Letteratura teatrale
SceKspir al BeKKa. Romeo Montecchi dietro le sbarre dell’Istituto Penale Minorile Beccaria
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Clichy
anno edizione: 2020
pagine: 212
Milano. Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria. Un gruppo di giovani detenuti dell’area penale interna ed esterna, con la complicità di studenti dell’università Statale di Milano e giovani attori della compagnia Puntozero, portano a giudizio Romeo Montecchi per l’omicidio di Tebaldo Capuleti secondo le procedure del vigente Codice del processo penale minorile. SceKspir al BeKKa presenta questa insolita aula di tribunale e illustra, anche grazie a una suggestiva galleria fotografica, un’avvincente esperienza di teatro in carcere. Un drammaturgo, William Shakespeare o, come si dice al BeKKa, «Scekspir», autore di storie e personaggi di grande attualità, capaci di parlare ai giovani d’oggi. Una tragedia, Romeo e Giulietta, riletta attraverso sguardi diversi la cui sinergia ha un forte impatto sui ragazzi, detenuti e non. Una collaborazione tra Dipartimento di Lingue e letterature straniere dell’Università degli Studi di Milano, APS Puntozero e IPM Beccaria. Un modello innovativo di laboratorio teatrale. Un ponte tra dentro e fuori. Uno strumento per sensibilizzare i giovani sui temi della detenzione e della pena, generalmente ignorati dal nostro sistema scolastico.
Lisistrata
Aristofane
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2020
pagine: 456
Le donne prendono il potere nell'Atene del V secolo a.C. Occupano l'Acropoli. Per porre fine alla disgraziata guerra con Sparta, fanno lo sciopero sessuale: si rifiutano, cioè, di avere rapporti con i mariti. C'è da non crederci, eppure è proprio da questa situazione paradossale che Aristofane parte per inventare la trama esilarante della "Lisistrata". Lisistrata è la 'leader' indiscussa delle donne: mentre le anziane prendono possesso dell'Acropoli e sbarrano i Propilei, convoca un'assemblea di mogli provenienti da tutta la Grecia, proponendo loro la strategia dell'astinenza. Dopo un'iniziale resistenza, l'assemblea femminile giura su un grande calice nero, sacrificando un orcio di vino di Taso. I vecchi di Atene, saputo della presa dell'Acropoli, muovono all'assalto, con l'intenzione di stanarne le donne col fuoco. Vecchi e vecchie si scontrano, insultandosi e prendendosi ferocemente in giro. «Sono una donna libera», proclama per tutte la Corifea. Si giunge al punto che Lisistrata propone al magistrato ateniese venuto a imporre la legge una «politica della cardatura»: una sorta di parabola che paragona il trattamento della lana grezza al governo di Atene, una «metafora» in cui «filatura e attualità si alternano e si intrecciano in un'immagine grandiosa e appassionata». Naturalmente, anche Lisistrata e il suo esercito femminile hanno i loro problemi: c'è un momento in cui, accampando scuse di vario genere, parecchie vogliono «tornare a casa»: l'istinto coniugale conculcato pare prevalere. Lisistrata è costretta a fermarle. E c'è una scena fantastica nella quale una delle sue seguaci, Mirrina, finge di assecondare le richieste del marito Cinesia, protraendone poi ad arte l'attesa e infine lasciandolo con un palmo di naso. Lo stesso tipo di azione sta compiendo Lampitò a Sparta. Alla fine, gli uomini cedono: verrà firmata la pace, in nome dell'antica unione nella guerra contro i Persiani. Il finale, con i suoi accenti epici, «è maschile». Ma l'interludio è una commedia coi fiocchi: dannatamente seria, eppure spumeggiante di humour: commentata da Franca Perusino, e tradotta da Simone Beta.
Tà-kài-Tà (Eduardo per Eduardo)
Enzo Moscato
Libro: Libro rilegato
editore: Editoria & Spettacolo
anno edizione: 2020
pagine: 132
"Tà-kài-Tà" è dedicato a Eduardo De Filippo, alla sua figura di drammaturgo e di capocomico, alla sua personalità di artista impareggiabile. La struttura metateatrale, la forma monologo/dialogo conferisce al testo quei caratteri di originalità propri della scrittura drammaturgica di Enzo Moscato. "Tà-kài-Tà" è un sogno, una visione, una rappresentazione fatta di parole, lette e musicate, ma è soprattutto un rituale. Il titolo significa "questo e quello" e si riferisce al titolo del film che Pier Paolo Pasolini stava preparando sulla vita di San Paolo quando fu assassinato. Il testo, pur non basandosi su dati biografici, ripercorre le tappe della vita di Eduardo, con uno squarcio su di un episodio tragico della sua vicenda personale: la morte della figlia Luisella.
La cortigiana
Pietro Aretino
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni Clandestine
anno edizione: 2020
pagine: 176
La cortigiana, commedia in cinque atti, ruota intorno a due vicende abilmente collegate: quella del senese Maco che, giunto a Roma per diventare un perfetto cortigiano, finisce, a causa di uno scherzo ordito ai suoi danni da Mastro Andrea, in una caldaia bollente; e quella di Parabolano che, ingannato dal servo Rosso e dalla mezzana Aluigia, trascorre la notte non con l'amata Livia, ma con Togna, moglie del geloso fornaio Ercolano. Con un'ironia beffarda, irridente e dissacratoria, Aretino denuncia le bassezze, l'ipocrisia e la corruzione della corte romana. Roma e la sua quotidianità rappresentano i veri protagonisti della commedia e proprio in questo sta la forza e la modernità dell'opera.
In agonia
Miroslav Krleza
Libro
editore: Infinito Edizioni
anno edizione: 2020
pagine: 160
"In agonia" è un dramma psicologico, il secondo della trilogia sui Glembay, storia di una famiglia patrizia originaria di Zagabria e del suo declino. Ambientato nell'autunno del 1922, in una fase storica di caos post-asburgico, il personaggio principale è Laura, donna fragile con un carattere particolarmente sensibile. Scritto inizialmente in due atti, che trent'anni dopo la prima stesura divennero tre, con In agonia e con le altre due opere della trilogia - I Signori Glembay (1928) e Leda (1930) - Krleza raggiunge l'apice della forza espressiva della sua arte che, in un'epoca dominata da una poetica sperimentale che da Pirandello si propaga, attraverso Brecht, fino agli scrittori del dopoguerra come Ionesco e Beckett, si allontana dall'avanguardia drammaturgica e ritorna ai modelli anti-cechoviani. Con "In agonia", che è il suo dramma più volte messo in scena, l'autore zagabrese viene consacrato come una delle figure culturali più eminenti prima del panorama croato e jugoslavo, poi di quello europeo dell'epoca.
L'avaro
Molière
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2020
pagine: 128
"L'avaro" è una commedia in cinque atti, rappresentata per la prima volta il 9 settembre 1886 al Palais-Royal con Molière nel ruolo di Harpagon e Armande Béjart in quello di Mariane, che si ispira all'Aulularia di Plauto. All'inizio non ebbe molto successo, forse per l'insolito uso della prosa in una commedia lunga o per il trionfo pressoché insuperabile dell'opera di Moliére "Il Tartuffo". In tutta la commedia l'ilarità è quasi amara, perché l'avarizia vince su tutti i sentimenti: sull'amore filiale, sull'amore paterno e sull'amore romantico. Divertenti sono i dialoghi in cui l'essere avaro è presentato come il sintomo di una malattia. Nonostante l'evoluzione dell'intrigo della pièce, il vizio non viene mai corretto e l'avarizia trionfa fino all'ultima pagina.
Le donne del re
Fabio Arrivas, Renzo Sicco
Libro: Libro in brossura
editore: Voglino Editrice
anno edizione: 2020
pagine: 104
Il 14 marzo 2020 è stato il bicentenario della nascita di Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia. Il testo dello spettacolo è dedicato appunto a Vittorio Emanuele ed è stato pensato per il Mausoleo della Bela Rosin (luogo alle porte di Torino che la compagnia Assemblea Teatro contribuì a rivalutare agli occhi del Comune a tal punto che divenne una delle sedi delle inziative della Rete dellle Biblioteche Civiche). Il Mausoleo, infatti, è stata la seconda tomba regale della seconda moglie del re, Rosa Vercellana. Figlia di un militare, quindi considerata di rango inferiore, divenne "moglie morganatica del Re": sottostò al patto di non prendere posizione giuridica, né rivendicare alcun diritto di eredità. Vittorio Emanuele II rischiò la scomunica per questo matrimonio osteggiato da tutti a corte, in particolar modo da Cavoúr. Ma il Re non si fece intimidire. E l'amore trionfò.
Romeo e Giulietta. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2020
pagine: 352
Montecchi e Capuleti sono le due principali famiglie di Verona, da tempo nemiche. Romeo, appartenente alla prima, e Giulietta, alla seconda, si incontrano a una festa in maschera e si giurano eterno amore; il giorno dopo vengono celebrate le loro nozze da frate Lorenzo, ma, dopo che la notizia viene scoperta dai membri delle due famiglie, Romeo è costretto a fuggire da Verona. Avendo saputo della morte della sua amata, Romeo si reca dove giace Giulietta, addormentata: credendola realmente morta, il giovane si avvelena; al risveglio della fanciulla, vedendolo steso a terra morto, anche lei si suicida pugnalandosi. I capi delle due famiglie, venuti a conoscenza della tragica sorte dei due innamorati, decidono di conciliarsi tra loro e porre fine alle lunghe lotte.
Teatro
Robert Musil
Libro: Libro in brossura
editore: Cue Press
anno edizione: 2020
Questa edizione del teatro musiliano presenta diverse novità per il lettore italiano: in questo volume, oltre ai due drammi già noti, I fanatici (1921) e Vinzenz e l’amica di uomini importanti (1923), compare la traduzione dell’inedito Preludio al mélodrame Lo zodiaco (1920). Si tratta della prima opera teatrale pubblicata dall’autore da cui emergono, insieme, il debito verso il teatro espressionista e il tentativo di distaccarsene. Il teatro di Musil è, nelle sue parole, «una nebbia di materia spirituale». Attraverso interminabili discussioni, i suoi protagonisti descrivono ciò che l’autore ha chiamato «l’altro stato», l’utopia e il possibile: una realtà alternativa dove i criteri e il conformismo dello «stato normale», in cui tutti noi viviamo, si dissolvono. Vale tuttora ciò che ha affermato il regista Hans Neuenfels a proposito del teatro di Musil: è «il più importante della letteratura tedesca […] in cui si riflette, nel mondo più attuale, sul rapporto o non-rapporto fra uomo-donna, sull’individuo, e sull’essenza del tempo e della realtà».
Insulti al pubblico e altre pièces vocali
Peter Handke
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 200
"Insulti al pubblico" è il testo più provocatorio dello scrittore austriaco Peter Handke. Il bersaglio sono le abitudini e il torpore intellettuale degli spettatori. Fu una provocazione maestosa e insieme sommessa, fatta con una scrittura che incanta ed è ad altissima tensione analitica. Il testo di Handke si serve «di forme naturali di espressione quali l'insulto, l'autodiffamazione, la confessione, l'affermazione, la domanda, la giustificazione, la scusa, la profezia, il grido d'aiuto». Handke lavora sapientemente con le ripetizioni, i ritmi cadenzati, il montaggio di frasi fatte, per esibire la standardizzazione e l'arbitrarietà del linguaggio, ma anche una vitalità che in esso resiste. Talvolta le voci si intrecciano in un brusio in cui si sente il risuonare di un inconscio linguistico e dei suoi condizionamenti. Il linguaggio di Handke lavora per «rendere l'apparato di percezione così preciso al punto che la natura in questa nostra società diventa riconoscibile come falsa, manipolata».
Le metamorfosi di Nanni
Barbara Napolitano
Libro: Libro in brossura
editore: Guida
anno edizione: 2020
pagine: 106
La storia ha luogo in un teatro , nel quale si fa finta che esista una città linda, pinta e ordinata, una città che si serve del mare e del lungomare per far innamorare generi diversi di cristiani, ma pure cani, gatti, pappagallini. Canzoni di Giovanni Block.
Timone d'Atene. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2020
pagine: 256
Timone non è un re né un principe. È solo il "favorito" della Fortuna, ma la sua dimora in Atene è una vera e propria corte in cui è riverito da poeti, pittori, mercanti e uomini d'arme: una folla di cortigiani e clienti ai quali elargisce sconsideratamente doni e amicizia, cieco di fronte all'adulazione e all'inganno che lo circondano. Solo quando la sorte gli volge le spalle e a causa della sua prodigalità si ritrova ridotto in miseria, scopre l'ingratitudine di coloro che aveva creduto amici. Il benefattore divenuto misantropo si ritira a vivere solitario e pieno d'odio in una caverna, dove trama la sua vendetta contro la città e il genere umano maledicendone l'insaziabile avidità. Ispirato a uno dei più celebri Dialoghi di Luciano , Timone d'Atene (1608) affida a una figura del mondo classico l'amara riflessione di Shakespeare sulla crisi di valori che, fra Cinquecento e Seicento, accompagna la nascita dell'uomo moderno: la realtà è un deserto dell'anima e del cuore, dove domina, mostro solitario e invincibile, il dio dell'oro e della cupidigia. Introduzione di Nemi D'Agostino.

