Sociologia e antropologia
Storia dell'etnografia. Autori, teorie, pratiche
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2020
pagine: 456
Il volume presenta una panoramica storica intrecciata a una discussione tematica delle tendenze che, in periodi e in contesti diversi, hanno dato forma all’etnografia, includendo anche linee marginali della ricerca – come l’etnografia di genere e il paradigma visuale – che hanno avuto meno risonanza ma che pure contengono un notevole potenziale. Il libro sostiene che l’etnografia consiste in una sofisticata riflessione teorica – e politica – radicata nell’antropologia sociale e culturale. «Chiunque non sia un completo idiota può fare il lavoro sul campo» scriveva il grande etnografo E. E. Evans-Pritchard, a sottolineare che solo una solida base di pensiero rende l’etnografia una linfa vitale per la comprensione.
La rivoluzione è il freno di emergenza. Saggi su Walter Benjamin
Michael Lowy
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2020
pagine: 136
Per Michael Löwy, la scoperta dell’opera di Benjamin è stata un’emozione che ha scosso molte delle sue convinzioni e la cui onda d’urto si è percepita per più di quarant’anni in tutte le sue ricerche sulle forme eterodosse del marxismo in Europa o in America Latina. Alla visione di una rivoluzione come “locomotiva della storia” che viaggia inesorabilmente nella direzione del progresso, descritta da Marx in La lotta di classe in Francia, Benjamin propone una versione della rivoluzione come “freno di emergenza”, annunciando precocemente una critica del progresso e della crescita, che più tardi si svilupperà nel pensiero critico e nell’ecologia radicale. I saggi qui raccolti si concentrano sulla dimensione rivoluzionaria del lavoro di Benjamin, in cui si intrecciano e si confondono un approccio ispirato a un materialismo storico, evidentemente non ortodosso, e un messianesmo ebraico, ripensato alla luce della sua “amicizia stellare” con il suo complice Gershom Scholem. Diversamente da molti lavori su Benjamin, Löwy insiste sulla dimensione sovversiva, rivoluzionaria e persino insurrezionale del suo pensiero. Ed è questa dimensione che fa del filosofo tedesco un personaggio singolare, se non unico, nel firmamento culturale del XX secolo.
Antropologico in filosofia
Gianluigi Pasquale
Libro: Copertina morbida
editore: Armando Editore
anno edizione: 2020
pagine: 166
L'antropologico in filosofia è il discorso sull'uomo, fatto dall'uomo. E, per questo, ambisce a una visione integrale, non solo esperienziale, perché interpella ciascuno/a di noi. Il volume studia nel dettaglio la nascita dell'antropologia filosofica dall'antichità fino all'età contemporanea. Per capitoli, si analizzano, poi, i costituenti dell'essere uomo: il valore del corpo, il desiderio, la sessualità, il maschile e il femminile, la morte, l'immortalità dell'anima, la risurrezione della carne. Vengono affrontati anche temi di grande attualità. Da qui l'antropologia filosofica introduce all'etica, alla quale continuamente rimanda. Prefazione di Umberto Galimberti.
Oltre il lavoro domestico. Il lavoro delle donne tra produzione e riproduzione
Lucia Chisté, Alisa Del Re, Edvige Forti
Libro: Libro in brossura
editore: Ombre Corte
anno edizione: 2020
pagine: 189
“Questo libro, uscito nella prima edizione nel gennaio 1979, voleva essere un contributo all’analisi dei temi legati al lavoro delle donne nei risvolti che parevano essenziali nella peculiare congiuntura sociale, economica e politica agli sgoccioli del decennio. Il presupposto era che tale condizione dovesse essere sempre situata e che non fosse quindi possibile, in un’ottica di liberazione, prescindere dall’indagine del sistema capitalistico, suo connotato storico. Un punto di vista dichiarato. ‘Liberazione’ perché il nostro discorso non mirava all’inserimento a pieno titolo in un sistema qualificato dal potere maschile, introducendovi semplicemente figure femminili; l’analisi voleva essere critica dell’intero meccanismo sociale dello sfruttamento. La messa in discussione dei rapporti tra i sessi si traduceva in una pratica politica antagonista nei confronti dei ruoli che le donne da sempre, almeno nella cultura occidentale, erano state costrette a incorporare. In questo avverbio temporale c’era una lunga storia sociale che si voleva disvelare” (dalla Prefazione alla nuova edizione). Postfazione di Giulia Bonanno, Giovanna Di Matteo, Greta Meraviglia, Bruna Mura (Non Una di Meno Padova).
Lavoro: la grande trasformazione. L'impatto sociale del cambiamento del lavoro tra evoluzioni storiche e prospettive globali
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2020
pagine: 384
La trasformazione del lavoro è oggi al centro dell'attenzione di politici, studiosi, cittadini e mass-media. Si discute soprattutto sulla possibilità che i processi di innovazione tecnologica legati alla robotica e all'Intelligenza Artificiale possano cancellare, nei prossimi decenni, milioni di posti di lavoro. Il vero spettro con cui confrontarsi, tuttavia, non è la disoccupazione di massa, ma l'aumento dell'eterogeneità e dell'instabilità dei nuovi lavori, la diffusione di impieghi temporanei, precari, poco retribuiti che non permettono condizioni di vita accettabili, un inserimento sociale soddisfacente, il pieno accesso al welfare e ai diritti di cittadinanza. Dinamiche che nel lungo periodo potrebbero minacciare la tenuta del patto sociale. Soprattutto in un contesto in cui gli effetti di discriminazione, diseguaglianza e polarizzazione non sono compensati dal ripensamento dei sistemi di protezione sociale e da politiche efficaci in termini di redistribuzione di risorse, di professionalizzazione del lavoro e di formazione continua. Questo Annale prende in esame il cambiamento del lavoro tratteggiandone le evoluzioni storiche attraverso le quattro rivoluzioni tecnologiche e inquadrandone le ricadute locali e settoriali sullo sfondo globale della finanziarizzazione e delle catene del valore. Una riflessione aggiornata e multidisciplinare - con alcune considerazioni preliminari sull'impatto recente della pandemia - sulle conseguenze di una lunga stagione caratterizzata da politiche neoliberali di austerità, ma anche sulla capacità di mobilitazione e di resilienza espressa dai lavoratori per orientare in direzioni socialmente più sostenibili il cambiamento del lavoro.
Migrazioni, processi educativi e percorsi di cittadinanza. Sfide per una società inclusiva
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2020
pagine: 82
Quando si parla di migrazioni, spesso si parla di complessità. Caratteristica che questi fenomeni dimostrano negli attori e soggetti che coinvolgono, nei territori che connettono, nelle evoluzioni che comportano anche nel lungo periodo, nelle contaminazioni culturali di cui sono portatori, nelle ridiscussioni di diritti e doveri che influenzano. I diversi saggi, che uniscono le prospettive delle curatrici a quelle di tre giovani studiose, si snodano attraverso un percorso che va dall’analisi dei principali referenti teorici sulle vecchie e nuove migrazioni ai temi della famiglia, delle seconde generazioni, della socializzazione, della politica migratoria e delle politiche di inclusione. In ciascun capitolo, accanto alla rassegna teorica, viene dedicato spazio alla discussione delle esperienze di ricerca delle autrici e all’analisi di dati secondari. L’obiettivo principale del lavoro è offrire un testo che possa essere impiegato come valido supporto didattico nei corsi universitari di Sociologia, ma anche come strumento di riflessione per operatori e policy makers.
Perché lavoro? Narrative e diritti per lavoratrici e lavoratori del XXI secolo
Axel Honneth, Richard Sennett, Alain Supiot
Libro: Libro in brossura
editore: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
anno edizione: 2020
pagine: 118
Povero, frammentato, robotizzato, iper-sfruttato: il lavoro oggi è un piano inclinato. Pur restando idealmente un fattore chiave della realizzazione personale, dell'identità sociale e delle prerogative di cittadinanza, l'esperienza del lavoro al tempo del capitalismo flessibile ostacola la definizione di traiettorie di vita coerenti. Come ricostruire il senso di sé se non c'è una prospettiva a lungo termine a cui aspirare? Come ripensare il diritto del lavoro per far sì che anche il contenuto delle proprie mansioni - quel che si fa, come lo si fa, la ragione per cui lo si fa - torni a contare? Come ricostruire il nesso tra lavoro, riconoscimento sociale e partecipazione politica? Introduzione di Annalisa Dordoni.
Generare tra la vita e la morte. Aborto e morte perinatale in una prospettiva multidisciplinare
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2020
pagine: 162
Le discipline sanitarie e le scienze sociali hanno descritto in maniere diverse le perdite in gravidanza. L’arte, con i propri linguaggi, ha catturato le emozioni vissute dalle coppie. Questo volume mette insieme queste diverse prospettive attraverso contributi che riflettono sulle perdite perinatali da un punto di vista storico, antropologico, medico, psicologico e statistico, rappresentando le esperienze di perdita anche attraverso la poesia e la fotografia.
Modernità e ambivalenza
Zygmunt Bauman
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2020
pagine: 368
Tra i principi portanti della modernità, che per secoli ha ispirato pensieri e azioni di interi popoli, è stata l'idea architrave di ricondurre alla ragione il caos del mondo, ordinare, classificare, calcolare, sottoporre a controllo, e identificare l'indistinto, bandire l'ambiguo. Tale idea conteneva un progetto di costruzione sociale e una promessa di felicità. Il primo ha lasciato dietro di sé delle macerie, la seconda non è mai stata adempiuta. Zygmunt Bauman dichiara qui il fallimento di un'epoca della storia umana, misurandolo sulla insostenibilità della pretesa iniziale. È l'ambivalenza, infatti, e non l'univocità, la condizione normale in cui ci tocca vivere. Noi esseri finiti ci condanniamo alla perenne inadeguatezza se ammettiamo soltanto l'alternativa rigida tra l'ordine e l'informe, tra le entità (cose, persone, collettività, situazioni, categorie della mente) che il linguaggio riesce a nominare in modo trasparente e l'imprevedibile, l'indeterminato, l'incontrollabile, di cui avvertiamo la presenza minacciosa. Modernità e ambivalenza rimane, come scrive Donatella Di Cesare nella sua Postfazione, un'opera decisiva che ha segnato la svolta del percorso intellettuale del sociologo che più di ogni altro ha saputo definire la contemporaneità.
San Cono. Migrazioni ed emancipazione
Salvatore Palidda
Libro
editore: Meltemi
anno edizione: 2020
pagine: 164
Questo libro, di tipo etnografico-antropologico, mostra aspetti singolari di un paesino allo stesso tempo originale e simile a tanti altri, non solo piccoli, comuni siciliani e del Sud Italia. Le "storie" di San Cono e i personaggi di questo libro sono infatti emblematici di una storia sociale comune al mondo mediterraneo. In particolare, la perenne e forte aspirazione all'emancipazione economica e sociale, il culto del santo patrono, i conflitti con il clero, le rivolte popolari, i personaggi quali la maestra dedita all'impegno sociale e a una concezione esemplare dell'insegnamento, l'emigrazione; l'emigrante che diventa leader indiscusso e poi si vende e pensa alla sua propria emancipazione economica e sociale; il commerciante del paese che diventa il "padre di tutti" per la sua onestà e generosità, ma del quale nessun figlio prende l'eredità; gli scandali finanziari che mandano sul lastrico alcune famiglie illuse. Infine l'impressionante declino demografico e, di nuovo, la grande emigrazione e allo stesso tempo l'immigrazione straniera, un fenomeno che investe non solo San Cono ma tutta l'Italia.
Integralismi europei. Capitalismo veloce, multiculturalismo, neofascismo
Douglas R. Holmes
Libro
editore: Meltemi
anno edizione: 2020
pagine: 382
Cosa hanno in comune il Nord Italia, Strasburgo, Bruxelles e Londra? Per l'antropologia, sono le pratiche intime e pubbliche degli attivisti politici – che hanno elaborato una visione integralista della società –, radicate in ciò che Isaiah Berlin ha chiamato "Contro-illuminismo". Holmes, tra i principali antropologi contemporanei, esplora un'idea alternativa di collettività umana attraverso prolungati incontri etnografici con alcuni dei suoi più inquietanti e autorevoli protagonisti. E mostra come dalla potenza di un certo tipo di politica discenda la capacità pubblica di sintetizzare elementi apparentemente incompatibili, ricollocandoli al cuore di un potere volatile. Ecco così emergere gli integralismi europei: pratiche culturali intime, economie politiche e morali razziste, idiomi violenti di straniamento e alienazione.
Storia dello zucchero. Tra politica e cultura
Sidney D. Mintz
Libro: Libro in brossura
editore: Res Gestae
anno edizione: 2020
pagine: 255
In Occidente, per secoli, lo zucchero ha conosciuto usi marginali o fortemente caratterizzati: medicina, conservante, spezia, condimento, decorazione. È stato solo nell'Ottocento che ha conosciuto la sua fortuna, divenendo uno dei principali prodotti dell'industria alimentare. L'opera di Mintz si interroga sulle ragioni che hanno portato lo zucchero a divenire, da cibo esclusivo dei re, un componente sempre più onnipresente nella dieta del nuovo proletariato industriale. L'antropologo americano traccia un'ampia storia della produzione, della diffusione e del consumo di saccarosio in Occidente e analizza le trasformazioni più evidenti che esso ha indotto nella storia dello schiavismo, del colonialismo e dell'industrializzazione; ma si sofferma anche su quelle ragioni più sottili che hanno portato lo zucchero a "penetrare i comportamenti sociali", aprendo prospettive inesplorate nel campo dell'antropologia delle società occidentali. Lo zucchero, secondo Mintz, ha contribuito largamente alla trasformazione del modo di vita e delle abitudini alimentari, dando all'idea di dolcezza un nuovo significato culturale.

