Poesia e studi letterari
La commedia degli errori. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2021
pagine: 208
"La commedia di Shakespeare indaga sulla differenza - cos'è reale? cos'è irreale? - con profonde intuizioni, che svilupperanno nel suo teatro a venire. E tratta con freschezza e maestria umori e sentimenti, emozioni e sconcerti dell'anima e della mente, su cui più avanti Shakespeare costruirà i suoi grandi personaggi. Ma già qui e ora, grazie alla straordinaria capacità di amalgamare influenze classiche, medievali, rinascimentali e folk, il giovane, eclettico drammaturgo arriva a un risultato notevolissimo. E geniale. Tutto suo. Particolarissimo. Singolare. Sì, è vero, Shakespeare si rifà a Plauto, ma se in Plauto l'artificio è ostentato, in Shakespeare invece esso si dissolve nella naturalezza e il tono della risata è cambiato, non più aspro, satirico, ma addirittura pudico, gentile. Sottolineo le differenze non per stabilire graduatorie di merito. Ma perché solo dalla differenza scatta l'identità. Insegnamento che viene per l'appunto da questa commedia, che state per leggere. Ne godrete, non si può non farlo." (Nadia Fusini)
Appunti d'amore e di guerra
George Bernard Shaw
Libro: Libro in brossura
editore: Mattioli 1885
anno edizione: 2021
pagine: 80
Finirebbe per innamorarsi una ragazza se il fantasma di Don Giovanni cominciasse a parlarle dal sedile a fianco al suo, mentre viaggia su un treno suburbano che la riporta alla campagna dopo che è stata a Londra a teatro e ha visto, ammirata, proprio il Don Giovanni? E finirebbe per innamorarsi George Bernard Shaw se, seduto a un tavolo sulla riva del Lago di Como mentre guarda una bellissima donna passare, fosse distratto dall’arrivo di un plotone di soldati che sta partendo per il fronte? Questi testi - fin qui inediti - condensano in poche pagine gli entusiasmi e le preoccupazioni di G. B. Shaw, dandoci un chiaro quadro del suo grandissimo talento letterario.
Decostruzioni dell'Homo Italicus nella poesia italiana del Novecento. (Pascoli, Gozzano, Campana, Gobetti, Montale e il secondo Novecento)
Carla Chiummo
Libro
editore: Cesati
anno edizione: 2021
pagine: 156
La riflessione sullo strappo nella poesia del Novecento rispetto ai canoni più tradizionali e vincenti dell'Homo Italicus, come potremmo chiamare il prototipo letterario e culturale dell'Italiano sedimentatosi nei secoli, emerge sin dal titolo del volume. Fondamentale, nel rompere quel canone, è il Gobetti lettore di poesia e critico implacabile degli aspetti più inquietanti e reazionari dell'«autobiografia della nazione». Proprio il dialogo di Montale con Gobetti e Papini fa da cerniera tra primo e secondo Novecento, riflettendo su «ciò che siamo» e ancor più «non siamo». A precederlo alcuni dei suoi padri nobili: Pascoli, Gozzano e Campana; a seguirlo, le voci maggiormente rappresentative del genere poetico di contestazione più radicale: quella forma invettivale quanto mai viva nel secondo Novecento e oltre. Tra le peculiarità di questo volume di Carla Chiummo spicca la scelta di un taglio "militante" e insieme attento - come è proprio della metodologia della studiosa - alle caratteristiche stilistiche, linguistiche e intertestuali degli autori qui attraversati.
Ritorni difficili
Alessandro Barchiesi, Barbara Graziosi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2021
pagine: 136
Sono tutti «ritorni difficili» quelli tracciati da Barbara Graziosi e Alessandro Barchiesi: dal nostos per eccellenza, quello odissiaco, alla diaspora di Greci e Troiani nella Alessandra di Licofrone, alla ricostruzione spettacolare della vicenda di Ulisse nell'Eneide, fino alla splendida nuova veste nei sonetti di Foscolo. Al paradigma del ritorno guarda pure Apuleio, nelle Metamorfosi, pervase da «questo senso costante di transizione e ricollocarsi». Narrazioni sospese tra 'restare' e 'partire', che sono anche un 'viaggio' tra letteratura antica ed esperienza contemporanea.
Il giovane Palazzeschi. Saggi sul poeta d’avanguardia
Giuseppe Muraca
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2021
pagine: 131
Nato a Firenze nel 1885 e morto a Roma nel 1974, Aldo Palazzeschi deve essere considerato uno dei più grandi scrittori del Novecento. Egli ha fatto parte di una generazione di letterati che hanno contribuito in maniera determinante al processo di profondo rinnovamento che ha caratterizzato la cultura italiana e mondiale del primo Novecento. La sua attività letteraria giovanile è infatti coincisa con l’età giolittiana, ossia con un periodo di radicali cambiamenti che hanno aperto la strada all’avvento della cosiddetta società di massa e alle avanguardie artistiche e letterarie del secolo scorso. Dalle prime prove de I cavalli bianchi fino allo scoppio della Prima guerra mondiale, la sua ricerca creativa è stata interessata da un incessante processo di radicale rinnovamento e animata da uno spirito di rottura nei confronti della tradizione letteraria. Durante la sua giovinezza ha partecipato a tutti i movimenti letterari del suo tempo, ma in modo autonomo, e persino durante gli anni della sua adesione al futurismo ha mantenuto la sua indipendenza umana e artistica. In questo libro l’autore si propone di delineare un ritratto del giovane Palazzeschi, attraverso un esame della sua prima produzione letteraria.
Leggenda aurea e leggenda nera. La cultura spagnola nella stampa internazionale del primo Novecento
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2021
pagine: 184
Dopo la perdita delle ultime colonie, all’inizio del “secolo breve” la Spagna rivolge la sua attenzione all’Europa e lotta per la propria affermazione economica, politica e culturale. Il processo di integrazione non è facile: da un lato la benigna fascinazione per un parente lontano istintivo, passionale e sanguinario, dall’altro il disprezzo e il timore per un vicino bellicoso, reazionario e crudele fanno rivivere, nella narrativa, nel teatro e nella stampa, l’antica alternanza fra leggenda aurea e leggenda nera. I saggi raccolti nel volume, risultato del progetto Spain and Spanish Culture in Italian Press del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino, ricostruiscono l’immagine della Spagna in Italia (e in Europa) nel primo Novecento attraverso le parole e i racconti dei viaggiatori e dei giornalisti della stampa periodica dell’epoca. Queste fonti, infatti, si rivelano insostituibili per leggere e interpretare il significato che i popoli e le nazioni si conferiscono l’un l’altro, e per comprendere i processi di definizione dell’identità, di cui vengono messe a nudo la complessità e la continua evoluzione attraverso l’ibridazione.
In Sicilia con Leonardo Sciascia
Antonio Di Grado, Barbara Distefano
Libro: Libro in brossura
editore: Perrone
anno edizione: 2021
pagine: 93
In una delle cento Sicilie, nell'isola del latifondo e delle miniere, della tracotanza mafiosa e del rovello pirandelliano, cento anni fa nasceva Leonardo Sciascia, raccontato in questo libro accanto al cuore assolato e desolato della sua terra. Quale ambiguità cela il rapporto di Sciascia e degli altri scrittori siciliani con la loro isola? Come tenere insieme la tensione che li fa aprire al mondo e quella, inversa, che li riporta sempre allo "scoglio" della Sicilia, che li richiama sempre a sé, condannandoli a ritorni sconsolati? È proprio Sciascia che definisce la sua terra "irredimibile" perché troppo l'ama e perciò se ne scora, diventando l'ultimo dei grandi scrittori siciliani a tenere in vita l'utopia di una fiera diversità antropologica, di un'isola laboratorio del pensiero critico e vigile osservatorio del "contesto". Un autore non associabile unicamente al tema della mafia, dunque, ma anche e soprattutto a un impegno costante con la verità e la memoria. Un viaggio itinerante nella biografia dello scrittore, dall'aula scolastica di Racalmuto alle carceri dello Steri, dalla zolfara di Assoro ai paesi etnei, per cercare le tracce che questi luoghi hanno lasciato nei suoi testi e cosa sono diventati oggi.
La cultura spagnola del Novecento. Storia, letteratura, arti, cinema
Gabriele Morelli
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2021
pagine: 274
Il libro si apre con lo scrittore Miguel de Unamuno e si chiude con il cineasta Pedro Almodóvar, con l’intento – per la prima volta in Italia – di illustrare e far conoscere la cultura spagnola del Novecento tra varie discipline: storia, letteratura, arte, cinema e musica. A questo panorama si accompagna un essenziale profilo storico e, oltre che ai grandi autori della letteratura (fra cui Picasso scrittore), dell’arte, della musica e del cinema, uno spazio particolare è riservato ai movimenti d’avanguardia e alla presenza di importanti figure femminili. Il libro, ricco di immagini significative, mostra in tutta la sua complessità la vita culturale della Spagna contemporanea, un paese a noi vicino per lingua e tradizione, tornato a essere un grande vivaio di idee e cultura, dopo la tragica cesura della guerra civile e della dittatura di Franco, che isolarono la nazione dal mondo.
Svevo
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2021
pagine: 260
Scrittore per gran parte della sua vita senza lettori, autore “periferico”, benché più “europeo” di tanti suoi contemporanei, Italo Svevo è ormai da tempo considerato uno dei maggiori narratori italiani fra Otto e Novecento. I saggi raccolti nel volume danno per acquisita, per la sua opera, la nozione di classico, proponendo per ogni ambito della sua produzione un’analisi fondata sul confronto sia con gli altri suoi scritti sia con la tradizione europea ed evitando quelle interpretazioni unilaterali che in passato lo hanno visto come il romanziere della psicoanalisi, della crisi della borghesia o addirittura, per alcuni lavori, come un naturalista attardato. La convinzione degli autori, infatti, è che il percorso di Svevo si evolva e si rinnovi senza brusche fratture: anche nell’ultima stagione i nuovi decisivi stimoli culturali (da Freud a Joyce) si combinano con gli antichi (da Schopenhauer a Flaubert, a Zola) senza rimpiazzarli. Chiudono il libro un’innovativa messa a punto sulla lingua e lo stile e un profilo della sua ricezione, dal “caso” Svevo fino ai vari tentativi di riscrittura cinematografica e televisiva.
Poesia. Rivista internazionale di cultura poetica. Nuova serie. Volume 5
Autori vari
Libro: Copertina morbida
editore: Crocetti
anno edizione: 2021
pagine: 128
Il n. 5 di "Poesia" si apre con un servizio dedicato alla poetessa portoghese Maria Teresa Horta, curato dal lusitanista Federico Bertolazzi. L'attività di traduttore dall'inglese di Giovanni Giudici è analizzata in questo numero da Teresa Franco, italianista dell'Università di Oxford. La rubrica di Silvio Ramat dedicata alla "giovinezza della poesia in Italia" si occupa in questo numero di Guido Gozzano (1883-1916). Il francesista Fabio Scotto presenta la sua recente traduzione di Tomba di Lunven di Bernard Noël, tributo poetico del poligrafo francese all'amico artista François Lunven, morto suicida a soli ventinove anni nel 1971. Nella sua nuova rubrica "I poeti di trent'anni", Milo De Angelis introduce i lettori al lavoro poetico di Giovanni Ibello. Angela Urbano introduce una selezione di testi della nuova poesia giapponese, Giorgio Agamben invece analizza le "due lingue" della poesia in dialetto di Ivan Crico. Completano il numero 5 di "Poesia" due servizi dedicati ai poeti Emanuel Carnevali e Michael Krüger.
Oltre la crisi della memoria. Primo Levi: una storia intellettuale della testimonianza della shoah
Silvia Ferrari
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2021
pagine: 176
Il Novecento è stato un secolo breve ed eccezionale per varie ragioni, in primis per aver dato luogo a quell’unicum storico, l’Olocausto, che secondo alcuni avrebbe spostato il limite della rappresentazione oltre la soglia del rappresentabile. In questo limite estetico, come è possibile testimoniare, se il ricordo è un dovere etico insito nei sopravvissuti dell’Olocausto? Come viene rappresentata la testimonianza nella scena pubblica? Rimane sempre la stessa, come in uno scatto fotografico che cattura un’eterna istantanea, o cambia, si trasforma, con il passare del tempo, dalla fine degli anni Quaranta fino all’avvicinarsi dell’inevitabile tramonto di tutti i testimoni? Primo Levi è il testimone perfetto per rispondere a queste domande, lasciando emergere le modalità con cui la testimonianza viene rappresentata nella sua vasta produzione letteraria e storica, da Se questo è un uomo a I sommersi e i salvati. Attraverso la ricostruzione del processo mnemonico e testimoniale di Primo Levi, mai pacificato, si delineerà, in forme diverse, una testimonianza sempre trasformata, pur rimanendo sempre vera e viva, a seconda del contesto in cui essa viene pronunciata, utile a preparare la nostra cassetta degli attrezzi all’era, ormai prossima, senza testimoni.
La scrittura del disastro
Maurice Blanchot
Libro: Copertina morbida
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2021
pagine: 232
«Leggere, scrivere, come si vive sotto la sorveglianza del disastro: esposti alla passività fuori passione. L'esaltazione dell'oblio. Non sarai tu a parlare; lascia parlare in te il disastro, non importa se attraverso l'oblio o il silenzio.» Ultima fra le opere teoriche di Maurice Blanchot, La scrittura del disastro risponde alla necessità di riflettere sul tema del linguaggio poetico e letterario che si era imposta imperiosa con Lo spazio letterario, ma che qui va oltre - «al di là» - il problema di dire ciò che è, al di là del bisogno di appagamento, al di là della descrizione di una totalità. È una ricerca che rompe questa totalità, che turba ogni cosa, e prima di tutto la scrittura. Ha a che vedere con l'interruzione, con la frammentazione, con la catastrofe. Con il disastro. La scrittura stessa allora si frantuma, soccombe a un'esigenza che non trova - che non cerca - la redenzione, ma un'altra possibilità di se stessa. La scrittura diventa qualcosa che porta al meno, all'oblio, al non detto, al mai cominciato. Blanchot recupera gli scrittori amati, antichi (Ovidio) e moderni (Kafka, Melville, Hölderlin), e si confronta con maestri del pensiero come Heidegger e Levinas, per scavare nella non possibilità della parola letteraria, nella possibilità del silenzio senza scopo. Sullo sfondo, Auschwitz, che rivela e mette a nudo «tutte le caratteristiche di una civiltà» e che impone di continuare a «vegliare, senza posa, sull'assenza smisurata». Con uno stile che, adattandosi al disastro, si fa fratto e ossimorico, Maurice Blanchot invita alla lettura chiedendole di rinnovarsi e continua la meditazione che ha praticato (e che lo ha guidato) per tutta la vita, scardinando quanto è venuto prima. Perché «c'è domanda, eppure nessun dubbio; c'è domanda, ma nessun desiderio di risposta; c'è domanda, e nulla che possa essere detto, ma solo da dire».

