Marsilio: Letteratura universale. Elsinore
Volpone. Testo inglese a fronte
Ben Jonson
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2003
pagine: 382
Volpone (1605), uno dei capolavori del periodo aureo del teatro inglese, ha un protagonista silenzioso: l'oro. La sete di ricchezza agita tanto il veneziano Volpone quanto i tre rapaci sciocchi che con l'aiuto dell'infido Mosca egli inganna promettendo a ciascuno le sue ricchezze, in una sarabanda di raggiri che si ritorce infine contro gli autori stessi. Volpone vende la merce più impalpabile e tuttora attuale che si possa incontrare, a teatro e fuori: l'illusione che la ricchezza sia quieta ad attenderci, lì, al cospetto di un imbonitore come Volpone.
Viaggio sentimentale in Francia e Italia. Testo inglese a fronte
Laurence Sterne
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2002
pagine: 324
Pubblicato nel 1768 ha inaugurato il genere della "guida sentimentale" attenta alle piccole cose degli uomini e del paesaggio anziché a monumenti e personalità, e allo stesso tempo questo testo lo ha scomposto attraverso la lente deformante dell'ironia. Viola Papetti ha dato una traduzione moderna, fluida e attenta alle mille malizie del testo che nasconde numerose componenti eversive.
Rasselas principe d'Abissinia. Testo inglese a fronte
Samuel Johnson
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2005
pagine: 351
Una delle prime figure di letterato professionista e interprete autorevole dell'establishment culturale del suo tempo, Samuel Johnson (1709-1784) - o il "Dottor Johnson" secondo il più noto appellativo - lega la sua fama al primo Dizionario della lingua inglese (1747-55) e a eccellenti e innovative opere critiche, tra le quali le Vite dei poeti (1779-81) e una famosa edizione dei drammi di Shakespeare che costituisce una delle prime moderne valutazioni della grandezza del drammaturgo inglese. Oltre a Rasselas e alla tragedia Irene, scrisse Un viaggio alle isole occidentali della Scozia e pubblicò moltissimi saggi su "The Rambler" e "The Idler".
Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie. Testo inglese a fronte
Lewis Carroll
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio
anno edizione: 2002
pagine: 253
"Alice nel paese delle meraviglie" ha tutte le peripezie, i personaggi, la velocità d'azione della fiaba, di cui conserva l'incanto e la sorpresa, ma vi immette inconsuete profondità di significati, variando continuamente le prospettive e operando vertiginosi, e non del tutto innocenti, giochi tra senso e nonsenso, tra la realtà come crediamo di conoscerla e una nuova realtà che sempre si trasforma. Di episodio in episodio, Alice scopre, come in un sogno più vero del vero, quanto sia discutibile, incerta ed evanescente quella realtà stabile, ben regolamentata, decorosa e immobile che le avevano insegnato a scuola (la scuola vittoriana qui così spesso presa in giro). Vivendo la sua favola, crescerà di nuovo, ma non sarà più la stessa.
La principessa
D. H. Lawrence
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 1993
pagine: 168
In questo racconto del 1924 che narra il viaggio "iniziatico" di una giovane e bella donna sulle Montagne Rocciose emergono, con forza, alcune fra le tematiche più rilevanti del pensiero lawrenciano quali la ricerca di uno spazio non contaminato dalla civiltà, il desiderio di incontro e di contatto con un soggetto "diverso", l'ansia di appaganti unioni sessuali. Così l'avventura della Principessa con Domingo Romero, la guida messicana, diviene per lo scrittore inglese occasione d'analisi, momento di profonda riflessione sul soggetto femminile.
Tè verde. Testo inglese a fronte
Joseph Sheridan Le Fanu
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2017
pagine: 158
Figura di un doppio persecutorio e beffardo che istiga al male, ombra allucinatoria che non dà tregua, effetto ipnotico che droga e annienta la volontà, patologia paranoica lacerante e distruttiva, aggressione maligna e seducente di desideri e conflitti rimossi, fantasma di un atavismo ferino e degenerato: tutto questo, e altro ancora, è la piccola scimmietta nera che una sera, all’improvviso, dal cantuccio oscuro di un omnibus appare al mite, solitario e malinconico reverendo Jennings, trascinandolo in un percorso disperato verso la follia e il suicidio. Tè verde è la storia di questa ossessione, ma non solo; è anche la storia di colui che la racconta, trascrizione di un “caso” clinico che ci arriva dalla voce ora distaccata ora partecipe del dottor Hesselius, figura quanto mai moderna di analista/indagatore/detective, che racconta al tempo stesso la sua ossessione, ovvero quella di leggere il caso con gli occhi della scienza, rimuovendone la carica eversiva con le proprie fragili certezze; voce autorevole e rassicurante che si perde nel vortice della follia e dello scacco metafisico.
Readings: Il circolo Pickwick-Dombey e figlio-Un canto di Natale-David Copperfiled-Oliver Twist a teatro
Charles Dickens
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2016
pagine: 200
A 45 anni, nel pieno della sua maturità artistica e professionale, Charles Dickens è profondamente insoddisfatto: della famiglia, del lavoro, della propria immagine. Nasce così, contro il parere di tutti, il progetto di reinventarsi come "lettore" delle proprie opere e di portare in scena, in stupefacenti one man sbows, alcune pieces tratte dalla sua produzione narrativa: i "Readings" appunto, o copioni, che qui presentiamo nella prima traduzione italiana. Fu un successo travolgente. Per poco più di dieci anni, prima in tutto il Regno Unito e poi negli Stati Uniti, Dickens compie tournées entusiasmanti, che riempiono le sale di migliaia di spettatori ipnotizzati davanti ai quali egli "recita" il mondo variegato e ricchissimo della sua narrativa, riportando in vita - condensati, riadattati e reinterpretati - i momenti, le scene e i personaggi più amati, da lui e dal suo pubblico. Da grande attore qual era, trasporta nella voce tutta la ricchezza inesauribile del proprio linguaggio, dalle sfrenatezze del comico alle melodrammatiche intensità del patetico, alle oscure pulsioni del tragico, in spettacoli di indimenticabile intensità emotiva di cui rimangono attonite e appassionate testimonianze. Niente, naturalmente, potrà restituire l'incanto di quei momenti; ma questi "copioni", che conservano tutte le tracce del parlato e del processo di drammatizzazione, mostrano intatto l'affascinante percorso di un autore maturo che ritorna su se stesso.
Nero Dickens. Racconti del mistero di Charles Dickens
Charles Dickens
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio
anno edizione: 2016
pagine: 206
Seppur non manchino spettri e stregate visioni, non è il soprannaturale di per sé il segno forte di questi racconti di Dickens, ma piuttosto il mistero: mistero di passioni devastanti e maniacali ossessioni, oscuri ed enigmatici presagi di un destino incombente o torturanti memorie di un passato lontano. E ancora, mistero di parole che tornano implacabili a scandire i tempi della vita e i percorsi del racconto, mistero di sguardi e gesti indecifrabili - coprirsi gli occhi con un braccio, seguire compulsivamente con la mano le fibre di una stuoia -, di strani anomali personaggi e di ambigue storie in cui si sfuma il confine tra realtà e allucinazione, ragione e follia, vita e morte. Storie tanto più inquietanti quanto più calate in quel contesto, e linguaggio, "realistico", di cui Dickens è maestro insuperabile, che puntualmente viene smantellato nelle sue labili, illusorie certezze. Alla forza immaginativa di questo contrasto contribuisce il particolare genere di molti dei testi qui presentati, che sono brevi narrazioni in sé compiute inserite nei romanzi (Il Circolo Pickivick, La piccola Dorrit, Un racconto dì due città), con la funzione di spezzare il flusso del reale e, quasi inavvertitamente, passare il testimone da personaggi realistici, comici o convenzionali, a cupe, spettrali figure della trasgressione: pazzi, assassini, padri maledetti e crudeli, spose dementi e disperate. Unico racconto autonomo a tutti gli effetti è lo splendido "Linea secondaria nr. I", "Il casellante", da molti considerato il più bello di Dickens: il tetro buco nero della galleria ferroviaria sul quale balugina a tratti una tetra luce rossa a segnalare un pericolo sconosciuto e palpabile, fantasmatico e reale, può ben essere assunto a immagine-simbolo dello spazio in cui si muovono questi racconti, e in cui vertiginosamente si confondono le nostre luci e le nostre ombre.
Il ritorno. Testo inglese a fronte
Joseph Conrad
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2016
pagine: 184
Quale sorpresa sgradita e crudele per Alan Hervey, uomo borghese e conformista, che in una piovosa sera londinese, compiaciuto e soddisfatto del proprio successo, torna nella sua bella casa dopo una giornata nella City. La moglie se ne è andata: lo ha lasciato per un altro uomo. Nelle ore che seguono Hervey sarà costretto a tentare di capire, e a trovare possibili soluzioni che lo proteggano dalla critica della società in cui vive e si riconosce. Ben presto, però, la sua preoccupazione per lo sguardo degli altri si trasformerà in una violenta - e tragica - scoperta del mondo sommerso che è in lui, fino all'imprevedibile colpo di scena che chiude la storia. Scritto all'inizio della carriera, "Il ritorno" è certamente il meno conradiano dei racconti di Conrad. Giocato nell'arco di poche ore, e ambientato nello spazio claustrofobico di una grande magione vittoriana, esso rivela la volontà dell'autore di cimentarsi con un tema caro alla narrativa di fine secolo - le tensioni ormai sempre più ingovernabili del matrimonio borghese - ma anche di ingaggiare un corpo a corpo con la figura del protagonista facendolo sprofondare nel modernissimo gorgo della sua coscienza infelice.
Verso Bisanzio
William Butler Yeats
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2015
pagine: 249
Dopo un esordio legato al folklore e ispirato da ogni sorta di spiritualismo e da poeti quali Spenser, Blake, Shelley, i Preraffaelliti, la coscienza poetica di Yeats matura nel simbolismo fino a esprimere la voce poetica più vigorosa e sofferta del secolo. Nella sua poesia, vicenda privata e storia si fondono e si dilaniano senza requie, fra gli orrori della guerra, nel conflitto fra amore e violenza politica, fra pene terrene e ideale dell'arte. In un'ansia inappagabile di permanenza accesa da visioni fantasmagoriche e apocalittiche, la poesia cerca di sanare nell'immortalità dell'Arte le irriducibili contraddizioni dell'esistenza, mai capace di rinunciare tuttavia alla "furia e [al] fango delle vene umane". Dal recupero della perduta tradizione celtica alla personale espressione del moderno, una scelta della migliore e più alta poesia di Yeats, in una nuova traduzione che, nel religioso rispetto dell'originale, dichiara l'innamoramento per la sua musica.
Il ritratto di Mr W. H. Testo inglese a fronte
Oscar Wilde
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2013
pagine: 222
Pubblicato per la prima volta nel 1889 in una versione assai più breve e più "cauta", "Il ritratto di Mr W.H.", da Wilde a lungo e instancabilmente rimaneggiato e riscritto, approda infine a questa edizione molto più ricca e complessa, nella forma e nella sostanza, che però vide la luce soltanto nel 1921, quando cominciavano a smorzarsi gli echi "scandalosi" della vicenda wildiana, dal terribile processo, al carcere, alla morte disperata. Non poteva aver certo vita facile infatti nella cultura vittoriana questa storia affascinante della ipotetica ricerca dell'identità di Mr W.H., il "fair youth" cui Shakespeare aveva dedicato i Sonetti, che fornisce, appena occultato sotto la patina anticata dei tempi elisabettiani e del platonismo omoerotico del Rinascimento, un apologo appassionato dell'amicizia virile. Ma "Il ritratto di Mr W.H." non è solo questo: complicato racconto nel racconto dove i narratori intrecciano le loro diverse "verità", fiction e saggio, gioco metaletterario anticipatore di Borges e di Nabokov, funambolica prova di erudizione sul filo dell'esegesi shakespeariana, il testo si apre al gioco delle suggestioni e contaminazioni raccontando una storia, squisitamente novecentesca, sulla incertezza, sulla falsificazione e sull'instabile statuto della interpretazione. Sfida temeraria, negli stessi anni del "Ritratto di Dorian Gray", da parte di un autore che giocò a distanza sempre più ravvicinata con il fuoco della censura fino a bruciarsi le ali.

