Economia
L'intelligenza del denaro. Perché il mercato ha ragione anche quando ha torto
Alberto Mingardi
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2020
pagine: 336
Lo strapotere dell'economia di mercato - sostiene Alberto Mingardi - è solo apparente. In realtà nelle nostre vite c'è ancora troppo Stato e troppo poca concorrenza. La crisi di questi anni testimonia proprio l'inevitabile epilogo di una storia fatta di dirigismo e continui interventi che turbano quell'infinita ragnatela di liberi scambi fra persone che è il mercato. Questo libro giunge a smentire i pregiudizi e a rompere gli indugi presentandoci il mercato come non l'abbiamo mai visto: l'esito, ovviamente sempre imperfetto, della libera interazione di milioni di individui, la sorgente ultima di ogni innovazione, l'unica palestra possibile per la libertà degli esseri umani. In quest'ottica se ne descrivono i protagonisti, ciascuno con le proprie peculiarità, si evidenziano gli errori concettuali e i pericoli di regolamentazioni asfissianti. Ostacolare o limitare la libertà del mercato significa togliere alle persone la possibilità di manifestare la loro libertà di farsi scegliere e ha un costo implicito: sono i prodotti e i servizi che non potremo sperimentare, che a nostra volta non ci sarà dato di poter scegliere. Lasciare spazio all'imprevisto, invece, rende. Per questo - dice Mingardi - "varrebbe la pena di rinunciare alle spiegazioni semplificanti, al divorante bisogno di un ordine sovrimposto che abbia il pregio di risultarci immediatamente chiaro sulla carta. La chiarezza del progetto non garantisce la bellezza dell'esito".
Ombre verdi. L'imbroglio del capitalismo green. Cambiare paradigma dopo la pandemia
Paolo Cacciari
Libro: Copertina morbida
editore: Altreconomia
anno edizione: 2020
pagine: 160
La "green economy" e i suoi cantori hanno prefigurato, per il post-pandemia, un "capitalismo dal volto umano". Paolo Cacciari ci mette in guardia dalla retorica del capitalismo in salsa verde, a maggior ragione in epoca di Coronavirus: "C'è una contraddizione insuperabile -spiega- tra economia di mercato e natura, un conflitto irriducibile tra capitalismo e sostenibilità ecologica. Nessuna green revolution sarà quindi possibile senza una trasformazione sistemica del contesto socio-economico. L'estrazione del profitto da ogni cosa non farà che spostare sempre più in avanti i limiti della capacità di carico dei cicli vitali naturali del pianeta. Avvicinando l'ecocidio". La transizione verde del resto è già in corso, ma è sapientemente guidata dal "capitale", che attribuisce un valore (o meglio un prezzo) alla natura e usa i temi ambientali come leva competitiva. E il "decoupling", la magica separazione della curva dell'aumento del Pil dalla curva delle pressioni ambientali è solo un miraggio. È invece tempo di cambiare davvero paradigma, con una "conversione ecologica" che connetta il riconoscimento e il rispetto dei cicli naturali della vita alla lotta alle diseguaglianze globali. Ha collaborato Aldo Maria Femia, per il capitolo 4.
Introduzione all'econometria. Ediz. MyLab
James H. Stock, Mark W. Watson
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Pearson
anno edizione: 2020
pagine: 704
L'attività didattica e di apprendimento del corso è proposta all'interno di un ambiente digitale per lo studio, che ha l'obiettivo di completare il libro offrendo risorse didattiche fruibili in modo autonomo o per assegnazione del docente. ll codice presente sulla copertina di questo libro consente l'accesso per 18 mesi a MyLab, una piattaforma digitale interattiva specificamente pensata per accompagnare e verificare i progressi durante lo studio. MyLab offre la possibilità di accedere al manuale online: l'edizione digitale del testo arricchita da funzionalità che permettono di personalizzarne la fruizione, attivare la lettura audio digitalizzata, inserire segnalibri anche su tablet e smartphone.
Verso un'economia integrale. La via italiana alla ripresa
Massimo Folador, Giuseppe Buffon
Libro: Libro in brossura
editore: Guerini Next
anno edizione: 2020
pagine: 208
Il mondo è in stallo, l'Italia sembra in scacco. Eppure proprio qui, racchiusa nel dna del nostro paese, c'è la chiave per ripartire. In questo libro Massimo Folador scava a fondo nel passato dell'Italia, nella storia della sua economia e nei suoi valori fino a distillare, anche nel confronto con 24 "belle imprese" dei nostri tempi, una ricetta per il complesso presente che ci ritroviamo a vivere. Insieme al frate francescano Padre Giuseppe Buffon, Folador ripercorre secoli di cultura, religiosa e laica: dagli insegnamenti delle regole monastiche (utilissimi per le moderne organizzazioni aziendali) alle prime esperienze di economia civile; dai francescani, insospettabili precursori dell'economia di mercato, alle grandi imprese sociali dell'800; dalle vite di Enrico Mattei e Adriano Olivetti fino ad arrivare alle migliori esperienze contemporanee, caratterizzate da un connubio armonico tra valori economici, sociali e ambientali. Per Folador e Buffon l'economia è una casa comune che necessita di un approccio integrale: scindere gli elementi - ecologia, società, giusta attenzione al profitto - non può che avere conseguenze nefaste come quelle che già stiamo purtroppo sperimentando.
La riconquista. Perché abbiamo perso l'Europa e come possiamo riprendercela
Francesco Saraceno
Libro: Copertina morbida
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2020
pagine: 224
Con la nascita dell'euro, dieci anni dopo la caduta del Muro di Berlino, l'Europa sembrò essere arrivata alla fine di un lungo percorso. Mentre secondo alcuni la storia finiva con il trionfo della democrazia liberale, parve realizzarsi finalmente - sotto forma di banconote raffiguranti monumenti inesistenti - il sogno federalista di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. Quanto accaduto dall'introduzione della moneta unica ai nostri giorni, tuttavia, ha apparentemente contraddetto l'ottimismo iniziale: gli auspici di Maastricht sembrano essersi rivelati illusioni, il sogno un incubo. Cosa è andato storto nella storia dell'euro? Con La riconquista, Francesco Saraceno va alla ricerca degli snodi fondamentali e dei momenti critici che hanno segnato la vicenda della nostra valuta, dall'atto fondativo ai movimenti euroscettici, dalla crisi greca e dall'austerity alla crisi del covid-19, inquadrandoli nel dibattito economico e politico e tentando di dare risposta alle più importanti questioni di oggi: perché è così difficile trovare soluzioni unitarie a problemi comuni? Da dove viene l'opposizione tra "frugali" e "dissoluti"? Perché il dibattito sul MES crea divisioni così profonde? E soprattutto: per quali motivi l'eurozona, una delle economie più prospere del pianeta, sembra condannata a vivere una serie interminabile di crisi che la avvicinano sempre più alla sua disgregazione? La riconquista offre risposte a queste e ad altre questioni, mostrando le debolezze ma anche le potenzialità della moneta unica e riflettendo sul ruolo rispettivo che Stato e mercato dovrebbero avere nel garantire una crescita stabile e duratura. Secondo Saraceno, un altro euro è possibile; un euro che, contrariamente a quello che è stato nei suoi primi venti anni di esistenza potrebbe essere motore di crescita e stabilità.
L'onda perfetta. Cavalcare il cambiamento senza esserne travolti
Marco Magnani
Libro: Copertina morbida
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2020
pagine: 148
La sopravvivenza di una specie non è legata alla sua forza né alla sua intelligenza, ma al grado di predisposizione al cambiamento. Quest'assunto di Charles Darwin, secondo Marco Magnani, può essere applicato anche a imprese e territori. Le aziende che riescono a restare in gioco nel lungo periodo, infatti, non sono necessariamente quelle di maggiori dimensioni o che generano più profitti, ma quelle che gestiscono meglio i continui cambiamenti, che nell'economia globale di oggi sono frequenti, repentini e dirompenti. Storia, brand, solidità finanziaria e leadership di settore sono importanti ma a volte non bastano, come insegnano i casi di Kodak, Nokia, Motorola, Blackberry o Blockbuster, travolte da una rivoluzione digitale alla quale non hanno saputo rispondere, o quelli di gran parte degli editori di grandi enciclopedie, spiazzati da Internet e Wikipedia. Al contrario, flessibilità, visione, velocità di reazione e capacità di adattamento possono cambiare le sorti di un'azienda, come accaduto a Fujifilm, Netflix, Zara, ERG o IBM, che hanno saputo anticipare le esigenze di mercato, adattando il modello di business e diversificando le proprie attività. Un discorso analogo vale per città, regioni, paesi. Detroit non ha saputo gestire la crisi dell'automobile, mentre Pittsburgh ha reagito molto bene a quella dell'acciaio. E molto avrebbe potuto insegnare a Taranto, se solo la questione fosse stata affrontata con una visione di lungo periodo. Venezuela, Mongolia, Argentina e Sud Africa, pur ricchi di risorse naturali o situate in posizioni geografiche strategiche, non hanno saputo sfruttare il 'vantaggio iniziale' e hanno sofferto la ridefinizione degli equilibri geopolitici e la globalizzazione. Al contrario, Singapore, Israele, Finlandia e Corea del Sud, la cui sopravvivenza è spesso stata a rischio nel corso della storia, hanno dimostrato grande resilienza.
Una buona economia per tempi difficili
Abhijit Vinayak Banerjee, Esther Duflo
Libro: Copertina morbida
editore: Laterza
anno edizione: 2020
«Abbiamo scritto questo libro per aggrapparci alla speranza. Per riepilogare la storia di quello che è andato storto e del perché è andato storto, ma anche per ricordarci di tutto quello che è andato per il verso giusto. È un libro che parla dei problemi e anche di quello che possiamo fare per rimettere insieme il nostro mondo, se riusciremo a fare una diagnosi onesta. Un libro che racconta dove ha fallito la politica economica, dove ci siamo fatti accecare dall'ideologia, dove non siamo riusciti a vedere delle cose ovvie: ma anche un libro che racconta dove e perché la buona economia è utile, soprattutto nel mondo di oggi. Alla fine, abbiamo deciso di buttarci, in parte perché eravamo stufi di starcene in disparte a guardare il dibattito pubblico su questioni economiche fondamentali - immigrazione, commerci, crescita, disuguaglianza, ambiente - che partiva sempre più per la tangente. Ma anche perché, man mano che ci ragionavamo sopra, ci rendevamo conto che i problemi che devono fronteggiare i paesi ricchi spesso, in realtà, sono inquietantemente simili a quelli che siamo abituati a studiare nei paesi in via di sviluppo: persone lasciate indietro dallo sviluppo, esplosione della disuguaglianza, mancanza di fiducia nello Stato, spaccature sociali e politiche e così via. Abbiamo imparato molto scrivendo questo libro, e questo ci ha dato fiducia nella cosa che come economisti abbiamo imparato a fare meglio, cioè concentrarci ostinatamente sui dati reali, diffidare delle risposte superficiali e delle soluzioni miracolose, affrontare con umiltà e onestà le cose che non capiamo ed essere pronti - forse la cosa più importante di tutte - a sperimentare idee e soluzioni e a sbagliarci, se questo serve ad avvicinarci allo scopo ultimo di costruire un mondo più umano.»
La guerra non dichiarata. Perché in Italia tutto è iniziato prima del Coronavirus e perché non è ancora finita
Stefano Paleari
Libro: Libro in brossura
editore: Brioschi
anno edizione: 2020
pagine: 171
Quella che l'Italia sta vivendo, a più di dieci anni dalla crisi del 2008, è una guerra atipica: nessuna dichiarazione formale, nessun avversario da combattere se non noi stessi e una lunga serie di scelte politiche di corto respiro. Una guerra incisiva che non è stata causata dall'ultima grande emergenza del nostro tempo, il Coronavirus, ma che con la pandemia è entrata in una fase ancor più critica. Crollo demografico, invecchiamento della popolazione, spesa previdenziale sempre in aumento, indebitamento, investimenti sbagliati o dimezzati: queste sono solo alcune delle ferite che hanno logorato il nostro Paese, i cui numeri non reggono il confronto con la crescita e il recupero del resto dell'Europa. Dal 2008 l'Italia non si è più ripresa ed è arrivato il momento di riconoscerlo, di smettere di vivere alla giornata e assumere uno sguardo più consapevole e lungimirante. Occorre ripensare la società tutta tenendo presente due principi che oggi più che mai diventano imprescindibili: l'equità e la cura della persona. Ed è proprio questo lo scopo del libro: cercare di affrontare il dopo facendo tesoro tanto degli errori del decennio passato quanto del presente, e guardare finalmente la realtà per quella che è, senza ipocrisia. Solo così sarà possibile invertire la rotta ed entrare finalmente nel futuro.
Company lands. La cultura industriale come valore per il territorio
Marco Montemaggi
Libro: Libro in brossura
editore: EDIFIR
anno edizione: 2020
pagine: 120
Cultura industriale e identità territoriale sono indissolubilmente legate in una relazione di reciproco valore. Quale tipo di rapporto le lega così strettamente? Attraverso una panoramica di casi esemplari e di testimonianze di autorevoli esponenti del mondo della cultura e dell’impresa, l’autore Marco Montemaggi in questo libro vuole illustrare la natura peculire di tale dialogo e come esso rappresenti una risorsa per il nostro Paese. Nuovi termini come Brandscape sono ormai divenuti ricorrenti per riferirsi a questo affascinante fenomeno all’interno del quale è mutata anche la percezione dei cosiddetti “luoghi” della cultura industriale. Il ruolo dei musei e degli archivi d’impresa, dei siti di archeologia industriale e, in generale, di tutte le realtà legate alla valorizzazione del patrimonio storico aziendale, non è quasi mai riconducibile esclusivamente al valore di un singolo brand, ma a una cultura territoriale condivisa. Questi spazi divengono così custodi di un’identità sociale, cuore di progetti di turismo industriale, di rivalutazione architettonica e di tante altre iniziative, il cui portato è sempre più evidente: l’Italia mostrata attraverso la lente affascinante delle sue Company lands.
Storia dello zucchero. Tra politica e cultura
Sidney D. Mintz
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2020
pagine: 312
Nel mondo occidentale lo zucchero ha conosciuto per secoli usi marginali o fortemente caratterizzati - farmaco, conservante, spezia, condimento, decorazione -, e soltanto a partire dall'Ottocento ha avuto una crescente, straordinaria fortuna, divenendo uno dei principali prodotti dell'industria alimentare. In questo classico di cultura antropologica e di storia dell'alimentazione, Sidney Mintz indaga le ragioni che hanno portato questa sostanza a divenire da cibo esclusivo dei re ingrediente ricercato e costoso sulla tavola degli aristocratici, e quindi a componente essenziale della dieta del nuovo proletariato industriale. L'antropologo americano traccia un'ampia storia della produzione, della diffusione e del consumo dello zucchero in Occidente e analizza le trasformazioni più evidenti che esso ha indotto nella storia dello schiavismo, del colonialismo e dell'industrializzazione; ma si sofferma anche su quegli aspetti più reconditi che hanno portato lo zucchero a «penetrare i comportamenti sociali», aprendo prospettive inesplorate nel campo dell'antropologia delle società occidentali. Lo zucchero, secondo Mintz, ha contribuito largamente alla trasformazione del modo di vita e delle abitudini alimentari, conferendo all'idea di dolcezza un nuovo significato culturale.
Lavoro e salari. Un punto di vista alternativo sulla crisi
Antonella Stirati
Libro: Copertina morbida
editore: L'Asino d'Oro
anno edizione: 2020
pagine: 279
Le politiche economiche degli ultimi dieci anni hanno portato alla disoccupazione e all'impoverimento di molti, e agli esiti elettorali che, non solo in Italia, hanno sanzionato le forze politiche tradizionali, responsabili di quelle scelte. Scopo del volume è la divulgazione in forma accessibile ma rigorosa di temi di teoria e politica economica e la presentazione di una prospettiva diversa da quella che domina l'informazione e la politica in Italia. Sulla base sia della discussione teorica sia dei dati viene proposta un'interpretazione coerente che rovescia molti luoghi comuni inerenti al lavoro, alla distribuzione del reddito e alle politiche di austerità: i tagli della spesa pubblica, in realtà, alimentano il debito; bassi salari e deregolamentazione del mercato del lavoro non accrescono l'occupazione e possono avere effetti negativi sulla crescita; lo 'spread' sui tassi di interesse non dipende dall'elevato debito pubblico, ma dall'assetto istituzionale dell'eurozona. Il cambiamento guidato da una riflessione critica sul passato è urgente, ma un dibattito aperto stenta a svilupparsi in Italia e nell'Unione Europea, sebbene la recente pandemia, estremizzando scenari già esistenti, abbia in tutto il mondo messo in evidenza la necessità di politiche pubbliche, oltre che in campo sanitario, nel sostegno e nell'orientamento dei processi economici.
Italia green. La mappa delle eccellenze italiane nellʼeconomia verde
Marco Frittella
Libro: Libro rilegato
editore: Rai Libri
anno edizione: 2020
pagine: 240
«Lo sapete che in Europa siamo i migliori a riciclare quell'enorme risorsa che sono i rifiuti? Più dei tedeschi, pensate. E che siamo tra i primi nel mondo quanto a efficienza energetica e uso delle rinnovabili? C'è chi trova che si può fare un elegante tessuto dell'Italian Fashion con le bucce delle arance siciliane, o una vernice non tossica con le fave di cacao. Il libro che avete in mano si ripromette di raccontare – per cenni, senza pretesa di completezza – quello che in Italia si fa, ed è tanto, per entrare nell'era dello sviluppo sostenibile, dell'economia circolare, della rivoluzione energetica, della chimica green. Non è un libro sullo "strano ma vero". Cerca invece di seguire le tracce di un cammino di concreto progresso ambientale, tecnologico, scientifico, sociale ed economico. Le aziende più impegnate nello sviluppo sostenibile sono anche le più dinamiche e spesso sono guidate da giovani e donne, in particolare nella nostra agricoltura, la più green e ricca del mondo». (Marco Frittella)

