondiale dei fattori di potenza, nell'intento di dar conto delle grandi trasformazioni avvenute negli ultimi anni, accelerate recentemente dalla crisi economico-finanziaria che ha colpito l'Occidente.
Costruire la fiducia. Istituzioni, élite locali e mercato del credito in tre province lombarde (1861-1936)
Marina Romani
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2011
pagine: 192
Le banche locali, fondate in epoca postunitaria, hanno rappresentato un potente strumento di diffusione della fiducia. Il graduale estendersi della loro azione ha contribuito alla progressiva istituzionalizzazione del mercato del credito lungamente legato a circuiti informali, o a meccanismi di tipo paternalistico, o a pratiche usurarie. I differenti ambienti sociali ed economici di cui esse erano emanazione plasmarono in maniera originale, e in un contesto normativo fluido, le caratteristiche di ciascun istituto determinandone la differente capacità di incidere sulla realtà circostante. Non c'era nulla di scontato: dopo l'Unità fondare una banca significava raccogliere una sfida e misurarsi con un mondo parzialmente inesplorato, valendosi di una cultura ancora in fieri e di norme operative da costruire passo a passo, procedendo per prove ed errori. Esistevano grandi aspettative, non necessariamente fondate, e gli istituti di credito erano chiamati a compiti non sempre coerenti con gli ineliminabili vincoli di bilancio. L'intento dell'Autrice è quello di riempire di significati l'investimento nell'industria del credito, utilizzando la banca come osservatorio privilegiato di una realtà in fase di trasformazione, e come strumento per gettare criticamente luce sull'assetto creditizio e sulle classi dirigenti di tre province lombarde - Bergamo, Brescia e Mantova - misurandone i successi e gli insuccessi, e con quelli la capacità di intervenire sul territorio.
Il bilancio sociale. Strumenti di analisi dei profili di economicità per un giudizio di responsabilità sociale
Francesco Manni
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2011
pagine: 160
Nei contesti caratterizzati da una partecipazione diffusa il livello della legittimazione è sempre di più legato all'esito della capacità degli istituti di creare utilità in modo socialmente responsabile e ciò, pur essendo posto tradizionalmente con particolare evidenza per l'impresa privata cosiddetta capitalistica, vale anche per gli altri modelli organizzativi della produzione, sia pubblici sia privati. Il governo socialmente responsabile degli agenti di produzione è agevolato se i loro risultati sono concepiti, misurati e rendicontati in modo coerente con i profili propri di un'economicità sostenibile, espressione di una virtuosa composizione delle finalità istituzionali, delle condizioni di vitalità economico-finanziarie e delle attese umanistico-ambientali. È nell'ambito concettuale indicato che passeremo a ragionare sull'opportunità di introdurre - a integrazione dell'intuito e dell'esperienza dei decisori privati e pubblici - uno strumento formale di governo di tipo multidimensionale, il bilancio sociale, affrontandone anche gli aspetti connessi alla sua realizzazione.
Crisi finanziarie. Banche e stati. L'insostenibilità del rischio di credito
Fabiano Colombini, Andrea Calabrò
Libro: Libro in brossura
editore: Utet Giuridica
anno edizione: 2011
pagine: 176
A distanza di due anni dalla pubblicazione del volume "Crisi globale e finanza innovativa", i due Autori propongono unanalisi completa e approfondita sulle crisi finanziarie partendo da un inquadramento teorico e giungendo essenzialmente alla focalizzazione della subprime mortgage financial crisis e della sovereign debt crisis.
Il padrone non va per l'acqua. Assetti colturali e rapporti di produzione in un'azienda agraria della Bassa friulana (1875-1914)
Andrea Cafarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Forum Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 224
Dinamiche economiche e finanziarie nella filiera agroalimentare. Emilia-Romagna e Puglia a confronto
Massimo Mariani, Angelo A. Russo
Libro
editore: EGEA
anno edizione: 2011
pagine: 168
Atti della settima «Lezione Mario Arcelli» (Piacenza, 4 marzo 2011)
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2011
pagine: 66
Questa collana di contributi ha l'obiettivo di rendere pubblici gli atti degli interventi che, nelle intenzioni, verranno proposti ogni anno nella giornata di studi intitolata alla memoria di Mario Arcelli. Le lezioni si tengono annualmente a Piacenza, presso il CeSPEM Mario Arcelli, centro studi dell'Università Cattolica - sede di Piacenza - e presso la Biblioteca Comunale "Passerini-Landi". Lo scopo di questa iniziativa è quello di ricordare la figura di Mario Arcelli, economista di lontane origini piacentine, con una testimonianza di approfondimento scientifico che consenta di valorizzare al meglio la raccolta di volumi economici da lui lasciata alla città di Piacenza e depositata presso la Biblioteca Comunale "Passerini-Landi", e di rendere possibile una maggiore divulgazione degli studi che verranno presentati annualmente.
La soglia della sostenibilità ovvero quello che il Pil non dice
AA.VV.
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2011
pagine: 271
C'è un pianoforte in mezzo all'oceano. Un pianista suona e la sua nota si spenge nel silenzio dell'acqua. Poi il pianista pigia un pedale e la nota, sostenuta nel tempo, si espande... Il pedale è il sustain, quello che serve a mantenere, a sostenere nel tempo il suono. L'inizio del terzo millennio sancisce il tramonto del PIL - l'indicatore della ricchezza prodotta da un paese - come parametro esclusivo per misurare la salute di una società. Da tempo, gli studiosi segnalano la necessità di rompere gli steccati che separano l'economia dalle scienze dell'ambiente e approfondire le integrazioni tra l'organizzazione economica e le politiche ambientali e sociali, per realizzare una piena sostenibilità. Lo scopo di questo libro, frutto del lavoro transdisciplinare di un gruppo di studiosi, è evidenziare la radice ambientale dell'economia e riaffermare i fondamenti biofisici e termodinamici della vita. Anche la disciplina economica, la politica e le istituzioni stanno perseguendo l'obiettivo di un ampliamento dell'insieme di strumenti adatti a dare una direzione sensata e sostenibile alla nostra società. Il volume presenta un nuovo indicatore economico della sostenibilità (l'ISEW), proposto da Herman Daly e John Cobb nel 1989, come misura complementare al PIL. I dati per diverse economie nazionali rivelano come l'ISEW cresca parallelamente al PIL fino a una certa soglia, oltre la quale stagna o addirittura decresce a causa delle pressioni e dei costi associati alla crescita economica.
Liberiamoci dall'euro, per un'altra Europa
Marino Badiale, Fabrizio Tringali
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2011
pagine: 32
I nodi della costruzione europea stanno venendo al pettine. La crisi economica e finanziaria è stata trasferita sui debiti sovrani. La vicenda greca è solo il primo atto di una crisi che presto toccherà altri paesi europei e, fra questi, l'Italia. La scelta della classi dirigenti è chiara: far pagare la crisi ai ceti subalterni. Vogliono usare come ariete per l'attacco finale ai diritti conquistati dai ceti subalterni nel trentennio seguito alla Seconda Guerra Mondiale, come prescrive la "shock economy". L'Unione Europea è del tutto interna a questa logica, e l'adesione all'euro rende più difficile escogitare strategie alternative. Questo saggio analizza la situazione e propone l'uscita dall'euro come unica possibilità concreta per evitare un attacco ai diritti e ai redditi dei ceti subalterni in Italia e in Europa.

