Architettura
Architettura e conflitto
Massimo Ilardi, Roberta Amirante, Alessandro Armando, Pepe Barbieri, Umberto Cao, Alessandra Criconia
Libro: Copertina morbida
editore: Manifestolibri
anno edizione: 2020
pagine: 120
L'architettura non si può chiudere nel recinto della sua disciplina, ma deve affrontare in termini critici le contraddizioni del presente. Un sociologo e cinque architetti discutono in che modo il progetto dello spazio nella città contemporanea, operando criticamente nel rapporto tra forma, norme e pratiche sociali, può costituire il principale campo di relazione tra usi, diritti, poteri e interesse pubblico.
Declinazioni della trasparenza in architettura. Una indagine sulla complessità attraverso la differenza-Declinations of trasparency in architecture. A survey about complexity through the difference
Teresa Della Corte
Libro: Libro in brossura
editore: Officina
anno edizione: 2020
pagine: 173
L'esigenza della collana Architetture e Arti scaturisce da una attenta riflessione sulle vicende contemporanee dell'architettura e dalla possibilità di descriverne i caratteri, le qualità, le potenzialità in stretta correlazione con le diverse manifestazioni delle arti figurative. Il rapporto che ne deriva muove dalla convinzione di dovere e potere istituire le necessarie interconnessioni con i processi storici consolidati e con quelli in atto. L'obiettivo è quello di provare a tenere unite in un unico solco le complesse tematiche relative alle arti e all'architettura, definendo di volta in volta gli approfondimenti specifici che le argomentazioni trattate richiederanno. Il libro si propone come contributo alla riflessione sui significati della trasparenza, assumendone le' peculiarità del 'vedere attraverso' come atto interpretativo, rappresentativo del gradiente di libertà possibile nell'indagine sullo spessore e l'ordinabilità del reale. Il termine, geneticamente instabile, risulta tanto consonante alla diffusa istanza di transitività di cui è permeata la cultura contemporanea da potersene ritenere una sorta di parola-chiave. La trasparenza, ampliata in una dimensione che non è più nella materia concreta ma piuttosto nello svelamento e nell'accompagnamento di un processo, si ripresenta come luogo della sovrapposizione non rilevabile esclusivamente nell'oggettualità della situazione, ma piuttosto nella nostra esperienza percettiva, quale sistema per l'indagine e il disvelamento dei livelli interconnessi, dispositivo per la costituzione della differenza, strumento di conoscenza-attraverso. Contesto, comparazione, differenza, sono concetti centrali, e determinanti, per la comprensione delle composite fenomenologie della trasparenza, soprattutto quando dalle sue declinazioni più correnti e chiare si passa alle più enigmatiche e le infinite epifanie del reale, manifestandosi secondo connotati di gradualità differenziale, mutevolezza, imprendibilità, bellezza, convergono nel comune riferimento etimologico a quella accezione di ambiguità insita nel prefisso trans- e indicante mutamento, attraversamento. Il presente studio ha inteso percorrere i livelli di significato e di equivocità della trasparenza attinti dal linguaggio architettonico moderno e contemporaneo e, scandagliando l'instabilità dei confini tra quelle stesse espressioni di lucida complessità individuabili tra trasparenza fisica, percettiva, fenomenica, esemplificare, con l'architettura, le possibilità decodificative della natura evasiva del reale per aumentare la conoscibilità dei complessi sistemi di relazioni che caratterizzano la nostra epoca.
Per un'architettura totale
Walter Gropius
Libro
editore: Abscondita
anno edizione: 2020
«Le mie idee sono state spesso interpretate come l'esaltazione della razionalizzazione e della meccanizzazione. È una visione assolutamente erronea di tutti i miei sforzi. Ho sempre insistito sul fatto che l'appagamento dei bisogni dell'animo umano è più importante del benessere materiale, e che il raggiungimento di una nuova visione spaziale è più significativo dell'economia strutturale e della perfezione funzionale. Lo slogan "funzionalità uguale bellezza" è solo parzialmente vero. Quando consideriamo bello un viso umano? Ogni viso è funzionale nelle sue parti, ma solo quando proporzioni e colori perfetti si fondono in un'ideale armonia, esso merita l'epiteto di bello. Lo stesso accade in architettura. Solo la perfetta armonia delle sue funzioni tecniche e delle sue proporzioni può approdare al bello. È precisamente questo a rendere il nostro compito così articolato e così complesso. L'autentica architettura dovrebbe essere la proiezione della vita stessa, e questo implica una conoscenza intima dei problemi biologici, sociali, tecnici e artistici. E tuttavia questo non basta. Per rendere unitari tutti i diversi rami dell'attività umana è indispensabile una forza di carattere che i mezzi educativi possono solo rafforzare, non creare. La nostra meta più alta deve comunque esser quella di formare uomini in grado di tendere alla totalità, anziché chiudersi entro gli angusti limiti della specializzazione. Il nostro secolo ha prodotto il tipo dell'esperto in un'infinità di esemplari: facciamo ora in modo che nascano uomini dall'ampia visione». Con uno scritto di Manlio Brusatin.
Paramenti bugnati e architettura nella Firenze del Quattrocento
Gianluca Belli
Libro: Copertina morbida
editore: Firenze University Press
anno edizione: 2020
pagine: 653
Raccogliendo l'invito di Rudolf Wittkower, che esortava a studiare con attenzione la grammatica delle forme che compongono l'architettura, il libro indaga l'evoluzione dei paramenti bugnati in uno dei contesti forse più significativi per la loro storia, vale a dire nell'ambito dell'architettura fiorentina del Quattrocento. Limitato quasi interamente all'architettura residenziale, a Firenze il bugnato intreccia il proprio sviluppo con quello dei palazzi realizzati durante il corso del XIV e XV secolo, e già in questo periodo costituisce un elemento che si può dire tradizionale: un linguaggio autoctono che in quest'area trova una ininterrotta continuità d'uso e di significato almeno fin dal Duecento. Il tratto caratteristico è il naturalismo, che in forme e gradi diversi permea tutti i paramenti, costituendo una sorta di inflessione locale che connota anche certa architettura di derivazione fiorentina costruita in zone e contesti lontani da quello di origine, e in patria contamina linguaggi più aggiornati. A Firenze la renovatio dell'architettura antica passa infatti anche dalle murature, come non mancano di registrare gli scritti (lei contemporanei che descrivono i paramenti a bugne di palazzo N ledici e di altri edifici coevi, paragonandoli al massiccio opus quadratum antico. Pur accogliendo la lezione di magnificenza dei bugnati giulio-claudi, i paramenti fiorentini tuttavia non diverranno mai una riproduzione pedissequa dei modelli romani, ma mostreranno sempre i caratteri tradizionali di un tipo murario apparentemente senza regole ma organizzato secondo schemi prefissati, e in costante oscillazione tra libertà espressiva e anelito al rigore della forma.
Inspired by nature. Creare interni personali & naturali
Hans Blomquist
Libro: Libro rilegato
editore: Luxury Books
anno edizione: 2020
pagine: 208
L'autore del libro, Hans Blomquist, è un direttore artistico, stilista d'interni e fotografo di spicco, molto richiesto per il suo lavoro dai marchi internazionali più prestigiosi. Vive a Parigi ma lavora in tutto il mondo, dal Sudafrica a Londra, passando per New York. Hans pone materiali, oggetti e motivi naturali alla base di uno stile decorativo contemporaneo che permette una fuga dal rumore e dalla frenesia della vita moderna. Protagonista della sua filosofia dell'arredamento è la natura, e nella prima parte del libro condivide idee e ispirazioni per decorare con i fiori, le piante, gli oggetti, i materiali, le texture e i colori naturali. Gli oggetti trovati sono protagonisti di composizioni suggestive, mentre i materiali naturali come il legno, il lino, il vimini e il cuoio definiscono gli arredi degli ambienti. Persino le palette di colori riprendono le tinte tenui del mondo naturale. Nella seconda parte del libro, Hans visita interni vissuti dotati di un senso di comfort, gratificazione e bellezza, che ispireranno il lettore nella creazione di una casa che, oltre a essere un rifugio dal mondo, sarà anche un luogo perfetto per accogliere la famiglia e gli amici.
Cultura e progetto del territorio e della città. Una introduzione
Arturo Lanzani
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2020
pagine: 378
Questo libro è una guida a un possibile viaggio in un “campo” di riflessioni, di pratiche, di teorie e di depositi materiali dai confini sfumati, un viaggio che muove dagli albori della vicenda umana e arriva a metà del XVIII secolo. Esso si rivolge non solo a urbanisti e pianificatori, ma anche ad architetti, ingegneri, geografi, agronomi, forestali, ecologi, economisti, sociologici e antropologi che si trovano a praticare o attraversare questo campo chiamato “urbanistica”, o meglio, con connotazione meno disciplinare e urbanocentrica, “pianificazione e progettazione urbana e territoriale”. La prima tappa muove da un tempo lontanissimo di esordio della vicenda umana e arriva a metà del XVIII secolo. Nel viaggiare in un tempo così lungo potremo segnalare il primo costruirsi degli ambienti umani (cioè di un ambiente modificato dall’uomo), l’emergere di pluralità di assetti urbani e rurali, la successione di fasi di strutturazione e di destrutturazione nella città e nelle campagne, il faticoso emergere del nuovo a fianco e negli interstizi dell’antico, il costituirsi di un palinsesto complesso dove ciò che conta non è solo ciò che di nuovo si introduce, ma anche ciò che del passato si modifica o permane. Parimenti potremo evidenziare modi diversi di guardare la terra (come ambiente, territorio, luogo, spazio, paesaggio), alcune dimensioni che paiono costitutive di questa pratica di pianificazione e progettazione, e indicare saperi, autori, teorie, forme discorsive che sembrano connotare il nostro campo. Infine potremo segnalare radici multiple e talvolta alternative di questo insieme di riflessioni e di pratiche che verranno variamente riprese nel momento del loro consolidamento tra il XIX secolo e il XX secolo e che oggi dobbiamo forse riconsiderare diversamente in una stagione di radicale trasformazione. Più di tutto speriamo che anche grazie alla nostra guida il lettore possa cogliere il fascino per noi straordinario di questo campo. Nel qual caso saremo contenti che egli abbandoni poi questa guida (o ci torni solo ogni tanto) e inizi il suo originale viaggio.
Milano. Verso il futuro. Ediz. italiana e inglese
Alessandra Novellone, Stefano Zuffi
Libro: Libro rilegato
editore: Sassi
anno edizione: 2020
pagine: 176
Milano, grande metropoli dell’Italia settentrionale nota per la moda, il design e la finanza, ha vissuto nel 2015 un’occasione unica in cui si è posta come centro leader della modernità a livello nazionale e mondiale. Grazie all’Expo, per sei mesi la città ha assunto il ruolo di grande vetrina internazionale, e gli spazi espositivi si sono inseriti in una cornice urbana completamente rinnovata e caratterizzata da edifici avveniristici, linee moderne e materiali innovativi. L’area di Porta Nuova, il Bosco Verticale, il progetto City Life, i nuovi Navigli sono tutti simboli del volto rinnovato del centro lombardo e nuove aree di riferimento per la vita di una città che guarda al futuro. Tra le costruzioni di una metropoli proiettata verso l’avvenire è affascinante tuttavia scoprire anche le sue antiche radici e la sua storia millenaria, che nasconde un inesauribile patrimonio storico-artistico.
Archiletture
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 642
"Archiletture" si interroga sui rapporti tra letteratura e architettura portandosi alla radice di una possibile relazione strutturale tra le due discipline, senza limitarsi alla pur essenziale rilevazione tematica nei testi letterari di luoghi o figure in qualche modo interessanti per la cultura architettonica. Il suo centro di interesse è l'individuazione di casi di studio in cui l'affinità strutturale tra letteratura e architettura emerge come elemento caratterizzante il processo creativo e la riflessione sui modi in cui tale affinità si manifesta. I contributi inclusi nel volume riguardano, da un lato, opere letterarie la cui matrice è una forma architettonica e, dall'altro lato, opere di architettura – disegni, scritti, costruzioni – in cui la scrittura non svolge un ruolo sussidiario nel processo creativo, ma diviene altresì strumento per includere nel progetto la componente circostanziale della vita che si immagina svolgersi, o essersi svolta, nei luoghi o in relazione agli oggetti progettati.
#curacittà Napoli. Salubrità e natura nella città collinare
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 308
Natura pubblica, infrastruttura abitata, nodo di salubrità costituiscono, nell'approfondimento del caso napoletano, i capisaldi di una riflessione teorica orientata a ridisegnare i confini e i contenuti del progetto di architettura e di paesaggio come cura per la città. L'interesse è rivolto agli spazi urbani che si configurano come coesione di frammenti, instabili e modificabili, dove assume fondamentale importanza il rapporto con la natura che la città collinare di Napoli propone in maniera dirompente. Lo scopo è di superare l'idea di luogo salutare isolato o mal collegato dal punto di vista dell'accessibilità per costruire luoghi della cura in rete tra di loro, che possano assumere caratteri differenziati; luoghi del superamento di una logica monofunzionale e bloccati tipologicamente, nei quali sia assegnata una nuova centralità al corpo, al movimento e alle relazioni tra i cittadini. Oggetto dello studio è la vasta parte di città compresa tra il Parco di Capodimonte e il Parco delle Colline, dal quartiere Sanità a Scampia, attraversando il Vallone San Rocco, in cui si lavora ad una interpretazione di parco come connessione urbana, coinvolgendo spazi aperti ed edifici esistenti, ma anche cittadini, associazioni, istituzioni, processi di trasformazione in atto, nella costruzione di un sistema di aree eterogenee e interconnesse in grado di accogliere usi e pratiche diversificate. Parchi, ospedali, scuole, stazioni rappresentano, in una mappa molto articolata e complessa, gli elementi notevoli della città da cui innescare nuove logiche relazionali per la costruzione di una città sana.
La signora Bauhaus
Jana Revedin
Libro: Copertina morbida
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2020
pagine: 304
Germania, maggio 1923. La ventiseienne Ise Frank siede tra i banchi dell'Università tecnica di Hannover, sebbene non sia un architetto, né tantomeno una studentessa di quell'ateneo. Ise, che lavora come libraia, giornalista e critica letteraria a Monaco, si trova lì su insistenza di un'amica, Lise, per assistere all'insolita conferenza in programma quel giorno. Sul palco c'è un uomo con un vestito di lana pettinata grigio scuro, un papillon di seta bordeaux e un portamento da capitano di cavalleria. Si chiama Walter Gropius ed è il fondatore del Bauhaus, una scuola di arte e architettura il cui obiettivo principale è quello di operare una conciliazione tra arti ed artigianato in un nuovo linguaggio legato alla produzione industriale, impostando nuovi canoni estetici per l'architettura e il design moderni. Colpita dall'audacia con cui Gropius espone il suo innovativo progetto e affascinata dall'idea che l'architettura possa essere una missione creativa e al tempo stesso sociale e persino politica, Ise si ritrova, nei giorni successivi, a ripensare spesso a quell'uomo dal piglio ribelle e dagli occhi da volpe. Grande è, perciò, il suo stupore, quando due mesi dopo Walter Gropius si reca a Monaco per incontrarla e invitarla all'inaugurazione della prima mostra del Bauhaus, prevista per il 15 agosto a Weimar. Da quel momento la vita di Ise è destinata a cambiare per sempre. Sposando Gropius, nell'ottobre dello stesso anno, Ise sposa anche il progetto del Bauhaus, divenendone la principale sostenitrice e lavorando instancabilmente per la sua promozione, al punto da meritare l'appellativo di «Signora Bauhaus». Nonostante le preoccupazioni economiche, gli intrighi accademici e la caduta della democrazia nella nascente Germania nazista, il sodalizio tra Ise e Walter resterà saldo, permettendo al Bauhaus di continuare la sua attività oltreoceano. Con una prosa ricca ed evocativa Jana Revedin riporta brillantemente in vita l'atmosfera degli anni Venti, raccontando, attraverso la straordinaria vita di Ise Frank, un emozionante capitolo della storia contemporanea.
Paesaggi della memoria. Rocca Montevarmine. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: HAZE
anno edizione: 2020
pagine: 140
"Parliamo della Rocca Montevarmine. Parliamone. Non lasciamola sepolta sotto un silenzio che dura da quasi vent’anni. Se ne parliamo nel giusto modo cureremo le sue e insieme le nostre ferite. Vorremmo che fosse ancora un bene comune, aperto e fruibile per tutti, vorremmo poterne ammirare la bellezza architettonica e la rigogliosa campagna che la circonda. “Sposarsi alla Rocca” è una piccola mostra fotografica che fa parte di un progetto – ormai non più segreto – di Sibilla Arte: raccogliere in un centro di documentazione, archivio, museo virtuale o come lo si voglia chiamare, le fotografie, i documenti, i video, i filmati amatoriali, le carte e i libri antichi, i contratti, carte commerciali… cioè tutto quanto testimoni la vita attiva, che dura da oltre seicento anni, di questo importante monumento del nostro territorio. Com’è evidente in molte delle foto qui riprodotte e scattate dal 1970 fino agli anni ’90, un’armonica attività regnava dentro e fuori la Rocca. La chiesetta di San Pietro era ricca di statue e oggetti di devozione, il cortile e le strutture della piazzetta interna erano integri, il parco esterno era nel suo pieno splendore. Parliamo della Rocca Montevarmine. Parliamone…"

