Storia dell'arte: stili artistici
L'ombra della morte nella pittura occidentale
Piergiuseppe Bernardi
Libro
editore: Scholé
anno edizione: 2020
pagine: 192
Difficile dire quando la morte, da sempre inseparabile compagna dell’uomo, sia entrata a far parte del suo immaginario quotidiano. Impossibile tuttavia pensare che il fantasma della propria fine abbia tardato più di tanto a pervadere i sogni dell’uomo, trasformandoli in incubi destinati non solo ad inquietarne i sonni, ma anche a condizionarne il credere, lo sperare, il pensare e, primariamente, il vivere. Proprio di questa presenza le pagine che seguono cercano di tratteggiare la fisionomia, dall’epopea mesopotamica di Gilgameš al mondo egizio, dalla cultura greco-romana all’avvento del cristianesimo, dal medioevo di Francesco d’Assisi e delle danze macabre alla creatività rinascimentale, dalle inquiete visioni del Caravaggio a quelle dei grandi protagonisti della pittura contemporanea: Van Gogh, Picasso, Wahrol e Basquiat.
La Collezione Panza. Villa Menafoglio Litta Panza Varese 2002−2020
Libro: Libro rilegato
editore: Skira
anno edizione: 2020
pagine: 316
A dieci anni dalla morte del noto collezionista Giuseppe Panza di Biumo e a vent’anni dall’apertura al pubblico della sua collezione a Villa Menafoglio Litta Panza, viene riproposto il volume ideato e costruito in prima persona dallo stesso Panza che racconta la collezione: oltre 150 opere di artisti americani, ispirate ai temi della luce e del colore, che convivono in armonia con gli ambienti antichi della Villa, gli arredi rinascimentali e le preziose raccolte di arte africana e precolombiana. Il volume di Panza – già edito da Skira – è ora accompagnato da un secondo volume in cofanetto che racconta l’evoluzione della Villa e della Collezione dal 2002 al 2020, i nuovi allestimenti, le nuove acquisizioni, le mostre più importanti dell’ultimo ventennio avvenute sotto la sapiente gestione del Fondo Ambiente Italiano. Sono presenti installazioni site specific di Robert Irwin, James Turrell e Robert Wilson, le spettacolari stanze luminose di Dan Flavin e il commovente tributo di Wim Wenders a Ground Zero. Un’ampia sezione fotografica è dedicata al secolare parco all’Italiana arricchito da installazioni d’arte ambientale.
Gli artisti spagnoli a Roma tra Sette e Ottocento. Preistoria di un'accademia
Carolina Brook
Libro: Copertina morbida
editore: Viella
anno edizione: 2020
pagine: 256
Sulla fondazione dell'Accademia di Spagna a Roma sono stati condotti negli anni diversi studi, volti a documentarne l'avvio nel 1873 e il consolidamento. In realtà l'istituzione affondava le sue radici e le sue premesse nel XVIII secolo, ed è proprio sull'analisi del periodo che va dalla metà del Settecento alla metà dell'Ottocento che si concentra questo volume. Sono infatti quelle condizioni storiche e quelle esperienze culturali ed estetiche che hanno reso possibile, dopo un ampio margine di tempo, la creazione di un'accademia per le belle arti spagnola nella capitale pontificia. La data di apertura dell'Accademia di Spagna apparirebbe del tutto anacronistica se non la si considerasse come il risultato di un lento percorso di elaborazione, nel quale le vicende dei numerosi artisti iberici presenti a Roma si sono intrecciate a diversi tentativi di regolamentarne e organizzarne la presenza.
Il ciclo dei mesi. Da Aosta a Otranto, alla scoperta di un tesoro dell'arte medievale italiana
Jenny Bawtree
Libro: Libro in brossura
editore: Terra Nuova Edizioni
anno edizione: 2020
pagine: 224
Questo libro non sarebbe stato mai scritto se un giorno l'autrice, Jenny Bawtree, non avesse intravisto una coppia di anziani ferma a guardare in alto davanti al portale di una chiesa toscana. Avvicinatasi incuriosita, Jenny è rimasta letteralmente incantata da uno splendido ciclo dei mesi: dodici statue che rappresentano le attività, agricole ma non solo, caratteristiche dei dodici mesi dell'anno. Da quel giorno, l'autrice ha dedicato cinque anni di studio a questa materia, esplorando l'Italia e scoprendo ben 39 cicli dei mesi, nella forma di statue, bassorilievi, affreschi e mosaici, presenti in grandi chiese romaniche, monasteri, ma anche in umili chiese parrocchiali e dimore signorili. Un tema ripetitivo forse? Al contrario. Anche se i cicli seguono una tradizione medievale che risale all'antichità, ciascun artista interpreta il soggetto secondo la sua abilità, la sua cultura, la sua fantasia. E mentre i cicli del XII e XIII secolo mettono in risalto la sacralità del lavoro agricolo, in quelli successivi il contenuto vira verso aspetti politico-sociali. Oggi possiamo leggere in queste opere un messaggio universale sui cicli della natura e una concezione di ecologia ante litteram. Un libro divulgativo, in cui l'autrice ha voluto trasmettere la sua passione per questo tema a un pubblico ampio, non necessariamente esperto, offrendoci descrizioni minuziose dei cicli, ritratti dal fotografo Opaxir. Un libro d'arte, ma anche un libro di viaggio, che ci invita a visitare luoghi al di fuori dei soliti itinerari turistici. Prefazione di Salvatore Settis.
The missing planet. Visioni e revisioni dei tempi sovietici. Catalogo della mostra (Prato, 8 novembre 2019-27 settembre 2020)
Libro: Libro in brossura
editore: Produzioni Nero
anno edizione: 2020
pagine: 291
The Missing Planet–Visioni e revisioni dell'era sovietica traccia la storia dell'arte sovietica e post-sovietica dal 1970 a oggi attraverso i saggi di trenta autori e le opere di più di cinquanta artisti. Nella mostra, a cura di Marco Scotini e Stefano Pezzato, le opere della collezione del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato sono state messe in dialogo con prestiti da collezioni italiane e internazionali, per comporre una 'galassia' completa dei principali filoni di ricerca artistica sviluppati nelle ex repubbliche sovietiche, dalla Russia al Baltico, dal Caucaso alle più sperdute province del centro Asia. In un cosmo in cui le stelle del capitalismo possono muoversi in assoluta libertà, seguendo ognuna la propria orbita senza alcuna frizione, è più che mai necessario tornare a riflettere su quel pianeta rosso che per anni ha saputo stimolare le fantasie di generazioni di artisti, pensatori, indagatori di uno spazio-tempo che pare ormai scomparso, inghiottito dal buco nero della Storia, ma la cui rievocazione potrebbe ancora stimolare nuove rivoluzioni.
Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia-The disquieted muses. When La Biennale di Venezia meets history. Catalogo della mostra (Venezia, 29 agosto-4 novembre 2020)
Libro
editore: La Biennale di Venezia
anno edizione: 2020
pagine: 454
La mostra, realizzata dall'Archivio Storico della Biennale – ASAC, è stata curata per la prima volta da tutti i Direttori dei sei Settori Artistici (Arte, Architettura, Cinema, Danza, Musica, Teatro): Cecilia Alemani, Hashim Sarkis, Alberto Barbera, Marie Chouinard, Ivan Fedele e Antonio Latella. Nell'introduzione del volume Cecilia Alemani ha sottolineato che "Le muse inquiete è la prima mostra nella storia della Biennale concepita all'intersezione delle sei discipline che ne costituiscono le aree di ricerca principali, facendo dialogare eventi ed episodi della storia della Biennale con quella del Novecento, e ripercorrendo quei momenti in cui La Biennale e la storia si sono date appuntamento a Venezia". Il catalogo ripercorre il percorso della mostra, illustrato da un'attenta selezione di fotografie e documenti d'archivio. Progetto grafico e impaginazione sono a firma dello studio Tomo Tomo (Milano).
Studi su Rembrandt
Georg Simmel
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2020
pagine: 104
«Per quanto le figure di Rembrandt ci appaiano intimamente scosse da una vita profonda, per quanto lunghe siano le fila del destino a cui sono intrecciate, nessuna di esse presenta quell'elemento caratteristicamente enigmatico tipico della «Monna Lisa» o del «Giuliano de' Medici» di Botticelli, delle teste dei giovanetti di Giorgione a Berlino e a Budapest, o del «Giovane inglese» di Tiziano a Palazzo Pitti. Paragonato con essi il modo di concepire e di rappresentare di Rembrandt è incomparabilmente più vibrante, procede nell'indistinto e, per così dire, all'infinito, privo di trasparenza logica; ma nonostante questo l'uomo rappresentato è per noi molto più aperto, più illuminato, un essere che ci è familiare. E questo non dipende per nulla dal fatto che i modelli di Rembrandt fossero uomini meno complessi, più lineari degli italiani del Rinascimento, che erano più differenziati e ricchi di tutte le finezze della cultura. Nasce piuttosto dal fatto che la concezione che Rembrandt ha dell'uomo, più complessa, più ricca di elementi, apparentemente meno chiara, ha reso percepibile nel fenomeno attuale la sequenza spirituale di sviluppi e di destini che lo hanno formato, rendendo possibile quindi il riviverlo e il comprenderlo dall'interno».
Raffaello e la Domus Aurea. L'invenzione delle grottesche
Vincenzo Farinella
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2020
pagine: 272
Una scoperta avventurosa, uno straordinario alfabeto figurativo, un luogo mitico come la Reggia di Nerone, una nuova passerella sospesa ad opera di Stefano Boeri: 5 ingredienti per un evento memorabile, la mostra Raffaello e la Domus Aurea, di prossima apertura. Dalle pagine del catalogo emerge l'eccezionale storia della riscoperta della pitture antica sepolta nelle grotte dell'originaria Domus Aurea di Nerone e la sua interpretazione ad opera del grande pittore. Una storia che comincia intorno al 1480, quando alcuni pittori, tra i primi Pinturicchio, Filippino Lippi e Signorelli, si calano nelle cavità del colle Oppio - definite appunto grotte - per recarsi, alla luce delle torce, ad ammirare le decorazioni pittoriche - da allora chiamate "grottesche" - di antichi ambienti romani. Intorno alla metà del secondo decennio del Cinquecento, fu però proprio Raffaello a comprendere a fondo la logica dei sistemi decorativi della residenza neroniana, riproponendoli organicamente, grazie alle sue profonde competenze antiquarie, in numerosi capolavori ricordati in questa esposizione, a cominciare dalle Stanze Vaticane. Questa straordinaria invenzione si dipana dalla mano del genio di Urbino per i secoli a venire, fino al XX secolo: dalla scoperta, all'invenzione di Raffaello, alla diffusione delle grottesche in Italia e in Europa tra XVII e XIX secolo, fino alla loro interpretazione, coi medesimi aspetti onirici, ad opera dei Surrealisti.
Il paradiso di Cézanne
Philippe Sollers
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2020
pagine: 96
«Tanti sono i pittori che amo, ma nessuno mi emoziona, senza un motivo evidente, come Cézanne. Cerco ogni volta di spiegarmi questa emozione distaccata, violenta. Mi sembra che si tratti della stessa emozione del pensiero al di là di ogni rappresentazione. La devozione religiosa di Picasso e di Matisse nei confronti di Cézanne mi pare doverosa. "Cézanne, è Dio". Sì, ma quale? Non un dio nascosto, comunque. "Vicino e difficile da cogliere, il dio" dice Hölderlin. Molto vicino. Infinitamente vicino. E per questo tanto più difficile da cogliere».
Savinio. A-Z
Libro: Copertina morbida
editore: Electa
anno edizione: 2020
pagine: 360
Pubblicato in occasione della mostra monografica "Savinio. Incanto e mito" di prossima apertura (Roma, Palazzo Altemps), "Savinio. A-Z" ricorre all'ambiziosa e nobile forma enciclopedica per proporre, attraverso un racconto polifonico e un approccio multidisciplinare, un inusuale ritratto di uno dei protagonisti più eccentrici della cultura italiana del Novecento. Il volume si sviluppa come una vera e propria enciclopedia : una successione di 107 'lemmi' scritti da 31 autori che , 'scompaginando e scomponendo un ordine tradizionale', come spiega la curatrice Ester Coen, restituiscono la personalità versatile e poliedrica di Savinio, che è stato pittore, scrittore, musicista, costumista, scenografo, polemista, critico e molto altro ancora. Dalla A di "Achille Innamorato" alla Z di "Zeus Giove", passando per Cocteau (Jean), Gemito, Malaparte (Curzio), Mascagni (Pietro), "Teseo e Venere". Un viaggio sorprendente nell'universo dell'artista e nella cultura del Novecento europeo.
I pittori cubisti. Meditazioni estetiche
Guillaume Apollinaire
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2020
pagine: 78
"È ad Apollinaire che spetterà il posto più eminente fra i critici del cubismo, e il libro che presentiamo al pubblico italiano ne è la più limpida testimonianza. Del tutto consapevoli che non tutte le affermazioni dello scrittore trovarono conferma negli sviluppi successivi della tendenza propugnata, crediamo opportuno pubblicarlo nella sua integrità originaria, come documento di un'epoca ricca di esperienze e di vive passioni. Il poeta dimostra infatti, col linguaggio che gli è proprio, che a due bisogni risponde l'arte figurativa moderna: il primo consiste nel sottomettere la natura alle virtù plastiche, alla purezza e all'unità; il secondo vuole che la pittura sia riportata in una realtà indipendente dal fenomeno visivo naturalistico. A questo si aggiunga che il cubismo si dichiarò subito contro le incontrollate passioni ed ogni ideologia romantica volendo che la fantasia dell'artista fosse dedotta con consapevole coscienza. All'empirismo artistico Apollinaire oppone lo spirito creatore di una dialettica che tende a continuare la grande linea classica senza il concorso delle vecchie abusate formule." (dallo scritto di Carlo Carrà)
Una collezione di acquerelli per sopravvivere. Giuseppe Orlando, industriale, ufficiale di marina e internato militare italiano
Elisabetta Ricciardi
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 240
Giuseppe Orlando, ufficiale di Marina, nipote del fondatore dei Cantieri navali Orlando di Livorno, si trova in Egeo da quattro anni quando, il 19 settembre 1943, viene arrestato dai tedeschi nel Castello di Rodi insieme al suo comandante, ammiraglio Inigo Campioni. Inizia così il suo lungo peregrinare sui carri bestiame fra i lager della Polonia e della Germania, destino condiviso con altri 600.000 Internati Militari Italiani. A Czestochowa, poi a Norimberga e a Gross Hesepe, colleziona oltre 200 acquerelli e disegni realizzati da altri ufficiali italiani, artisti di professione e semplici appassionati. Questa collezione, rinvenuta solo pochi anni fa a Bellagio, unita alla corrispondenza con i familiari costituisce un vero e proprio diario illustrato che, nel 75° anniversario della Liberazione, aggiunge un contributo inedito allo studio della memorialistica degli IMI.

