Storia dell'arte: stili artistici
Alessandro Vittoria. Decoratore e scultore (1525-1608)
Lorenzo Finocchi Ghersi
Libro
editore: Scripta
anno edizione: 2020
Dipinti & disegni dai libri mastri
Edward Hopper
Libro: Libro rilegato
editore: Jaca Book
anno edizione: 2020
pagine: 152
È l’inventario di una vita al servizio dell’arte, quello che emerge dai libri mastri di uno degli artisti più solitari e taciturni dell’era moderna: insieme a sua moglie, Hopper ha registrato le tele e i dipinti venduti, ha tenuto la contabilità e annotato i pagamenti ricevuti, i dettagli su acquisti, acquirenti, soggetti prescelti, tecniche e materiali utilizzati, ma anzitutto ha usato questi quaderni per schizzare e commentare ogni dipinto. Gli schizzi di ogni quadro sono accompagnati da descrizioni e memorie, anche della moglie Jo, pittrice. Si tratta di una vera e propria “biografia condivisa” del pittore e della moglie, a testimonianza della loro grande complicità di coppia. Questo libro raccoglie quelli che Hopper stesso definiva studi preparatori per i dipinti, un patrimonio di bozzetti, schizzi e disegni da cui estrarre idee per i grandi quadri a olio, che risponde a due principi solo apparentemente in opposizione tra loro: osservare fatti, luoghi e persone nella realtà così da ricavarne intuizioni e prospettive per poi improvvisare la costruzione compositiva della “scena teatrale” dei suoi dipinti. Il volume accosta ai bozzetti dei Ledger Books la riproduzione a colori del dipinto in questione ed estratti di conversazioni e aneddoti trascritti in modo colloquiale a commento di tele che sono divenute vere e proprie icone. Fu Jo Hopper a iniziare a tenere i registri subito dopo il loro matrimonio nel 1924, proseguendo fino alla morte di Edward nel 1967. Questo inventario artistico e narrativo della carriera di Hopper trasforma il lettore in spettatore invisibile e silenzioso del laboratorio privato di uno dei più importanti artisti americani.
Murales di Sardegna
Gianni Sirigu
Libro: Libro rilegato
editore: Arkadia
anno edizione: 2020
pagine: 420
Il volume "Murales di Sardegna" nasce dalla passione di un bravo fotografo, Gianni Sirigu, da sempre impegnato nella valorizzazione dei tesori della nostra Isola, siano essi naturalistici, artistici o storici, e dalla volontà da parte di Arkadia Editore di dare uno strumento che, attraverso le immagini, sia in grado di fornire al lettore una panoramica, se non esaustiva, quantomeno completa di un fenomeno che accompagna la creatività dei Sardi da diversi decenni. Attraverso le quasi cinquecento pagine del libro, cui si accompagnano ottocento foto, l’autore ha inteso mostrare, in un percorso ideale, quanto di meglio il muralismo possa proporre nelle vie, piazze, giardini dei piccoli borghi sardi e delle città della regione. Un percorso, come detto, non esaustivo, ma in grado di illustrare al meglio tecniche, tematiche, testimonianze di quella che non si può riduttivamente definire “arte di strada”. Tra passato e presente, nel ricordo di antichi mestieri e sapori, nel desiderio di cambiamento e di modernizzazione, le immagini di Gianni Sirigu ci portano in un mondo artistico di primissimo livello, capace di esprimere gli aneliti, i desideri, le conquiste di un grande popolo.
Naples between 1500 and 1700 as viewed by foreign travellers
Lucio Fino
Libro: Libro rilegato
editore: Grimaldi & C.
anno edizione: 2020
pagine: 174
Volume di grande formato (cm 25 x 35), circa 212 pagine corredate di 150 illustrazioni a colori di rare stampe, dipinti e acquerelli. Legatura editoriale in tutta tela con sovraccoperta ed elegante astuccio rigido telato.
Barocco in chiaroscuro. Persistenze e rielaborazioni del caravaggismo nell'arte del Seicento. Roma, Napoli, Venezia 1630-1680
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2020
pagine: 415
Il volume raccoglie gli atti del convegno tenutosi nel giugno del 2019 a Palazzo Barberini, al termine della mostra II trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti. Giovani studiosi ed esperti di fama internazionale riconsiderano nel libro, attraverso diversi approcci metodologici, un importante nodo critico della pittura seicentesca: i tempi e i modi in cui le diverse declinazioni del naturalismo caravaggesco si sono susseguite, accostandosi — e talora sovrapponendosi — alle varie istanze classiciste e barocche nei decenni centrali del secolo. Si è soliti leggere nei manuali di storia dell'arte e in molti saggi specialistici che la moda generata dalle opere di Caravaggio si concluse rapidamente — almeno a Roma — attorno al 1630, ovvero all'indomani del celebre ciclo di tele commissionato da Asdrubale Mattei e della prematura scomparsa di Valentin de Boulogne (1632). Ma le cose sono andate proprio così? È davvero questo il momento finale del caravaggismo? Esisteva una fetta di mercato che, ancora negli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, richiedeva opere dipinte dal naturale qualificate da forti contrasti chiaroscurali? Per rispondere a queste domande si è scelto di prendere in esame tre differenti contesti geografici e culturali, ognuno dei quali fortemente caratterizzato in ambito pittorico: Roma, Napoli e Venezia. I tre centri sono quelli che, non a caso, Mattia Preti toccò nel corso della sua lunga carriera, mantenendo viva nel pieno Seicento la grande tradizione naturalistica che all'inizio del secolo aveva conosciuto i suoi momenti più alti nella capitale papale e in quella del Viceregno. Del resto, mentre Andrea Sacchi e Pietro da Cortona meravigliavano il mondo con le loro volte in Palazzo Barberini, numerosi altri artisti più o meno noti — tra cui Ribera, Spadarino, Mendoz-zi, Chiesa, Stom e il giovane Luca Giordano — continuavano a dipingere nel solco caravaggesco. Pur con le debite differenze dovute alla specificità della produzione pittorica nelle tre città, non si tratta di episodi marginali e attardati, bensì di importanti testimonianze di un gusto ancora vivo e fecondo, rielaborato secondo una mutata sensibilità e nuovi valori formali.
Reazione & rivoluzione. La risposta dell'arte al coronavirus
Valeria Arnaldi
Libro: Libro in brossura
editore: Ultra
anno edizione: 2020
pagine: 240
Capolavori della storia dell’arte ripensati con mascherina. Baci “protetti” ma in realtà negati dalle labbra coperte. Il Coronavirus rappresentato come mostro da sconfiggere ma anche come strumento di demolizione per abbattere e poi ricostruire la società come la conosciamo. Senza dimenticare le tecniche nate dalle limitazioni delle misure per il contenimento del virus, che hanno portato gli artisti a ingegnarsi, reinventando, in alcuni casi, il proprio “segno”. Sono numerosi gli artisti che, durante il lockdown e, in generale, nell’emergenza sanitaria, hanno portato il tema del Coronavirus su tela, carta, parete, rendendolo protagonista di più opere in tutto il mondo. Non solo. Il Coronavirus si è fatto “musa” pure per nuove tecniche. In una sorta di tavola rotonda “a distanza”, artisti differenti per visione, tecnica, ricerca, linguaggio, età e via dicendo, in Italia e nel mondo, raccontano la reazione alla chiusura, le difficoltà quotidiane, l’impegno, il sacrificio, la rivoluzione insita nei nuovi progetti. Uno e più spunti per guardare al domani dell’arte e alle nuove sfide degli artisti dopo l’emergenza.
Piranesi a Milano. Omaggio nel terzo anniversario dalla nascita
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2020
pagine: 192
Questa preziosa mostra (Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, 1° ottobre-14 novembre 2020) dedicata a Giovan Battista Piranesi, uno dei più grandi artisti del XVIII secolo, del quale ricorre quest’anno il terzo centenario dalla nascita, documenta come Milano sia stata in grado di recepire e diffondere la sua opera. Pur non avendo mai lavorato in città, infatti, Milano conserva memoria, raccolte e documenti relativi all’attività dell’artista, e ancora oggi Piranesi esercita un grande fascino sugli artisti milanesi, sia tra coloro che lavorano nel campo delle arti figurative sia in quelle della regia teatrale, dell’architettura e del design.
Pro Biennale 2020. Presentata da Vittorio Sgarbi
Libro: Libro in brossura
editore: Editoriale Giorgio Mondadori
anno edizione: 2020
pagine: 400
«Quest'anno più che mai, è con piacere che inauguro questa nuova edizione della Pro Biennale che si propone e si rinnova come accreditata opportunità di fare il punto sullo stato dell'arte contemporanea in Italia e non solo. L'Arte è un bene primario e in special modo in questo periodo di emergenza per il Covid-19. Fin dall'inizio si è parlato di tutto tranne che di una riapertura dei musei perché sono considerati superflui e marginali rispetto ai temi del lavoro, della sanità e dell'occupazione, sono intesi come beni voluttuari. lo, invece, ho più volte fatto un appello per riaprire musei, mostre e chiese. Tenerli chiusi è un crimine per l'umanità perché è evidente che l'indice di civiltà di un popolo si manifesta anche nella sua capacità di capire che la cultura è essenziale. I beni primari devono essere la conoscenza, la letteratura, la bellezza, l'arte. Ed è grazie a gente come Salvo Nugnes, così come altri nel loro ambito di lavoro, che si stanno sobbarcando sulle spalle il peso dell'attuale situazione, che tutto riuscirà a tornare come prima. Hanno capito che nessuno li salverà dall'alto, dovranno pensarci per proprio conto, con ogni sacrificio possibile. Quindi, ancora con più forza e orgoglio di quanto non abbia fatto in passato, la Pro Biennale 2020 deve riaffermare tutta la positività dei valori in cui ha più confidato, a partire dalla sacralità del diritto all'espressione artistica, che spetta non a una ristretta, talvolta trascurabile setta di eletti, ma a tutti coloro che sentono di avere qualcosa da dire. Un valore, innanzitutto, di democrazia e libertà.» (Dalla Presentazione di Vittorio Sgarbi)
Catalogo dell'arte moderna. Volume Vol. 56
Libro: Libro rilegato
editore: Editoriale Giorgio Mondadori
anno edizione: 2020
pagine: 606
Il Catalogo, lanciato nel 1962 dall'editore Bolaffi, dal 1980 è pubblicato con il marchio Editoriale Giorgio Mondadori. Nella parte finale il consueto capitolo dedicato alle gallerie d'arte italiane e un ampio repertorio di opere a colori con dossier monografici e altri utili contributi.
L'arte del ferro a Padova tra Otto e Novecento
Sofia Stefani
Libro: Libro in brossura
editore: Il Prato
anno edizione: 2020
pagine: 144
L'autrice indaga il settore dell'arte del ferro battuto nel periodo Art Nouveau, concentrandosi sull'attività padovana di due tra i più celebri mastri ferrai italiani: Alessandro Mazzucotelli (Lodi, 1865 Milano, 1938) e Alberto Calligaris (Udine, 1880 –1960), le cui officine avevano sede rispettivamente a Milano e a Udine. Il punto di partenza è un luogo simbolico per Padova, la Basilica di Sant'Antonio, dove entrambi gli artisti, a circa un ventennio di distanza l'uno dall'altro, vennero coinvolti nella realizzazione delle nuove cancellate poste a chiusura delle cappelle nazionali nel deambulatorio. Proprio al Santo, grazie al cantiere dell'architetto Camillo Boito (Roma, 1836 – Milano, 1914), avviato in occasione del VII centenario dalla nascita di sant'Antonio (1895), si ritrovarono parimenti attive molte delle svariate maestranze che collaborarono in anni più tardi con l'Officina Calligaris di Udine, in parte divenute protagoniste del nuovo linguaggio floreale in città. I rapporti tra Boito e Mazzucotelli per i lavori antoniani e, in seguito, tra la Presidenza della Veneranda Arca di S. Antonio e Calligaris, sono supportati da numerosi documenti d'archivio, grazie ai quali si è potuto altresì ricostruire gli esordi della ditta udinese a Padova nel primo decennio del XX secolo.
La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abbate. Ottocento anni fra storia, arte e vissuto religioso 1220-2020
AA. VV.
Libro: Copertina morbida
editore: Euno Edizioni
anno edizione: 2020
pagine: 231
«Celebrando l'ottavo centenario della erezione canonica della chiesa di Sant'Antonio Abate a parrocchia (1220-2020), ho ritenuto opportuno fare un regalo alla comunità cristiana che, nell'avvicendarsi dei tempi, in detta aula ecclesiale della parrocchia, continua ad essere radunata dai suoi pastori per l'ascolto della parola di Dio, la celebrazione dei Sacramenti e per testimoniare al mondo il Vangelo della carità di Dio nell'attesa che si compia la beata speranza. Un regalo che intendo offrire anche alla città di Palermo perché apprenda la conoscenza di questa antica e nobile chiesa parrocchiale del Senato palermitano, posta nel cuore stesso della città dove, in un periodo in cui, la Chiesa e lo Stato, costituivano l'unica "societàs cristiana" governata dalla sola Signoria di Cristo Gesù, i rintocchi della campana della Torre civica, avvisavano i cittadini delle adunanze del Senato palermitano e del Parlamento siciliano. Il regalo è la pubblicazione di questo ricco e interessante volume, unico nel suo genere e di alta divulgazione. Di questa chiesa parrocchiale, infatti, avevamo unicamente delle notizie sparse negli antichi manoscritti e nei piccoli contributi di esimi studiosi ma, nessuno, ha mai prodotto un'opera letteraria così completa, frutto di un lavoro interdisciplinare, dove i diversi autori ci faranno conoscere la storia e il vissuto di fede e di carità di questa porzione di popolo di Dio. Un grazie a chi ha reso prezioso e gradevole questo volume, un grazie a chi lo leggerà.» (Il Parroco Mons. Gaetano Tulipano)
Il confronto con l'alterità tra Ottocento e Novecento. Aspetti critici e proposte visive
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 240
Questo libro raccoglie i contributi di studiosi italiani e stranieri impegnati a mettere a fuoco i complessi e affascinanti rapporti che, in particolar modo dalla seconda metà dell’Ottocento, si svilupparono tra gli stati del Vecchio Continente e le altre civiltà. In un simile confronto-scontro le arti hanno avuto un ruolo centrale, che tuttavia resterebbe incomprensibile se non supportato da ampie ricerche storiche, antropologiche ed epistemologiche. I saggi qui raccolti seguono tale linea di lavoro, con particolare attenzione a temi specifici quali: il contributo degli artisti allo sviluppo dell’arte coloniale e delle sue manifestazioni; gli aspetti critici connessi al ruolo dell’arte come strumento utile alla propaganda per la costruzione di una coscienza coloniale nazionale; i legami che tale particolare produzione ebbe con la storia e le vicende politiche che segnarono lo sviluppo dell’imperialismo europeo. A tutto questo si affiancano contributi che rilevano l’attuale assetto del binomio identità-alterità, così come affrontato dai musei e dalla critica nella frequentazione congiunta di oggetti europei e non europei.

