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Mucchi Editore: Piccole conferenze

Elogio dell'Assemblea, tuttavia

Andrea Manzella

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2020

"Ha ancora qualcosa da dire e da fare l'assemblea parlamentare mentre i primi venti anni del secolo sembrano scadenzare il tempo - e le cose delle persone in esso - con impensabili eventi? Più che ai tanti e noti difetti del parlamentarismo - oggetto da anni di tormentate analisi e tentativi di riforma - qui si richiamano le primarie e perduranti ragioni fondative dell'assemblea. Tenendo a mente il monito del vecchio giurista: «ogni istituzione politica deve essere valutata nella sua struttura elementare e nel suo scopo ultimo, senza badare al buono o al cattivo uso che ne fanno le persone che momentaneamente l'abitano». "Tuttavia", come si disse alla nostra Costituente, per evitare ricorrenti degenerazioni del "vissuto" parlamentare, serve oggi un progetto regolatorio completamente nuovo. Che riempia la pagina che è rimasta bianca da allora: mentre è mutata la composizione delle assemblee e la digitalizzazione ha cambiato il mondo."
8,00 7,60

Wertfreiheit. Il postulato di Max Weber sull'avalutatività della scienza

Horst Dreier

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2020

pagine: 80

Il postulato di Max Weber sull'avalutatività (Wertfreiheit) della scienza è costantemente oggetto di discussione scientifica. Ancora oggi, tuttavia, circolano su di esso numerosi malintesi e fraintendimenti, che Weber ha cercato di chiarire già nel suo saggio del 1917 sul «significato dell'avalutatività». In primo luogo, Weber non nega che la scelta dell'oggetto di indagine da parte dello scienziato si basi su preferenze molto soggettive. In secondo luogo, non ha mai sostenuto che l'oggetto di indagine delle scienze sociali (ad esempio il sistema economico o quello giuridico) sia privo di valore. In terzo e ultimo luogo, il postulato dell'avalutatività non implica il nichilismo dei valori. Avendo come sfondo il dualismo tra essere e dover-essere, Weber si preoccupa più che altro di effettuare una netta e chiara distinzione tra valutazioni politiche, morali, religiose e di altro tipo da un lato e proposizioni scientifiche dall'altro. L'avalutatività (Wertfreiheit, letteralmente «libertà dal valore») è quindi soprattutto la libertà dalle valutazioni (Wertungsfreiheit). Discussioni razionali sui valori non sono affatto escluse e anzi Weber le considera espressamente possibili, ad esempio sotto forma di analisi del rapporto mezzi/fini o del controllo di coerenza/consistenza nell'elaborazione di assiomi di valore. Solo le ultime e più alte valutazioni, quelle in cima alla piramide, sfuggono al chiarimento scientifico e non possono rivendicare per se stesse una validità oggettiva. Weber prende le mosse dal «politeismo dei valori», dalla inconfutabile possibilità cioè che le valutazioni ultime divergano in modo fondamentale e inconciliabile. In definitiva, il postulato di Weber porta alla domanda circa il significato della scienza in generale, la cui risposta è "far chiarezza".
8,00 7,60

Necessitas non habet legem? Prime riflessioni sulla gestione costituzionale dell'emergenza coronavirus

Alfonso Celotto

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2020

pagine: 80

Dopo due mesi di questa imprevedibile emergenza sanitaria, già si può tracciare un primo bilancio di come è stata gestita dal punto di vista costituzionale. Il modello nei fatti adottato si è basato su un significativo potere del Governo, mediante dpcm, autorizzati in via generale da decreti-legge. Sono così stati fortemente limitati gran parte dei diritti fondamentali dei cittadini, a partire dalla libertà personale e di circolazione e soggiorno, in nome dell'interesse collettivo alla salute. Peraltro, le limitazioni hanno assunto un quadro composito, per i numerosi interventi non solo del Governo centrale, ma anche di Regioni e Comuni, mentre il Parlamento non è riuscito a svolgere il proprio ruolo di garante della sovranità popolare e del dibattito pluralistico, anche nella applicazione delle riserve di legge. Pur mancando in Italia un vero e proprio statuto costituzionale dell'emergenza, a ben vedere l'impianto della Carta repubblicana comunque fornisce le soluzioni adeguate per casi del genere, in quella visione "presbite" già prefigurata da Calamandrei. Si sarebbe potuto attuare l'art. 78 Cost. con una lettura estensiva della nozione di guerra e l'attribuzione dei poteri necessari al Governo. O, quanto meno, intervenire con decreti-legge, in pieno rispetto all'impianto costituzionale. Aver limitato diritti e libertà con una fonte anomala come il dpcm, per quanto coperto dalla abilitazione con i d.l. n. 6 e poi n. 19 del 2020, comunque rappresenta un vulnus dell'assetto costituzionale, anche perché ha eliminato il controllo del Presidente della Repubblica in sede di emanazione e la conversione da parte del Parlamento. Del resto, è mancato anche un potere centrale di indirizzo e coordinamento rispetto agli enti locali, indispensabile per non lasciare il cittadino allo sbando di un profluvio di ordinanze contraddittorie e intrecciate.
8,00 7,60

Costituzione, pluralismo solidaristico e terzo settore

Emanuele Rossi

Libro

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2019

pagine: 80

Nella società italiana, in cui forte è sempre stata la presenza di organizzazioni private espressione del principio pluralistico sancito dalla Costituzione, particolare sviluppo hanno avuto quegli enti che, senza scopo di lucro, sono stati costituiti al fine di realizzare attività di interesse generale per spirito di solidarietà. La legislazione, sviluppatasi soprattutto a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, ha favorito ed incentivato tali organizzazioni, mediante alcuni interventi che da un lato hanno disciplinato specifiche tipologie di enti (organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, ecc.), e dall'altro ne hanno previsto un coinvolgimento nelle attività affidate alla responsabilità delle pubbliche amministrazioni. Più recentemente, il legislatore ha realizzato una riforma complessiva della materia, adottando un «Codice del Terzo settore» (adottato con decreto legislativo n. 117 del 2017), oggetto specifico di analisi nel presente volume. Tale Codice ha in primo luogo definito la categoria dell'«ente del Terzo settore» (che raccoglie al proprio interno ed al contempo supera le diverse tipologie sopra indicate), dotandolo di una propria soggettività giuridica e disciplinando le misure di vantaggio e i relativi oneri. Il lavoro, oltre ad analizzare tali profili, mira a inquadrare la disciplina complessiva nell'ambito dei principi costituzionali, allo scopo di valorizzarne la funzione promozionale e, al contempo, di metterne in luce i possibili profili critici.
8,00 7,60

Prima lezione sull'interpretazione

Riccardo Guastini

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2019

pagine: 80

Questo lavoro tratteggia una teoria analitica e realistica dell'interpretazione. Analitica, nel senso che il suo metodo è l'analisi logica del linguaggio dei giuristi. Realistica, nel senso che, da un lato, sostiene che il diritto è indeterminato e, dall'altro, raffigura l'interpretazione (specialmente giudiziale) come un'attività intrinsecamente discrezionale.
8,00 7,60

Contro il creazionismo giudiziario

Luigi Ferrajoli

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2018

pagine: 80

In questo libro si sostiene la tesi, decisamente minoritaria nell'odierno dibattito filosofico-giuridico ma in accordo con i principi della soggezione dei giudici alle leggi e della separazione dei poteri, del carattere cognitivo della giurisdizione, negato invece dalle prevalenti concezioni creazioniste sostenute da svariati orientamenti: dalle dottrine post-positiviste del bilanciamento tra principi normativi, dagli approcci paleo-positivisti di ispirazione kelseniana, dagli indirizzi dell'ermeneutica giuridica e dalle molteplici opzioni a sostegno del diritto giurisprudenziale, siano esse informate al realismo giuridico o alla nostalgia per il diritto premoderno. Vengono in esso discusse quattro questioni: se la giurisdizione sia creativa di nuovo diritto solo perché ammette decisioni interpretative; quali siano l'oggetto del bilanciamento e il ruolo della sussunzione; se il rapporto tra diritto e morale nelle odierne democrazie costituzionali sia di connessione o di separazione; se il positivismo giuridico sia un approccio superato o sia oggi, al contrario, più attuale che mai.
8,00 7,60

La Repubblica italiana e la sua forma di governo

La Repubblica italiana e la sua forma di governo

Sergio Bartole

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2018

pagine: 80

Il saggio è volto ad esaminare quella che viene definita la forma di governo della Repubblica italiana andando aldilà dei termini tradizionali fissati dalla prevalente dottrina. Prende le mosse dalle recenti discussioni sulla Presidenza Napolitano per affrontare poi, nell'ordine, i temi dei rapporti fra Presidente della Repubblica e Governo e fra Parlamento e Governo, soffermandosi sulle trasformazioni intervenute dall'entrata in vigore della Costituzione anche a seguito dell'evolversi della situazione politica e del mutare delle interpretazioni di quel testo. Particolare attenzione è dedicata, da un lato, alle crescenti responsabilità del Capo dello Stato a seguito del riconoscimento costituzionale dell'adesione dell'Italia all'Unione Europea, e, dall'altro lato, alle difficili relazioni fra poteri legislativi delle Camere e poteri normativi del Governo. Il discorso si allarga sino a includere i temi dei rapporti fra Stato e autonomie locali e società civile, nel tempo stesso sottolineando la rilevanza in materia degli interventi della Corte costituzionale e del giudiziario.
8,00

La teoria del diritto attraverso lo specchio

Claudio Luzzati

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2017

pagine: 80

La teoria generale del diritto si presenta come una disciplina con un suo statuto ben consolidato. Essa si propone d'intraprendere lo studio astratto dei concetti strutturali che caratterizzano ogni diritto. Pensiamo per esempio ai concetti di "norma", di "fonte", di "gerarchia" e di "ordinamento". Resterebbero invece fuori dal suo campo d'indagine gli specifici contenuti dei sistemi giuridici particolari. In questo volume si compie un esperimento mentale. Ci si è chiesti se, e, se sì, a quali condizioni, le pretese di neutralità e di generalità della teoria possano esser realizzate. Insomma, se c'è una linguistica strutturale, perché non potrebbe esservi un'autentica teoria del diritto, che non si risolva in un coacervo di dottrine? La risposta a tali questioni è stata affermativa: si può individuare una grammatica profonda dei discorsi giuridici a patto che ci si distacchi dall'alta dogmatica, ricorrendo a concetti di grana più fine. La teoria così intesa non si risolverebbe in una descrizione dei diritti esistenti, bensì in un'indagine delle scelte argomentative logicamente possibili che si aprono al giurista.
8,00 7,60

La dottrina dello stato e la sua crisi. Problemi e prospettive

Agostino Carrino

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2015

pagine: 78

Introdotta nelle Facoltà di Scienze Politiche in epoca fascista, la Dottrina dello Stato ha poi subito l'affronto di essere definita una disciplina politicamente segnata. In realtà, le sue origini riportano alla statistica del Settecento e, specialmente, al dibattito che nella Germania bismarckiana esplose dopo la fondazione dell'Impero. Cosa è 'Stato' nel momento in cui gli antichi regni cedono il passo alla Prussia che si fa Impero? Può esistere uno Stato senza sovranità? E qual è il rapporto tra Stato e diritto? Subisce anche lo Stato gli effetti delle trasformazioni sociali in un'epoca di conflitti di classe?
8,00 7,60

Interpretazione e «crisi» delle fonti

Giorgio Pino

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2014

pagine: 82

8,00 7,60

Interpretazione e tributi

Vito Velluzzi

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2015

pagine: 80

8,00 7,60

Sulla sovranità monetaria. Oggi e domani

Fabio Merusi

Libro: Libro in brossura

editore: Mucchi Editore

anno edizione: 2025

pagine: 80

Dove c'è Stato c'è moneta e dove c'è moneta c'è Stato. Ma col passare del tempo anche i proverbi cambiano, ora, quasi ovunque, lo Stato non c'è più e la sovranità monetaria la esercitano le banche centrali. Mentre ci sono delle monete senza Stato, ma sempre con una banca centrale che governa la moneta. Ma non basta che la moneta abbia trovato un organo sovrano all'interno dello Stato o di un suo succedaneo, come è l'Unione Europea. La moneta sta sfuggendo di nuovo. È già sfuggita di nuovo o si progetta di cambiare le regole del gioco monetario. La moneta è quasi dovunque una moneta legale, cioè una moneta il cui valore è imposto dal sovrano monetario. Per rimanere nello spazio monetario europeo ci sono però nella componente monetaria due novità: il sistema dei pagamenti, nel quale la moneta è ridotta a misura di valore di rapporti di debito/credito, e una valuta non creata né imposta dalla Banca Centrale: le criptovalute. Le criptovalute sono un prodotto "alchemico" della rivoluzione informatica. Sono un prodotto privato di alchimisti privati. Sono però anche un equipollente monetario, la cui equipollenza è legittimata da una gestione d'affari in pro della Banca Centrale. Lo dimostra l'esistenza degli strumenti di conversione delle criptovalute in moneta legale (e viceversa) e l'uso ormai sempre più frequente delle criptovalute come mezzo di pagamento (anche al dettaglio). Di fronte al fenomeno reale risulta vano contrastare la loro natura di equipollenti monetari e invocare addirittura l'avvento di leggi repressive che ne vietino la produzione "alchemica". Piuttosto è il caso di invocare, anche per loro, il governo della moneta da parte della Banca Centrale, sia in sede di conversione di moneta legale, sia in sede di applicazione degli strumenti di governo della base monetaria, che oramai comprende anche le criptovalute in qualità di equipollente monetario. È questa la nuova "frontiera" della sovranità monetaria delle banche centrali. All'orizzonte si prospettano delle novità future per la sovranità monetaria: l'Euro digitale e i provvedimenti monetari creati dall'intelligenza artificiale. Entrambi presentano profili altamente problematici che il testo si sforza di evidenziare.
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